A dare spettacolo saranno principalmente (altri* poi si potranno fuor programma infilare, se c'è l'agio) Nino Velotti e il Presidente dell'Accademia Palasciania, Marco Palasciano; il quale darà lectura non soltanto di extracta dai Canti** leopardiani, e dalle Operette morali***, ma puranco di propri: qualche assaggio di liriche risalenti al suo periodo neo-leopardiano adolescenziale (1986), impubblicabili ma indimenticabili; e soprattutto, pezzi dalla silloge Sui termitai mostruosi dell'urbe novissima (1996), esperimento ludolinguistico dove a partire da Ultimo canto di Saffo Palasciano elaborò undici poemetti, seguendo – in uno coll'attingere al suo non-metodico immaginario – un metodo inimmaginabile; che se verrà spiegato là per là, tutti gli astanti assisi o issati rimarranno a bocche spalancate, sbocciate, trasognate. O moreschi arabeschi di sintagmi! O aridissimo umor, gelati magmi!...
* AGGIORNAMENTO del dì di poi. Tali altri sono stati Pablo Visconti, e Pina Lamberti Sorrentino. Ufficialmente avrebbe dovut'esserci Massimiliano Palmese, anche; con in programma un po' di Zibaldone; ma, impedito da febbre, s'assentò.
** AGGIORNAMENTO del dì di poi. Con grande orrore dei leopardisti di ferro, il Palasciano ha osato cucire insieme tutti i frammenti più carini di un po' tutti i Canti, ricavandone un unico supercanto in cui senza soluzione di continuità si passava, per esempio, da «al biancheggiar della recente luna» a «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai»; e a ciò s'aggiunga, tra l'altro, il tono sarcastico con cui ha fatto rivolgere Leopardi a Silvia praticamente sfottendola d'esser morta, lei e tutti i sogni suoi ingenui e patetici; e altre licenze licenziose alquanto. Ma cos'altro aspettar ci si dovea? ;)
*** Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie. Anche Velotti leggerà un'operetta: il Dialogo della Moda e della Morte.
** AGGIORNAMENTO del dì di poi. Con grande orrore dei leopardisti di ferro, il Palasciano ha osato cucire insieme tutti i frammenti più carini di un po' tutti i Canti, ricavandone un unico supercanto in cui senza soluzione di continuità si passava, per esempio, da «al biancheggiar della recente luna» a «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai»; e a ciò s'aggiunga, tra l'altro, il tono sarcastico con cui ha fatto rivolgere Leopardi a Silvia praticamente sfottendola d'esser morta, lei e tutti i sogni suoi ingenui e patetici; e altre licenze licenziose alquanto. Ma cos'altro aspettar ci si dovea? ;)
*** Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie. Anche Velotti leggerà un'operetta: il Dialogo della Moda e della Morte.
1 commento:
e invece credo che dovresti pubblicare almeno sul tuo sito tutte le tue poesie in stile neoleopardiano o foscoliano di quegli anni. sarebbero delle chicche curiose da leggere che spetta anche agli altri apprezzare. tutto fa brodo
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