Comunicato stampa sull’evento «De immortalitate animae». Grazie se lo potrete divulgare.
Domenica 19 luglio alle ore 21:00 si terrà nel giardino di una pizzeria di Capua (per sapere quale, contattare il 18 luglio il 347 957 5971) un incontro fuori programma del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali». Per partecipare non vi è necessità di aver seguito gli incontri precedenti, il cui calendario completo è consultabile nel blog dell'Accademia Palasciania.
L'evento – come sempre a ingresso libero – consisterà in una cena (ognuno per sé sceglie e per sé paga) inclusiva di dialogo filosofico con lo scolarca dell'Accademia, reso per l'occasione simposiarca, sul tema dell'immortalità dell'anima. Si potranno inoltre, a tavola o durante la digestiva passeggiata, suggerire altri temi, di cui trattare sia nell'immediato sia in qualche incontro a venire.
Titolo: «De immortalitate animæ. Convivio "borgesiano" a onta della finale della Coppa del Mondo FIFA 2026, sicut erat in 1978, oltreché alla facciazza di Pomponazzi». Nel 1978, infatti, Jorge Luis Borges volle tenere a Buenos Aires (la nazione era allora sotto il giogo del generale Videla, con migliaia di morti assassinati) una conferenza sull'immortalità dell'anima, esattamente nel giorno e all'ora di Argentina-Olanda, la finale del campionato calcistico mondiale; e nel 2026 l'Accademia Palasciania vuole ripetere il suo gesto, per gioco.
Un gioco certamente più nobile di quello che è diventato il calcio. Perché "Quello che un tempo era un rito autotelico e locale, profonda espressione di libertà e catarsi, si è ridotto a un business transcontinentale frammentato e mercificato, interamente subordinato al profitto miliardario e alle logiche geopolitiche dello sportwashing globale"; dove "gli atleti non sono più simboli di virtù, ma ingranaggi algoritmici di uno spettacolo programmato per la distrazione di massa". Oggi come, in sostanza, già nell'epoca dei desaparecidos.
E così, invece di assistere alla finale del mondiale – in scena al MetLife Stadium, nel regno di Trump – ci si ritroverà appositamente in un locale privo di televisori sintonizzati sulla partita, in un borgo medieval-barocco, per dedicarsi alla filosofia, pronti a riprendere il tema scelto nel 1978 da Borges. Dato il quale, non si potrà fare a meno d'accennare fra l'altro al «De immortalitate animæ» (1516) di Pietro Pomponazzi, che – pur credendo all'immortalità dell'anima per fede – diceva, sulla scorta d'Aristotele, che tale idea va contro la ragione.
A dispetto del filosofo lombardo, gli "accademici di nulla accademia" capuani invece mostreranno – forti del rigoroso e cristallino sistema filosofico palascianiano – come essa sia perfettamente razionale. Il loro "novello Leibniz" risponderà a ogni dubbio in merito durante il banchetto. Al quale ci si augura di essere "in undici, per fare squadra e vincer la partita fra i noiosi Materialisti e noi, osi Metarealisti".































