26 giugno 2009

Napoli tra Leopardi e Palasciano

Abissi di splendore si spalancano. Sotto l'alto patrocinio del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, lunedì 29 giugno 2009, alle ore 19.00, in Napoli, presso la benemerita libreria Treves, all'ombra del colonnato di piazza del Plebiscito, in occasione del compleanno di Giacomo Leopardi si terrà un alato festival di lettura e d'altra spirituale ebbra avventura in onore del gran recanatese napoletanizzato: la Celebrazione per il CCXI genetliaco di Giacomo Leopardi, appunto; ciò a cura dell'associazione «Napoli e Leopardi» – traino Agostino Ingenito che ogni anno eventi simili prepara – nonché, per (o da?) quest'anno mirabile, dell'euristica ma non eristica Accademia Palasciania.


A dare spettacolo saranno principalmente (altri* poi si potranno fuor programma infilare, se c'è l'agio) Nino Velotti e il Presidente dell'Accademia Palasciania, Marco Palasciano; il quale darà lectura non soltanto di extracta dai Canti** leopardiani, e dalle Operette morali***, ma puranco di propri: qualche assaggio di liriche risalenti al suo periodo neo-leopardiano adolescenziale (1986), impubblicabili ma indimenticabili; e soprattutto, pezzi dalla silloge Sui termitai mostruosi dell'urbe novissima (1996), esperimento ludolinguistico dove a partire da Ultimo canto di Saffo Palasciano elaborò undici poemetti, seguendo – in uno coll'attingere al suo non-metodico immaginario – un metodo inimmaginabile; che se verrà spiegato là per là, tutti gli astanti assisi o issati rimarranno a bocche spalancate, sbocciate, trasognate. O moreschi arabeschi di sintagmi! O aridissimo umor, gelati magmi!...



* AGGIORNAMENTO del dì di poi. Tali altri sono stati Pablo Visconti, e Pina Lamberti Sorrentino. Ufficialmente avrebbe dovut'esserci Massimiliano Palmese, anche; con in programma un po' di Zibaldone; ma, impedito da febbre, s'assentò.

** AGGIORNAMENTO
del dì di poi.  Con grande orrore dei leopardisti di ferro, il Palasciano ha osato cucire insieme tutti i frammenti più carini di un po' tutti i Canti, ricavandone un unico supercanto in cui senza soluzione di continuità si passava, per esempio, da «al biancheggiar della recente luna» a «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai»; e a ciò s'aggiunga, tra l'altro, il tono sarcastico con cui ha fatto rivolgere Leopardi a Silvia praticamente sfottendola d'esser morta, lei e tutti i sogni suoi ingenui e patetici; e altre licenze licenziose alquanto. Ma cos'altro aspettar ci si dovea? ;)

*** Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie. Anche Velotti leggerà un'operetta: il Dialogo della Moda e della Morte.

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