Comunicato stampa sulla puntata n. 10 del festival-laboratorio Ama, conosci, parla. Grazie se lo potrete divulgare.
Dopo avere intrecciato le intime questioni quotidiane ai misteri del cosmo e d'oltrecosmo, e fatto di una piccola città uno speculum mundi e un'enciclopedia-labirinto, l'Accademia Palasciania si avvia a completare il "trittico peripatetico" di questi giorni d'estate, ossia una serie di tre lezioni-spettacolo in forma di dialogo filosofico itinerante: le puntate n. 7, la n. 8 e la n. 10 del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali».
Tocca dunque alla puntata n. 10, intitolata «Capua vista dalla torre di Circe. Terza e ultima lezione-passeggiata per la Città della Filosofia».
L'appuntamento è per le ore 19:00 di lunedì 27 luglio – come sempre a partecipazione libera e gratuita – nel centro storico di Capua, presso i giardinetti di via Duomo, precisamente all'angolo in cui si trova il Monumento ai Caduti. Da qui partirà il novissimo giro non turistico, ma "turriseburneistico", di quel "borgo deborghesizzato grazie a logos e mythos" che Palasciano ogni volta trasforma in un grande teatro a cielo aperto, dove ora duellano e ora duettano le proteiformi ipòstasi dei poli opposti dell'umano spirito, A e B, l'Angelo e la Bestia.
Si tratterà, fra l'altro, del «Cantus Circaeus» bruniano, e di un novello Orfeo che in teoria dovrebbe calmare i mostri con la propria musica; di sincronizzazione tra piano fisico e metafisico, a comporre l'èidolon del mondo, paragonandola ad uno studio di doppiaggio; di Dio secondo ragione e del Dio di finzione, quest'ultimo strumentale a politiche identitarie, finanche genocidarie; di come i saraceni risalirono il Volturno, e le monache di Alife lo discesero; di statue misteriose e di giardini, ai quali si farà visita: fra essi quello di un castello, quello su di un bastione, e grazie all'invenzione di Morel – o Canterel? – quello del palazzo imperiale di Pechino; dove Liù rivela il suo segreto, anziché quello del principe, e muore insieme con Puccini, e l'ultima parola è qui "poesia".
Conclusosi il tragitto sulla soglia di una pizzeria, per chi vorrà restare l'incontro proseguirà in forma d'una cena, prender parte alla quale o alla digestiva passeggiata a seguire frutterà – a chi sopraggiungesse solo allora – un punto-presenza valido ai fini del diploma di «Ama, conosci, parla». La cena e il resto saranno anch'essi, infatti, inclusivi di dialogo filosofico con lo scolarca.
Ricordiamo che per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate precedenti, e che il calendario completo del festival-laboratorio è consultabile nel blog dell'Accademia.

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