giovedì 23 luglio 2020

Comunicato sul progetto Schönberg

L’ACCADEMIA INVITATA IN MUNICIPIO
PER AVVIARE IL PROGETTO SCHÖNBERG

Su invito del Vicesindaco di Capua, una delegazione dell’Accademia Palasciania si recherà domani in Municipio per trattare della piazza da intitolare a Nikolaus von Schönberg, l’illuminato Arcivescovo di Capua grazie alla cui celebre lettera d’incoraggiamento Copernico si convinse a pubblicare il De revolutionibus orbium cœlestium, dando cosí inizio alla scienza moderna.

La richiesta ufficiale di intitolazione, a firma del Presidente dell’Accademia ovvero il sottoscritto, risale al 10 marzo scorso (cioè a quando ci si è accorti, appena in tempo, che l’anno in cui Schönberg divenne Arcivescovo di Capua è il 1520) ma purtroppo, fra “lockdown” e tutto, è rimasta quattro mesi a prender polvere.

Manca ormai meno di un mese e mezzo al 12 settembre 2020, cinquecentenario della nomina di Schönberg ad Arcivescovo; e speriamo di fare ancora in tempo, perché non vi sarebbe miglior data per una cerimonia che lo onori, a meno di attendere altri cinquecento anni per fare mille: ricorrenza piú tonda, ma che nessuno dei capuani ora viventi vedrà da vivo, a meno di ibernarsi in una capsula criogenica.

A breve si terrà a Capua una riunione di Giunta: occasione preziosa di vedere finalmente emanata, se nulla osta, la delibera di intitolazione.

E nulla osterà, ben si spera: dopotutto, finora tutti gli esponenti della cultura e della politica locale che abbiano udito la proposta ne sono stati lieti, amministratori in primis, per cui non è stato necessario mettersi a raccogliere firme per una petizione.

Il passo successivo sarebbe inoltrare alla Prefettura la suddetta delibera di Giunta insieme con il curriculum vitæ dell’Arcivescovo e con fotocopia della planimetria di parco Eucalyptus, la cui piazza centrale (il cosiddetto “parchetto”) è tuttora senza nome e appare, a conti fatti, la piú adatta a diventare piazza Schönberg.

È infatti eccellentemente collegata al resto del mondo grazie alla vicinanza della stazione ferroviaria, e grazie alla propria conformazione – ampi e vari spazi, qua pavimentati là erbosi – risulta particolarmente atta a ospitare grandi e piccoli eventi dedicati a scienza, filosofia, poesia ecc.; eventi ai quali l’intitolazione all’Arcivescovo Schönberg sarebbe naturale incentivo.

Per inciso, nessuno dei residenti intorno alla piazza sarebbe costretto a cambiare indirizzo sui propri documenti, dato che i nomi delle vie cui tali indirizzi fanno riferimento rimarranno immutati.

Inoltrata la documentazione, non resterebbe che pregare sia il Prefetto di Caserta sia la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro – che avrà da fornirgli il proprio parere – di assicurare il buon esito della richiesta capuana, se possibile, in tempo per il 12 settembre, considerata l’importanza di Schönberg nella storia della scienza e l’eccezionalità della situazione di quest’anno, funestato dalla pandemia di Covid-19, che ha fatto inevitabilmente muovere il nostro Comune con ritardo, del che speriamo di essere perdonati.

Celebrare Nikolaus von Schönberg, esemplare figura del miglior Rinascimento, sarà anche un momento di ideale Rinascita, per la nostra città e non solo.

Capua, 23 luglio 2020

Marco Palasciano

martedì 21 luglio 2020

Un sogno: piazza Nikolaus von Schönberg

Il citato «parchetto».
Il 10 marzo 2020 il presidente dell'Accademia Palasciania, Marco Palasciano, ha presentato al Comune di Capua una richiesta meravigliosa: che il 12 settembre 2020 si celebri Nikolaus von Schönberg (se non sapete chi fosse, vedete il post Cosa collega Capua con Copernico?) intitolandogli una via o una piazza, annotando che, se non se ne individuassero di idonee entro il perimetro del centro storico, si potrebbe intitolargli in periferia una degna piazza attualmente senza nome, il cosiddetto «parchetto» sito fra via Umberto D’Aquino, via Andrea De Simone e via Cesare Malpica; in tal modo non sarebbe necessario aggiornare gli indirizzi di alcun residente.

Se invece non si avessero remore a stravolgere l'odonomastica, potrebbe essere un’occasione per cambiar nome a vico Francesco Pratilli, considerati gli imbarazzanti trascorsi dell’accademico sammaritano, ben noto agli storici per la sua assidua opera di falsario di documenti (vedi qui).

Ma la nostra preferenza va ovviamente alla prima ipotesi, tanto più che il «parchetto» è perfetto per tenervi eventi all'aperto, tra scienza filosofia poesia ecc., cui la nuova intitolazione sarebbe naturale incentivo; è eccellentemente collegato al resto del mondo, grazie alla vicinanza della stazione ferroviaria; e, come se ciò non bastasse, è altresì vicinissimo alla sede della nostra Accademia.

Qualche giorno fa abbiamo effettuato dei sopralluoghi, a verificare in quale punto della piazza si potrebbe collocare un monumento all'Arcivescovo Schönberg; e già quest'oggi Palasciano, più che mai fervente e fremente, ha progettato detto monumento. Progetto che potete qui sotto contemplare. Che ve ne pare?


sabato 18 aprile 2020

Ecco «Come non impazzire in casa»!


Pianeta Terra, primavera 2020. La pandemia di Covid-19 o, in un universo parallelo, l’invasione dei nanorobot alieni, ci costringe a restare chiusi in casa. I giorni si allungano; la Pazzia è dietro l’angolo; ma a proteggerci da essa interviene la Fantasia.

Ond'ecco a voi (qui) Come non impazzire in casa, la prima webserie mai prodotta dall’Accademia Palasciania, tesa a offrirvi tutto il divertimento e la poesia possibili a consolazione di questi tempi strani.

Umana cosa è l’avere compassione degli afflitti; e modestamente noi, qua, umani siamo, e niente dell’umano reputiamo a noi alieno, e un po’ di tutto rappresenteremo in questa nostra opera amatoriale, sgangherata, ma ispirata.

Il tutto a costo zero. Ne potreste creare pure voi: bastano solo uno smartphone e un programmino di montaggio.


S O M M A R I O
IN AGGIORNAMENTO

I
È il caso di fare tragedie?

II
Cosa fare nel caso incontraste animali selvatici

III
Tromos vuol dire tremito di terrore

IV
Fate la guerra ai microbi, non ai mulini a vento!

sabato 14 marzo 2020

Palasciano: «Chiusura anticipata»

Premessa (scritta quattro mesi dopo): la previsione di marzo si rivelerà errata. Il picco dei contagi si avrà intorno al 20 aprile; inoltre a settembre potrebbe esserci una seconda ondata; si stima infine che la pandemia non si concluderà completamente prima dell'estate 2021, a voler essere ottimisti; ma intanto arriverà, si spera, il vaccino.


Capua, 14 marzo 2020

Anime gentili, si prevede che la curva dei contagi si sgonfi intorno alla fine di aprile.


Ma dopo che non ci sarà più alcun nuovo contagio, in osservanza delle direttive dell’OMS bisognerà aspettare il tempo corrispondente a due periodi di incubazione da Covid-19 completi, per poter dir finita l’emergenza; il che dovrebb'essere, se un tale periodo  corrisponde a quattordici giorni, intorno alla fine di maggio.

Le direttive dell’OMS richiedono inoltre che, finita l’emergenza, per tre mesi si mantenga elevata sorveglianza. Vale a dire che che chi voglia tenere pubblici assembramenti in tutta sicurtà farebbe meglio ad aspettar settembre.

Pertanto, DICHIARO UFFICIALMENTE CHIUSO IN ANTICIPO (considerando evento di chiusura quello del 23 febbraio scorso, la VII puntata de L’idea dell’uomo) IL XXII ANNO ACCADEMICO (2019-2020) DELL’ACCADEMIA PALASCIANIA.

Marco Palasciano

martedì 10 marzo 2020

Cosa collega Capua con Copernico?

Sabato 12 settembre 2020 ricorrerà il cinquecentesimo anniversario della nomina ad Arcivescovo di Capua di Niccolò Schomberg, o meglio Nikolaus von Schönberg (nato a Meissen – la «culla della Sassonia» – nel 1472 e morto a Roma nel 1537, due anni dopo la sua nomina a cardinale), al quale si deve fra l’altro una celebre lettera datata 1° novembre 1536 che contribuí a convincere Copernico a pubblicare – appena in tempo prima di morire (vuole la leggenda che la prima copia stampata gli fosse porta mentr’era a letto moribondo) – il De revolutionibus orbium cœlestium (1543), opera che segna la nascita della scienza moderna.

Copernico era restio alla pubblicazione, temendo le reazioni negative che la teoria eliocentrica avrebbe potuto suscitare nella Chiesa cattolica. In effetti dopo la sua morte, sopraggiunta la Controriforma, vi sarebbe stata l’epocale controversia sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano (per citare acefalo un titolo di Galileo). E qui entrerà in scena – guarda caso! Arcidiocesi cruciale! – un altro celeberrimo Arcivescovo di Capua, la cui statua si può ammirare innanzi il Seminario; ma questa è un’altra storia.

Come che sia, all’epoca di Copernico e di Schönberg il clima dei rapporti scienza/fede era ancora abbastanza disteso (il De revolutionibus è dedicato a papa Paolo III). E Schönberg – dopo aver letta un’opera minore di Copernico che, inedita, circolava in pochissime copie manoscritte tra amici, il De hypothesibus motuum cœlestium a se constitutis commentariolus, sorta di preludio all’opus magnum copernicano – cosí scrisse all’astronomo, nella storica lettera che quegli poi inserirà nel paratesto del De revolutionibus:
«[…] non solo sei versato in modo eccellente nelle scoperte degli antichi matematici, ma hai anche fondato un nuovo modello del mondo, in virtú del quale insegni che la Terra si muove e che il Sole […] occupa il centro del sistema […]. Dunque, uomo dottissimo, se non ti sono di fastidio, ti chiedo e ancora vivamente ti chiedo che questa tua scoperta venga comunicata agli studiosi».
E nella prefazione al De revolutionibus Copernico scriverà:
«[…] il timore del disprezzo che avrei potuto subire per la novità e l’assurdità di questa mia teoria per poco non mi spinse ad abbandonare del tutto l’opera compiuta. Ma gli amici me ne distolsero, […] e fra questi primo fu Niccolò Schomberg, il cardinale di Capua, celebre in ogni campo del sapere».
In conclusione, se saremo sopravvissuti al coronavirus, il 12 settembre 2020 celebreremo l’Arcivescovo Schönberg in qualche modo.

mercoledì 12 febbraio 2020

Un Carnevale tra astri, mostri e muse

Comunicato stampa sulla puntata n. 7 de L'idea dell'uomo. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


In occasione del Carnevale di Capua, si fa più che mai festoso il XIV festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "L'idea dell'uomo", che da novembre allieta l'agro capuano con la riproposizione delle migliori lezioni-spettacolo di Marco Palasciano del decennio 2009-2019.

La puntata n. 7 si terrà – come sempre a ingresso gratuito – domenica 23 febbraio alle ore 18.45, a Capua, in una sede misteriosa poco fuori del centro storico, per chi teme la calca carnevalesca, con comode possibilità di parcheggio. L'ubicazione precisa potrà essere conosciuta dalle persone interessate anagrammando il sintagma «Centro d'onni amor, onni amor!» oppure contattando l'Accademia Palasciania con un messaggio al 347*******, sostituiti gli asterischi col numero risultante dal moltiplicare il codice dell'asteroide Takeshima per l'anno in cui fu arrestato Dostoevskij.

L'incontro consisterà nella replica di "Gods and Godzillas. Sopra l'è Pan capricorno e campa, sotto la Trinacria Tifone crepa" una lezione-spettacolo tratta dal festival-laboratorio "Encyclopædia Cœlestis" (2014), dedicato alle Muse e allo Zodiaco – e in una cena comunitaria (con buffet in modalità ognuno-porta-qualcosa), sfociante in festino di Carnevale sia pure senza maschere, a parte quelle che eventualmente si useranno nell'inclusa sessione di laboratorio teatrale.

Inoltre il fotografo Salvatore De Maio farà dei fotoritratti gratis, con tanto di cavalletto e di fondale, a chiunque gradirà partecipare a un suo progetto di mostra.

Di mostri, intanto, tratterà la lezione, che avrà per argomento iniziale la varietà dei modi – fuga, lotta, autodistruzione ecc. – in cui ciascuno di noi reagisce a ciò che di più negativo e oscuro ci aggredisce dall'esterno, o anche dall'interno; motivo ispiratore saranno le costellazioni dei Pesci e del Capricorno, connesse al mito dell'invasione dell'Olimpo da parte del mostro Tifone, allorché gli dèi per sfuggirgli inscenarono una sorta di Carnevale degli animali. Si ruoterà poi intorno alla costellazione del Sagittario, catasterizzazione del satiro Croto, fratello di latte delle Muse – concepite da Zeus e Mnemòsine sùbito dopo la disfatta di Tifone – e inventore, fra l'altro, dell'applauso, il cui suono introdurrà i giochi conclusivi: una messinscena improvvisata della Tifonomachia.

Per il programma completo de "L'idea dell'uomo" vedi palasciania.blogspot.com.

martedì 4 febbraio 2020

Che show! scienza, sciamani e Sherlock Holmes!

Comunicato stampa sulla puntata n. 6 de L'idea dell'uomo. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.



La sua puntata n. 6 vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con Capuanova e FaziOpenTheater e si terrà a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), come sempre a ingresso gratuito, alle ore 18.45 di sabato 8 febbraio.

L'incontro consisterà nella replica di "Gnôthi seautón, Watson! Siamo tutti la figlia di Lord Hicks", una lezione-spettacolo di Marco Palasciano – integrata da una sessione di laboratorio teatrale cui chiunque potrà partecipare – tratta dal festival-laboratorio "Urna Maris barocca" ovvero, anagrammando, "Arca Arcanorum bis" (2013).

La lezione-spettacolo trarrà spunto dai tarocchi della Papessa e dell'Imperatrice, spaziando tra storia e antropologia. Temi base due opposti modi umani: il pensiero magico e il pensiero scientifico. Dopo aver trattato di sibille e sciamani ci si sposterà, lasciato il monte Parnaso e il santuario di Delfi, in una Londra steampunk, di un'età vittoriana reinventata, sulla cui scacchiera – fumosa non si sa se di smog o del fiato draghesco di Pitone redivivo – si fronteggeranno il folle professor Coppelius e Sherlock Holmes, le cui indagini finiranno col tramutarsi in un descensus ad inferos.

Quanto a laboratorio teatrale, infatti, si improvviserà sul palcoscenico un'intera commedia fantastica ambientata nel 1889, cui tutte le persone presenti potranno partecipare – se lo desiderano – nelle parti di Holmes, Watson, Coppelius, i suoi robot, Lord Hicks, la sua sventurata figlia Virginia e altri personaggi, tra cui la regina Vittoria in persona.

Per il programma completo de "L'idea dell'uomo" vedi palasciania.blogspot.com.

martedì 21 gennaio 2020

Cose d'Interni ospita l'Accademia

Comunicato stampa sulla puntata n. 5 de L'idea dell'uomo. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Prosegue il suo tour nei vari «spazi della cultura e della fantasia» di Capua e dintorni, in quattordici puntate a cadenza quattordicinale, il XIV festival-laboratorio palascianiano di scienza,filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "L'idea dell'uomo", ogni cui puntata – tranne l'ultima che sarà una festa – consisterà nella replica di una lezione-spettacolo tratta da un diverso festival-laboratorio 2009-2019.

La puntata n. 5 vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con Cose d'Interni Libri, nella cui sede (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88) si terrà alle ore 18.45 di sabato 25 gennaio – come sempre a ingresso liberola replica di "Arsenico e vecchi sonetti. Poesia e paranoia alla corte di Federico II di Svevia (e non solo)", una lezione-spettacolo di Marco Palasciano tratta dal festival-laboratorio "Arca Arcanorum" (2013).

Al sole della Sicilia e della poesia alle origini della letteratura italiana, alla corte dell'imperatore Federico II, si incontrerà fra gli altri il capuano Pier delle Vigne, ucciso dalla paranoia di chi piú amava e reso immortale dal canto XIII dell'Inferno dantesco. L'incontro includerà perciò, tra un aneddoto storico e l'altro, anche una lectura Dantis. Vi saranno inoltre momenti di laboratorio poetico e laboratorio affettivo, con un divertente esperimento di scrittura collettiva e un paio di giochi sul senso del vivere e sulla fiducia in sé e negli altri.

Per il programma completo de "L'idea dell'uomo" vedi palasciania.blogspot.com.

martedì 14 gennaio 2020

Non ti fidar dei vecchi volantini!

Attenzione, popolazione: non vi affidate ciecamente ai volantini in circolazione; alcune date de L'idea dell'uomo possono mutare! per esempio, la lezione-spettacolo n. 5 – è stato poc'anzi stabilito, per cause di forza maggiore (o meglio di maggior splendore) – non si terrà domenica 26, bensì sabato 25 gennaio.

E ci avvediamo solo ora che il 26 ci sarà la partita Napoli-Juventus; perfetto; un motivo in più da opporre ai nostalgici della domenica; e sabato sia, fortissimamente sia! il 25 gennaio vi aspettiamo alle ore 18.45 da Cose d'Interni Libri (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88), per Arsenico e vecchi sonetti; ingresso libero.

mercoledì 8 gennaio 2020

Sulle forme e l'essenza dell'amore

Comunicato stampa sulla puntata n. 4 de L'idea dell'uomo. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Opponendo ai venti di guerra i suoi paraventi barocchi, prosegue ardimentoso il XIV festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "L'idea dell'uomo". La sua puntata n. 4 vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Pro Loco di Capua e si terrà a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6), come sempre a ingresso libero, alle ore 18.45 di domenica 12 gennaio.

L'incontro, arricchito da un buffet di dolci, consisterà nella replica di "De natura amoris et fine mundi. Come perdersi nell'altro per trovare sé stessi e fare di ogni giorno un rinascimento", la lezione-spettacolo di Marco Palasciano che sette anni fa concludeva il festival-laboratorio "Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia" (2012). Tra gli argomenti: i cinque gradi dell'amore; la perpendicolarità cartesiana di amore e sesso; talami nuziali e letti di Procuste; bisogni autentici e alienati; lutto e conforto; dono e perdono; nudità, commozione, anagogia; omosessualità e omofobia; feedback positivo e negativo; l'amore come fondamento dell'etica universale.

Per il programma completo de "L'idea dell'uomo" vedi palasciania.blogspot.com.

mercoledì 25 dicembre 2019

Non botti ma poesia interplanetaria

Comunicato stampa sulla puntata n. 3 de L'idea dell'uomo. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; grati vi saremo, in eterno e all'estremo; e intanto, buone feste!


Anche durante le vacanze natalizie l'Accademia Palasciania porta avanti il XIV festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "L'idea dell'uomo". La sua puntata n. 3 – stavolta a ingresso semilibero (cioè per gli sconosciuti dovrà garantire un conosciuto) – si terrà martedì 31 dicembre, con inizio alle ore 18.45, a Capua, nel Palascianèum, la cui precisa ubicazione si scoprirà completando e poi anagrammando in tre parole (10, 5, 8) questa frase ispirata al finale dell'episodio speciale di "Doctor Who" "Twice Upon a Time": «E or, morto, m'incarno in *****».

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano"Viaggio al fondo dell'universo" (dal III festival-laboratorio palascianiano "De natura mundi", 2011) – tratterà del poema onirico-astronomico "Hypnerotomachia Palasciani" (2002) e sarà arricchita da una cena comunitaria in modalità ognuno-porta-qualcosa, sfociante in veglione di Capodanno. Giunta la mezzanotte, il 2020 verrà inaugurato con un abbraccio collettivo, ad auspicio del prevalere dell'umana armonia, per proseguire ancora con giochi teatrali e vari.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com, dove inoltre chi non sarà riuscito a risolvere da solo l'anagramma troverà il numero da contattare per chiedere un suggerimento.

sabato 21 dicembre 2019

Doppia edizione per i «Centomila»

Per quest'anno 2019 la nona edizione di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro, come sempre curata dall'Accademia Palasciania, è stata doppia. Il 29 settembre l'Accademia ha inaugurato il proprio XXII anno accademico con Theatrum Musarum. I centomila mondi della poesia (qui l'annuncio), evento tenutosi in collaborazione con Capuanova e FaziOpenTheater, a Palazzo Fazio. Il 17 dicembre ha tenuto Un fiore per il Rojava. Centomila poesie di guerra e pace (qui l'annuncio), in collaborazione con Capua Bene Comune e con il patrocinio del Comune di Capua, in Municipio, Sala Palasciano.

Introduzione a Un fiore per il Rojava: Di Agresti, Palasciano, Olivieri.

Si sono succeduti al leggio dieci lettori per Theatrum Musarum e sei per Un fiore per il Rojava, di séguito elencati in ordine di presenze e poi alfabetico (fra parentesi quadre le edizioni precedenti di 100TPC cui parteciparono; dopo i due punti sono indicati i poeti letti, e l'assenza d'indicazione vale sé stesso/a):
IX. Theatrum Musarum
Marco Palasciano [tutte]: sé stesso e altri
Roberto Cocchis [IV, V, VI, VII, VIII]: altri
Salvatore D'Angelo [IV, VII, VIII]: sé stesso e altri
Michele Aiezza [VII, VIII]
Nadia Marino [II, VII]: altri
Gaetano Riccio [VIII]: altri
Tiberio Madonna
Valerio Sagliano
Michela Savoia  
Mario Ventriglia: altri

IX bis. Un fiore per il Rojava
Marco Palasciano [tutte]: sé stesso e altri
Tiberio Madonna [IX]
Antonio Oliva [I]
Marco Melillo: sé stesso e altri
Anna Migliorini: altri
Francesco Papallo
Un fiore per il Rojava, cui hanno partecipato anche Gianluca Di Agresti (consigliere comunale) e Aldo Olivieri (Rete Kurdistan Italia), è stato solo uno dei tanti eventi organizzati in Italia e altrove dai rispettivi enti locali, a partire dall'idea di Sabrina Vian dell'Auser “Peppino Impastato” di Mira (VE) che a fine ottobre ha incontrato la poetessa curda Gulala Salih (rappresentante in Italia per Kurdistan Save the Children), dal che è emersa la data del 17 dicembre, festività della bandiera curda, per l'evento da tenersi nella città di Chamchamal (Kurdistan iracheno); la stessa data è stata dunque adottata in Capua, Cogliate, Milano, Mira, Mirano, Palermo, Roma, Spinea, Varese e altrove in Italia, in Nicaragua ecc.

Di séguito, in foto, sette dei quattordici poeti e performer che hanno partecipato all'uno e/o all'altro dei due eventi (non disponiamo purtroppo di alcuna foto scattata durante tali eventi che ritragga Aiezza, Marino, Migliorini, Papallo, Riccio, Sagliano né Ventriglia, coi quali ci scusiamo).

Michela Savoia.

Salvatore D'Angelo.

Roberto Cocchis.

TIberio Madonna.

Antonio Oliva.

Marco Melillo.

Marco Palasciano.

Cliccare qui per l'elenco di tutte le edizioni di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro. Prossimo, anzi remoto, appuntamento: sabato 26 settembre 2021.

lunedì 9 dicembre 2019

Sboccia «Un fiore per il Rojava» a Capua

In onore del popolo curdo, martedì 17 dicembre 2019 alle ore 18.45 l'Accademia Palasciania e Capua Bene Comune – con il patrocinio del Comune di Capua – terranno in Sala Palasciano, nel Municipio di Capua (piazza dei giudici 4), Un fiore per il Rojava. Centomila poesie di guerra e pace, edizione speciale di One Hundred Thousand Poets for Change contro la guerra in Kurdistan.

Eventi gemelli si terranno in contemporanea, con titoli diversi, in altre città d’Italia e a Chamchamal, nel Kurdistan iracheno.

Il cuore dell’incontro capuano sarà un reading collettivo: ciascuna delle persone presenti potrà declamare, o far declamare, uno o piú testi poetici suoi o altrui, principalmente sui temi della guerra e della pace.

A introduzione, gli interventi di Marco Palasciano, Aldo Olivieri e Gianluca Di Agresti.

Ingresso libero.

domenica 8 dicembre 2019

Contro la guerra e altre inumane cose

Comunicato stampa sulla puntata n. 2 de L'idea dell'uomo e su Un fiore per il Rojava. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Due eventi a ingresso libero si terranno a Capua il 15 e il 17 dicembre 2019, a cura dell'Accademia Palasciania in collaborazione rispettivamente con la Pro Loco e con Capua Bene Comune, nel secondo caso inoltre con il patrocinio del Comune di Capua.

Domenica 15 dicembre alle ore 18.45 si terrà nella Biblioteca Garofano Venosta, a Palazzo della Gran Guardia (piazza dei Giudici 6), sede della Pro Loco, la puntata n. 2 del XIV festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "L'idea dell'uomo": una lezione-spettacolo di Marco Palasciano"Arte contro Burocrazia" (dal II festival-laboratorio palascianiano "La grande ruota delle umane cose", 2010) – che ci condurrà attraverso il Panopticon delle Wunderkammern e altre meraviglie, ma anche orrori, spaziando tra gli estremi opposti della fiaba e della documentazione processuale. Si parlerà inoltre d'un ben diverso tipo di processo, quello creativo, e di classificazione – tutt’altro che burocratica – delle arti.

Martedí 17 dicembre alle ore 18.45 si terrà in Sala Palasciano, nel Municipio (piazza dei Giudici 4), una edizione speciale di "100 Thousand Poets for Change" contro la guerra in Kurdistan: "Un fiore per il Rojava. Centomila poesie di guerra e pace". Dopo gli interventi introduttivi di Marco Palasciano, Aldo Olivieri e Gianluca Di Agresti, si terrà un reading collettivo: ciascuna delle persone presenti potrà declamare al leggio, o far declamare, uno o piú testi poetici suoi o altrui, principalmente sui temi della guerra e della pace. Reading gemelli si terranno nel contempo in tante altre città d'Italia e a Chamchamal, nel Kurdistan iracheno.

Per il programma completo de "L'idea dell'uomo" vedi palasciania.blogspot.com. Per ulteriori informazioni contattare il 347 957 5971.

sabato 7 dicembre 2019

A Capua un nuovo Gruppo Volontari

Sabato 14 dicembre 2019, alle ore 16.30, a Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6) si terrà la presentazione del Gruppo Volontari "Ferdinando Palasciano" della Pro Loco di Capua, con fra l'altro un intervento del presidente della nostra Accademia, Marco Palasciano, che tratterà di alcuni episodi minori della vita di Ferdinando Palasciano. Altri interventi: Luigi Di Cecio, presidente della Pro Loco, e la dottoressa Lucia Giacobone. A seguire: fiaccolata in onore del Dottore, fino alla sua casa natale, sita in via San Michele a Corte.