30 ottobre 2013

Tra gli istinti selvaggi e il puro amore


Affettività, sessualità e bestialità saranno i principali argomenti della puntata n. 5 del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia. Si tratterà fra l'altro delle componenti della psiche, e della loro lotta per dirigere le azioni umane ora verso un abisso di violenza e squallore, ora verso uno zenith di intelligenza e amore. «Amor ch’a nullo amato amar perdona», ma anche amore che tutto perdona; amore in tutte le sue forme.

Sul tema dell'amore per l'ambiente in cui viviamo, e come cambiarlo in meglio un pezzetto ciascuno, sarà raccolta la testimonianza del locale Comitato civico Parco Eucalyptus, un eccellente esempio concreto.

L'appuntamento è per
domenica 3 novembre alle 17.55 al Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici)
● con replica il lunedì alle 20.55 in sede da definire (info: 3479575971).

Tutto gratis!

«Molti credono erroneamente che l’eros abbia un fine estrinseco, e che tale fine sia l’anfigonia; e che ogni atto erotico non procreativo sia una violazione di tale presunta natura. Ma in realtà...»


29 ottobre 2013

Falcone in spalla ed elitropia in tasca

Domenica 27 ottobre si è tenuta in Capua, nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 32 partecipanti e per la durata di circa tre ore e mezza (compreso un intervallo durante il quale si è degustata una torta di Giuseppina P.), Terra e cielo (nzomm). Teatri del potere dal Duecento al Duemila tra populus stupidus e stupores mundi, la puntata n. 4 del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia a cura dell'Accademia Palasciania. La sera successiva la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 8 partecipanti, di cui 2 già presenti la domenica.

La puntata n. 5 e relativa replica si terranno – sempre gratis – l'una domenica 3 novembre alle ore 17.55 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra lunedì 4 novembre in altra sede, la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 21.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 4, intanto, si è composta di una lezione-spettacolo più due giochi: Tu volevi avvelenarmi (formate delle coppie, in ciascuna la prima persona è stata mossa ad accusare paranoicamente la seconda, nel contempo ambedue spingendosi sgarbatamente l'un l'altro, per infine, allo stop, annullare tutti i sentimenti negativi in un abbraccio pacificatore) e Il messaggio nella bottiglia (ciascuno ha scritto una breve lettera, in cui ha accennato alla cosa che più lo fa stare male, e l'ha inserita in una busta numerata, numero ignoto agli altri; poi, rimescolate le buste, a turno ciascuno ne ha scelto una che non fosse la sua e l'ha letta ad alta voce, cercando infine di dare un consiglio di cuore all'anonimo scrivente). 

La lezione ha tratto spunto dai tarocchi dell'Imperatore e del Papa, ed è consistita in parte in una sintesi e rielaborazione delle puntate n. 4 e n. 5 della scorsa stagione, Arca Arcanorum (cliccare i titoli per approfondire):
4. Arsenico e vecchi sonetti. Poesia e paranoia alla corte di Federico II di Svevia (e non solo)
5. Te lo do io il Veritatis splendor. Come spaccare il mondo in due e spacciarsi per costruttori di ponti
Argomenti aggiunti: il dialogo interepistemico nelle opposte modalità del «muro contro muro» e del traduzionalismo; l'evoluzione delle religioni (vedi Jonathan Haidt, Menti tribali. Perché le brave persone si dividono su politica e la religione, 2012); come la religione, la cui funzione precipua è di legante sociale, sia tutt'altro che la ricerca della verità (quella è la filosofia); come neanche la scienza coincida esattamente con la ricerca della verità; l'evenemenziale e l'essenziale; il valore del tenere un diario, del redigere le proprie memorie e dell'intrattenere scambi epistolari; gli stupores mundi; la tela I saltimbanchi a Pompei, attualmente sita nella sala consiliare del municipio di Capua, donata a Ferdinando Palasciano dal pittore Gaetano D'Agostino nel 1880, e la citazione in essa del passo dalla Hecyra di Terenzio «Ita populus studio stupidus in funambulo animum occuparat»; dallo stupore degli stupidi a quello degli intelligenti per le cose stupende, ovvero la meraviglia filosofica; l'immagine poetica (ad allegoria dell'ipotetica condizione delle anime nell'iperuranio) dell'uomo recluso in una stanza di specchi dove in realtà non si tratta di immagini riflesse, ma di una infinità di uomini identici a lui e che compiono esattamente i suoi stessi gesti, non per imitazione ma perfetta concordia volitiva.

Gaetano D'Agostino, I saltimbanchi a Pompei, 1877.

Resta da dire che, nel corso dell'incontro di domenica, gentili ignoti hanno lasciato sul tavolo della sala un omaggio misterioso: vedi qui.

28 ottobre 2013

Anonime poesie su Matto e Mago

Si indaga sui possibili autori.
Iersera, durante la puntata n. 4 della sesta stagione di incontri filosofici palascianiani, gentili ignoti hanno lasciato sul tavolo della sala, non si sa in che momento di preciso, due fogli di carta, dai bordi bruciacchiati a simulare antiche pergamene. Su essi, dei versi: ottonari, in quartine, ispirati ai tarocchi del Matto e del Mago, e dedicati al nostro Presidente. Riportiamo qui ambedue i testi, ringraziando commossi l'anonimo poeta (e immaginando intenda poi comporre altre venti poesie del genere, chissà!, a completare il giro degli arcani maggiori; per infine svelarsi a Palasciano, e a tutti noi, analogamente al modus operandi dei rapitori, l'anno scorso, del coccodrillo Arturo).

0. Il Matto

Questo posto non mi è nuovo
e nemmeno Palasciano
che da sempre io mi covo
che mi tien sempre per mano.

Ha l'aspetto un po' arruffato,
colleziona ogni fobia,
l'universo che ha creato
mischia scienza e poësia.

Io che alla ricerca vago
di ogni inizio e di ogni viaggio
con l'autunno vi son pago
di quest'uomo folle e saggio.


1. Il Mago

Ogni mago o giocoliere
ben conosce lo strumento
che di spettatore intento
il favor sappia ottenere.

Palasciano alle lezioni
il prestigio sa allestire
e l'effetto può sortire
di mirabili pozioni.

Ma credendo nel portento
dei simposi a cui giocate
«Alchimista!» m'invocate
ed io accorro come il vento.

Rubo l'anima e anche gli occhi*
e, parola di Bagatto,
questo splendido baratto
è l'accesso pei Tarocchi.

* Riferimento a L'uomo della sabbia di Hoffmann?
I due fogli misteriosi comparsi il 27 ottobre al Palazzo della Gran Guardia.

25 ottobre 2013

Della quarta puntata il sobrio annuncio


Potere, paranoia, Federico II di Svevia e Karol Wojtyła saranno tra gli argomenti principali della puntata n. 4 del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia (altrove detto Novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, o anche Quinta stagione di incontri filosofici palascianiani).

 L'appuntamento è per
domenica 27 ottobre alle 17.55 al Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici)
● con replica il lunedì alle 20.55 in sede da definire (info: 3479575971).

Tutto gratis!

P.S.: desideriamo rassicurare quanti possano aver sospettato che, nella forse troppo sintetica sintesi qui sopra, il «potere» s'intendesse relato all'imperatore e la «paranoia» al papa: non è così, assolutamente; e se così avete pensato, temiamo, quelli un po' paranoici siete voi. Ma non vi angustiate: questa puntata n. 4 servirà, fra l'altro, a proporre qualche sano antidoto alla paranoia, nel segno del ludus e dell'umana armonia.

Un sonetto di Marco Palasciano

Oggi è il compleanno di Viola Amarelli, maggiore poetessa avellinese vivente, anzi della Campania, anzi forse del Mezzogiorno tutto, ecc. Insomma il nostro Presidente le dedica un sonetto iperbarocco. Cliccate qui se leggerlo gradite:

23 ottobre 2013

Da Pitone ai pitoni nel Tamigi

Sciamano. Uno degli argomenti principali della
lezione-spettacolo è stato il cosiddetto effetto Quesalid.
Domenica 20 ottobre si è tenuta in Capua, nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 24 partecipanti e per la durata di circa tre ore, Gnôthi seautón, Watson. Siamo tutti la figlia di Lord Hicks, la puntata n. 3 (seguita da una cena, con per chef Carolina P.) del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia a cura dell'Accademia Palasciania (la quale ringrazia inoltre Paolo A. per l'omaggio, ricevuto a inizio evento, di una copia del poema di Giovanni Torti La torre di Capua, 1829). La sera successiva la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 8 partecipanti, di cui 2 già presenti la domenica; ospite d'onore il cosmologo Sante Carloni (dedito principalmente a investigare la natura della gravitazione e a costruire modelli matematici descrittivi della gravità e del mondo fisico in generale; qui, se può interessarvi, l'elenco delle sue pubblicazioni).

La puntata n. 4 e relativa replica si terranno – sempre gratis – l'una domenica 27 ottobre alle ore 17.55 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra lunedì 28 ottobre in altra sede, la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 21.30 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La Sibilla di Delfi dipinta
da Michelangelo sulla volta
della Cappella Sistina.
La puntata n. 3, intanto, si è composta di una lezione-spettacolo più un gioco oracolare (bibliomanzia, dai risultati anche stavolta impressionanti) e un po' di improvvisazione teatrale (che ha visto Domenico C. nei panni della regina Vittoria e di Nelly la Fresca, Alessia V. in quelli di Sherlock Holmes – poi interpretato anche da Palasciano – e di Molly, Angelo I. in quelli del dottor Watson, Damian S. in quelli di un monello dickensiano e Marika A. in quelli di un automa).

La lezione ha tratto spunto dai tarocchi della Papessa e dell'Imperatrice, ed è consistita in parte in una sintesi e rielaborazione delle puntate n. 2 e n. 3 della scorsa stagione, Arca Arcanorum (cliccare i titoli per approfondire):
2. La maieutica delle Sibille. Quando l'Ombra ci illumina
3. Londra 1889: Sherlock Holmes contro il professor Coppelius
Quanto alla parte “londinese”, la lettura della poesia In un lago di sangue e d'ingranaggi – diversamente che nella versione di sette mesi fa – si è trasformata in una vera e propria sequenza teatrale, con tanto di strumenti atti a operare la manutenzione del cuore meccanico della sventurata figlia di Lord Hicks, interpretata da una ragazza distesa inerte sul tavolo, e con l'intervento di altre persone del pubblico: chi a porgere a Coppelius una fetta di torta, chi a bofonchiare in vece di Lord Hicks «la vita è un cimitero i cui lumini sono le stelle», chi a chiudere «immediatamente la porta sullo spettacolo crudele».


Si è inoltre recuperata a inizio puntata l'occasione, sfuggita durante la scorsa puntata, di citare l'anagramma «Marco Palasciano»/«Caos, clap, Armonia» e quindi l'applauso chiesto da Prospero nell'epilogo della Tempesta di Shakespeare.

Altri argomenti aggiunti alla lezione: la perpendicolarità cartesiana di orientamento sessuale (asse x = scala Kinsey: eterosessuali, bisessuali, omosessuali), identità sessuale (asse y = femmine, intersessuali, maschi) e dinamica dell'identità di genere (asse z = cisgender e transgender); il crossdressing; l'en travesti e gli evirati cantori nella storia del teatro cinque-ottocentesco; il rapporto tra l'eversione del dimorfismo sessuale e il sacro; il mito di Tiresia; i sacerdoti di Cibele e Attis; gli Hijra; i Two-Spirit; come, infine, per attingere al sacro non sia necessario evirarsi né travestirsi, ma solo porre tra parentesi il corporeo e il quotidiano; naturalmente senza mai scordare che, per vivere sani, anche il corpo vuole la sua parte. 

19 ottobre 2013

Il mondo: labirinto o paradiso?

Carmelo Bene in veste di Amleto.
Domenica 13 ottobre si è tenuta in Capua, nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza del numero record di 42 partecipanti e per la durata di circa tre ore e tre quarti, Essere o paraessere. La realtà non ha senso, di base; ma ne ha in cima, la puntata n. 2 del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia a cura dell'Accademia Palasciania (con tanto di buffet, principalmente a cura di Lucia D.I., Luisa F. e Michele D.M.). La sera successiva la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 6 partecipanti, di cui 3 già presenti la domenica.

La puntata n. 3 e relativa replica si terranno – sempre gratis – l'una domenica 20 ottobre alle ore 17.55 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra lunedì 21 ottobre in altra sede, la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 21.30 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 2, intanto, si è composta di una lezione-spettacolo e qualche gioco. La lezione ha tratto spunto dai tarocchi del Matto e del Mago (simboli l'uno del caos iniziale, l'altro dell'inizio dell'opera demiurgica che conduce all'armonia), ed è consistita in parte in una sintesi e rielaborazione delle prime due puntate della scorsa stagione, Arca Arcanorum (cliccare i titoli per approfondire):
0. Introduzione. Un po' di alea, di alétheia e di hamletica
1. Illusionismi e specula veritatis. Come salvarsi dall'Uomo della Sabbia e dallo stress della vita postmoderna
Hieronymus Bosch, Il prestigiatore, 1502 ca.
Argomenti aggiunti: tempo I: il mito del labirinto; le sole cose certe; i naibi; i rischi del procedimento euristico, dalla dispersione all'eccessiva concentrazione su un elemento e conseguente distorsione epistemica; l'apofenia; il Matto come simbolo della possibilità infinita insita nel caos; il Mago come simbolo dell'inizio di un percorso demiurgico; l'alchimia, coi suoi ergon e parergon e il suo rappresentare per Jung il processo di integrazione del sé; la quintessenza, o etere, o pneuma, o Mercurius philosophorum, o arca arcanorum; il dodecaedro come elemento decorativo del cosmo secondo il Timeo di Platone; il «nucleo della realtà» nella metafisica palascianiana.

La torta opera di Lucia, e le chiacchiere di Luisa.
Tempo II: il mito cosmogonico induista di Vṛtra e Indra; i caratteri distintivi di Dio secondo le più comuni tradizioni religiose, e la ridistribuzione di essi fra diversi enti nella metafisica palascianiana; la schizofrenia epistemica del barocco, evidente nella lettera di Bellarmino a Foscarini e simboleggiabile dalla bifocalità dell'ellisse; come l'inazione di Amleto non fosse tanto male, alla luce della catena di catastrofi avviata dal suo passare all'azione; la percezione del mondo come prigione e, di contro, la percezione di un guscio di noce come spazio infinito (Shakespeare, Amleto, atto III, scena II); Nick Vujicic e la gioia di vivere (vedi video qui sotto, in merito al cui finale però invitiamo a sorvolare con traduzionalismo sulla discriminante religiosa); la pari dignità di ogni dolore autentico; vittimismo, opportunismo, simulazione, mitomania; ove il semplice feedback amicale-sociale non basti a curare una psicopatologia, si ricorra alle psicoterapie; come la felicità sia sempre possibile, e l'universo materiale sia creato a tal fine; la necessità di una visione mentale limpida e corretta; i rischi dell'autoanalisi (vedi spot Dove sul test dell'artista forense); l'originale vuoto di senso della realtà; gli anagrammi e il relativo simbolismo; lo spaziotempo come illusione; il realismo strutturale ontico; come secondo Watzlawick tutti i problemi mentali si riducano a problemi comunicativi. Giochi svolti:
Sociogramma
Tormentata costruzione di un cerchio (già descritto qui)
«Mi fido di te; che pensi di me?» (già descritto qui)

11 ottobre 2013

Inaugurato a Capua il nuovo festival

Palazzo della Gran Guardia.
Domenica 6 ottobre 2013 si è tenuta in Capua, nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 36 partecipanti e per la durata di circa due ore, Baroccopolis. Dalle lettere “copernicane” degli arcivescovi di Capua alle feste per Carlo lo Stregato, la puntata n. 1 di  Urna Maris barocca. Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia. La sera successiva la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 8 partecipanti, di cui 2 già presenti la domenica sed non satiati.

La puntata n. 2 e relativa replica si terranno – sempre gratis – l'una domenica 13 ottobre alle ore 17.55 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, lato sud-ovest di piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra lunedì 14 ottobre in altra sede, da definire, la cui ubicazione potrà essere conosciuta per tempo dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 21.30 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Un angolo della biblioteca durante il giro di presentazioni.
La puntata n. 1, intanto, si è composta di una lezione-spettacolo del nostro Presidente più un momento giocoso di presentazioni fra tutti i partecipanti vecchi e nuovi, comprensivo di abbraccioterapia. Ciascuno ha avuto da presentarsi rispondendo a tre domande: «Chi sei?», «Che fai di bello nella vita?», «Come ti senti stasera? hai bisogno di un abbraccio? da chi?», dando inoltre un parere su quanto finora visto e vissuto degli incontri filosofici palascianiani (dei più assidui frequentanti è stato anche dichiarato il numero totale di incontri dal 2009 a oggi: campioni in tal senso Roberto A. con 42 presenze, Francesco L. con 31, Antonio D.F. con 28); il tutto arricchito dalle gag improvvisate del facilitatore. Per mancanza di tempo si è invece rinunciato a un gioco teatrale – Una cosetta da dire, già giocatosi durante la puntata n. 0 di Arca Arcanorum – al quale però si è potuto giocare durante la replica del lunedì.

Carlo II di Spagna.
Quanto alla lezione, ha preso le mosse dal luogo stesso in cui ci si trovava – il Palazzo della Gran Guardia (la cui biblioteca è intitolata a Francesco Garofano Venosta, che tra l'altro nel 1965 promosse l'istituzione del Premio Nazionale di Medicina intitolato a Ferdinando Palasciano) – e dal malaticcio sovrano la cui statua sovrasta il palazzo fin dalla sua visita a Capua del 1676, Carlo II detto lo Stregato. L'endogamia che causò la rovina genetica degli Asburgo è stata lo spunto per trattare di alleli dominanti e recessivi; ma anche, con un salto metaforico, della necessità di ampliare i propri orizzonti conoscitivi per scongiurare il ristagno mentale e, nei casi estremi, la follia. Si sono quindi accennati temi già spesso trattati nei corsi scorsi, come la necessità per il filosofo di scansare tanto la Cariddi del nichilismo iper-razionalista quanto la Scilla del fideismo (che nella Spagna di Carlo II assume le specie, fra l'altro, dell'Inquisizione al colmo della sua vis spettacolare, tanto che il re si sentì di dover istituire una commissione d'indagine sugli eccessi degli inquisitori); e si è additato il Seicento come epoca «scillacariddosissima», fra l'altro contemplando il contrasto fra l'anticopernicanesimo di Bellarmino e la simpatia dimostrata per Copernico da un altro arcivescovo di Capua ma del secolo precedente, Nicholas Schönberg (vedine lettera del 1° novembre 1536), e ribadendo quanto detto da Stephen Toulmin in Cosmopolis (1990) e cioè il «bisogno di riappropriarci della saggezza degli umanisti del Cinquecento» ricomponendo le finora scisse – da che Cartesio il mondo incartesiò – Ragione e Fantasia (le cui «nozze» sono state l'emblema base del corso del 2012 Euristicon). A tal proposito si sono riaccenati i princìpi base della ricerca euristica.

Palasciano spiega la dominanza
usando lampadine come alleli.
Quindi si sono rapidamente ripercorse le attività principali dell'Accademia Palasciania dal 1999 a oggi, ovviamente con particolare riguardo per il suo «fiore all'occhiello» ovvero le finora quattro stagioni di incontri filosofici, presentando infine il programma della quinta: nelle prossime undici puntate si presenteranno i frutti sintetici delle ventidue di Arca Arcanorum, unitamente a materiali nuovi, nuovamente cercando di mettere «in gioco le nostre esperienze, le nostre risorse creative, i nostri pregi e carenze, i limiti che vorremmo superare e i desideri che vorremmo coronare».

5 ottobre 2013

Della sesta stagione il calendario

L’Accademia Palasciania 
presenta
URNA MARIS BAROCCA
(ovvero, anagrammando, ARCA ARCANORUM BIS)
Nuovo festival capuano
di scienza, filosofia, gioco e poesia


Il festival si articolerà in dodici puntate che si terranno dal 6 ottobre al 23 dicembre 2013, ogni domenica alle ore 17.55 presso il Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici) con replica il lunedì in altra sede e orario. Ingresso sempre gratuito. Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso.

Età minima richiesta: 14 anni. Massima: quella raggiunta da madame Calment.

Ogni puntata si comporrà in primis di una lezione-spettacolo di Marco Palasciano sul suo pensiero, integrata da opportune pillole enciclopediche, e in secundis di una serie di giochi psicologico-comunicativi e sperimentazioni artistiche (fra teatro, scrittura, musica ecc.), di norma con un buffet nell’intervallo e/o una cena a seguire. Si vedranno nascere, nel contempo, tante amicizie nuove, fors’anche amori (tre amori sono nati durante il corso scorso).

Le sedi delle repliche del lunedì saranno stabilite di volta in volta, a seconda della disponibilità e delle esigenze, come anche l’orario, generalmente le 20.55.

Il Palazzo della Gran Guardia, gentilmente concesso
all’Accademia Palasciania dall’Associazione Pro Loco.

Nel calendario qui sotto, cliccare sui quadratini per visionare i resoconti delle puntate già tenute. (Il titolo di ciascuna puntata è deciso solo dopo che essa si sia tenuta, all’atto di resocontarla. Il titolo dell’intero festival, Urna maris barocca, è stato deciso tra la settima e l'ottava puntata.)

L'evento è in collaborazione con la Pro Loco di Capua. 

Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971.

In cerchio durante un gioco, 6 ottobre 2013.

1. Baroccopolis. Dalle lettere “copernicane” degli arcivescovi di Capua alle feste per Carlo lo Stregato
Domenica 6 ottobre

2. Essere o paraessere. La realtà non ha un senso, di base; ma ne ha in cima
Domenica 13 ottobre
Tarocchi ispiratori: il Matto e il Mago

3. Gnôthi seautón, Watson. Siamo tutti la figlia di Lord Hicks
Domenica 20 ottobre
Tarocchi ispiratori: la Papessa e l’Imperatrice

4. Terra e cielo (nzomm). Teatri del potere dal Duecento al Duemila tra populus stupidus e stupores mundi
Domenica 27 ottobre
Tarocchi ispiratori: l’Imperatore e il Papa

5. Il potenziale umano (e disumano). Dalla topologia dei sogni d’amore alla morale dei topi di fogna
Domenica 3 novembre
Tarocchi ispiratori: gli Amanti e il Carro

6. O insensata cura de’ mortali. Come liberarsi dei difettivi sillogismi e batter l’ali un po’ più in alto
Domenica 10 novembre

Tarocchi ispiratori: la Giustizia e l’Eremita

7. Usque ad finem (?). La vita come arena dialettica di entropia e sintropia
Domenica 17 novembre
Tarocchi ispiratori: la Ruota della Fortuna e la Forza

Sabato 23 novembre si è tenuta nella chiesa dei santi Rufo e Carponio una puntata speciale dedicata al ludus e all'umana armonia

8. Ātman forever. L'essere è eterno o non sarebbe mai stato
Domenica 24 novembre
Tarocchi ispiratori: l’Appeso e la Morte

Sabato 30 novembre si è tenuta nel Palascianeum, in collaborazione con l’associazione Open, una puntata speciale dedicata alla psicologia delle relazioni umane, a cura di Fabio Ianniello

9. Diabolicon. Dalle orge degli Pthir alla psicodemonologia della vita quotidiana
Domenica 1° dicembre
Tarocchi ispiratori: la Temperanza e il Diavolo

10. Le piste dell'episteme. Dagli spechi ctonii alle specole uranie tra illusionismo e illuminismo
Domenica 8 dicembre
Tarocchi ispiratori: la Torre e le Stelle

11. Alfa, Delta, Zeta, Tau. Fondamenti di fenomenologia degli influssi interumani
Domenica 15 dicembre
Tarocchi ispiratori: la Luna e il Sole

Giovedì 19 dicembre e venerdì 20 dicembre si è tenuta nel liceo “Luigi Garofano”, in due parti, la puntata speciale Filosofia, arti varie, gioco e umana armonia: introduzione ai laboratori euristici dell'Accademia Palasciania

12. Vita supernova. Il mondo come volatilità e ripresentazione
Domenica 22 dicembre
Tarocchi ispiratori: l’Angelo e il Mondo