17 ottobre 2018

Essere, amore, gioco: è tutto qui

Comunicato stampa sulla puntata n. 3 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge al quarto dei suoi venti appuntamenti – contando anche la puntata ouverture, un cui tema tornerà ora come spunto base – il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "OrteliusRoom. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua puntata n. 3 vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con l'associazione Capuanova e si terrà, come sempre a ingresso gratuito, domenica 21 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10).

La prima parte consisterà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano intitolata "Imperium Amoris. L'infinito nascosto nel finito", dove – non senza qualche momento di laboratorio affettivo – si tratterà del rapporto fra essere, amore e gioco, sullo sfondo di una concezione del mondo tanto lontana dal materialismo quanto dallo scambiare il sogno per realtà (anche se la realtà non è che un sogno).

Nella seconda parte si allestirà sul palcoscenico una recita, da improvvisare su di un canovaccio elaborato a partire dai 18 elementi proposti dal pubblico la settimana scorsa. Tutte le persone presenti potranno cimentarsi come attori, comparse, musicanti, costumisti e scenografi (eventualmente portandosi da casa copricapi, mantelli, flauti, glockenspiel e quant'altro di utile alla messinscena).

Ricordiamo che per partecipare a "Ortelius Room" non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti. Per il programma completo vedi palasciania.blogspot.it.

11 ottobre 2018

Un tour tra i mondi dell'immaginario

Comunicato stampa sulla puntata n. 2 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dopo averci portato a spasso tra selve più o meno oscure e fiabesche, il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile" prosegue con una puntata n. 2 non meno ricca di mirabilia, che vedrà nuovamente l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Pro Loco di Capua e si terrà – come sempre a ingresso gratuito – domenica 14 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6).

La lezione-spettacolo avrà per titolo "A come abisso, zeta come zenit. L'abbecedario del viandante mistico". In essa Marco Palasciano tratterà fra l'altro di viaggi immaginari, mondi misteriosi e giochi di parole da cui far scaturire lampi di illuminazione. Non mancheranno momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

Ricordiamo che sarà sempre possibile inserirsi in "Ortelius Room", senza necessità di aver seguito le puntate precedenti. Per il programma completo vedi palasciania.blogspot.it.

10 ottobre 2018

Tra l'«Inferno» dantesco e «Hänsel e Gretel»

Domenica 7 ottobre si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 17 partecipanti e per la durata di circa due ore e mezza, Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura, la puntata n. 1 di Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile, dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia; le cui venti puntate si basano su uno schema segreto da scoprire, del quale durante questa si è fornito qualche primo indizio.

La puntata n. 2 (vedi qui) si terrà – sempre gratis – domenica 14 ottobre alle ore 18.45 nuovamente a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6), e si intitolerà A come abisso, zeta come zenit. L'abbecedario del viandante mistico.

Palazzo della Gran Guardia, 7 ottobre 2018. Foto di Annalisa Papale.

La puntata n. 1, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo inclusiva, fra l'altro, di tre momenti interattivi (senza contare il consueto giro di commenti finale):

una gara a chi ricordasse più versi del canto I dell'Inferno di Dante, declamandolo appresso a Marco Palasciano, infine l'unico – ohibò – a declamarlo interamente a memoria;

un'esperienza di immaginazione guidata (preceduta da un rapido provino vocale per i versi degli animali e l'urlo del mostro), con ciascun partecipante – chiusi gli occhi – a figurarsi di uscire di casa per una passeggiata e ritrovarsi, non si sa come, in un bosco, dove incontra un mostro, e fugge, e giunge a una casetta, e gli apre la porta sua nonna, viva o morta che sia nella realtà, e l'interno della casetta è proprio uguale a quello della casa reale della nonna, ed entrato da lei sarà al sicuro;

un momento di laboratorio di teatro della fiaba, con la rappresentazione di una scena ispirata a Hänsel e Gretel. La strega, seduta davanti al caminetto, rievoca compiaciuta alcune sue malefatte crudeli, mentre Gretel spazza il pavimento e la distrae per dare a Hänsel agio di limare le sbarre della propria gabbia (quelle, in realtà, a protezione del finestrame di Palazzo della Gran Guardia: vedilo nella foto qui sopra; peccato però che nessuno abbia fatto foto durante la scena!). Personaggi:
HÄNSEL (Frankie B.)
GRETEL (Nicole P.)
LA STREGA (Annalisa P.)
Si è inoltre inaugurato il nuovo pseudo-microfono per le interviste lampo ai presenti: un cono coperto di firme, giacché l'anagramma di microfono è firmo cono. Quanto alle domande, sono state: «E tu chi sei?»;  «Che fai di bello (per cambiare il mondo)?»; «Come ti senti stasera?»; «Serve un abbraccio di conforto?»; se sì, «Chi dei presenti preferisci ti abbracci?»; se è indifferente, si domanda agli altri «Chi lo/la vuole abbracciare?».

Argomenti trattati durante la lezione-spettacolo:

Definizione dei laboratori interni a Ortelius Room
Laboratorio ludico: puro gioco, per scaldare l'atmosfera.
Laboratorio biografico: cosa abbiamo da narrare e in che forma potremmo narrarlo.
Laboratorio affettivo: l'espressione immediata di emozioni e sentimenti relativi al nostro vissuto, o anche al nostro immaginario.
Laboratorio teatrale: l'espressione degli stessi mediata da personaggi-simbolo, situazioni allegoriche ecc.

La selva come locus amoenus e come locus horridus
Gli spazi civilizzati in opposizione polare alla selva: se i primi sono percepiti come positivi, la seconda è percepita come locus horridus; se negativi, è percepita come locus amoenus. — La selva in cui vaga Renzo nel capitolo XVII dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. — La selva al principio della Hypnerotomachia Poliphili. — Brunetto Latini nel Tesoretto si smarrisce in una selva dove incontra la Natura, che lo istruisce su questioni dottrinali (manco fosse la dea Dike del Perí phýseos parmenideo) e gli indica la strada, che lo condurrà... indovinate: da Tolomeo o da Copernico? — La selva di Saron, stregata dal mago Ismeno nel canto XIII della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, con Tancredi in preda all'allucinazione dell'albero da cui escono il sangue e la voce di Clorinda. — La selva come metafora. La vita: una «immensa silva plena insidiarum et periculorum» (Agostino, Confessioni), ma non solo: vedi Francesco Petrarca, Res seniles, dove il locus è sia horridus sia amoenus: la selva «di giorno riempie di dolcezza e alletta gli occhi e le orecchie di chi vi abita, ma allo spegnersi del giorno diviene orribile e paurosa». — La selva come smarrimento della «diritta via», dal canto I dell'Inferno di Dante al madrigale LIV di Petrarca. Concezione pessimistica dell'amore in Petrarca: una mera distrazione dal cammino verso Dio. — La selva come luogo di iniziazione per diverse culture. — La selva come banco di prova dei cavalieri nella letteratura romanza. — La selva come caotico labirinto di desideri incrociati nel canto I dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. — La selva come locus amoenus dal giardino dell'Eden biblico al giardino della casa della nostra infanzia. Il giardino dell'antico Palazzo Palasciano, a Capua, in via Lorenzo Menicillo.

Dal bosco fiabesco all'Ombra junghiana
Le raccolte di fiabe da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile a I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault alle Fiabe del focolare dei fratelli Grimm. — Il bosco della tradizione fiabesca tra orchi, fate, animali parlanti ecc. — L'orco e l'Orco. — Tra le figure archetipiche del folklore: le antenate benevole e, di contro, le streghe. I riflessi del mito nella fiaba e l'ambivalenza di divinità come Persefone. — La selva come metafora della Grande Madre-Utero e quindi come simbolo dell'origine di tutto ciò che riguarda la nostra vita, nel bene e nel male; fra l'altro le cause delle nostre virtù e vizi, e dei nostri desideri e paure. — L'Ombra junghiana, di nuovo. (E dei sogni suoi messaggeri torneremo a parlare nella puntata n. 7.)

Il punto x del cammin di nostra vita
Qual è la nostra «diritta via»? C'è un destino individuale da adempiere o no? Se c'è, e se dunque si può smarrire «la diritta via», e qualcuno di noi l'ha smarrita, quale è stato il suo «punto x»? Se invece non c'è, si consideri che ci si trova comunque in un mondo strutturato per generare un ricco ventaglio di cammini vitali. (E dell'eventualità che questo sia «il migliore dei mondi possibili» parleremo nella puntata n. 3.) — Come che sia, la «selva oscura» in cui ci smarriamo è fuori di noi o non, piuttosto, dentro di noi? Ecc. — Non vi sarà alcun obbligo, durante il laboratorio biografico di Ortelius Room, di parlare del proprio vissuto personale, doloroso o meno che sia. — L'espediente di P. per trovare la forza di parlare pubblicamente (sia pure a ingresso limitato) del punto x del proprio vissuto, una volta e mai più, durante il nostro precedente festival-laboratorio, Dal Paleolitico a Palasciania: ripercorrere, in circa trenta ore di lezione-spettacolo, l'intera storia dell'Homo sapiens sapiens dal 36.000 a.C. al 2018, in una sorta di colossale rito a puntate culminante – dopo tanta rincorsa – nel punto x (1976) per poi concludersi, ricongiungendosi con il presente, alle ore 0.00 del 21 maggio 2018, giorno del suo 50° compleanno.

La dedica nascosta
Una figura cardine della vita di P.: la nonna paterna Immacolata Cardillo. Rivelazione conclusiva: la data del XVII anniversario della sua morte è la stessa data di questa puntata n. 1 di Ortelius Room. Ecco il perché della «casetta della nonna» nella selva.

Palazzo della Gran Guardia, 7 ottobre 2018. Foto di Francesco Netti.

5 ottobre 2018

Un bosco latebroso e tenebroso

Comunicato stampa sulla puntata n. 1 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dopo la puntata ouverture di domenica scorsa, consistita nell'ottava edizione locale di "100 Thousand Poets for Change" (Centomila poeti per il cambiamento), il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile" prosegue con la vera e propria puntata n. 1, che vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Pro Loco di Capua e si terrà – come sempre a ingresso gratuito – domenica 7 ottobre alle ore 18.45 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6).

La nuova lezione-spettacolo di Marco Palasciano, che avrà per titolo "Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura", tratterà fra l'altro di boschi stregati, mostri interiori, svolte catastrofiche e guide salvifiche tra mito e vita. A partire da questo incontro vi saranno inoltre tanti momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

Va detto che sarà sempre possibile inserirsi in "Ortelius Room", senza necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che tutte sono organizzate in base a uno schema segreto che sarà rivelato nel corso della puntata finale. Tuttavia qualcuno potrebbe già scoprirlo esaminando con attenzione i titoli (nel qual caso si prega di non spoilerare).

Per il programma completo di "Ortelius Room", e gli annunci e resoconti delle puntate, vedi palasciania.blogspot.it.

1 ottobre 2018

Dieci reader, quattordici poeti

Si è inaugurato domenica 30 settembre in Capua, presso Cose d'Interni Libri, davanti a un pubblico di circa venticinque persone, il XII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile. La sua puntata ouverture è consistita nell'ottava edizione di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro (qui l'annuncio).

L'Ortelius Box.
Nella prima parte Marco Palasciano ha introdotto Ortelius Room, «che sarà un viaggio straordinario alla Jules Verne, se non un viaggio straordinarissimo alla Albert Robida, anche se il percorso d’un tal viaggio ripercorrerà in buona parte l’ordinario delle nostre vite, giacché bisogna sempre partire da noi stessi e dal nostro rapporto con gli altri esseri umani. [...] Un viaggio relativamente breve – quattro mesi e dieci giorni – all’interno di un viaggio piú grande, e destinato comunque all’incompiutezza: il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell’inconoscibile; viaggio che per il singolo essere umano dura tutta la vita, e che per l’Homo sapiens come specie dura ormai da duecentomila-trecentomila anni, e durerà fino all’estinzione della sua linea evolutiva». L'obiettivo di queste lezioni-spettacolo – inclusive di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale – è la «scoperta o riscoperta, in noi o fuori di noi, di qualche ulteriore frammento di Verità Splendente, sia pur minuto»; o trovare semplicemente, al limite, «un po’ di degna evasione fantastica e nuovi degni amici». Il nostro Presidente ha infine mostrato l'Ortelius Box, destinato ad accogliere i suggerimenti dei partecipanti: una (con solennità) «misteriosa scatola blu che ha il potere di fare sí che tutto ciò che scriviate...» (con nonchalance) «... venga poi da me letto a casa con calma, e se mi piace lo infilo in qualche puntata».

Palasciano al leggio durante la puntata ouverture di Ortelius Room.
Foto di Ferdinando Mercogliano.

La seconda parte della puntata ouverture è consistita in un reading poetico collettivo, senza distinzione tra professionisti e dilettanti. Si sono succeduti al leggio, nell'ordine, i dieci reader di séguito elencati (fra parentesi quadre le edizioni precedenti di 100TPC cui ciascuno partecipò; dopo i due punti sono indicati i poeti letti, e l'assenza d'alcun nome vale sé stesso/a):
1. Roberto Cocchis [IV, V, VI, VII]
2. Annamaria D'Angelo: Giacomo Leopardi
3. Gaetano Riccio: Giacomo Leopardi
4. Salvatore D’Angelo [IV, VII]: Filomena Shedir Di Paola; Biagio Cepollaro; Orlando Limone (presente); Jorge Luis Borges; sé stesso
5 e 9 bis. Marco Palasciano [tutte]: Anonimo (presente); sé stesso
6. Michele Aiezza [VII]
7. Allan Corsaro
8. Nicole Perrotta: Gaio Valerio Catullo
9. Raffaele Serpe: Pier Paolo Pasolini
10. Giusy Pangia
All'Accademia, per l'occasione, sono stati donati due libri di poesie: Roberto Cocchis, L'impressione del decoro; Allan Corsaro, Fiori d'asfalto ed altre solitudini.


Prossimo, anzi remoto, appuntamento con 100TPC: sabato 28 settembre 2019, in sede da definire. Ecco intanto l'elenco completo delle edizioni finora organizzate in Terra di Lavoro dall'Accademia Palasciania, con i link ai resoconti o annunci di quelle precedenti l'ultima (cliccare sui rispettivi anni fra parentesi):

I. S’i’ fossi poeta cangerei ’l mondo. Una serata tra poesia e utopia (2011)
II. I libri cambiano il mondo. Nuova serata di poesia e utopia (2012)
III. Tanto per cambiare. Uno, Nessuno e centomila poeti (2013)
IV. Fiori da una terra avvelenata. Centomila poesie contro il biocidio (2014)
V. Mille colori, stessi valori. Poesia, rap e sogni di un mondo migliore (2015)
VI. Il paese dal sole-fata (ovvero, anagrammando, La festa della poesia) (2016)
VII. Sogno, poesia e altra ingegneria (nel senso di quell’ingenioso hidalgo) (2017)
VIII. Ortelius Room, Ouverture (2018)

L'appuntamento con la puntata n. 1 di Ortelius Room, invece, è assai più vicino: si terrà alle 18.45 di domenica 7 ottobre 2018 a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6). Titolo: Nel punto x del cammin di nostra vita. Ognuno ha in cuore la sua selva oscura. Vedine qui l'annuncio.

15 settembre 2018

30 settembre: i «Poets» a «Ortelius Room»

Comunicato stampa sulla puntata ouverture di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dal 30 settembre 2018 al 9 febbraio 2019, l'Accademia Palasciania terrà il XII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". Venti incontri settimanali a ingresso gratuito, in varie sedi, per festeggiare i venti anni di attività dell'accademia meno accademica del mondo, con nuove lezioni-spettacolo integrate da momenti di laboratorio ludico, affettivo, biografico e teatrale ai quali potranno partecipare tutte le persone presenti.

La puntata ouverture coinciderà con l'ottava edizione locale dell'evento globale "One Hundred Thousand Poets for Change" (Centomila poeti per il cambiamento). Dal 2011, ogni ultimo weekend di settembre centinaia di luoghi in tutti i continenti sono uniti da questa sorta di rito collettivo, una grande festa dedicata alla poesia. E l'Accademia Palasciania, già organizzatrice delle prime sette edizioni dell'evento in Terra di Lavoro, in collaborazione con Cose d'Interni Libri terrà l'ottava alle ore 18.45 di domenica 30 settembre nella sede della libreria (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88).

La prima parte dell'incontro consisterà in una breve lezione-spettacolo di Marco Palasciano. Nella seconda parte ciascuna delle persone presenti fra il pubblico potrà recarsi al leggio e declamare, o far declamare, i propri versi o quelli dei propri poeti preferiti.

Per ulteriori informazioni vedere palasciania.blogspot.it o contattare il 3479575971.