mercoledì 22 luglio 2026

Capua vista dalla torre di Circe

Comunicato stampa sulla puntata n. 10 del festival-laboratorio Ama, conosci, parla. Grazie se lo potrete divulgare.

Dopo avere intrecciato le intime questioni quotidiane ai misteri del cosmo e d'oltrecosmo, e fatto di una piccola città uno speculum mundi e un'enciclopedia-labirinto, l'Accademia Palasciania si avvia a completare il "trittico peripatetico" di questi giorni d'estate, ossia una serie di tre lezioni-spettacolo in forma di dialogo filosofico itinerante: le puntate n. 7, la n. 8 e la n. 10 del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali».

Tocca dunque alla puntata n. 10, intitolata «Capua vista dalla torre di Circe. Terza e ultima lezione-passeggiata per la Città della Filosofia».

L'appuntamento è per le ore 19:00 di lunedì 27 luglio – come sempre a partecipazione libera e gratuita – nel centro storico di Capua, presso i giardinetti di via Duomo, precisamente all'angolo in cui si trova il Monumento ai Caduti. Da qui partirà il novissimo giro non turistico, ma "turriseburneistico", di quel "borgo deborghesizzato grazie a logos e mythos" che Palasciano ogni volta trasforma in un grande teatro a cielo aperto, dove ora duellano e ora duettano le proteiformi ipòstasi dei poli opposti dell'umano spirito, A e B, l'Angelo e la Bestia.

Si tratterà, fra l'altro, del «Cantus Circaeus» bruniano, e di un novello Orfeo che in teoria dovrebbe calmare i mostri con la propria musica; di sincronizzazione tra piano fisico e metafisico, a comporre l'èidolon del mondo, paragonandola ad uno studio di doppiaggio; di Dio secondo ragione e del Dio di finzione, quest'ultimo strumentale a politiche identitarie, finanche genocidarie; di come i saraceni risalirono il Volturno, e le monache di Alife lo discesero; di statue misteriose e di giardini, ai quali si farà visita: fra essi quello di un castello, quello su di un bastione, e grazie all'invenzione di Morel – o Canterel? – quello del palazzo imperiale di Pechino; dove Liù rivela il suo segreto, anziché quello del principe, e muore insieme con Puccini, e l'ultima parola è qui "poesia".

Conclusosi il tragitto sulla soglia di una pizzeria, per chi vorrà restare l'incontro proseguirà in forma d'una cena, prender parte alla quale o alla digestiva passeggiata a seguire frutterà – a chi sopraggiungesse solo allora – un punto-presenza valido ai fini del diploma di «Ama, conosci, parla». La cena e il resto saranno anch'essi, infatti, inclusivi di dialogo filosofico con lo scolarca.

Ricordiamo che per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, e che il calendario completo del festival-laboratorio è consultabile nel blog dell'Accademia.

venerdì 17 luglio 2026

Alta filosofia in pizzeria

Comunicato stampa sulla puntata n. 9 del festival-laboratorio Ama, conosci, parla. Grazie se lo potrete divulgare.

Domenica 19 luglio alle ore 21:00 si terrà nel giardino di una pizzeria di Capua (per sapere quale, contattare il 18 luglio il 347 957 5971) la puntata n. 9 del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali». Per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, il cui calendario completo è consultabile nel blog dell'Accademia Palasciania.

L'incontro – come sempre a ingresso libero – consisterà in una cena (ognuno per sé sceglie e per sé paga) inclusiva di dialogo filosofico con lo scolarca dell'Accademia, reso per l'occasione simposiarca, sul tema dell'immortalità dell'anima. Si potranno inoltre, a tavola o durante la digestiva passeggiata, suggerire altri temi, di cui trattare sia nell'immediato sia in qualche incontro a venire.

Titolo: «De immortalitate animæ. Convivio "borgesiano" a onta della finale della Coppa del Mondo FIFA 2026, sicut erat in 1978, oltreché alla facciazza di Pomponazzi». Nel 1978, infatti, Jorge Luis Borges volle tenere a Buenos Aires (la nazione era allora sotto il giogo del generale Videla, con migliaia di morti assassinati) una conferenza sull'immortalità dell'anima, esattamente nel giorno e all'ora di Argentina-Olanda, la finale del campionato calcistico mondiale; e nel 2026 l'Accademia Palasciania vuole ripetere il suo gesto, per gioco.

Un gioco certamente più nobile di quello che è diventato il calcio. Perché "Quello che un tempo era un rito autotelico e locale, profonda espressione di libertà e catarsi, si è ridotto a un business transcontinentale frammentato e mercificato, interamente subordinato al profitto miliardario e alle logiche geopolitiche dello sportwashing globale"; dove "gli atleti non sono più simboli di virtù, ma ingranaggi algoritmici di uno spettacolo programmato per la distrazione di massa". Oggi come, in sostanza, già nell'epoca dei desaparecidos.

E così, invece di assistere alla finale del mondiale – in scena al MetLife Stadium, nel regno di Trump – ci si ritroverà appositamente in uno spazio privo di televisori sintonizzati sulla partita, per dedicarsi alla filosofia, pronti a riprendere il tema scelto nel 1978 da Borges. Dato il quale, non si potrà fare a meno d'accennare fra l'altro al «De immortalitate animæ» (1516) di Pietro Pomponazzi, che – pur credendo all'immortalità dell'anima per fede – diceva, sulla scorta d'Aristotele, che tale idea va contro la ragione.

A dispetto del filosofo mantovano, gli "accademici di nulla accademia" capuani invece mostreranno – forti del rigoroso e cristallino sistema filosofico palascianiano – come essa sia perfettamente razionale. Il loro "novello Leibniz" risponderà a ogni dubbio in merito durante il banchetto. Al quale ci si augura di essere "in undici, per fare squadra e vincer la partita fra i noiosi Materialisti e noi, osi Metarealisti".

lunedì 6 luglio 2026

«Capua speculum mundi», evento epico

Comunicato stampa sulla puntata n. 8 del festival-laboratorio Ama, conosci, parla. Grazie se lo potrete divulgare. (Sappiamo che è troppo lungo e che il 61,8% dei lettori ne capirà troppo poco, ma a noi interessa il restante 38,2%. Viva la proporzione aurea!)

Un evento di cui altrove non si troverà facilmente l'eguale – per giunta a partecipazione libera e gratuita, com'è usanza dell'Accademia Palasciania – avrà inizio alle ore 19:00 di domenica 12 luglio a Capua, presso i giardinetti di via Duomo (precisamente all'angolo in cui si trova il Monumento ai Caduti), per dipanarsi quindi lungo le vie più fresche e ombrose del centro storico e concludersi un paio d'ore dopo sulla soglia di una pizzeria. Qui l'incontro proseguirà, per chi vorrà restare, in forma di una cena fra vecchi e nuovi amici dell'Accademia "meno accademica del mondo".

Il XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia – iniziato ad aprile 2026 e intitolato «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali» – si caratterizza per una programmazione aperta agli spunti del quotidiano e alle proposte dei partecipanti, con Palasciano a sperimentare formule didattiche inusuali, come la lezione-passeggiata o la lezione-festa, e tradurre concetti complessi in esperienze dirette: lo scolarca capuano spiega il proprio sistema filosofico usando la struttura architettonica del campanile del Duomo; tratta di kalokagathìa indicando un giovane virtuoso, e di Socrate sileno indicando sé stesso; approfitta del concludersi delle prove di un'orchestra per dotare la puntata n. 4 di un prologo inusuale, in [orch]estrosi versi, che inizia mentre i musicisti ripongono gli strumenti; costruisce l'intera puntata n. 6 a partire dal sogno di un sodale, vincitore di medaglia d'argento delle Cento Presenze, e per un novizio aggredito da un passante alterato organizza un cerchio di condivisione e ascolto; supera un proprio trauma costruendoci sopra la puntata n. 3, «La leggenda del pianista sull'oceano dei mostri»; trasforma in teatri spazi urbani insoliti, come il basamento di un edificio demolito; e rielabora la cronaca e la memoria storica mettendo in scena, ad esempio, il mortale ferimento di un ragazzo a Napoli in concomitanza con il transito lunare della navicella Integrity, o celebrando il 25 aprile sia la Resistenza antifascista capuana – tra l'altro facendoci scoprire i luoghi in cui i fratelli Tucci stampavano clandestinamente «Il Proletario» – sia il centenario della «Turandot», di cui da allora inserisce nel mezzo di ogni puntata del festival-laboratorio una diversa scena da fare recitare a chiunque lo desideri.

Tocca ora alla puntata n. 8, che come la n. 7 – di cui costituisce il complemento – si terrà in forma di dialogo itinerante: «Capua speculum mundi. Una nuova lezione-passeggiata per la Città della Filosofia». Capua assurgerà a specchio del mondo e ad enciclopedia-labirinto; le sue mura saranno anche le mura di Gerico e di Troia, si leggerà Omero, si scopriranno gli immensi cimiteri sotterranei nascosti nelle chiese – cui pose fine l'editto di Saint-Cloud, che un attore commenterà in endecasillabi prestando la propria voce a Ugo Foscolo – e le carceri in bella vista, ma ignorate, in piazza, presso le quali Amleto spiegherà a Guildenstern e Rosencrantz come il mondo sia tutto nella nostra testa, sfumando quindi dal teatro nell'ontologia e nella gnoseologia, quest'ultima soppesando equanime il pensiero magico-religioso e la logica, con Gödel a tentare di dimostrare matematicamente l'esistenza di Dio e una monaca geniale a soffrire in parallelo con un altro mistico, ma musulmano, le rispettive tragedie di amore proibito, mentre dal gregoriano di santa Ildegarda si passerà alle improvvisazioni di un genio autodidatta sul pianoforte dei portici – non bastasse l'impronta dello spirito di Mozart sul convento agostiniano, dove pernottò – e dai versi di Rumi a quelli di Centore.

Ricordiamo che per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, e che il calendario completo di «Ama, conosci, parla» è consultabile nel blog dell'Accademia.