— la non belligeranza tra fede e ragione, laddove la fede non degeneri in fideismo;Il Progetto Schönberg, insomma, non è altro che un ribadire quanto già viene espresso dai Festival-laboratori palascianiani di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia, con la sola differenza pratica del coinvolgimento attivo di altre associazioni ed enti vari, che nell’àmbito del Progetto e in linea con i suoi princípi organizzeranno eventi propri, di comune accordo, anziché esser solo l’Accademia Palasciania a organizzarne.
— l’unità di cultura umanistica e cultura scientifica, laddove la scienza non degeneri in scientismo;
— il recupero, in àmbito filosofico, della metafisica, a onta d’ogni materialismo (per esempio non escludendo a priori l’esistenza di un’anima immortale e di una dimensione “iperurania”), nel contempo evitando di sconfinare nella fede (che il filosofo deve rispettare negli altri, se pura, ma in sé stesso reprimere);
— e ancóra – in opposizione al nichilismo postmoderno – la promozione di valori assoluti (desunti dalla metafisica e compatibili con la scienza) quali l’armonia universale, sola base d’autentica giustizia, in uno con l’amore in tutte le sue forme;
— nonché «L’antico principio secondo il quale l’acquisizione del sapere è inscindibile dalla formazione dello spirito», un principio che per Lyotard (La condizione postmoderna, 1979) sarebbe destinato (col prevalere di scuole-azienda, tv-spazzatura e altri disgustosi frutti della logica di mercato) a cadere «sempre piú in disuso»: ma noi vogliamo che rimanga per sempre in uso, invece, e lotteremo fino alla morte per la “rinascita del Rinascimento”.
Aggiornamento: son passati anni, e le altre associazioni locali non hanno in merito al Progetto fatto alcunché di propria iniziativa. E va bene! l'Accademia Palasciania farà tutt'essa: «Progetto Schönberg» sarà semplicemente l'etichetta apposta ai nostri eventi in tema dialogo filosofia/religione.

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