martedì 16 ottobre 2018

Zeus in coma nella stazione aliena

Domenica 14 ottobre si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 23 partecipanti e per la durata di circa due ore e un quarto, A come Abisso, Z come Zenit. L'abbecedario del viandante mistico, la puntata n. 2 di Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile, dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia.

La puntata n. 3 (vedi qui) si terrà – sempre gratis – domenica 21 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), e si intitolerà Imperium Amoris. L'infinito nascosto nel finito.

Tabellone dei 24 mondi.

La puntata n. 2, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano inclusiva, quanto a momenti d'interazione col pubblico, di un esercizio immaginativo basato su 24 mondi ovvero scenari (fra l'altro, al terzultimo scenario si è improvvisato un dialogo cantato) e di un brainstorming durante il quale si sono raccolti 18 elementi utili alla stesura del canovaccio d'una improvvisazione teatrale, da inscenare la settimana prossima. Argomenti trattati durante la lezione-spettacolo:

Descensus ad inferos e ascensus ad astra
Imitazioni della Commedia di Dante nella fanciullezza e adolescenza di Palasciano, a partire dal 1978. La Hypnerotomachia Palasciani, 2002. — Come di questi tempi vi sia in giro «troppa realtà», tale da «intossicare» (per es. «Facebook ci bombarda ogni giorno con insistiti accenni alle più squallide vicende politiche, criminose e gossippare»); «ben venga dunque un po' di onirico». — Il viaggio di Dante personaggio attraverso l'universo. La cosmologia aristotelico-tolemaica. — L'Ade, il luogo del buio. Dagli inferi antichi all'inferno e paradiso cristiani. La dottrina cattolica del purgatorio, secondo Jacques Le Goff sviluppatasi al fine di integrare nella comunità banchieri, mercanti ecc. — Il descensus ad inferos prima di Dante: il babilonese Enkidu; i greci Òrfeo, Odìsseo, Psiche, Èracle, Tèseo e con lui Pirìtoo; la magnogreca Deìfobe e con lei il troiano Enea; l'ebreo san Paolo; e – con incluso nel viaggio il purgatorio, talvolta pure il paradiso terrestre – gli irlandesi san Patrizio, san Brandano e Tnùgdalo. — L'ascensus ad astra prima di Dante: il Somnium Scipionis nel De re publica di Cicerone; il Libro della Scala di Maometto; il Libro delle tre scritture di Bonvesin de la Riva; il De Ierusalem celesti di Giacomino da Verona, pure autore del De Babilonia civitate infernali. — Bestie, uomini, dèi. Superamento della dicotomia alto/basso nel dionisiaco. Le dimensioni sospese di teatro, circo, carnevale, mundus inversus, inferi, sogno. Simbolismo magico-filosofico di giochi e giocattoli come l'altalena, simbolo dell'uguaglianza sostanziale di terrestre e celeste (a dispetto di Aristotele).

Alfabeto e giochi con le lettere
Universo come caleidoscopio, gioco anagrammatico ecc. — Dall'àlea (caso) all'alétheia (verità). — Esempi di anagrammi, tra cui alcuni composti da Palasciano negli ultimi due anni e mezzo (vedi qui). — Sciarada, tautogramma, lipogramma, acrostico e altri giochi di parole. — Acrostico a elenco: provate a elencare varie cose che vi caratterizzano, usando come lettere iniziali tutte le lettere del vostro nome e cognome (es.: Meraviglia, Ansia, Ribellione, Cronache, Oratoria, Pensiero, Arte, Ludus, Algoritmi, Scibile, Capua, Iperuranio, Amicarium, Nonnine, Omoerotismo). Acrostico a frase (es., in tre endecasillabi, ispirato a un tema della puntata scorsa: Moltissima Ansia Rende Claudicante / Ogni Passo Attraverso Loci Amoeni, / Selve Che Insisterai A Nomare Oscure). Poesie acrostiche a capoverso (es.: vedi qui). Poesie acrostiche alfabetiche (es.: i sette salmi alfabetici della Bibbia). — Per la storia delle origini dell'alfabeto vedi puntata n. 4 di Dal Paleolitico a Palasciania. Basti ora dire che la lettera A deriva dal disegno stilizzato della testa di un toro, da cui l'anagramma Il toro sumero → Ortelius Room; e avete già notato gli altri due anagrammi di Ortelius Room nascosti nel programma?

Elaborazione collettiva della struttura di un possibile poema o romanzo epico-onirico, se non di un festival-laboratorio
Prestigio del numero 24 (vedi qui). Palasciano elenca 24 scenari siglati da A a Z e le rispettive sinossi di capitoli o puntate, con qualche approfondimento essenziale, poi vi ritorna sopra per far esprimere i presenti in merito a ciò che vorrebbero collocare in ciascuno di essi, scegliendo oggetti ed eventi i cui nomi inizino eventualmente con la lettera corrispondente (una sorta di «Cose, animali, fiori, città» versione extralusso). Si sceglie infine uno scenario da usare in un'improvvisazione teatrale (per la quale, però, non ci sarà il tempo); e la maggioranza vota per Giove. — I 24 scenari sono divisi in quattro parti: Acqua, Terra, Aria, Fuoco. Al loro giro si sovrappongono due giri dello Zodiaco, partendo dalla Bilancia così che ai Gemelli corrispondano la lettera I e la V, le uniche due che si sdoppiano, formando rispettivamente la coppia gemellare I|J (qui fatta corrispondere a Sodoma e Gomorra) e la coppia gemellare V|W (al sistema Terra-Luna). Scenari:


A. Ci si addormenta, tipo Polìfilo o Alice, e si sogna di ritrovarsi in un luogo buio, al centro della terra, nel fondo dell’inferno, su un lago ghiacciato. Incontro con Mnemòsine, giusto poc'anzi rapita da Ade per farne la sua amante approfittando del fatto che Zeus è chissà dove, da che lo ha sconfitto il mostro Tifone. Mnemosine ha mangiato una melagrana, cibo dei morti, dunque non può lasciare gli inferi; ma la facciamo vomitare, e così può fuggire con noi, intanto che Ade è impegnato sull'Olimpo a battibeccare con Poseidone su chi dei due debba succedere sul trono del fratello scomparso.

B. Risaliamo gli inferi seguendo il corso dei fiumi Cocìto, Flegetonte, Stige e Acheronte.

C. Fondale marino. Da uno dei vari ingressi degli inferi sbuchiamo tra le rovine di Atlantide.

D. Viaggio sottomarino a bordo di un pesce gigante che ci ha rapiti, insieme col profeta Giona. Dalla bocca del mostro infine, grazie al suggerimento di un tonno (vedi Le avventure di Pinocchio, cap. XXXIV), usciamo, ma ancor sott'acqua. Da là sotto, mentre risaliamo, possiamo «ammirar l'ombra d'Argo» (Paradiso, XXXIII, 96).

E. In alto mare, a bordo della nave Argo che ci ha raccolti. Ivi, tra gli altri compagni di Giàsone: Eracle, con Ila; e Càlai e Zete, figli del vento Bòrea, che hanno Eracle in antipatia.

F. Sull'Argo ormeggiata presso la costa della Misia. Alcuni degli Argonauti vanno in perlustrazione alla ricerca di cibo e acqua; Ila viene rapito dalle ninfe d'un fiumicello, colpite dalla bellezza del giovinetto; Eracle si attarda a cercarlo, invano; e la nave riparte senza Eracle, grazie all'insistenza di Calai e Zete in ragione del vento propizio. (Tutto ciò è narrato nelle Argonautiche, libro I.) Noi preferiamo scendere dall'Argo e restare con Eracle.


G. Troia. Re Laomedonte, costretto a dare in pasto la propria figlia Esìone a un mostro per placarlo, chiede aiuto a Eracle, promettendogli in cambio i cavalli donati a suo nonno Troo da Zeus (in cambio di Ganimède), cosí veloci da correre sull’acqua; ma, dopo che Eracle ha spacciato il mostro, il re manca alla parola data e gli dà dei cavalli qualsiasi. Eracle giura vendetta.

H. In cammino con Eracle dalla Troade alla Cananea. Incontro con due angeli in incognito che vanno da un certo Lot, per le preghiere di suo zio Abramo, a trarlo da Sodoma prima che la città sia distrutta.

I|J. A Sodoma siamo ospiti di Lot. La folla sodomita bussa alla porta, bramando sodomizzarci; Lot le offre le sue due figlie vergini, acché siano violate al posto nostro e degli angeli, essendo l'ospitalità sacra; ma la folla viene accecata da un lampo divino. Lot fugge con moglie e figlie, e con loro noialtri mortali più Mnemosine, dalla città che tosto vien distrutta insieme con la vicina Gomorra. (Come andrà poi a finire per Lot e famiglia, da cui ci separiamo? vedi qui.)

K. In una selva ai piedi di un «dilettoso monte» (Inferno, I, 77), non lontano da Gerusalemme.

L. Scalata del monte. Incontro con tre fiere; Eracle mette in fuga la lonza e la lupa, sconfigge il leone e resta a spellarlo per farsene un mantello, mentre noi proseguiamo verso la cima.

M. Sulla cima: incontro con la vergine Astrea, che guiderà Mnemosine sul sole, dove sarà al sicuro dalle grinfie del fotofobico Ade. Ma noialtri mortali veniamo ora rapiti da un disco volante, casualmente in ricognizione da quelle parti; ond'eccoci alla mercé di orribili alieni, provenienti da un altro sistema stellare.


N. Spazio interstellare, ai confini del sistema solare. Sulla stazione spaziale aliena dove ha fatto ritorno il disco volante, ci troviamo tra i vari prigionieri di uno zoo in allestimento, tra cui il dio Zeus in coma da che fu imprigionato da Tifone, mostro dal quale gli alieni, apprendiamo, sono stati attaccati nei pressi del suo covo cometario nella nube di Oort, e lo hanno abbattuto e disintegrato col loro raggio della morte. Ma gli alieni vengono tosto messi KO da un banale microrganismo che ci portavamo addosso, come nel finale della Guerra dei mondi di Wells. Rubiamo quindi un'astronave e fuggiamo, recando con noi Zeus nel suo sarcofago medico stile bara di Biancaneve.

O. Fascia di Kuiper. Ivi un planetoide minerario, mondo miserabile i cui abitanti sono schiavi di una vita grigia, senza altro orizzonte che i piú bassi bisogni materiali.

P. Nettuno, il primo dei quattro pianeti gassosi, è il mondo della follia: un mundus inversus carnevalesco, surreale, barocco e decadente.

Q. Urano, mondo dalle torri d'avorio, i cui abitanti sono animati dalle piú elevate istanze spirituali, dalla curiosità scientifica all'amore universale e all'etica.

R. Saturno, mondo malinconico, di spettri, con atmosfere stile Viandante sul mare di nebbia e Isola dei morti.

S. Giove, mondo allegro, ove tutti non pensano che a pascersi di delizie, e sono ben pasciuti come in Wall·e.


T. Asteroidi della fascia principale. Un microasteroide urta e danneggia l’astronave e provoca un incendio, che non si spegnerà fino alla fine della nostra avventura, consumando intanto settore dopo settore.

U. Marte. Assistiamo all’eterna guerra fratricida tra i marziani del partito di Phobos e del partito di Deimos.

V|W. Sistema Terra-Luna. Sulla Luna si trova tutto ciò che andò perduto (vedi viaggio di Astolfo nell'Orlando furioso, canto XXXIV), tra cui la coscienza di Zeus, che recuperiamo. Il dio esce dunque dal coma e vola sul sole, da Mnemosine, mentre noi preferiamo completare il giro del sistema solare.

X. Venere. Pianeta tutto arte, in ispecie la musica: nessuno parla qui se non cantando.

Y. Mercurio, mondo fin troppo razionale: l'altra faccia della follia. Gli abitanti sono simili ai laputiani dei Viaggi di Gulliver, matematici e inventori di macchine assurde, tra le ricerche più astruse e inutili. Essi sono così presi dal lambiccarsi il cervello, che i servi devono badare al proprio signore quando questi passeggia, dandogli leggere bacchettate sugli occhi affinché non cada in qualche precipizio; e a casa poi la moglie lo cornifica con i visitatori, davanti a lui, senza che se ne accorga.

Z. Sole. Zeus si è appena congiunto con Mnemosine: avviene qui il concepimento delle nove Muse, che avvieranno sulla Terra quel progresso, sia pur lento, onde l'umanità perverrà tra millenni a una nuova età dell'Oro; e la vergine Astrea potrà un giorno tornare, finalmente, dal suo esilio celeste. A questo punto ci possiamo destare dal sogno.

venerdì 12 ottobre 2018

Ventiquattro le ore, i libri, i quadri...

● Le ore del giorno.
● Le stagioni del calendario agricolo cinese.
● Le tonalità del sistema tonale occidentale (12 maggiori, 12 minori); onde i 24 preludi di Chopin, Debussy ecc.; i 24+24 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato di Bach, i 24 di Šostakovič ecc.; ecc.
● I fotogrammi al secondo nello standard attuale delle riprese e proiezioni cinematografiche.
● Le lettere dell’alfabeto greco; da cui i 24 libri dell’Iliade, dell’Odissea ecc. Ma anche le lettere dell’alfabeto egizio, le rune ecc.
● I libri del Tanakh, la bibbia ebraica.
● I libri di Prospero nel film di Peter Greenaway Prospero’s Books.
● I carati in un’oncia.
● Le dita in un cubito tolemaico.
● Le falangi toccabili coi pollici, per contare, nelle due mani.
● Le vertebre mobili.
● Le nuvole nella commedia di Aristofane Le nuvole.
● I trombettieri alla corte del re d'Ungheria Mattia Corvino.
● Gli avatar del dio Viṣṇu.
● I filosofi che si domandano cos’è Dio, nel Libro dei 24 filosofi.
● I vecchi dell’Apocalisse; da cui i 24 vecchi del Purgatorio, XXIX, 61-87.
● Le classi sacerdotali di Gerusalemme.
● Gli oniromanti ufficiali operanti a Gerusalemme al tempo del rabbino Bana’ah, che li consultò tutti, ne ebbe 24 interpretazioni diverse e altrettante diverse predizioni, e… quale si avverò? tutte!
● I peccati che ostacolano la Teshuvah secondo Mosè Maimonide.
● Le tesi della Summa di Tommaso d’Aquino.
● Le tesi di Leibniz sull’essere (un breve scritto senza titolo).
● Le famiglie fondatrici di venezia.
● I Tirthamkara, i profeti del giainismo.
● Le sillabe del Gayatri.
● Gli elementi secondo gli Hare Krishna.
● I dipinti di Rubens sulla vita di Maria de’ Medici.
● Le tavole di Jan van Rymsdyk et alii in William Hunter, Anatomia uteri humani gravidi tabulis illustrata (L’anatomia dell’utero umano gravido).
● Le tavole della cartografia di Napoli di Federico Schiavoni.
● Le arti marziali coreane tradizionali.
● I cigni nella coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov per la versione 1895 del Lago dei cigni di Čajkovskij.
● I volumi degli opera omnia di Nietzsche donati da Hitler a Mussolini.
● I criminali nazisti giudicati dal primo processo di Norimberga.
● I secoli da Platone a oggi.

giovedì 11 ottobre 2018

Un tour tra i mondi dell'immaginario

Comunicato stampa sulla puntata n. 2 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dopo averci portato a spasso tra selve più o meno oscure e fiabesche, il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile" prosegue con una puntata n. 2 non meno ricca di mirabilia, che vedrà nuovamente l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Pro Loco di Capua e si terrà – come sempre a ingresso gratuito – domenica 14 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6).

La lezione-spettacolo avrà per titolo "A come Abisso, Z come Zenit. L'abbecedario del viandante mistico". In essa Marco Palasciano tratterà fra l'altro di viaggi immaginari, mondi misteriosi e giochi di parole da cui far scaturire lampi di illuminazione. Non mancheranno momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

Ricordiamo che sarà sempre possibile inserirsi in "Ortelius Room", senza necessità di aver seguito le puntate precedenti. Per il programma completo vedi palasciania.blogspot.it.

mercoledì 10 ottobre 2018

Tra l'«Inferno» dantesco e «Hänsel e Gretel»

Domenica 7 ottobre si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 17 partecipanti e per la durata di circa due ore e mezza, Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura, la puntata n. 1 di Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile, dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia; le cui venti puntate si basano su uno schema segreto da scoprire, del quale durante questa si è fornito qualche primo indizio.

La puntata n. 2 (vedi qui) si terrà – sempre gratis – domenica 14 ottobre alle ore 18.45 nuovamente a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6), e si intitolerà A come abisso, zeta come zenit. L'abbecedario del viandante mistico.

Palazzo della Gran Guardia, 7 ottobre 2018. Foto di Annalisa Papale.

La puntata n. 1, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo inclusiva, fra l'altro, di tre momenti interattivi (senza contare il consueto giro di commenti finale):

una gara a chi ricordasse più versi del canto I dell'Inferno di Dante, declamandolo appresso a Marco Palasciano, infine l'unico – ohibò – a declamarlo interamente a memoria;

un'esperienza di immaginazione guidata (preceduta da un rapido provino vocale per i versi degli animali e l'urlo del mostro), con ciascun partecipante – chiusi gli occhi – a figurarsi di uscire di casa per una passeggiata e ritrovarsi, non si sa come, in un bosco, dove incontra un mostro, e fugge, e giunge a una casetta, e gli apre la porta sua nonna, viva o morta che sia nella realtà, e l'interno della casetta è proprio uguale a quello della casa reale della nonna, ed entrato da lei sarà al sicuro;

un momento di laboratorio di teatro della fiaba, con la rappresentazione di una scena ispirata a Hänsel e Gretel. La strega, seduta davanti al caminetto, rievoca compiaciuta alcune sue malefatte crudeli, mentre Gretel spazza il pavimento e la distrae per dare a Hänsel agio di limare le sbarre della propria gabbia (quelle, in realtà, a protezione del finestrame di Palazzo della Gran Guardia: vedilo nella foto qui sopra; peccato però che nessuno abbia fatto foto durante la scena!). Personaggi:
HÄNSEL (Frankie B.)
GRETEL (Nicole P.)
LA STREGA (Annalisa P.)
Si è inoltre inaugurato il nuovo pseudo-microfono per le interviste lampo ai presenti: un cono coperto di firme, giacché l'anagramma di microfono è firmo cono. Quanto alle domande, sono state: «E tu chi sei?»;  «Che fai di bello (per cambiare il mondo)?»; «Come ti senti stasera?»; «Serve un abbraccio di conforto?»; se sì, «Chi dei presenti preferisci ti abbracci?»; se è indifferente, si domanda agli altri «Chi lo/la vuole abbracciare?».

Argomenti trattati durante la lezione-spettacolo:

Definizione dei laboratori interni a Ortelius Room
Laboratorio ludico: puro gioco, per scaldare l'atmosfera.
Laboratorio biografico: cosa abbiamo da narrare e in che forma potremmo narrarlo.
Laboratorio affettivo: l'espressione immediata di emozioni e sentimenti relativi al nostro vissuto, o anche al nostro immaginario.
Laboratorio teatrale: l'espressione degli stessi mediata da personaggi-simbolo, situazioni allegoriche ecc.

La selva come locus amoenus e come locus horridus
Gli spazi civilizzati in opposizione polare alla selva: se i primi sono percepiti come positivi, la seconda è percepita come locus horridus; se negativi, è percepita come locus amoenus. — La selva in cui vaga Renzo nel capitolo XVII dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. — La selva al principio della Hypnerotomachia Poliphili. — Brunetto Latini nel Tesoretto si smarrisce in una selva dove incontra la Natura, che lo istruisce su questioni dottrinali (manco fosse la dea Dike del Perí phýseos parmenideo) e gli indica la strada, che lo condurrà... indovinate: da Tolomeo o da Copernico? — La selva di Saron, stregata dal mago Ismeno nel canto XIII della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, con Tancredi in preda all'allucinazione dell'albero da cui escono il sangue e la voce di Clorinda. — La selva come metafora. La vita: una «immensa silva plena insidiarum et periculorum» (Agostino, Confessioni), ma non solo: vedi Francesco Petrarca, Res seniles, dove il locus è sia horridus sia amoenus: la selva «di giorno riempie di dolcezza e alletta gli occhi e le orecchie di chi vi abita, ma allo spegnersi del giorno diviene orribile e paurosa». — La selva come smarrimento della «diritta via», dal canto I dell'Inferno di Dante al madrigale LIV di Petrarca. Concezione pessimistica dell'amore in Petrarca: una mera distrazione dal cammino verso Dio. — La selva come luogo di iniziazione per diverse culture. — La selva come banco di prova dei cavalieri nella letteratura romanza. — La selva come caotico labirinto di desideri incrociati nel canto I dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. — La selva come locus amoenus dal giardino dell'Eden biblico al giardino della casa della nostra infanzia. Il giardino dell'antico Palazzo Palasciano, a Capua, in via Lorenzo Menicillo.

Dal bosco fiabesco all'Ombra junghiana
Le raccolte di fiabe da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile a I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault alle Fiabe del focolare dei fratelli Grimm. — Il bosco della tradizione fiabesca tra orchi, fate, animali parlanti ecc. — L'orco e l'Orco. — Tra le figure archetipiche del folklore: le antenate benevole e, di contro, le streghe. I riflessi del mito nella fiaba e l'ambivalenza di divinità come Persefone. — La selva come metafora della Grande Madre-Utero e quindi come simbolo dell'origine di tutto ciò che riguarda la nostra vita, nel bene e nel male; fra l'altro le cause delle nostre virtù e vizi, e dei nostri desideri e paure. — L'Ombra junghiana, di nuovo. (E dei sogni suoi messaggeri torneremo a parlare nella puntata n. 7.)

Il punto x del cammin di nostra vita
Qual è la nostra «diritta via»? C'è un destino individuale da adempiere o no? Se c'è, e se dunque si può smarrire «la diritta via», e qualcuno di noi l'ha smarrita, quale è stato il suo «punto x»? Se invece non c'è, si consideri che ci si trova comunque in un mondo strutturato per generare un ricco ventaglio di cammini vitali. (E dell'eventualità che questo sia «il migliore dei mondi possibili» parleremo nella puntata n. 3.) — Come che sia, la «selva oscura» in cui ci smarriamo è fuori di noi o non, piuttosto, dentro di noi? Ecc. — Non vi sarà alcun obbligo, durante il laboratorio biografico di Ortelius Room, di parlare del proprio vissuto personale, doloroso o meno che sia. — L'espediente di P. per trovare la forza di parlare pubblicamente (sia pure a ingresso limitato) del punto x del proprio vissuto, una volta e mai più, durante il nostro precedente festival-laboratorio, Dal Paleolitico a Palasciania: ripercorrere, in circa trenta ore di lezione-spettacolo, l'intera storia dell'Homo sapiens sapiens dal 36.000 a.C. al 2018, in una sorta di colossale rito a puntate culminante – dopo tanta rincorsa – nel punto x (1976) per poi concludersi, ricongiungendosi con il presente, alle ore 0.00 del 21 maggio 2018, giorno del suo 50° compleanno.

La dedica nascosta
Una figura cardine della vita di P.: la nonna paterna Immacolata Cardillo. Rivelazione conclusiva: la data del XVII anniversario della sua morte è la stessa data di questa puntata n. 1 di Ortelius Room. Ecco il perché della «casetta della nonna» nella selva.

Palazzo della Gran Guardia, 7 ottobre 2018. Foto di Francesco Netti.

venerdì 5 ottobre 2018

Un bosco latebroso e tenebroso

Comunicato stampa sulla puntata n. 1 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dopo la puntata ouverture di domenica scorsa, consistita nell'ottava edizione locale di "100 Thousand Poets for Change" (Centomila poeti per il cambiamento), il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile" prosegue con la vera e propria puntata n. 1, che vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Pro Loco di Capua e si terrà – come sempre a ingresso gratuito – domenica 7 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6).

La nuova lezione-spettacolo di Marco Palasciano, che avrà per titolo "Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura", tratterà fra l'altro di boschi stregati, mostri interiori, svolte catastrofiche e guide salvifiche tra mito e vita. A partire da questo incontro vi saranno inoltre tanti momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

Va detto che sarà sempre possibile inserirsi in "Ortelius Room", senza necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che tutte sono organizzate in base a uno schema segreto che sarà rivelato nel corso della puntata finale. Tuttavia qualcuno potrebbe già scoprirlo esaminando con attenzione i titoli (nel qual caso si prega di non spoilerare).

Per il programma completo di "Ortelius Room", e gli annunci e resoconti delle puntate, vedi palasciania.blogspot.it.

lunedì 1 ottobre 2018

Dieci reader, quattordici poeti

Si è inaugurato domenica 30 settembre in Capua, presso Cose d'Interni Libri, davanti a un pubblico di circa venticinque persone, il XII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile. La sua puntata ouverture è consistita nell'VIII edizione di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro (qui l'annuncio).

L'Ortelius Box.
Nella prima parte Marco Palasciano ha introdotto Ortelius Room, «che sarà un viaggio straordinario alla Jules Verne, se non un viaggio straordinarissimo alla Albert Robida, anche se il percorso d’un tal viaggio ripercorrerà in buona parte l’ordinario delle nostre vite, giacché bisogna sempre partire da noi stessi e dal nostro rapporto con gli altri esseri umani. [...] Un viaggio relativamente breve – quattro mesi e dieci giorni – all’interno di un viaggio piú grande, e destinato comunque all’incompiutezza: il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell’inconoscibile; viaggio che per il singolo essere umano dura tutta la vita, e che per l’Homo sapiens come specie dura ormai da duecentomila-trecentomila anni, e durerà fino all’estinzione della sua linea evolutiva». L'obiettivo di queste lezioni-spettacolo – inclusive di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale – è la «scoperta o riscoperta, in noi o fuori di noi, di qualche ulteriore frammento di Verità Splendente, sia pur minuto»; o trovare semplicemente, al limite, «un po’ di degna evasione fantastica e nuovi degni amici». Il nostro Presidente ha infine mostrato l'Ortelius Box, destinato ad accogliere i suggerimenti dei partecipanti: una (con solennità) «misteriosa scatola blu che ha il potere di fare sí che tutto ciò che scriviate...» (con nonchalance) «... venga poi da me letto a casa con calma, e se mi piace lo infilo in qualche puntata».

Palasciano al leggio durante la puntata ouverture di Ortelius Room.
Foto di Ferdinando Mercogliano.

La seconda parte della puntata ouverture è consistita in un reading poetico collettivo, senza distinzione tra professionisti e dilettanti. Si sono succeduti al leggio, nell'ordine, i dieci lettori di séguito elencati (fra parentesi quadre le edizioni precedenti di 100TPC cui ciascuno partecipò; dopo i due punti sono indicati i poeti letti, e l'assenza d'alcun nome vale sé stesso/a):
1. Roberto Cocchis [IV, V, VI, VII]
2. Anna Maria D'Angelo: Giacomo Leopardi
3. Gaetano Riccio: Giacomo Leopardi
4. Salvatore D’Angelo [IV, VII]: Filomena Shedir Di Paola; Biagio Cepollaro; Orlando Limone (presente); Jorge Luis Borges; sé stesso
5 e 9 bis. Marco Palasciano [tutte]: Anonimo (presente); sé stesso
6. Michele Aiezza [VII]
7. Allan Corsaro
8. Nicole Perrotta: Gaio Valerio Catullo
9. Raffaele Serpe: Pier Paolo Pasolini
10. Giusy Pangia
All'Accademia, per l'occasione, sono stati donati due libri di poesie: Roberto Cocchis, L'impressione del decoro; Allan Corsaro, Fiori d'asfalto ed altre solitudini.


Cliccare qui per l'elenco di tutte le edizioni di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro. Prossimo, anzi remoto, appuntamento: domenica 29 settembre 2019.

L'appuntamento con la puntata n. 1 di Ortelius Room, invece, è assai più vicino: si terrà alle 18.45 di domenica 7 ottobre 2018 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6). Titolo: Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura. Vedine qui l'annuncio.

sabato 15 settembre 2018

30 settembre: i «Poets» a «Ortelius Room»

Comunicato stampa sulla puntata ouverture di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dal 30 settembre 2018 al 9 febbraio 2019, l'Accademia Palasciania terrà il XII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". Venti incontri settimanali a ingresso gratuito, in varie sedi, per festeggiare i venti anni di attività dell'accademia meno accademica del mondo, con nuove lezioni-spettacolo integrate da momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

La puntata ouverture coinciderà con l'ottava edizione locale dell'evento globale "One Hundred Thousand Poets for Change" (Centomila poeti per il cambiamento). Dal 2011, ogni ultimo weekend di settembre centinaia di luoghi in tutti i continenti sono uniti da questa sorta di rito collettivo, una grande festa dedicata alla poesia. E l'Accademia Palasciania, già organizzatrice delle prime sette edizioni dell'evento in Terra di Lavoro, in collaborazione con Cose d'Interni Libri terrà l'ottava alle ore 18.45 di domenica 30 settembre nella sede della libreria (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88).

La prima parte dell'incontro consisterà in una breve lezione-spettacolo di Marco Palasciano. Nella seconda parte ciascuna delle persone presenti fra il pubblico potrà recarsi al leggio e declamare, o far declamare, i propri versi o quelli dei propri poeti preferiti.

Per ulteriori informazioni vedere palasciania.blogspot.it o contattare il 3479575971.

venerdì 14 settembre 2018

Ecco di «Ortelius Room» la locandina

Cliccare qui, a ingrandire la visione; indi ingrandire ancóra, lì cliccando.

Esaminando attentamente la locandina potrete scoprire lo schema segreto di Ortelius Room. Nel caso lo scopriate, non svelatelo ad altri, così da non guastare loro il gioco. Grazie! :)

mercoledì 12 settembre 2018

Calendario stagione dodicesima

L'Accademia Palasciania
in collaborazione con 
Pro Loco di Capua, Capuanova, FaziOpenTheater, Capua Sacra, 
Cose d'Interni Libri, Casa del Popolo Spartaco, Oceania, 
Theo Broma, MirArte, Parrocchia della Trasfigurazione, 
Gruppo Agesci Succivo 1 e RadichArti 
presenta 
il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano 
di scienza, filosofia, poesia, 
arti varie, gioco e umana armonia

O R T E L I U S   R O O M

Qui inizia il viaggio nella conoscenza
alla ricerca dell'inconoscibile


Il nostro XII festival-laboratorio (facente parte del trittico Aurolalía iniziato con il X, Oniricon, e da completare con il XV, Omnia palco sacra) si svolgerà dal 30 settembre 2018 al 9 febbraio 2019, articolandosi in venti puntate che si terranno alle ore 18.45 di un giorno a settimana, per la maggior parte di domenica, alternandosi fra dodici sedi (qui elencate in ordine di frequenza, indi di distanza da Capua, indi cronologico):
●●●●● Palazzo della Gran Guardia, Capua, piazza dei Giudici 6, collab. Pro Loco (puntate 1, 2, 5, 8, 11)
●●●● Palazzo Fazio, Capua, via Seminario 10, collab. Capuanova e FaziOpenTheater (puntate 3, 6, 12, 18)
●● Palascianeum, l'ubicazione sarà resa nota ai frequentanti abituali (puntata 13 e puntata finale)
Chiesa dei Santi Rufo e Carponio, Capua, corso Gran Priorato di Malta 40, collab. Capua Sacra (puntata 9)
Chiesa di San Salvatore a Corte, Capua, via Principi Longobardi 19, collab. Capua Sacra (puntata 15)
Cose d’Interni Libri, Capua, corso Gran Priorato di Malta 88 (puntata ouverture)
Casa del Popolo Spartaco, Santa Maria Capua Vetere, via Gaetano Saraceni 2 (puntata 10)
Oceania il mondo dei bambini, Aversa, via Evangelista Torricelli 6 (puntata 7)
Theo Broma chocobar|pub|bakery, Aversa, via dell'Olmo 23 (puntata 14)
Palazzo Cascella, Aversa, via Cesare Battisti 90, collab. MirArte (puntata 16)
Parrocchia della Trasfigurazione, Succivo, piazza IV novembre 20, collab. parrocchia stessa e Gruppo Agesci Succivo 1 (puntata 4)
Palazzo Radich, Pietramelara, piazza San Rocco 48, collab. RadichArti (puntata 17)
Le puntate numerate consisteranno in altrettante lezioni-spettacolo di Marco Palasciano, integrate da momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali tutte le persone presenti potranno partecipare. La puntata ouverture consisterà, invece, in un reading poetico collettivo, mentre la puntata finale consisterà nella festa per il ventesimo anniversario della fondazione dell'Accademia e per la consegna dei diplomi di Ortelius Room, del quale sarà inoltre rivelato lo schema segreto. Includerà una festa anche la puntata n. 13, sfociante in vero e proprio veglione di Capodanno.

Tutto ciò, come sempre, completamente gratis.

Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso, senza necessità di aver seguito le puntate precedenti. Per conseguire il diploma di Ortelius Room, comunque, bisognerà aver partecipato ad almeno 12 puntate numerate.

Nel calendario qui sotto, cliccare sui quadratini per visionare i resoconti delle puntate già tenute. O gli annunci, laddove non abbiamo avuto ancora il tempo di scrivere i resoconti.

(Due puntate, indovinate quali, hanno titoli anagrammatici.)

Per la locandina vedi qui. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Marco Palasciano in Facebook.

Logo della puntata ouverture.

Ouverture: ottava edizione locale di 100 Thousand Poets for Change
Cose d'Interni Libri, domenica 30 settembre

1. Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura
Palazzo della Gran Guardia, domenica 7 ottobre

2. A come Abisso, Z come Zenit. L'abbecedario del viandante mistico
Palazzo della Gran Guardia, domenica 14 ottobre

3. Imperium Amoris. L'infinito nascosto nel finito
Palazzo Fazio, domenica 21 ottobre

4. Circo Universo. Il cammello parlante e altri racconti meravigliosi
Parrocchia della Trasfigurazione, mercoledì 31 ottobre

5. Sole morituro. Drammaturgia allegorica e fantascienza classica
Palazzo della Gran Guardia, domenica 4 novembre

6. Amleto e Salomè. Riscritture, contaminazioni, sintesi inattese
Palazzo Fazio, domenica 11 novembre

7. La mappa del mondo dei sogni. All'asilo un bambino si domanda se Paperone esista
Oceania, domenica 18 novembre

8. Antropocalisse. Crisi globale e modest proposals per un brave new world
Palazzo della Gran Guardia, domenica 25 novembre

9. Per te ho vissuto, amore mai perduto. Alberi di eventi e nidi di Verità Splendente
Chiesa dei Santi Rufo e Carponio, venerdì 30 novembre

10. O lume risorto. Trasposizioni epistemiche e immersioni in batisfera
Casa del Popolo Spartaco, domenica 9 dicembre

11. Dove sono i bei momenti. Aiòn, chrònos, kairòs, temps retrouvé
Palazzo della Gran Guardia, domenica 16 dicembre

12. Natale in casa Coppelius. Lenti stregate, automi, manicomi
Palazzo Fazio, domenica 23 dicembre

13. Anno nuovo, incipit vita nova. Ognuno ha in cuore la sua stella pura
Palascianeum, lunedì 31 dicembre

14. Nella calza di Klein della Befana. Continuità dell'essere e cultura del dono
Theo Broma, domenica 6 gennaio

15. Il fiore dell'Amicarium. Aspettando il perfetto amico-eroe
Chiesa di San Salvatore a Corte, domenica 13 gennaio

16. Dal diario al Bildungsroman. Ma potremmo seguitare fino al Weltwerk
Palazzo Cascella, domenica 20 gennaio

17. Remember me, but ah! forget my fate. Memorie dall'inferno e teoria del paradiso
Palazzo Radich, domenica 27 gennaio

18. E quindi uscimmo a riveder l'asse y. Il senso ritrovato
Palazzo Fazio, domenica 3 febbraio

Finale: festa per il ventennale dell'Accademia Palasciania
Palascianeum, sabato 9 febbraio

lunedì 25 giugno 2018

Villa delle Ginestre: il gran ritorno

Alle ore 18.00 di giovedì 28 giugno 2018, a Torre del Greco, nella mitica Villa delle Ginestre ove già fummo nel 2014, si celebrerà (in anticipo d'un giorno) il 220° genetliaco di Giacomo Leopardi, a cura dell'associazione culturale “Leopardi e Napoli, legame indissolubile”, in collaborazione con l'Ente Ville Vesuviane, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e la casa editrice Media Leader. Ingresso libero.

L'evento vedrà fra l'altro, come già nelle sei edizioni precedenti, l'attiva partecipazione dell'Accademia Palasciania, stavolta nelle persone di quattro suoi rappresentanti. Marco Palasciano, presidente della nostra Accademia, e i sodali Gaetano Riccio e Alessia Ventriglia declameranno di Leopardi due canti e due operette morali:
La quiete dopo la tempesta, con Riccio;
Dialogo della moda e della morte, con Palasciano (moda) e Ventriglia (morte);
A Silvia, con Palasciano;
Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere, con Palasciano (passeggere) e Riccio (venditore di almanacchi).
Un quarto accademico palascianiano, Daniele Ventre, terrà un intervento intitolato Sul «Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco».

Gli altri interventi in programma saranno tenuti da Paola Capocelli, da Jolanda Capriglione e da cinque dei sette autori di Infinito Leopardi, volume collettaneo edito da Media Leader: Nino Daniele (Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, autore della prefazione), Carlo Di Lieto, Roberto Russo, Raffaele Urraro e Agostino Ingenito che introdurrà l'evento, anche in veste di presidente dell'associazione “Leopardi e Napoli, legame indissolubile”, mentre i saluti iniziali spetteranno a Mario Rusciano, presidente dell'Ente Ville Vesuviane, e la moderazione del tutto a Rita Occidente Lupo.

L'evento sarà ulteriormente arricchito dalla degustazione di un dolce dedicato a Leopardi, creazione del maestro pasticciere Gerardo Di Dato, e dalle performance musicali di tre allievi del Liceo Coreutico “Boccioni-Palizzi”: Emanuel Calvani alla chitarra, Miriam Calvani al pianoforte, Angelica Lubrano Lavadera al clarinetto.

Il giorno dopo, venerdì 29 giugno, alle ore 10.30, presso la Tomba di Leopardi al Parco Virgiliano si terrà una cerimonia commemorativa, con la piantumazione di una ginestra e il conferimento di due onorificenze culturali: al sopracitato Carlo Di Lieto, e alla memoria di Gianni Infusino. Per le altre celebrazioni leopardiane in programma in questi giorni nel napoletano, vedi qui.


Nostri post su precedenti edizioni del ricorrente incontro leopardiano (nel 2011 e 2013 mancante, nel 2016 ridotto a evento online):
2009. Napoli tra Leopardi e Palasciano 
2010. Un gioco per la festa di Leopardi
2012. Evento: «Omaggio a Giacomo Leopardi»
2014. «La ginestra» a Villa delle Ginestre
2015. Gemellaggio Leopardi-Palasciano
2017. Palascianisti a declamar Leopardi

mercoledì 16 maggio 2018

La storia si congiunge col presente

Comunicato stampa sulla puntata n. 12, e ultima, di Dal Paleolitico a Palasciania. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Nella foto: sullo sfondo il tramonto di un'epoca, con le
Torri Gemelle incendiate dalla furia dell'integralismo
religioso (11 settembre 2001); in primo piano la riva del
territorio che fu di Elea, patria di Parmenide, nel cui
mare si è appena celebrato il battesimo filosofico
di Marco Palasciano (tramonto del 20 luglio 2013).

Dopo avere attraversato tutta la storia, fra migliaia di storie altalenanti fra orrore e meraviglia, giunge al gran finale l'undicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Dal Paleolitico a Palasciania. Undici salti in accelerazione geometrica lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens". La sua puntata n. 12 si terrà domenica 20 maggio alle ore 18.57 presso la Casa delle Arti (Succivo, corso Sicilia 31), per gentile concessione del Comune di Succivo

L'incontro – a ingresso libero – consisterà principalmente in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano sugli anni compresi tra il 2000 e il 2018, si intitolerà "Epoca attuale. Che fai di bello per cambiare il mondo? (2018)" e includerà una cena a buffet (ognuno porta qualcosa).

I resoconti di tutte le puntate si troveranno in palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971.

lunedì 30 aprile 2018

Parte il laboratorio bïografico

Comunicato stampa sulla puntata n. 11 di Dal Paleolitico a Palasciania. Ma è inutile, stavolta, pubblicarlo: l'ingresso sarà a invito.


L'undicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Dal Paleolitico a Palasciania. Undici salti in accelerazione geometrica lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens" giunge all'undicesima puntata, dedicata agli anni dal 1962 al 1999 benché intitolata riduttivamente "Tramonto del postmoderno. Fondazione dell'Accademia Palasciania (1999)" e con ingresso limitato, come già detto, alle persone che abbiano partecipato in precedenza ad almeno tre incontri dell'Accademia Palasciania, escludendo chi non partecipi da oltre un anno e chi abbia meno di 10 punti nell'Amicarium 2018.

Sarà invece a ingresso libero la puntata successiva. Per il programma completo di "Dal Paleolitico a Palasciania" vedi palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971.

giovedì 19 aprile 2018

Arriva il Novecento, incanto e schianto

Comunicato stampa sulla puntata n. 10 di Dal Paleolitico a Palasciania. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Sta per giungere al suo punto di svolta – l'intrecciarsi della storia universale con le nostre storie individuali – l'undicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Dal Paleolitico a Palasciania. Undici salti in accelerazione geometrica lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens". La decima puntata, dedicata agli eventi 1889-1961, sarà ancóra a ingresso libero, consistendo in una normale lezione-spettacolo, come pure la dodicesima (2000-2018), mentre per l'undicesima (1962-1999) – inclusiva di laboratorio biografico con eventuali accenni, da parte dei presenti, alle esperienze più o meno traumatiche della propria infanzia – l'ingresso sarà limitato a persone che abbiano partecipato in precedenza ad almeno tre incontri dell'Accademia Palasciania, escludendo chi non partecipi da oltre un anno e chi abbia meno di 10 punti nell'Amicarium 2018.

Liberissimo invece, come detto, l'ingresso alla puntata n. 10. Sarà dedicata agli anni dal 1889 al 1961, benché intitolata riduttivamente "Alba del postmoderno. Missione Vostok 1 (1961)", e si terrà mercoledì 25 aprile in forma di gita – con tanto di pranzo comunitario (ognuno porta qualcosa) – al Casale di Teverolaccio (Succivo, via XXIV maggio), in collaborazione con l'associazione Casa nel Sole. Tutto gratis. L'appuntamento per il pranzo è in tale sede alle ore 13.00; nel dopopranzo, prima o dopo una passeggiata nei dintorni, Marco Palasciano terrà la lezione-spettacolo del giorno, i cui argomenti più carichi di dramma saranno ovviamente le due guerre mondiali e l'ascesa e caduta del nazifascismo.

In proposito, per chi parte da Capua l'adunata è alle ore 12.00 presso l'albero cui nel 1943 i nazisti impiccarono il giovane Santagata (un gelso recintato a pochi metri da Branto Mobili, Capua, via Santa Maria Capua Vetere 51), meta finale di un corteo a ricordo della Liberazione – organizzato dalla rete di associazioni "Per un 25 aprile a Capua" – al quale i più mattinieri potranno partecipare, se lo desiderano, adunandosi alle ore 9.30 in piazza dei Giudici.

Per tenersi in contatto con l'Accademia il numero è 3479575971. Per il programma completo di "Dal Paleolitico a Palasciania" vedi palasciania.blogspot.it.

giovedì 5 aprile 2018

Le meraviglie del Sette-Ottocento

Comunicato stampa sulla puntata n. 9 di Dal Paleolitico a Palasciania. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Prosegue nel suo grand tour attraverso i secoli, tra mille siparietti comici ed altrettanti di struggente pathos, l'undicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Dal Paleolitico a Palasciania. Undici salti in accelerazione geometrica lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens". La sua puntata n. 9 si terrà in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, sezione di Capua, domenica 8 aprile alle ore 18.57, nella sua sede (corso Appio 54, a una ventina di metri dall'arco con l'orologio; si entra in un cortile, sulla sinistra è un giardino, in fondo al giardino è la sala). L'incontro – come sempre a ingresso gratuito – consisterà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano sugli anni compresi tra il 1734 e il 1888, e si intitolerà "Belle Époque. Prima ripresa cinematografica (1888)". Ma l'invenzione della cinepresa sarà solo la stazione d'arrivo: per molte altre stazioni transiterà il treno del Sette-Ottocento, dai cui finestrini potremo gettare su di esse solo un rapido sguardo, nella nostra corsa sempre piú folle e al tempo stesso sempre piú razionale.

Per dirne solo 44: Linneo. Goldoni. L'homme machine. Pompei dissepolta. La Reggia di Caserta. L'Encyclopédie. Sterne. La filatrice meccanica. La rivoluzione americana. Beaumarchais. Urano. Kant. Mozart. La mongolfiera. La rivoluzione francese. Sade. Il primo vaccino. La pila di Volta. Napoleone. Beethoven. Faust. Il caleidoscopio. L'uomo della sabbia. Frankenstein. Leopardi. La proprietà come furto. L'algoritmo di Ada Lovelace. Il telegrafo. Nettuno. Il telefono. Moby Dick. Madame Bovary. Il cavo suboceanico. L'origine delle specie. Alice nel paese delle meraviglie. La Croce Rossa. Le equazioni di Maxwell. La tavola di Mendeleev. Verne. Wagner. Il fonografo. La lampadina. La prima centrale elettrica. Emily Dickinson.

Ricordiamo che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del festival-laboratorio, senza necessità di averne seguìto le puntate precedenti; i cui resoconti si troveranno in palasciania.blogspot.it, come pure il programma completo. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971.