venerdì 17 maggio 2019

Palasciano e Terrazzano in concerto

Domenica 19 maggio 2019 ore 19.30
Chiesa del Gesú Gonfalone
(Capua, via Pier della Vigna)

MusiCapua
Jazz opera fusion & improvvisi

Foto di Valeria Longo. 

A cura di Annarita Terrazzano

Presenta Erennio De Vita 

Ingresso libero

*

Annarita Terrazzano
canta con l’accompagnamento della pianista
Palmira Martino

Marco Palasciano
esegue improvvisazioni pianistiche

Ospite speciale il trombettista
Antonio Baldino

*

Parte I
Georges Bizet, Habanera da Carmen
George Gershwin, Summertime da Porgy and Bess
Luigi Arditi, Il bacio
Astor Piazzolla, Ave Maria
Marco Palasciano, improvvisazioni

Parte II
Giuseppe Verdi, Pace o mio Dio da La forza del destino
Ernesto de Curtis, Tu ca nun chiagne
Augustín Lara, Granada
Marco Palasciano, altre improvvisazioni

*

Si ringraziano il Liceo “Luigi Garofano”
e il dirigente scolastico
Giovanni Di Cicco



martedì 7 maggio 2019

Seconda nota su etica e politica

TRA IL QUARANTOTTO E LA DICIOTTI
OVVERO
«I NUMERI SIGNIFICANO QUALCOSA».
SECONDA LETTERA APERTA
AD ANGELO DI RIENZO

Capua, 6 maggio 2019

Gent.mo Arch. Di Rienzo,
La ringrazio per la Sua cortese risposta, benché non sia del tutto pertinente.

Lei avrà sempre la mia simpatia come persona, al di là delle scelte di campo del momento, ma ripeto: poiché la Lega esprime dei princìpi palesemente incompatibili con quelli di Ferdinando Palasciano, se Lei non può sciogliersi in alcun modo dall'alleanza con la Lega allora è opportuno che Si dimetta dalla carica di Presidente dell'Associazione "Ferdinando Palasciano".

Mi dice intanto che «la Lega nei sondaggi è la prima formazione politica italiana, con oltre il 32% dei consensi» e che «in democrazia i numeri significano qualcosa». Ma, mi perdoni, qui esce fuori tema. Si tratta di princìpi, di etica; e l'etica non è questione numerologica. Nessun sondaggio, nessuna elezione – per quanto democratica – avranno mai il potere magico di render giusto l'ingiusto: potranno solo legalizzarlo.

Non è questa la sede per un trattato storico-filosofico su legge ed etica. Ma certo non si può non ricordare, in proposito, come Ferdinando Palasciano nel 1848 fu arrestato, processato e condannato a morte – pena poi commutata, per grazia di Re Bomba, in un anno di carcere – per aver seguito la propria coscienza, curando le ferite dei rivoltosi di Messina, anziché obbedire al codice militare borbonico e lasciarli a morire per strada.

Ora pensi a Salvini coi migranti, i porti chiusi, la Diciotti (anche qui c'entra Messina!), i processi schivati ecc.; lo paragoni al mio pro-pro-prozio; e vedrà più che mai chiaramente la questione. Non ha senso, onestamente, rigirare la frittata col citare i numeri della Lega, né con l'alludere all'ipotesi che il centrosinistra capuano possa sostenere un leghista alle Europee (a riprova – Lei dice – del fatto che «La competizione elettorale amministrativa ha sempre avuto un sapore più programmatico [correzione automatica di "pragmatico"?] che ideologico»): riguardo a ciò che io Le ho richiesto «nelle mie vesti di erede di Ferdinando Palasciano», e non altre, è del tutto irrilevante che la suddetta ipotesi corrisponda al vero o al falso. Ma spieghiamola a beneficio dei lettori ignari.

Dato 1: il leghista Valentino Grant, in corsa per le prossime elezioni del Parlamento europeo, è l'attuale Presidente del Consiglio d'Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo "Terra di Lavoro – San Vincenzo de' Paoli".

Dato 2 (non verificabile, per questioni di privacy): l'Arcidiocesi di Capua, o così si dice, ha aperto a suo tempo dei conti correnti presso la BCC.

Da questi dati, coloro che hanno in uggia l'Arcidiocesi e la personificano per sineddoche in Don Gianni (fratello dell'Arch. Luca Branco, candidato Sindaco del centrosinistra) hanno sofisticamente dedotto – e sparso la voce – che Don Gianni abbia invitato il fratello a invitare il centrosinistra a invitare tutti a votare per Grant, e che il centrodestra ne sia stato ben lieto, e che per incoraggiare il centrosinistra a tal voto il centrodestra abbia promesso in cambio di far vincere le elezioni comunali a Branco e farle perdere a Lei!, che dovrebbe dunque accontentarsi di un posto da Consigliere. Il tutto appare un'improbabile fantasticheria. Ma se invece fosse reale, allora Lei – come qualcun altro ha scritto in un commento al Suo post – sarebbe «un candidato Sindaco fantoccio»: che è un bell'endecasillabo, però una brutta immagine.

Onde Le auguro che così non sia.
Marco Palasciano

venerdì 3 maggio 2019

Sul conflitto tra etica e politica

«FERDINANDO PALASCIANO 
SI RIVOLTA NELLA TOMBA».
LETTERA APERTA 
AD ANGELO DI RIENZO

Capua, 3 maggio 2019

Gent.mo Arch. Di Rienzo,
nella mia veste di erede di Ferdinando Palasciano mi corre l'obbligo di evidenziare, per poi trarne le logiche conclusioni, quattro dati di fatto:

1. Lei è candidato come Sindaco di Capua con una coalizione di varie liste una delle quali fa capo alla Lega di Matteo Salvini.

2. Lei è il Presidente dell'Associazione "Ferdinando Palasciano".

3. L'Associazione "Ferdinando Palasciano" – al pari dell'Accademia Palasciania di cui è Presidente il sottoscritto – si ispira ovviamente ai princìpi di Ferdinando Palasciano, i quali Lei di certo non ignora. Li abbiamo ben ripassati nel 2015, perlomeno, in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario Palascianiano. Queste hanno visto le nostre due associazioni agire di perfetto concerto, fra l'altro con la pubblicazione del volumetto Un souvenir di Capua, che chiunque può scaricare gratis – da palasciania.blogspot.com o ferdinandopalasciano.it – per farsi edotto sulla storia del Dottore al quale da quello stesso anno è intitolata la sala consiliare municipale (per inciso dominata da un grande quadro donatogli da Gaetano D'Agostino, I saltimbanchi a Pompei, recante a epigrafe – in latino – la battuta «Così il popolo aveva tenuto occupata la mente col guardare, imbambolato dallo stupore, qualche funambolo»: il che, come metafora politica, valse al tempo di Terenzio tanto quanto a quello di Palasciano e D'Agostino; e più che mai vale al presente, come dimostra il «funambolico» Salvini).

4. La Lega esprime dei princìpi palesemente incompatibili con quelli di Ferdinando Palasciano (il quale, per esempio, avrebbe aborrito qualunque forma di tatticismo politico sulla pelle di esseri umani in pericolo in mezzo al mare).

Conseguenza naturale: Ferdinando Palasciano si rivolta nella tomba. Ed io so immaginare solo due soluzioni possibili per cui egli possa trovar pace:

A. Lei potrebbe fare pubblica abiura, invitando i Suoi elettori a non votare la lista della Lega.

Oppure, B. Lei potrebbe dimettersi dalla presidenza dell'Associazione "Ferdinando Palasciano".

Fraternamente,
Marco Palasciano

venerdì 15 febbraio 2019

Tre volte nove per la tripla stella

Sabato 9 febbraio 2019 si è tenuta in Capua, nel Palascianèum, alla presenza di 13 partecipanti, la Festa per il ventennale dell'Accademia Palasciania, puntata finale di Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile, XII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia, organizzato dall'Accademia Palasciania in collaborazione con altri undici enti (vedi qui) sparsi per cinque città della provincia di Caserta: da nord a sud Pietramelara, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Succivo, Aversa.

Clou della festa è stata la cerimonia della consegna dei diplomi di Ortelius Room, durante la quale Marco Palasciano ha finalmente svelato quale fosse il gioco nascosto generatore dei titoli e sottotitoli delle venti puntate del festival: partendo dalla fine, le iniziali dei titoli formano il nome di suo padre, Ferdinando Palasciano (1929-1995), e quelle dei sottotitoli formano il nome della nonna paterna, Immacolata Cardillo (1903-1991).


In riferimento a questo, sulla locandina di Ortelius Room (vedi qui) si trovavano nascoste due frasi, da comporre – anche stavolta partendo dalla fine – usando le lettere diversamente colorate presenti nei venti titoli (inclusivi dei sottotitoli): una lettera viola e una indaco per ciascun titolo. Le venti lettere viola formano la frase «Dedicato a padre e nonna». Le venti lettere indaco formano la frase «Per integrare Oniricon».

Oniricon era infatti dedicato alla madre di Marco Palasciano, Eleonora Carmelina Bellofiore (1933-2016), dal cui nome – con altro metodo – erano stati ricavati i titoli delle puntate di quel X festival (vedi qui). E così, le 9 lezioni (o 10 puntate) di Oniricon e le 9+9 (o 10+10) di Ortelius Room insieme hanno costituito un omaggio alla «stella tripla» familiare di Marco Palasciano, cioè alle tre persone che lo hanno allevato. Omaggio evidenziato da questo anagramma:

Oniricon + Ortelius Room
Uscirono i loro tre nomi

Il titolo Ortelius Room è stato anche anagrammato da solo, due volte, a fornire i titoli complementari delle puntate n. 5 e n. 10: Sole morituro e O lume risorto, sulla locandina collegàti da una linea tratteggiata. Un terzo anagramma di Ortelius Room, Il toro sumero, è stato citato durante la puntata n. 2 per indicare l'ideogramma all'origine della lettera A.

Quanto alle suddette due puntate dai titoli “solari”, pure va notato che la restante puntata dal numero divisibile per 5 – la n. 15 – è coincisa con l'anniversario della morte di Ferdinando, e ha trattato del sole come simbolo affettivo. (Il 5 è numero assai caro all'Accademia: vedi qui.)

Si può inoltre notare che al centro della locandina di Ortelius Room, tra le puntate n. 9 (corrispondente alla «P» di «Palasciano») e n. 10 (alla «o» di «Ferdinando»), vi era la foto dello spazio interstellare, così come nel sintagma «Ferdinando Palasciano» vi è ovviamente uno spazio tra nome e cognome. (L'immagine voleva anche evocare il viaggio dell'anima verso l'iperuranio: la puntata n. 9 è coincisa con l'anniversario della morte di Eleonora.) E proprio tra la puntata n. 9 e la puntata n. 10, per mirabile caso, ecco ricorrere sia l'anniversario della nascita di Ferdinando (5 dicembre) sia quello della nascita di Immacolata (8 dicembre).

Sempre casualmente, la prima lezione-spettacolo (la puntata n. 1) è coincisa con l'anniversario di morte della nonna paterna, e l'ultima (la puntata n. 18) è coincisa con la vigilia dell'anniversario di morte della nonna materna, Vincenza Musco. Quest'ultima, sebbene non facente parte del nucleo familiare base, è stata anch'essa onorata, con l'includere in quella lezione un aneddoto che la vede protagonista, fondamentale per intendere la maturazione di Marco Palasciano in àmbito filosofico.

Oltre a essere un festival-laboratorio di scienza filosofia poesia ecc., insomma, Ortelius Room – al pari di Oniricon – è stato un laboriosissimo rito, relabile a una sorta di culto degli antenati. Questo per celebrare nel modo più degno possibile il 20° anniversario della fondazione dell'Accademia Palasciania (a preparazione del quale fra Oniricon e Ortelius Room si era tenuto – vedi qui – l'XI festival, Dal Paleolitico a Palasciania: altro rito monumentale, col suo ripercorrere tutta la storia dell'Homo sapiens sapiens in vista del 50° compleanno di Marco Palasciano).

20 anni di Accademia Palasciania, 20 puntate, come 20 è il numero sulla targa sulla porta e come 20 sono le lettere del nome «Ferdinando Palasciano»; che, scordavamo, oltre a essere il nome del padre di Marco, è anche il nome del pro-pro-prozio (vedi qui) ai cui ideali è ispirata l'Accademia.

Ma, infine, che cos'è l'Ortelius Room che ha dato il titolo al festival? Anche questo è stato spiegato durante la festa. Per farlo, il nostro Presidente ha invitato i presenti a seguirlo proprio lì: nell'Ortelius Room. Che, semplicemente, è quella stanza del Palascianeum in cui l'Accademia è stata fondata il 9 febbraio 1999: lo studio.

Dalla finestra si vede in lontananza l'isola di Ischia, dove dodici secoli e mezzo or sono fu fondata Pithecusa, citata come indizio durante la puntata n. 2: «la Ortelius Room ha qualcosa a che vedere con la prima colonia fondata dai greci in Italia».

E sulla parete alle spalle della scrivania sono appese da sempre cinque stampe, la centrale delle quali – e unica a colori – è una riproduzione del celebre planisfero di Ortelio del 1570 (planisfero visibile anche, in trasparenza, nella locandina del festival):


Ecco dunque in che senso nell'Ortelius Room «inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile», cioè la nostra avventura filosofica: con la fondazione dell'Accademia stessa. Ma già in quella stanza – altra esperienza cruciale per l'evoluzione della filosofia palascianiana – Palasciano ai primi del 1984, quindicenne, aveva iniziato a programmare un computer Sinclair ZX Spectrum 48K. E nel 1979, a dieci o undici anni, aveva lì iniziato a scrivere a macchina, componendo le sue prime opere di narrativa. E da ancor prima quella stanza è la sala principale della biblioteca di casa. Senza contare che per circa tre anni, dal 1988 al 1991, fu la stanza da letto di nonna Immacolata.

Palasciano narra la storia dell'Ortelius Room. Foto di Salvatore D'Angelo.

Di séguito è l'elenco delle anime gentili che hanno conseguito il diploma di Ortelius Room. Diploma intero ai sei che hanno partecipato ad almeno due terzi delle 18 lezioni-spettacolo, mezzo diploma ai due che hanno partecipato ad almeno due terzi di due terzi. Fra parentesi è indicato il totale delle rispettive presenze 2009-2019 e, in numeri romani, la quantità di diplomi finora conseguiti.
Diploma
16. Francesco Netti (48; III)
15. Annalisa Papale (36; III)
14. Orlando Limone (45; IV)
13. Nicole Perrotta (13; I)
12. Gaetano Riccio (70; VI), Raffaele Serpe (12; I)

Mezzo diploma
11. Pasquale Carbone (12)
10. Valerio Sagliano (16)
Infine, si è votato in merito a quale delle diciotto lezioni-spettacolo di Ortelius Room si possa meglio d'ogni altra ampliare a costituire il XIII festival-laboratorio palascianiano. La sceltà è caduta sulla n. 1, Nel punto x del cammin di nostra vita. Il suo ampliamento sarà dunque La selva infinita (vedi qui); arrivederci al 28 maggio 2019 per la sua puntata n. 1, Il confine impossibile.

Al buffet della Festa per il ventennale dell'Accademia Palasciania. Foto di Salvatore D'Angelo.

giovedì 7 febbraio 2019

9 febbraio: festa all'Accademia

Comunicato stampa sulla puntata finale di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Il 9 febbraio 2019 sarà il ventesimo anniversario della fondazione dell'Accademia Palasciania, la cui prima iniziativa fu – in quello stesso mese del 1999 – una raccolta firme pro salvaguardia di un sito archeologico minacciato da un cantiere dell'alta velocità. Seguirono negli anni, fra l'altro, i convegni sui beni culturali e ambientali; le celebrazioni per il bicentenario della nascita di Ferdinando Palasciano (1815-1891); le presentazioni letterarie; le letture collettive di poesia; le lecturæ Dantis di Marco Palasciano; le messinscene leopardiane; i laboratori teatrali; i festival musicali; e, corimbo all'occhiello, i festival-laboratori palascianiani di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia.

Il dodicesimo di questi – "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile" – giunge ora alla sua puntata finale, la ventesima, che consisterà nella festa per il ventennale dell'Accademia Palasciania. Si terranno giochi, sondaggi, performance libere al leggio (portate i vostri testi preferiti) e soprattutto saranno consegnati i diplomi del festival-laboratorio, del quale saranno finalmente rivelati sia lo schema segreto sia il preciso significato del titolo; si terrà nel frattempo una cena comunitaria, in modalità ognuno-porta-qualcosa.

L'appuntamento è per sabato 9 febbraio alle ore 20.00 (o – per chi voglia aiutare a preparare – alle 18.45, se non prima) a Capua, nel Palascianèum, la cui precisa ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate anagrammando questo indizio: «Marco non ne dimora intorno». Coloro che non riescono a risolvere da soli l'anagramma possono telefonare a Marco Palasciano (che – per inciso – effettivamente non dimora «intorno» al Palascianeum, bensì dentro) per chiedergli un suggerimento. Ma se non sanno neanche dove cercare il suo numero di telefono, vuol dire che non meritano di partecipare all'incontro. Che, in ogni caso, è a ingresso semilibero, cioè riservato a frequentanti o persone note ai frequentanti dell'Accademia Palasciania.

Più che meritevoli, invece, gli undici enti che hanno collaborato a "Ortelius Room" mettendo a disposizione dell'Accademia le loro sedi: Pro Loco di Capua, Capuanova, Capua Sacra, Cose d'Interni, Oceania, Theo Broma, MirArte, RadichArti, Casa del Popolo Spartaco, Parrocchia  della Trasfigurazione, Gruppo Agesci Succivo 1. Ma anche tanti altri che collaborarono agli eventi palascianiani precedenti, troppi da nominare in questo post; faremo poi la lista completa.

sabato 2 febbraio 2019

Il mosaico di «Ortelius Room» completo

Comunicato stampa sulla puntata n. 18 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Giunge alla sua ultima lezione-spettacolo il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". Le puntate precedenti hanno avuto per rispettivi protagonisti la poesia (puntata ouverture), il bosco nell'immaginario (puntata n. 1), (2) il viaggio allegorico, (3) il trascendente e l'immanente, (4) il mondo come circo, (5) la fantascienza, (6) l'ibridazione letteraria, (7) l'ontologia e la gnoseologia, (8) l'utopia, (9) la vita e la morte, (10) le religioni, (11) il tempo, (12) la narrativa gotica, (13) il cambiamento, (14) il dono, (15) l'amicizia, (16) l'alta letteratura, (17) la banalità del male.

A «legare con amore in un volume» tutti questi temi sarà la puntata n. 18, come sempre a ingresso gratuito, che vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con l'associazione Capuanova, nella cui sede – Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10) – ci si incontrerà alle ore 18.45 di domenica 3 febbraio. La lezione-spettacolo di Marco Palasciano avrà per titolo "E quindi uscimmo a riveder l'asse y. Il senso ritrovato" e il suo tema base sarà la ricerca di un senso, anche nel senso di una direzione, per la nostra vita. La seconda parte dell'incontro sarà dedicata al laboratorio teatrale, con la messa in scena di un'intera recita da improvvisare su di un canovaccio elaborato a partire dai 18 elementi proposti in precedenza dagli stessi partecipanti.

Ricordiamo che per partecipare a "Ortelius Room" non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com, dove inoltre comparirà nei prossimi giorni l'annuncio della vera e propria puntata finale: la Festa per il ventennale dell'Accademia Palasciania, durante la quale saranno consegnati i diplomi del festival-laboratorio e di esso saranno rivelati sia lo schema segreto sia il preciso significato del titolo.

mercoledì 23 gennaio 2019

Non c'è incubo da cui non ci si svegli

Comunicato stampa sulla puntata n. 17 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Per non dimenticare le stragi compiute da nazifascisti e simili nel corso della storia umana – e al tempo stesso trattare di filosofia dell'odio, dell'amore, della vita, della morte e dell'oltre – quale migliore occasione della Giornata della Memoria? L'Accademia Palasciania la celebrerà nel quieto borgo medievale di Pietramelara, in collaborazione con l’associazione RadichArti, con la puntata n. 17 del dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile".

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano – intitolata "Remember me, but ah! forget my fate. Memorie dall’inferno e teoria del paradiso" – si terrà alle 18.45 di domenica 27 gennaio in quella che fu la sede locale del Comando Alleato durante la II guerra mondiale, Palazzo Radich (Pietramelara, piazza San Rocco 48), a ingresso gratuito come sempre, e sarà completata da una cena comunitaria in stile «ognuno porta qualcosa».

(«Remember me, but ah! forget my fate» è una citazione dal lamento di Didone, morente fra le braccia della sorella, nell'opera di Purcell "Dido and Aeneas". Potete ascoltarlo qui: www.youtube.com/watch?v=jOIAi2XwuWo.)

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

mercoledì 16 gennaio 2019

Laboratorio di scrittura alata

Comunicato stampa sulla puntata n. 16 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Torna un'ultima volta ad Aversa – per l'occasione sovrapponendosi alla rassegna "Le parole ritrovate" – il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua puntata n. 16 – a ingresso gratuito come sempre – si terrà alle ore 18.30 di domenica 20 gennaio presso Palazzo Cascella (Aversa, via Cesare Battisti 90), vedendo l'Accademia Palasciania in collaborazione con l'associazione MirArte, che ha invitato Marco Palasciano a tenere una lezione-spettacolo sul tema della parola narrata.

La puntata avrà per titolo "Dal diario al Bildungsroman. Ma potremmo seguitare fino al Weltwerk" e costituirà una sorta di introduzione a un ipotetico laboratorio di scrittura, ma scrittura «alta» (o anche «alata»): quella che parte dal romanzo di formazione per arrivare all'opera mondo, nutrendosi di ideali puri e rifiutando ogni compromesso col mercato, fino a preferire la fame alla fama. Nel secondo tempo si giocherà fra l'altro a inventio, dispositio ed elocutio, usando gli spunti autobiografici dei partecipanti stessi come base per elaborare una narrazione.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

martedì 8 gennaio 2019

Laboratorio affettivo e teatrale

Comunicato stampa sulla puntata n. 15 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Dopo l'epifanico (in tutti i sensi) evento aversano del 6 gennaio, culminato nel baratto di una cinquantina di doni, rimbalza indietro a Capua il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua puntata n. 15 – a ingresso gratuito come sempre – vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con Capua Sacra, che le aprirà la chiesa di San Salvatore a Corte (in via Principi Longobardi 19) alle ore 18.45 di domenica 13 gennaio, XXIV anniversario della scomparsa di Ferdinando Palasciano (1929-1995), dei cui libri sarà fatto omaggio a chiunque li desideri.

Nella prima parte dell'incontro Marco Palasciano terrà una lezione-spettacolo dal titolo "Il fiore dell'Amicarium. Aspettando il perfetto amico-eroe", in cui si tratterà di amicizia e di affettività in genere, non senza interazioni ludiche e comunione di scorci narrativi. Nella seconda parte, dedicata al laboratorio teatrale, sul tema degli affetti si allestirà sul palcoscenico un'intera recita, da improvvisare su di un canovaccio elaborato a partire dai 18 elementi proposti dai partecipanti della settimana scorsa. Tutte le persone presenti potranno cimentarsi come attori, comparse, musicanti, costumisti e scenografi.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

mercoledì 2 gennaio 2019

Il nudo dono e l'unità del tutto

Comunicato stampa sulla puntata n. 14 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Continua festosamente ad altalenarsi tra l'agro capuano e l'agro aversano il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua puntata n. 14, come sempre a ingresso gratuito, vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con il chocobar-pub-bakery Theo Broma, nella cui sede (Aversa, via dell'Olmo 23) ci si incontrerà eccezionalmente alle ore 17.45 di domenica 6 gennaio.

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano avrà per titolo "Nella calza di Klein della Befana. Continuità dell’essere e cultura del dono" e includerà un simpatico rito: ciascun partecipante potrà portare uno o più regali impacchettati e deporli nel mucchio da cui poi, nell'intervallo di metà puntata, potrà scegliere per sé altrettanti pacchetti a sorpresa, che gli saranno consegnati dalle mani della Befana. Quanto al Palasciano, a partire dalla «calza di Klein» del titolo – giocosa variante dell'oggetto matematico noto come «bottiglia di Klein» – tratterà dei più epifanici argomenti connessi al doppio tema sintetizzato nel sottotitolo, spaziando tra le varie scienze fisiche, metafisiche, pratiche e poetiche con la consueta mistura di leggerezza e di profondità.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

lunedì 24 dicembre 2018

Un onirico Capodanno a Capua

Comunicato stampa sulla puntata n. 13 di Ortelius Room. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; grati vi saremo, in eterno e all'estremo; e intanto, buone feste!


Anche durante le vacanze natalizie «l'accademia meno accademica del mondo», ovvero l'Accademia Palasciania, porta avanti il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile": un'occasione unica di divertimento coniugato alla ricerca filosofica, alla ricerca di nuovi amici e finanche di sé stessi, smarriti o meno in qualche «selva oscura». E così come la puntata n. 1 ("Nel punto x del cammin di nostra vita") recava come sottotitolo "Ognuno ha in cuore la sua selva oscura", la puntata n. 13 si intitolerà "Anno nuovo, incipit vita nova. Ognuno ha in cuore la sua stella pura".

L'incontro – come sempre a ingresso gratuito – si terrà lunedì 31 dicembre, con inizio alle ore 18.45, a Capua, nel Palascianèum, la cui precisa ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate anagrammando questo rigo d'abbecedario: «N = Non terra, ma mondo onirico».

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano – che tratterà fra l'altro di riti solstiziali, di Beatrici e Beatori e di risorse spirituali in genere – sarà arricchita da una cena comunitaria, in modalità ognuno-porta-qualcosa, sfociante in veglione di Capodanno. Giunta la mezzanotte il 2019 verrà inaugurato con un abbraccio collettivo, ad auspicio del prevalere dell'umana armonia, per proseguire ancora con giochi teatrali e vari. Vi sarà anche la mise en scène, stile commedia napoletana, del "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere" di Giacomo Leopardi.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com, dove inoltre chi non sarà riuscito a risolvere da solo l'anagramma troverà il numero da contattare per chiedere un suggerimento.

giovedì 20 dicembre 2018

Se una notte d'inferno un professore

Comunicato stampa sulla puntata n. 12 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Coniugando il divertimento più bambinesco e folle con i più seri spunti conoscitivi e immaginativi, prosegue su e giù tra le sue dodici sedi – distribuite lungo una linea che va da Aversa a Pietramelara, con al centro Capua – il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua  puntata n. 12, come sempre a ingresso gratuito, vedrà l'Accademia Palasciania ancora una volta in collaborazione con l'associazione Capuanova, nella cui sede – Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10) – ci si incontrerà alle ore 18.45 di domenica 23 dicembre.

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano avrà per titolo "Natale in casa Coppelius. Lenti stregate, automi, manicomi" e tratterà di racconti del mistero, dell'incubo e del terrore, in particolare "L'uomo della sabbia" di E.T.A. Hoffmann, già ispirazione per incontri palascianiani quali "Prospero contro Coppelius" (2012) e "Londra 1889: Sherlock Holmes contro il professor Coppelius" (2013). Nella seconda parte si farà laboratorio teatrale, improvvisando una commedia – in uno stile misto tra Eduardo De Filippo e "The Rocky Horror Show" – basata sugli 11 elementi proposti dal pubblico la settimana scorsa e ambientata in una villa stregata, dove compie i suoi esperimenti alchemici e robotici il diabolico professor Coppelius: tutte le persone presenti potranno recitare sul palco nelle parti delle sue vittime e dei suoi mostri.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

venerdì 14 dicembre 2018

Meraviglie del tempo e del non tempo

Comunicato stampa sulla puntata n. 11 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Come un treno del quale ogni vagone è una Wunderkammer, prosegue la sua corsa il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La puntata n. 11, come sempre a ingresso gratuito, vedrà l'Accademia Palasciania ancora una volta in collaborazione con la Pro Loco di Capua, nella cui sede – Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6) – ci si incontrerà alle ore 18.45 di domenica 16 dicembre.

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano avrà per titolo "Dove sono i bei momenti. Aiòn, chrònos, kairòs, temps retrouvé" e per argomento base il tempo. Si vedrà fra l'altro come la musica sia «fatta di puro tempo», a diversi livelli; come lo spaziotempo einsteniano presupponga l'eternità dell'istante, e Barbour e altri ipotizzino l'inesistenza del tempo; come per gli antichi il tempo potesse essere lineare o ciclico, ed Eraclito lo definisca «un bambino che gioca»; come Petrarca faccia trionfare il tempo sulla fama e l'eternità sul tempo, e Wells lo faccia traversare da una macchina meravigliosa; come Proust lo perda e lo ritrovi, e ognuno di noi lo possa periodizzare nel cercar sé stesso.

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

giovedì 6 dicembre 2018

Al-Hallaj e il mistero dell'amore

Comunicato stampa sulla puntata n. 10 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Nessuno è ancora riuscito a scoprire (nonostante sia in bella mostra sulle locandine, come la «lettera rubata» di Poe nello studio del ministro D.) la struttura segreta su cui si basa il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile", diviso in due parti dalla duplice cesura del 5 e dell'8 dicembre, giorni genetliaci di Ferdinando Palasciano (1929-1995) e di Immacolata Cardillo (1903-1991). Intanto la puntata n. 10 – a ingresso gratuito come sempre – vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con la Casa del Popolo Spartaco, nella cui sede (Santa Maria Capua Vetere, via Gaetano Saraceni 2) l'evento si terrà alle ore 18.45 di domenica 9 dicembre.

La lezione-spettacolo di Marco Palasciano avrà per titolo "O lume risorto. Trasposizioni epistemiche e immersioni in batisfera" e per argomento base, a partire dalla familiare figura di Gesù di Nazareth, le religioni. Più in particolare la tolleranza religiosa. O meglio, ampliando il quadro ai sistemi di pensiero non religiosi, la tolleranza epistemica. Fin dove è possibile il dialogo fra Materialisti, Agnostici, Metafisici liberi, Credenti elastici e Fondamentalisti? Questo e altri interrogativi pratici saranno intervallati da momenti più lirici, come la recita di "Donna de paradiso" di Iacopone da Todi. (Si noti intanto come "O lume risorto" sia titolo speculare a quello della puntata n. 5, "Sole morituro", e ambedue siano anagrammi di "Ortelius Room".)

Ricordiamo che per partecipare al festival-laboratorio non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia, palasciania.blogspot.com.

martedì 27 novembre 2018

Fra teatro della memoria e àgape

Comunicato stampa sulla puntata n. 9 di Ortelius Room. Grazie se lo potrete pubblicare.


Giunge a metà del suo cammino multicolore il dodicesimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Ortelius Room. Qui inizia il viaggio nella conoscenza alla ricerca dell'inconoscibile". La sua puntata n. 9 – a ingresso gratuito come sempre – vedrà l'Accademia Palasciania in collaborazione con Capua Sacra, che le aprirà la chiesa dei Santi Rufo e Carponio (Capua, via corso Gran Priorato di Malta 40) alle ore 18.45 di venerdì 30 novembre, giorno del secondo anniversario della scomparsa di Eleonora Carmelina Bellofiore (1933-2016).

Non vi sarà una messa, per l'occasione, ma un incontro filosofico e conviviale. Marco Palasciano terrà una lezione-spettacolo interattiva dal titolo "Per te ho vissuto, amore mai perduto. Alberi di eventi e nidi di Verità Splendente" che si articolerà in due parti, seguite infine da una cena comunitaria. La prima parte tratterà del ruolo del caso e del destino nelle nostre vite, i cui momenti più significativi sono come «distillati da un alambicco che ferve fin dal principio del mondo». La seconda parte consisterà in una sessione di laboratorio teatrale – dove chiunque potrà recitare – sul tema delle persone care partite per l'iperuranio.

Ricordiamo che per partecipare a "Ortelius Room" non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, e che il programma completo è consultabile nel blog dell'Accademia Palasciania (palasciania.blogspot.com).