giovedì 25 luglio 2013

Il gran finale del laboratorio

Comunicato stampa sull'incontro n. 21 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Tutto il mondo è invitato al gran finale del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania.

Questo viaggio straordinario durato cinque mesi – tra abbraccioterapia, improvvisazioni teatrali, ritratti musicali, sibille redivive, investigazioni à la Holmes, palestre metriche, lectura Dantis, gnoseologia, metafisica, etica, eremitaggio nei boschi, giochi di guerra, mura rinascimentali rese location da film di fantascienza, storiografia dell'insolito, sondaggi sul paranormale, mille altre ricerche ed esperimenti e finanche la nascita di nuove grandi amicizie e un paio di amori – si concluderà domenica 28 luglio a Palazzo Cascella (Aversa, via Cesare Battisti 90), dove alle ore 19.00 Marco Palasciano terrà una lezione-spettacolo cui seguirà una sessione ludica: nell'insieme una sorta di «giro del mondo in ottanta minuti», completamente gratis, come sempre, e godibile anche da chi non abbia partecipato al resto del laboratorio.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere il resoconto di tutte le puntate.

mercoledì 17 luglio 2013

La selezione soprannaturale

Comunicato stampa sull'incontro n. 20 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


La penultima puntata del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania sarà ispirata a una delle più suggestive figure della mitologia cristiana: l’Angelo del Giudizio, che alla fine dei tempi col suono della sua tromba resuscita i morti e li aduna innanzi a Dio affinché siano mandati all’inferno o in paradiso. Fuori di metafora i «morti» possono essere gli eventi che abbiamo vissuto, che «resuscitano» quando sono rievocati dalla memoria per essere sottoposti, in vista dell'incipit di una vita nova, a un'analisi che ponga fine a ogni distorsione interpretativa (non a caso questa puntata n. 20 è simmetrica alla n. 1, che trattava degli inganni provocati dalle lenti magiche di Coppelius). Ma il discorso può ampliarsi a ben più che un nostro semplice bilancio esistenziale, fino al profondo nesso matematico fra etica universale ed evoluzione dell'universo, dove fra l'altro non ha senso alcuno – probabilmente – l'idea di karma né quella di giudizio.

L'appuntamento è per le 18.45 di domenica 21 luglio, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

venerdì 12 luglio 2013

Nel trionfo di intelligenza e amore

Comunicato stampa sull'incontro n. 19 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dedicata alle persone che più amiamo e abbiamo amato e ci hanno dato la forza di essere ciò che siamo, sarà la più luminosa puntata – diametralmente opposta alla n. 18, così come il sole nascente lo è alla luna al tramonto in plenilunio – la n. 19 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Ciascuno scoprirà dove si celi il vero sole della sua esistenza, ispiratore d'ogni più alta azione e poesia. Per poi dimenticarlo nuovamente, e ricordarlo solo a tratti e vaghi. Canterebbe ogni giorno, altrimenti, come Orfeo: «Se tanti cuori avessi / quanti occhi il cielo eterno e quante chiome / han questi colli ameni il verde maggio, / tutti colmi sarìeno e traboccanti / di quel piacer che oggi mi fa contento».

L'appuntamento è per le 18.45 di domenica 14 luglio, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

mercoledì 3 luglio 2013

Baci di Giuda e bachi del giudizio

Comunicato stampa sull'incontro n. 18 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Giovanni Bellini, Menzogna,
dalle Quattro allegorie, 1490 ca.

Della puntata n. 18 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania uno degli argomenti portanti sarà la degenerazione degli affetti, o la disillusione su di essi, e le conseguenze di ciò in termini di sofferenza, rabbia, paranoia e olocausto. Vi è mai capitato di assistere alla metamorfosi di un presunto semiangelo in un monstriculum di insensibilità e di insincerità? avete mai assunto, perciò o anche per un vostro imprinting-lapsus, la piega percettiva di vedere mostri dappertutto, rischiando di distruggere una relazione sincera solo per qualche altrui tollerabile difetto ingigantito da una lente coppeliana? Ecco un'occasione per parlare di tali esperienze e di come andare oltre le apparenze, ombre o luci che siano; il tutto nel contesto di un più ampio discorso sulle dòxai che frenano l'alétheia, e altro teatro più o meno lunatico.

L'appuntamento è per sabato 6 luglio, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 19.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

mercoledì 26 giugno 2013

Perle nel cielo di Indra, specchio a specchio

Comunicato stampa sull'incontro n. 17 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me», kantava Kant. Ebbene, di ammirazione e venerazione riempirà il vostro animo – scommettiamo – anche la puntata n. 17 del (sempre) Nuovo (e crescente) laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Puntata nella quale non si procederà tanto per àspera ad astra, quanto per astra ad àltera, nel senso di specchiarsi l'un nell'altro: «C'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima», hugolava Hugo. E qui si brinderà con una bottiglia di Klein.

L'appuntamento è per domenica 30 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 18.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

venerdì 21 giugno 2013

Frankenstein era solo un dilettante

Comunicato stampa sull'incontro n. 16 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


La puntata n. 16 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania tratterà di argomenti talmente sorprendenti che, per non sabotarvi la sorpresa, ci limitiamo a preannunciare che lo spunto ispiratore sarà una meravigliosa leggenda collegante Long Island a un angolo sperduto di Siberia, con nel mezzo una Londra turbata da singolari fenomeni notturni, e che all'epoca Sherlock Holmes aveva cinquantacinque anni. Ma questo sarà solo l'inizio. Quanto alla fine, speriamo non sia la stessa di Terminator 3. (Siamo riusciti a fuorviarvi abbastanza? in realtà parleremo di equazioni epistemiche.)

L'appuntamento è per domenica 23 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 18.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

lunedì 17 giugno 2013

A Teano tra diavoli e altri mostri

Bu!
Domenica 16 giugno si è tenuta in Teano, a Palazzo Iannuccilli-D'Angelo, Horror vacuus. Diavoli, streghe, alieni, fischi per fiaschi vari e rischi veri, la puntata n. 15 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 24 partecipanti, per la durata di circa due ore e mezza senza contare l'intervallo. L'Accademia ringrazia Emiliano D'Angelo per aver messo a disposizione il palazzo, Enrico C. per il suo contributo all'organizzazione e Giuliana C. per le pizze.

La puntata n. 16 si terrà domenica 23 giugno... anzi si è già tenuta: il presente post, sebbene datato 17 giugno, è stato completato il 3 dicembre; perdonate il ritardo. La puntata n. 15, intanto, ispirata al tarocco del Diavolo, si è articolata in una lezione-spettacolo e in un gioco d'indagine. Ecco di seguito gli argomenti della lezione:

Una Banshee di Mass Effect 3.

1. Satana e i satanisti
Il significato della parola Diavolo: «colui che divide». La figura del Diavolo nella mitologia. Il fraintendimento dei brani di Isaia riferiti al re di Babilonia. Lucifero nell'Inferno di Dante. Alcuni curiosi nomi e qualifiche di demònii (qui tutti) secondo Pasqualino Fusco, Preghiere di liberazione dal Maligno, 2001:
Altrof, demonio che non fa lavare le persone; 
Drindillon, demonio delle emorroidi;
Iaran, demonio che spinge le donne a masturbarsi; 
Marrob, demonio che fa subire furti (n.b.: in napoletano m'arrobba = mi ruba); 
Ravagollh, demonio del deficit di citocromo; 
Viacastrol, demonio che spinge all'omosessualità.
Francisco Goya,
Il grande caprone
,
1797-1798.
Come secondo gli esorcisti siano opera del Diavolo sia la magia nera sia la bianca. Come secondo la scienza la presunta possessione demoniaca non sia altro che un disturbo mentale e l'illusione che l'esorcismo funzioni sia da attribuire all'effetto placebo e alla suggestione. Goethe, Faust. L'opinione di Aleister Crowley sul satanismo: «una forma pervertita di magia», giacché «il Diavolo non esiste». Le principali forme di satanismo: razionalista, tradizionale, manicheo, occultista ecc. La Chiesa di Satana e il Tempio di Set. La scena satanista italiana. Il satanismo minore: acido, mafioso ecc.

Osculum infame durante il sabba.
Miniatura del 1608.
2. Le streghe
Le strigi. La demonizzazione degli dèi pagani (con l'eccezione di Iside, associata alla Madonna, e con lo strano caso di Dioniso, da un lato associato a Satana e dall'altro a Cristo). Gli smembramenti di Osiride e di Dioniso. Dal Navigium Isidis al Carnevale e alla Pasqua (vedi Giampaolo Di Cocco, Alle origini del Carnevale, 2007). Dalle orge dionisiache al sabba. Dalle sacerdotesse di Diana alle ianare. Il Canon episcopi (IX sec.). La caccia alle streghe. La controversia storiografica intorno all'«eresia» della Murray. La Wicca.

3. Alieni e altre figure terrificanti
La superstizione sul gatto nero. Licantropi, vampiri, spettri ecc. Gli avvistamenti di presunti esseri soprannaturali o extraterrestri: allucinazioni culturalmente determinate. Gli UFO come fenomeni atmosferici naturali. Le tipologie di alieni più comuni nei loro presunti avvisamenti: Grigi, Rettiliani, Pleiadiani, Dero. Implausibilità dei rapimenti alieni. I mostri sotto il letto. I mostri dell'inconscio. Cosa fare quando si ha un incubo con mostri: non scappare, ma parlarci. L'incontro di Encolpio con il Minotauro in Fellini Satyricon (1969).

4. Le vere tentazioni “diaboliche”
La disobbedienza di Lucifero e di Adamo, e rispettive conseguenze, come costruzioni propagandistiche dei fautori del principio di autorità. Il male dell'obbedienza cieca. «Anche se il mondo fosse governato da un Dio malvagio, che volesse che basiamo le nostre azioni sull'odio, io continuerei ad amare» (E.S.). Un grande esempio di disobbedienza: Ferdinando Palasciano alla battaglia di Messina (1848). Potere, denaro, alienazione. Il rifiuto del potere in Matteo 4, 8-9. La tentazione di trattare da inferiori i più deboli di noi. La tristezza dell'alienarsi per amore (il vero amore non richiede alienazioni). L'effetto alone. Mai contrattare o scommettere con il “Diavolo”: si creano o rafforzano meccanismi mentali apofenici. Altri veleni mentali: il ricorso al capro espiatorio e all'olocausto, ma anche il «Ben gli sta» riferito alle sventure di un presunto colpevole. La mentalità chiusa tende a perdere ogni possibilità di progresso in direzione della verità e del bene. Un sol pezzo di verità non basta (vedi favola narrata da Krishnamurti durante il discorso di scioglimento dell'Ordine della Stella d'Oriente, 3 agosto 1929). Ironia e autoironia, antidoti alla tentazione della superbia. L'umiltà è la sola che possa scampare alle «reti del Maligno» (sant'Antonio abate). La tentazione utilitaristica. Il problema dei buoni che dànno potere a una macchina malvagia. Il dialogo interepistemico. L'umiltà scientifica. Dividere le persone non è il modo di arrivare a una soluzione.

Antiche maschere romane.
5. Maschere
Quintessenza, Mercurio filosofico, simpatia universale, magia naturale. Androginia del Diavolo dei tarocchi. L'equilibrio dei princìpii maschile e femminile, da non confondere coi sessi. Il deprezzamento del mondo materiale, del corpo e dell'eros a opera del moralismo religioso. L'opportunità di maturazione gnoseologica insita nell'accettazione dell'omosessualità. La vita come mascherata sotto cui tutti si è uguali. Misteri isiaci, Carnevale, teatro, gioco ecc. come spazi dove il mascheramento, paradossalmente, vale a denudamento del sé più autentico.

Gioco dell'indagatore dell'incubo
Da un'urna sono stati estratti via via i biglietti coi nomi dei presenti. Ciascuno è stato intervistato in merito alle sue presunte esperienze soprannaturali. A queste interviste se ne aggiungeranno altre raccolte nei giorni successivi, per un totale di 13. Risultato della ricerca (come si resoconterà durante la puntata successiva):
6 persone (il 46% degli intervistati) dichiarano di avere avvistato degli UFO.
5 (il 38,5%) dichiarano di avere avuto sogni premonitori.
3 (il 23%) dichiarano di avere avvistato spettri o sagome misteriose.
2 (il 15,4%) dichiarano di essere state salvate da un'intuizione, propria o altrui.
1 (il 7,7%) dichiara di essere stata salvata da una voce misteriosa.
Salvator Rosa, Streghe e incantesimi, 1646.

venerdì 14 giugno 2013

Diavoli, streghe e mostri sotto il letto

Comunicato stampa sull'incontro n. 15 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Salvator Rosa, Streghe e incantesimi, 1646.

La  puntata n. 15 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania tratterà fra l'altro di diavoli e indiavolati, esorcisti e satanisti, capovolgitori di crocifissi e crocifissori di strigidi, streghe, stregoni, cacciator di streghe e compagnia bella anzi bestia. Quanto c'è di reale in questa ridda di personaggi e negli ambigui messaggi borbottati dal loro calderone? Come al giorno succede la notte, certo, nel mondo esiste il male; ma il Maligno? e i più o men benigni trickster, e via via nel continuum fino agli angeli custodi? e che dire di UFO e rapimenti alieni, che vanno sostituendosi alla vecchia casistica di folletti e fantasmi? Ecco: è proprio per andare oltre i fantasmi lato sensu di un'immaginazione limitata che, pur se prive di utilità pratica, sono utili le pratiche come il pensiero poetico e filosofico, che aprono la mente come un libro d'argento in cui specchiare il sole della vera magia.

L'appuntamento è per le 18.30 di domenica 16 giugno a Teano, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

mercoledì 12 giugno 2013

La spedizione sul pianeta Pthirion

Domenica 9 giugno si è tenuta in Capua, tra le fortificazioni cinque-settecentesche e il Palascianeum, Il cosmocembalo ben temperato. La natura è viziata e va corretta, la puntata n. 14 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 25 partecipanti, per la durata di circa due ore e mezza, senza contare l'intervallo (durante il quale si è tenuto un buffet a celebrazione di tre compleanni, con manicaretti recati da Angela S., Elsa D.C., Giuliana C., Gregorio P., Lucia D.I., Luisa F., Roberto A.; l'Accademia ringrazia inoltre Damian S. per la sua collaborazione, venerdì scorso, ai sopralluoghi dei fossati).

La puntata n. 15 si terrà, sempre gratis, domenica 16 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 18.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 14, intanto, ispirata al tarocco della Temperanza, si è articolata in un primo tempo ambientato nei fossati della cinta bastionata di Capua, e in un secondo tempo ambientato nel Palascianeum:

Dettaglio dalla Temperanza di Piero del Pollaiolo, 1470.

Tempo I

Chi ha paura delle ranocchiette?
Introduzione e descensus ad inferos
Nel giardinetto in degrado di via Mariani si è tenuta una breve introduzione, quindi si è discesi nei fossati, sulla cui soglia i partecipanti sono stati invitati a reinterpretare alla maniera di Don Chisciotte quanto avrebbero visto. Tanto per cominciare si è invitato a identificare nel fiumiciattolo che attraversa i fossati, scavalcato da un ponticello di legno, il fiume Tigri, per Agostino di Ippona simbolo della virtù della temperanza; e di conseguenza a identificare nel bastione della villa comunale uno scorcio dell'antica città di Babilonia (o Babele), coi suoi giardini pensili, sommo esempio di decadenza e caos morale secondo la tradizione giudaico-cristiana (qui citata per puro ludus).

Gioco: I babilonesi biliosi
Di là dal corso d'acqua, presso le mura babeliche, le persone reagiscono con intemperanza a varie notizie irritanti. Vengono quindi chiamate a varcare il ponticello. A mano a mano che lo attraversano, il loro umore bilioso si stempera, finché, giunte sull'altra riva, sono del tutto serene.

Il ponticello di legno sul fiumiciattolo. Foto di Gabriella Clemente.

Gioco: La parabola dei ciechi
Tutti formano coppie. Prima parte: uno dei due deve tenere gli occhi chiusi, e l'altro condurlo per mano. Seconda parte: tutti e due devono tenere gli occhi chiusi, e tenendosi per mano vagare intorno, sperando di non cascare nell'acqua. Ha vinto il gioco, ovviamente, chi si è rifiutato di giocarne la seconda parte. «Eppure è così che molti di noi vivono nel quotidiano: ci si lascia guidare da istinti meccanici, senza vedere oltre il presente; e/o ci fidiamo ciecamente di altri che crediamo ne sappiano più di noi, e invece magari ne sanno meno».

Pieter Bruegel il Vecchio, La parabola dei ciechi, 1568.

Una raffigurazione della
Temperanza, inizio XVII sec.
Excursi euristici sotto un ponte e lungo le mura
Durante una sosta sotto uno dei ponti in muratura che attraversano i fossati si è accennato alla teoria del ponte di Einstein-Rosen, o wormhole; si è tornati un momento sul tema dei pontefici; e si è citata una filastrocca popolare:
Sotto il ponte ci son tre conche
passa il lupo e non le rompe,
passa il re ne rompe tre,
passa la regina ne rompe una dozzina,
passa il reggimento ne rompe cinquecento,
passa l’elefante le rompe tutte quante.
Palasciano discorre sotto il ponte.
Foto di Lucia Dello Iacovo.
Traendo spunto dalla filastrocca, si è cavata fuori da uno zaino una conca abruzzese, che starebbe bene in mano alla personificazione della Temperanza come usualmente raffigurato nei tarocchi e altrove (vedi quella del Pollaiolo a inizio post). Anche l'elefante è un simbolo di temperanza; e si è narrato l'aneddoto di Plutarco circa il servo siriano e i suoi furti di biada (vedi qui Cesare Ripa, Iconologia overo descrittione dell'imagini universali cavate dall'antichità et da altri luoghi, 1593, pag. 196). Ma il fatto che un simbolo di temperanza possa rompere tutte le conche può parere un po' paradossale; «Che cosa ci insegna questo? che bisogna avere temperanza anche nel cercare significati, per non cadere nell'apofenia».

Sulla destra la conca, in mano a una dama che funge da personificazione della Temperanza.
Dettaglio da una foto di Lucia Dello Iacovo.

Si è poi proseguiti lungo le fortificazioni, che hanno offerto lo spunto per altri excursi. La temperanza è un argine che delimita i campi dell'azione così come questa muraglia delimita la città di Capua, come un disegno è delimitato dalle proprie linee, come una vita è delimitata dalla nascita e della morte, come nel quadro di una cosmogonia l'armonia separa il caos dal resto della realtà...

Foto di Gabriella Clemente.

Passeggiando per i fossati come in un grandioso labirinto, dalla realtà si è passati all'immaginazione: «Così come in un sogno si può scivolare da un luogo a un altro senza che se ne avverta lo stacco, noi ora non siamo piú a Capua nel 2013. Siamo intorno all'anno 2185. Siamo una spedizione esplorativa giunta via wormhole su un remotissimo pianeta, in orbita intorno a una delle stelle estreme della galassia». E, per invitare a non dar peso alle eventuali  incongruenze della storia che sarebbe seguita, da costruirsi euristicamente, si è ricordato che l'atto di mediare tra elementi sbilanciati e discordi – in una parola, temperare – è anche quello che la mente compie durante la fase onirica, razionalizzando in un'unica narrazione, coerente ma non troppo, tutti gli impulsi narrativi che emergono disordinatamente dall'inconscio.

Il professor Vergilius guida la spedizione esplorativa sul pianeta misterioso,
di cui nel cielo cruento si notano le due lune. Le selve cresciute sulle rovine
sono abitate da dinosauri, meduse arboree ecc. Foto di Gabriella Clemente.

Gioco investigativo-teatrale: La spedizione sul pianeta Pthirion
«Lasciata la nostra astronave in orbita, ci siamo teletrasportati sul suolo di questo pianeta alieno. La nostra missione: investigare su una antichissima civiltà ora scomparsa. Una precedente spedizione ha visto tutti i suoi componenti morti. Da indizi più o meno farneticanti sul diario del loro comandante si intende che qualcosa ha sconvolto le loro menti»...

«Sentite? i bramiti dei dinosauri!».
Foto di Gabriella Clemente.
Palasciano – da qui in poi impersonante il comandante della nuova spedizione, il professor Vergilius – ha distribuito fra i partecipanti (12, in quel momento della puntata) una ventina di indizi e ipotesi in base a cui, oltreché in base all'immaginazione di ciascuno, inventare e inscenare il resto dell'avventura (come già in Londra 1889: Sherlock Holmes contro il professor Coppelius). Il territorio da esplorare, fra l'altro, a parte selve infestate da dinosauri e da altre fiere, comprendeva particolari zone in cui l'eco psichica dei vizi distruttivi dell'ignota civiltà perduta, in qualche modo, si irradiava dal sottosuolo del pianeta, raggiungeva le menti dei terrestri e le inclinava alle peggiori intemperanze, salvo in chi di volta in volta risultasse immune al tipo di irradiazione del momento (tra i biglietti degli indizi e ipotesi vi erano anche quattro immunità: a gola e accidia, a ira e superbia ecc.). Si sono così susseguiti cinque quadri:
Un tricorder.
1. Analizzati con i tricorder i frutti – simili a gherigli di noce – di una pianta aliena, e trovatili commestibili, i membri della spedizione si sono lasciati prendere dalla gola e quindi, avendo abusato di quel cibo, dall'accidia, ritrovandosi in una situazione tipo i Lotofagi dell'Odissea. Chi è risultato immune a gola e accidia ha faticato non poco per far rialzare gli altri dall'erba e trascinarli lontano dalla zona di irradiazione, prima che arrivassero i dinosauri e divorassero tutti.

Uno Pthir.
2. Si è poi tenuta una discussione sugli indizi a disposizione, fra i quali:
– Tre secoli fa, scoperto sotto Londra un giacimento di coppelite, sostanza avente la proprietà di distorcere il tempo, il diabolico professor Coppelius tentò di provocare un’esplosione che liberasse l’energia necessaria ad alimentare la macchina del tempo da lui costruita, con la quale avrebbe potuto compiere i piú efferati crimini nel passato e nel futuro. Il suo piano fu però sventato da Sherlock Holmes.
– Esistono gli universi paralleli? dove la storia può essere andata in modo diverso che nel nostro, anche se molto simile. («Quindi Londra può essere esplosa davvero, nel 1889, ma in un altro universo! e quel Coppelius, diversamente dal nostro, essere riuscito a viaggiare nel tempo, raggiungendo il futuro».)  
– E se questo fosse il leggendario pianeta Thule, su cui si dice trovarsi il confine tra il nostro universo e un altro? («Quindi Coppelius, viaggiando a bordo di un'astronave proveniente dall'altro universo, ora potrebbe essere qui!») 
– E se fossimo sul pianeta Pthirion, il mondo degli Pthir? («Thule e Pthirion potrebbero anche essere lo stesso pianeta».)
– Nel 2013 vi fu un tentativo di invasione della Terra da parte degli Pthir. (Vedi qui.) Gli Assaggiatori, ricordate?, misero fuori uso per errore il loro segnalatore iperspaziale durante un’orgia satanica. Forse allo stesso modo l’intera civiltà pthir è finita distrutta per le conseguenze di una mega-orgia. 
– Dove portano quei cunicoli oscuri? forse a un antico macchinario che ci darebbe enorme potere? («E che potrebbe essere ciò a cui mira Coppelius!»)

Londra devastata da un'esplosione, in un 1889 alternativo.

3. Il comandante Vergilius è caduto in coma per il contatto con i tentacoli veneniferi di una medusa arborea. In attesa che le cure lo facciano riprendere, occorre eleggere un leader che lo sostituisca. Ma la superbia contamina tutti, e ciascuno pretende un tale ruolo, ponendosi a enumerare le proprie virtù e a sminuire le altrui. Presi da ira, inoltre, ci si aggredisce l'un l'altro. Chi è immune a tali pulsioni tenta di far ragionare gli altri. Infine il comandante esce dal coma prima del previsto, e si può ripartire.

Dischetto di memoria.
(Eh, sì, il nostro
budget
per gli oggetti
di scena era basso...)
4. Un membro della spedizione rinviene un importante reperto: quel che sembra un dischetto di memoria. Preso da avarizia, vuol tenerlo per sé; presi da invidia, gli altri cercano di rubarglielo; ed è sùbito rissa (a suon di «Il mio tesssoro» et similia). Chi è immune a tali pulsioni, riuscito a impadronirsi del reperto, lo scaglia via lontano; e tutti rinsaviscono.

Vina nell'episodio pilota
di Star Trek, Lo zoo di Talos.
5. Giunti in prossimità dell'oscuro ingresso di un mondo sotterraneo, ci si trova esposti a irradiazioni pthir che inducono all'ebbrezza dionisiaca e alla violenza carnale: per prima ne è influenzata una dottoressa la cui psiche, sotto l'influsso delle radiazioni pthir, regredisce a quella di una sua precedente incarnazione, la prostituta londinese Nelly la Fresca (vedi Londra 1889), cosicché assume il ruolo di gran sacerdotessa d'una qualche divinità della più sadiana lussuria e dà il via a un baccanale infernale. Chi è immune a tali pulsioni riesce, a furia di ceffoni, a far rinsavire gli altri. Restano tuttavia irrisolti i misteri di Pthirion; fra l'altro, gli Pthir sono veramente estinti? o alcuni esemplari sopravvivono, ibernati, nel sottosuolo, e il Coppelius alternativo ha intenzione di risvegliarli e scatenarne gli appetiti distruttivi contro la Terra, nel suo folle intento di vendetta contro l'umanità intera, in tutti gli universi?... Lo scopriremo, forse, in una delle prossime puntate.
Tempo II

Intanto, ormai calato il sole, si è risaliti dai fossati, risalendo nel contempo dalla fantasia alla realtà, e si è fatto ritorno al Palascianeum, dove dopo l'intervallo si è tenuta lezione sugli argomenti seguenti.

Temperanza epistemica: la buona filosofia rifugge gli opposti eccessi del fideismo e del nichilismo. Eclettismo. La temperanza come virtù dall'Etica nicomachea e dintorni alla dottrina cristiana. La dottrina dell'amore enunciata nei versi 76-139 del canto XVII del Purgatorio di Dante. Per Spinoza non vi è felicità senza libertà, né vi è libertà senza temperanza. Vizio come meccanica impedente la volontà. Bisogni alienati e loro decostruibilità attraverso, per esempio, il teatro. Differenza tra irrazionale e follia. Temperanza come equilibrio tra le componenti psichiche. I quattro temperamenti secondo Galeno. Armonia interpersonale. Armonia interspecie e questione del come rendere erbivori gli animali carnivori per realizzare il mitico Eden. Dagli armonici naturali al temperamento equabile. Demiurgia. Analogia tra il reticolo delle anime e un ipertetraedro a molte dimensioni, sebbene le anime non siano locate spazialmente. Ricorsione di anima e mondo. Teoria in progress sugli strati ontici, dove fondamentale è l'azione temperatrice dell'Armonia Trionfante.

giovedì 6 giugno 2013

Temperamenti di temperature

Comunicato stampa sull'incontro n. 14 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Mescolarsi delle acque di due fiumi: Drava e Danubio.

Se sapete resistere a quel fuoco nel sangue che vi spinge a sfondare il cranio del vicino con una mazza ferrata per mangiarne il cervello con le mani e stuprarne le figlie come vitelli nella polvere, siete sulla buona strada. Ma come armonizzare a perfezione le componenti della nostra psiche? e il civile consorzio? e la biosfera? e può la matematica, o che cosa, dimostrare meravigliosamente la tesi che la cifra finale (se non iniziale) dell'universo sia l'amore universale? Fra queste e altre domande più o meno ansiose, o ansose, scorrerà come nave su fiume – o astronave per wormhole – la puntata n. 14 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania, fino a giungere là dove nessun uovo (o gallina) è mai giunto prima.

L'appuntamento è per le ore 18.00 di domenica 9 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

mercoledì 5 giugno 2013

Carne, ossa, idee, non sono che una maschera

Domenica 2 giugno si è tenuta in Capua, nel Palascianeum, Ti ho sempre amato. Il mondo è il mare, l'anima è un cetaceo, la morte il suo salire a respirare, la puntata n. 13 di Arca Arcanorum, ovvero il Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 23 partecipanti, per la durata di circa due ore e mezza, senza contare l'intervallo (durante il quale si è tenuto un buffet a celebrazione del compleanno di Luisa F., con manicaretti recati da lei stessa e da altre anime gentili fra cui Angela S., Giuliana C. e Lucia D.I., autrice della torta).

La puntata n. 14 si terrà, sempre gratis, domenica 9 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate – come pure l'orario preciso, probabilmente le 18.00 – telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 13, intanto, ispirata al tarocco della Morte, è consistita per il primo tempo in una lezione-spettacolo con un breve gioco nel mezzo, e per il secondo tempo in un paio di psicodrammi:

Dettaglio dal Trionfo della Morte. Oratorio dei Disciplini, Clusone (BG).

Inizio della lezione
Così come la puntata sull'amore è iniziata parlando di morte, la puntata sulla morte è iniziata parlando d'amore, nuovamente nei termini dello straziante contrasto fra assenza fisica e presenza nella memoria. Quindi a trattare della centralità dell'amore nella natura mundi si è pervenuti dopo un riepilogo delle tesi metafisiche già esposte nel corso di precedenti lezioni, dall'inventario delle basi del reale (puro essere, anime, qualia, volontà, legge, struttura) alla teoria del Gioco dell'incarnazione. Si è presentato per la prima volta il problema del continuum dei qualia. Si è inoltre affinata la teoria evoluzionistica palascianiana, basata sull'intelligenza autopoietica delle specie viventi, trattando l'idea del continuum interspecie come teatro di feedback mutageno (di intensità proporzionale alla somiglianza fisiologica: vi è quasi una «idea di cavallo» ecc. come in Platone, ma fuzzy e in divenire) sul modello dell'inconscio collettivo (così giustificando, fra l'altro, l'aspetto della mantispa e il mimetismo biologico in generale). Si è trattato quindi della possibilità o meno di una vita corporale eterna (con riferimenti fra l'altro alla Turritopsis nutricula, a pini millenari e a madame Calment), per domandarsi infine se una vita senza fine, nel mondo materiale, non sarebbe incompatibile con la qualità dell'amore e di tutto ciò che in noi potrebbe, col sopraggiungere dell'accidia da infinito, svalutarsi.

Turritopsis nutricula.

Gioco della clessidra che corre
Nel tempo di una clessidra, a ciascuno dei partecipanti è stato chiesto di stilare un elenco di cose da fare se gli restassero solo sette giorni di vita.

La torta servita nell'intervallo.
Séguito e fine della lezione
Parabola del paese dei gemelli: qui tutti sono uguali, così ognuno deve indossare una diversa maschera; allegoria di come le differenze corporee e mentali siano meri accidenti, oltre i quali è una sostanza uguale per ogni vivente, l'anima. Si sono poi riproposti concetti già espressi in puntate degli anni scorsi, in merito all'elaborazione del lutto e alle consolazioni possibili; in più si è trattato il tema del senso di colpa che talvolta si aggiunge al dolore per l'altrui morte, in chi ritenga di non aver dichiarato al morente il proprio affetto in misura sufficiente; e si è destituito di fondamento tale senso di colpa, ammettendo l'esistenza del dialogo a livello inconscio, non bastasse la tesi metafisica dell'onniscienza delle anime nel post mortem e nell'ante vitam. Si è poi trattato di esercizi mentali come il vedere le persone come animali, o come morti risorti, nell'àmbito del tema della meraviglia filosofica, e il vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo da vivere. Si è infine trattato di reincarnazione (quindi di terapia R, con tutti i dubbi debiti) e di altre teorie utili a spiegare fenomeni come i bimbi prodigio e la memoria di eventi vissuti in una presunta vita precedente. Palasciano ha inoltre dato lettura di una sua poesia del 1990, Moto perpetuo, e del resoconto di un sogno del 1992 in cui degli specchi magici invertivano l'essenza delle cose e cambiavano le leggi dell'universo.

Una scena dello psicodramma Il sogno.
Gioco teatrale: Il sogno
Ci si è distribuiti in coppie. Di volta in volta, uno dei due attori di turno si distendeva a interpretare una persona morta; l'altro lo guardava addolorato, per poi restare a dolersi a occhi chiusi, mani sul volto. Allora il primo si alzava in piedi e gli si rivolgeva, il secondo riapriva gli occhi, e avevano il seguente dialogo:
— Perché piangi?
— Perché sei morto.
— No, era un sogno.
— No, il sogno è adesso, prima era reale.
— Non importa se fosse un sogno prima o adesso. Adesso che cosa vuoi fare?
E l'altro sceglieva se riabbracciare, senza dir nulla, la persona morta, o se prenderla a pugni rimproverandola di averlo lasciato solo.

Gioco teatrale: Un'ultima cosa da dire
Ciascuno dei presenti, figurandosi di dover morire all'indomani, aveva da scegliere uno degli altri e dirgli qualcosa di importante.

venerdì 31 maggio 2013

La luce del mattino in piena notte

Comunicato stampa sull'incontro n. 13 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


La logica e l'amore convergono, a rischiarare il tema – più che mai buio per la maggior parte di noi – di questa puntata n. 13 che si annuncia come la più intensa e, paradossalmente, vivificante del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Come possiamo consolare veramente qualcuno che soffre per la scomparsa di una persona cara, cui magari non ha fatto in tempo a dire ti amo? Come possiamo noi stessi vincere la paura della fine, o anche solo del cambiamento, nostro e del mondo intorno? Che senso ha questo giardino pieno di buche di promesse tradite, e perché non dovrei farla finita già adesso? Una risposta c'è, ramificata ma unica; e se anche non riusciremo a maturarla nel tempo di un convivio, o di una vita, è matematico che essa sia una Verità Splendente, e non il vuoto Niente, che a dispetto è invocato dalle menti pseudomature.

L'appuntamento è per le ore 18.00 di domenica 2 giugno, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.

giovedì 30 maggio 2013

Un incontro di aggiornamento e dialogo

Mercoledì 29 maggio si è tenuto in Capua, nel Palascianeum, un incontro di aggiornamento e di dialogo filosofico tra Marco Palasciano e 15 partecipanti, nell'àmbito del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania. L'incontro, inclusivo di una cena (si ringraziano per gli gnocchi, la mozzarella e il vino Antonio V., Giuliana C. e Luigi F.), ha trattato di alcuni argomenti già affrontati nelle puntate del NLE svoltesi finora, e nei corsi di filosofia palascianiana degli anni passati, più altri argomenti proposti dai partecipanti (per es. la biodanza), per concludersi con un sondaggio in merito al gradimento delle diverse attività laboratoriali. Ecco riportati di séguito i risultati.

Un momento del convivio di mercoledì.

Particolarmente diffuso l'apprezzamento per gli esperimenti teatrali – soprattutto quelli di impianto psicodrammatico (come Sursum corda, Qualcosa che non ti ho detto e I miserabili; ma anche più spensierati, come I rifiuti umani) – nonché per giochi come Il messaggio nella bottiglia, che prevedeva l'esposizione per iscritto di pensieri personali, al pari dell'esperienza di meditazione sul monte Tifata.

Vi è anche, però, chi preferirebbe meno azione ludico-espressiva e più lezione frontale.

Altri, invece, preferirebbero meno lezione frontale e più dibattito.

Quanto ad argomenti delle lezioni, filosofia a parte, si è espresso particolare apprezzamento per due materie – psicologia e religione (a proposito di quest'ultima, è rimasta indimenticabile una puntata del 2011, Chrisztomania) – e per tre temi: il mito di Astrea e dell'Età dell'Oro, la caratterizzazione del Novecento-Duemila come epoca di transizione, e la saga del professor Coppelius.

Prossimo appuntamento: domenica 2 giugno, per la puntata n. 13 del laboratorio; vedine qui l'annuncio.

lunedì 27 maggio 2013

Svelata la struttura sotterranea

Domenica 26 maggio si è tenuta in Santa Maria Capua Vetere, presso lo Studio Maisto, Rovesciate il mondo, voglio trascendere. Parmenide aveva già capito tutto e nnuje stammo ancora a cchesto?, la puntata n. 12 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza del numero record di 36 partecipanti, per la durata di circa due ore. Prima, nell'intervallo e dopo si è tenuto un festino a celebrazione del XLV genetliaco di Marco Palasciano (il Presidente dell'Accademia ringrazia i due Vicepresidenti, Angelo Maisto e Margot Tafuri, per lo spazio messo a disposizione e gli agi relati; analogo ringraziamento va a quant'altre anime gentili hanno contribuito al buffet, tra cui Alessia V., Carolina P., Giuliana C., Lucia D., Luisa F., autrici dei maggiori manicaretti).

La puntata n. 13 si terrà domenica 2 giugno... anzi si è già tenuta: il presente post, sebbene datato 27 maggio, è stato scritto il 26 giugno; perdonate il ritardo.

La puntata n. 12, intanto, è consistita per il primo tempo in una lezione-spettacolo, per il secondo tempo in un paio di psicodrammi:

Un bungee jumper, moderna rilettura della figura dell'Appeso.

Possiamo ora svelare che la prima illustrazione di ciascun

post di resoconto delle varie puntate del laboratorio richiama
la figura del tarocco corrispondente alla puntata di turno.


Lezione
Lettura poetica: Marco Palasciano, Favoletta del sipario (2001). Il topos del mundus inversus. Descrizione di una stampa del 1820 ca. citata da Giuseppe Cocchiara ad apertura di Il mondo alla rovescia (1963).

La stampa del 1820 ca. citata da Cocchiara.

I due strumenti della ricerca euristica: lo slancio poetico-ludico e la deduzione logica. Sull'evoluzione biologica: come non si possa trattare di «natura» e «contronatura» in termini di usi esclusivi fissati ab æterno. Risibilità della strumentalizzazione omofobica su base biblica del dimorfismo sessuale. Shock culturale. Usi sessuali dei Marind-Anim della Nuova Guinea. Immotivatezza dei motivi religiosi. Viltà del relativismo. L'assioma noetico dell'etica universale. Psicokarma (vedi puntata n. 10). Lectura Dantis: il capovolgimento di Dante personaggio nel passare per il centro della terra (Inferno XXXIV 76-93).

Plastico dell'inferno dantesco realizzato da Palasciano al tempo
delle sue prime lecturæ Dantis e usato durante la lezione.

A questo punto Palasciano ha svelato lo schema, finora taciuto, sottostante le ventidue puntate del laboratorio: gli arcani maggiori dei tarocchi (soluzione che, come qui è detto, «è sempre stata sotto il naso dei discepoli»). Arcano XII: l'Appeso, anticamente anche detto il Traditore. Tesi della catarsi post mortem. Questione dell'atarassia. Tesi della moksha. La riconciliazione nei laboratori umanisti. Come l'etica universale dovrebbe contemplare non premio e punizione, ma dono e perdono. Francesco d'Assisi e sorella Povertà. I Saturnalia.  Carnevale, circo, teatro, gioco, magia. Il gioco nella simbologia alchemica. I tarocchi.

Gli arcani maggiori dei tarocchi disegnati da Palasciano nel 1995.

La mortificazione della carne presso i sadhu (digiunare per settimane, stare in piedi per anni, sollevare blocchi di pietra col pene ecc.). Miseria del masochismo. Importanza del relax e del piacere. Come durante l'orgasmo possano venire eccellenti idee filosofiche. «Non ha senso cercare il dolore, tanto ci penserà il dolore a cercare te». Il dolore di per sé non rende migliori. Empatia. Cura. Utilità degli psicodrammi in cui si interpreta la parte del proprio nemico ecc. Il mondo come olos e la sua percezione nell'estasi contemplativa. Danze rituali inducenti stati alterati di coscienza. Morte mistica. L'universo materiale è giustamente creato affinché le anime vi si possano incarnare. L'idea dell'eternità dell'anima non è dettata da debilità d'intelletto, per il timore della finitudine; anzi è perfettamente razionale. Il genio controintuitivo di Parmenide. Il velo di Maya. La teoria di Julian Barbour sull'inesistenza del tempo.


Tesi della centralità di ogni istante. Una definizione di “Dio” dal Liber viginti quattuor philosophorum (XII sec.): «sphæra infinita cuius centrum est ubique, circumferentia nusquam». Una allegoria palascianiana del puro essere: «una materia immateriale che occupa tutto lo spazio, in una realtà in cui lo spazio non esiste, per tutto il tempo, ma neanche il tempo esiste». Altri esempi di idee controintuitive: che il cervello non sia l'origine della coscienza, ma una sorta di sua vasca di deprivazione sensoriale; che l'eros preesista ai corpi; che si possano amare i propri nemici. La decontestualizzazione e risignificazione come metodo per stimolare l'immaginazione e sviluppare il pensiero controintuitivo. Ludolinguistica et similia: telefono guasto, traduzione maccheronica, inversione semantica, testi palindromi (qui un esempio di Giuseppe Varaldo), inversione letterale (esempio di cui si è data lettura: la Variazione n. 9 da Storia di un umanesimo negato ovvero Un sonetto ed i suoi anagrammi di Marco Palasciano).

Foto ricordo autoscattata durante l'intervallo fra il primo e il secondo tempo.

Psicodramma: I miserabili
Cinque volontari sono stati chiamati a interpretare i ruoli di altrettanti personaggi, calandosi nel loro punto di vista: un marito uso a picchiare a sangue sua moglie, un prete pedofilo, uno schiavizzatore di prostitute, un neofascista pestatore di gay ed extracomunitari, e un assassino camorrista.

Psicodramma: Scambio d'identità
Ci si è imitati l'un l'altro.

venerdì 24 maggio 2013

A testa in giù tra euristica e achitsìrue

Comunicato stampa sull'incontro n. 12 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.




Tra mondi alla rovescia e mostri alla sghimbescia, pensiero controintuitivo e dialettica evolutiva, traduzioni sballate e tradizioni svalutate, la puntata n. 12 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania vi invita a rompere gli schemi come una vetrata e a buttarvi a testa in giù, ma col piede assicurato a un elastico da bungee jumping: la noesis, o forse la poiesis, o poi si vede, meglio se bendati. Il tutto a stemperarsi nei festeggiamenti per il XLV genetliaco del Presidente dell'Accademia.

L'appuntamento è per le ore 19.15 di domenica 26 maggio, a Capua o nelle vicinanze, in una sede la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.


Ricordiamo che il laboratorio è completamente gratuito; che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del suo percorso; e che ogni puntata si articola, generalmente, in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc.

In http://palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive.