mercoledì 28 settembre 2016
«Maieuticon»: l'intensa locandina
lunedì 26 settembre 2016
Della nona stagione il calendario
L'Accademia Palasciania
in collaborazione con Architempo, Capuanova,
Creso cultura e civiltà, Komar, Il Pendolo e Pro Loco
presenta
M A I E U T I C O N
IX festival-laboratorio palascianiano
in collaborazione con Architempo, Capuanova,
Creso cultura e civiltà, Komar, Il Pendolo e Pro Loco
presenta
M A I E U T I C O N
IX festival-laboratorio palascianiano
di scienza, filosofia, poesia,
gioco e umana armonia
gioco e umana armonia
Il festival-laboratorio, nono della serie iniziata nel 2009, si articolerà in nove puntate che si terranno alle ore 18.00 di tutte le domeniche dal 9 ottobre al 4 dicembre 2016 [aggiornamento: per cause di forza maggiore l'ultima puntata è stata rimandata all'11 dicembre], a Capua, di volta in volta in uno di questi tre diversi «spazi della cultura e della fantasia»:
● Biblioteca di Palazzo Lanza, corso Gran Priorato di Malta 25 (puntate nn. 1, 4, 7)Ciascuna puntata si comporrà in primis di una lezione-spettacolo di Marco Palasciano, in secundis di giochi e di sperimentazioni artistiche (fra teatro, scrittura ecc.) cui potranno partecipare le persone presenti. Il tutto, come sempre, completamente gratis.
● Palazzo Fazio, via Seminario 10 (puntate nn. 2, 5, 8)
● Biblioteca Francesco Garofano Venosta, Palazzo della Gran Guardia, piazza dei Giudici 6 (puntate nn. 3, 6, 9)
Per conseguire il diploma di Maieuticon bisognerà aver partecipato ad almeno 6 incontri.
Nel calendario qui sotto, cliccare sui quadratini per visionare i resoconti delle puntate già tenute. O gli annunci, laddove non abbiamo avuto ancora il tempo di scrivere i resoconti.
(Notare che i titoli delle puntate n. 1 e n. 2 sono l’uno l’anagramma dell’altro; lo stesso accade fra i titoli di n. 3 e n. 6, di n. 4 e n. 5, di n. 7 e n. 8, e fra il titolo della n. 9 e il sintagma che lo completa: «nella più totalizzante visione di insieme».)
Comunicato stampa sull'inaugurazione: vedi qui.
Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Marco Palasciano in Facebook.
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| Palasciano in Gran festa per Amleto e Don Chisciotte, laboratorio teatrale tenutosi durante Gli spazi della cultura e della fantasia. Palazzo Fazio, 23 aprile 2016. Foto di Salvatore De Maio. |
Parte I
Emozione
1. Amore. Che il sole del Bene vi arrida
2. Orrore. Da echi di belve al Male in sé
3. Riso. Uomini-bestia e paurelle d'eroi
Parte II
Pensiero
4. Empirìa. Lo scienziato invii l'esploratore
5. Irrazionale. Ivi oracoli, templi, pitonesse
6. Teoresi. O sublime idea, l'iperuranio!
Parte III
Racconto
7. Contenuto. Falso ma reale (dati rigorosi)
8. Forma. Da sottolinearsi: l'arte è un gioco
9. Sistema. Io voli in altezza e in plenitudine
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| Appunti di Palasciano per la puntata n. 1, Amore. Che il sole del Bene vi arrida. |
Ciascuna puntata sarà dedicata a una diversa delle nove Muse:
1. Èrato (musa dell'etica e dell'erotica)Schema circolare delle loro corrispondenze e polarizzazioni: vedi qui.
2. Melpòmene (musa della catàbasi e della catarsi)
3. Talìa (musa dello spasso basso e crasso)
4. Urania (musa delle scienze fisiche)
5. Tersìcore (musa del dionisiaco e della poesia lato sensu)
6. Polimnia (musa della metafisica)
7. Clio (musa dell'essenziale e dell'evenemenziale)
8. Euterpe (musa del virtuosismo e del variazionismo)
9. Callìope (musa delle opere mondo)
[Aggiornamento: il 21 aprile 2017, all'interno del laboratorio Liberi dell'associazione Rain ArciGay Caserta, si è tenuta una lezione intitolata Contenuto, forma, sistema: dall'inventario pedante all'invenzione alla Dante, da considerarsi un'appendice di Maieuticon, della cui Parte III costituiva una sintesi.]
domenica 25 settembre 2016
I centomila? Quattro gatti e un cane!
Salvo futuri superflop da sturbo, l'edizione di One Hundred Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro a essere ricordata come la meno affollata sarà quella del 2016, la sesta. Per Il paese dal sole-fata (ovvero, anagrammando, La festa della poesia), sabato 24 settembre (qui l'annuncio) sono convenuti nella sede dell'associazione Il Mandàla – cui quest'anno per la prima volta l'Accademia Palasciania ha inteso gemellarsi – undici esseri umani più la mascotte del luogo, una arcisaltellante Jack Russell terrier di nome Frida; se dal novero degli spettatori bipedi scartiamo i presidenti delle rispettive accademie (Antimo Puca per il Mandala), tale novero si riduce a nove; e se scartissimo anche i loro amici, tre mandalisti e sei palascianisti, si ridurrebbe a zero. Come che sia, ci si è assai divertiti!
Nella prima parte, Marco Palasciano ha declamato le sue più significative sette poesie degli ultimi quarant'anni (contando come poesia a sé un brano da Prospero chiude il libro della tempesta):
Cliccare qui per l'elenco di tutte le edizioni di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro. Prossimo, anzi remoto, appuntamento: sabato 30 settembre 2017.
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| Palasciano al leggio durante Il paese del sole-fata. Foto di R. Cocchis rielaborata da terzi. |
Nella prima parte, Marco Palasciano ha declamato le sue più significative sette poesie degli ultimi quarant'anni (contando come poesia a sé un brano da Prospero chiude il libro della tempesta):
● La torta della morta (1976), la prima poesia, un nonsense.Nella seconda parte, l'unica «persona del pubblico» a esibirsi al leggio, dando lettura di quattro sue poesie, è stato Roberto Cocchis, che fra l'altro durante l'intervallo era stato anche l'unico a buttar giù sulla carta (o meglio sullo smartphone) un contributo – l'incipit in versi che segue – per il gioco dell'inventare una fiaba sul tema Il paese dal sole-fata:
● Il fringuello morto (1986), della fase pseudo-ottocentesca.
● Notturno (1987), della fase di ammodernamento.
● Due mirabili terzine, l’una anagramma dell’altra, in cui Prospero e Miranda discutono di labirinti (1995), il migliore esperimento ludolinguistico-poetico.
● Nel frigido corpetto vittoriano (1995), poesia dendrosintetica di primo tipo ovvero costruita a partire da frammenti estratti a caso da un libro.
● Antimateria (2005), la migliore poesia d'amore.
● Ora che l'odio spezza le molecole (2011), poesia dendrosintetica di secondo tipo ovvero costruita a partire da un flusso di associazione libera.
Cliccare qui per l'elenco di tutte le edizioni di 100 Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro. Prossimo, anzi remoto, appuntamento: sabato 30 settembre 2017.
martedì 20 settembre 2016
Festa della poesia: la locandina
Festa della poesia, buffet compreso
L'Accademia Palasciania e l'associazione Il Mandala
presentano la sesta edizione in Terra di Lavoro
dell’evento mondiale
dell’evento mondiale
IL PAESE DAL SOLE-FATA
ovvero, anagrammando,
LA FESTA DELLA POESIA
LA FESTA DELLA POESIA
Il Mandala
(Sant'Antimo, via Romania 2)
sabato 24 settembre
ore 18.00
INGRESSO LIBERO
Centinaia di città in tutto il mondo, tra cui Sant’Antimo per il casertano, il primo sabato d’autunno saranno unite da una grande festa: la sesta edizione di One Hundred Thousand Poets for Change (Centomila poeti per il cambiamento).
Per l’occasione l’Accademia Palasciania, già organizzatrice delle prime cinque edizioni in Terra di Lavoro, presenta in collaborazione con l’associazione Il Mandala l’evento Il paese dal sole-fata ovvero, anagrammando, La festa della poesia.
Nella prima parte dell’incontro Marco Palasciano inaugurerà il diciannovesimo anno di attività dell’Accademia Palasciania declamando una selezione della propria produzione poetica 1976-2016, nonché presentando il programma di Maieuticon. Festival-laboratorio palascianiano n. 9 di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia, che si terrà a Capua in nove puntate settimanali a partire dal 9 ottobre.
Nella seconda parte si avvicenderanno al leggio tutti coloro che lo desidereranno. Portate una o piú poesie, vostre o dei vostri poeti preferiti, e potrete declamarle o farle declamare.
Portate inoltre, se gradite restare a cena, un contributo in cibo e bevande secondo le vostre possibilità: l’incontro sarà infatti completato da un buffet comunitario.
mercoledì 14 settembre 2016
Il decennale d'un desueto sito
14 settembre 2016: il forum Prove tecniche di episteme compie dieci anni. Poco importa, considerato che già un paio d'anni dopo la sua apertura era caduto in disuso e in disgrazia, colpo di grazia la fondazione del ben più aulico e pimpante Blog dell'Accademia Palasciania. Ma resta il suo primato: il primo sito web palascianiano della storia! Un pensiero affettuoso dunque merita, pur se in ritardo e tinto dei colori dell'accidia più neghittosa e onusta di zavorra. Ossequi alati come l'albatro bodleriano, caro www.episteme.forumcommunity.net!
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| Il logo del forum. Le lettere in apice e in pedice compongono il paratitolo Recite poetiche. |
mercoledì 7 settembre 2016
«Sé stesso»: l'argomento conclusivo
Recentemente, in Facebook, è stato domandato al nostro Presidente perché scrivere «sé stesso» e non «se stesso». Riportiamo la sua risposta alata:
Perché il Sé è sacro, in quanto cuore dell'essere e unica certezza, ergo è sacrilego avere dubbi sul Sé; e «se» esprime dubbio; ergo togliere l'accento a «sé» e renderlo uguale a un «se» è atto blasfemo, orripilante, intollerabile. Ciò relativamente almeno alla mia sensibilità di poeta filosofo; poi i banausici e gli acusmatici facciano come vogliono, sapendo tuttavia che castrando quella «e» incorreranno nella più rigida e frigida riprovazione mia e dell'Accademia Palasciania tutta.(Quanto all'altre Accademie, ovemai il lor parere interessàssevi, cliccare qui per quello della Crusca.)
lunedì 11 luglio 2016
L'ottava antologia per Palasciano
Un racconto di Marco Palasciano del 2010, Mentre l'Eurasia esplode (alla cui trama si accennava qui), è stato or ora pubblicato nell'antologia colettanea Terre di lavoro, primo numero della collana Amenofonema della casa editrice Artetetra.
Cogliamo l'occasione per stilare (e via via aggiorneremo, modificando il presente post) l'elenco di tutte le antologie collettanee e altre opere edite in volume cartaceo che contengano testi di Palasciano. Sono nove:
● Una piazza per la poesia. Antologia 2007, a cura dell'Associazione culturale del Plebiscito, Il Portico, Napoli 2008, contiene la poesia Due mirabili terzine l'una anagramma dell'altra.
● Mundus. Poesie per un'etica del rifiuto, a cura di Ariele D'Ambrosio e Mimmo Grasso, Valtrend, Napoli 2008, contiene la poesia Visita a una discarica illegale di ceneri tossiche nella campagna tra Napoli e Caserta.
● Napoli per le strade, a cura di Massimiliano Palmese, Azimut, Roma 2009, contiene un frammento del diario di Palasciano intitolato Starobinski alle undici.
● Se mi lasci non male. Penne d'amor perdute, a cura di Gianni Puca, Kairós, Napoli 2010, contiene il racconto Sù e giù per un vulcano addormentato.
● Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0, a cura di Giancarlo Marino e Aldo Putignano, Homo Scrivens, Napoli 2012, contiene le schede Cristiana Carità e Pio Meo Di Cesare.
● Petra narrat. Racconti maravigliosi delle pietre di Capua, a cura di Jolanda Capriglione e Antimo Cesaro, Artetetra, Capua 2015, contiene il racconto Per una via d'incontri straordinari.
● Atti della Giornata di studi in onore di Ferdinando Palasciano nel bicentenario della nascita, Associazione Ferdinando Palasciano, Capua 2015, contiene il saggio Ferdinando Palasciano nella letteratura.
● Terre di lavoro. Racconti dal presente, a cura di Marilena Lucente, Artetetra, Capua 2016, contiene il racconto Mentre l'Eurasia esplode.
● Il pipacottere e altre creature, catalogo di opere artistiche di Angelo Maisto, Blu Gallery, Bologna 2018, contiene il racconto La visione della floriselva.
Cogliamo l'occasione per stilare (e via via aggiorneremo, modificando il presente post) l'elenco di tutte le antologie collettanee e altre opere edite in volume cartaceo che contengano testi di Palasciano. Sono nove:
● Una piazza per la poesia. Antologia 2007, a cura dell'Associazione culturale del Plebiscito, Il Portico, Napoli 2008, contiene la poesia Due mirabili terzine l'una anagramma dell'altra.
● Mundus. Poesie per un'etica del rifiuto, a cura di Ariele D'Ambrosio e Mimmo Grasso, Valtrend, Napoli 2008, contiene la poesia Visita a una discarica illegale di ceneri tossiche nella campagna tra Napoli e Caserta.
● Napoli per le strade, a cura di Massimiliano Palmese, Azimut, Roma 2009, contiene un frammento del diario di Palasciano intitolato Starobinski alle undici.
● Se mi lasci non male. Penne d'amor perdute, a cura di Gianni Puca, Kairós, Napoli 2010, contiene il racconto Sù e giù per un vulcano addormentato.
● Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0, a cura di Giancarlo Marino e Aldo Putignano, Homo Scrivens, Napoli 2012, contiene le schede Cristiana Carità e Pio Meo Di Cesare.
● Petra narrat. Racconti maravigliosi delle pietre di Capua, a cura di Jolanda Capriglione e Antimo Cesaro, Artetetra, Capua 2015, contiene il racconto Per una via d'incontri straordinari.
● Atti della Giornata di studi in onore di Ferdinando Palasciano nel bicentenario della nascita, Associazione Ferdinando Palasciano, Capua 2015, contiene il saggio Ferdinando Palasciano nella letteratura.
● Terre di lavoro. Racconti dal presente, a cura di Marilena Lucente, Artetetra, Capua 2016, contiene il racconto Mentre l'Eurasia esplode.
● Il pipacottere e altre creature, catalogo di opere artistiche di Angelo Maisto, Blu Gallery, Bologna 2018, contiene il racconto La visione della floriselva.
giovedì 9 giugno 2016
C'è il Gay Pride a Caserta: e voi aderite?
Anche l'Accademia Palasciania aderisce ufficialmente al Caserta Campania Pride, il cui corteo si terrà sabato 25 giugno 2016: un momento storico per Caserta e per tutti coloro che vivono nell'impegno per un mondo migliore. Raduno in piazza Vanvitelli, quel giorno, alle ore 15.00. Ma già a partire dal 21 giugno si terranno gli eventi del Pride Park: per maggiori informazioni vedi www.casertapride.it.
Da Leucòtea all'apocalisse atomica
Due magnifici eventi, a Capua, in questi giorni, includeranno la messa in scena di opere letterarie di Marco Palasciano.
Sabato 11 giugno, alle ore 18.40 nella chiesa di San Salvatore a Corte (via Principi Longobardi 19) e in replica alle 20.20 al Museo Campano (via Roma 68), attori del laboratorio Il Pendolo, per la regia di Antonio Iavazzo, reciteranno Il mito di Leucòtea, che Palasciano, su consiglio di Daniele Ventre, ha scritto in endecasillabi e decasillabi: endecasillabi per i monologhi di Era (interpretata da Federica Tornincasa) e di Ino (Fabiana Vinciguerra), decasillabi per il Coro (Raffaele Iavazzo). Ciò nell'àmbito dei Matralia (vedi qui il programma completo della manifestazione). Il mito di Leucòtea tratta infatti della dea che i romani chiamarono Mater Matuta (vedi qui, in proposito, il resoconto della lezione-spettacolo Ave Medea), e che fu venerata anche nell'antica Capua (cfr. Alessia Ventriglia, Il santuario del fondo Patturelli, in aa.vv., Curti tra storia e archeologia, 2010, scaricabile da qui).
Sabato 18 giugno, alle ore 21.00, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) si terrà il reading dei racconti in gara per il concorso Terre di Lavoro, tra i quali il palascianiano Mentre l'Eurasia esplode e qualche testo pur di nostri amici: Roberto Cocchis, Vanna Corvese, Raffaele Cutillo. Ciò nell'àmbito di Capua il Luogo della Lingua Festival (vedi qui), a cura di Giuseppe Bellone. Mentre L'Eurasia esplode racconta della tragica fine di «sei personaggi in cerca d'autòlisi» a séguito dell'acquisto di un vibratore, sullo sfondo dei pròdromi della III guerra mondiale, in uno stile che vìola a bella posta tutte le regole di decenza imposte dal concorso Blusubianco organizzato nel 2010 dalla Scuola Holden.
Il 18 giugno inoltre si terrà, sempre in Capua, l'annuale corteo della Croce Rossa Italiana dedicato a Ferdinando Palasciano, con partenza alle ore 19.00 da piazza dei Giudici e conclusione presso il luogo natale del dottore, in via San Michele a Corte, dove fra l'altro Marco Palasciano terrà un breve discorso commemorativo.
Sabato 11 giugno, alle ore 18.40 nella chiesa di San Salvatore a Corte (via Principi Longobardi 19) e in replica alle 20.20 al Museo Campano (via Roma 68), attori del laboratorio Il Pendolo, per la regia di Antonio Iavazzo, reciteranno Il mito di Leucòtea, che Palasciano, su consiglio di Daniele Ventre, ha scritto in endecasillabi e decasillabi: endecasillabi per i monologhi di Era (interpretata da Federica Tornincasa) e di Ino (Fabiana Vinciguerra), decasillabi per il Coro (Raffaele Iavazzo). Ciò nell'àmbito dei Matralia (vedi qui il programma completo della manifestazione). Il mito di Leucòtea tratta infatti della dea che i romani chiamarono Mater Matuta (vedi qui, in proposito, il resoconto della lezione-spettacolo Ave Medea), e che fu venerata anche nell'antica Capua (cfr. Alessia Ventriglia, Il santuario del fondo Patturelli, in aa.vv., Curti tra storia e archeologia, 2010, scaricabile da qui).
Sabato 18 giugno, alle ore 21.00, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) si terrà il reading dei racconti in gara per il concorso Terre di Lavoro, tra i quali il palascianiano Mentre l'Eurasia esplode e qualche testo pur di nostri amici: Roberto Cocchis, Vanna Corvese, Raffaele Cutillo. Ciò nell'àmbito di Capua il Luogo della Lingua Festival (vedi qui), a cura di Giuseppe Bellone. Mentre L'Eurasia esplode racconta della tragica fine di «sei personaggi in cerca d'autòlisi» a séguito dell'acquisto di un vibratore, sullo sfondo dei pròdromi della III guerra mondiale, in uno stile che vìola a bella posta tutte le regole di decenza imposte dal concorso Blusubianco organizzato nel 2010 dalla Scuola Holden.
Il 18 giugno inoltre si terrà, sempre in Capua, l'annuale corteo della Croce Rossa Italiana dedicato a Ferdinando Palasciano, con partenza alle ore 19.00 da piazza dei Giudici e conclusione presso il luogo natale del dottore, in via San Michele a Corte, dove fra l'altro Marco Palasciano terrà un breve discorso commemorativo.
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| Marco Palasciano durante un reading a Palazzo Lanza. |
martedì 3 maggio 2016
Si festeggi: Palazzo Fazio è salvo!
«Palazzo Fazio è stato tolto dalla lista dei beni
alienabili!», scrive con gioia in Facebook il collettivo Komar. «Grazie a tutti coloro che
hanno partecipato attivamente alla vertenza anche contribuendo con
contenuti e partecipazione a Gli spazi della cultura e della fantasia» (vedi qui), «e
grazie ai consiglieri di Capua Bene Comune che hanno fatto il proprio
dovere in sede istituzionale. Il patrimonio culturale e artistico non si
svende!».
I suaccennati consiglieri, i due estensori della richiesta salvapalazzo che il Comune ha mirabilmente accolta, sono Antonio Gucchierato e Pasquale Frattasi, quest'ultimo attualmente candidato alla carica di prossimo sindaco di Capua. E ci corre l'obbligo di riferire che in una delle liste che sostengono Frattasi, la succitata Capua Bene Comune, fra i candidati alla carica di consigliere comunale c'è pure il Presidente della nostra Accademia, Marco Palasciano. Del che saranno letissimi tutti i palascianisti del mondo, e quella parte di cittadinanza capuana che se risonasse il cantus circæus rimarrebbe umana.
I suaccennati consiglieri, i due estensori della richiesta salvapalazzo che il Comune ha mirabilmente accolta, sono Antonio Gucchierato e Pasquale Frattasi, quest'ultimo attualmente candidato alla carica di prossimo sindaco di Capua. E ci corre l'obbligo di riferire che in una delle liste che sostengono Frattasi, la succitata Capua Bene Comune, fra i candidati alla carica di consigliere comunale c'è pure il Presidente della nostra Accademia, Marco Palasciano. Del che saranno letissimi tutti i palascianisti del mondo, e quella parte di cittadinanza capuana che se risonasse il cantus circæus rimarrebbe umana.
sabato 30 aprile 2016
Foto da «“L'increato” e i suoi satelliti»
Tre foto da «L'increato» e i suoi satelliti: l'universo narrativo di Antonio Moresco da «Clandestinità» a «L'addio», dialogo fra Antonio Moresco e Marco Palasciano, con una introduzione di Osvaldo Frasari. L'evento, a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Teano e della Biblioteca “Luigi Tansillo” in collaborazione con l'Associazione “Un'opportuità per Teano”, si è tenuto nella sala conferenze del Museo Archeologico di Teanum Sidicinum il 28 aprile 2016, davanti a circa un centinaio di spettatori. Per altre foto, vedasi qui.
Elenco delle interviste di Palasciano a Moresco (cliccare sui pallini per i relativi annunci):
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| Moresco e Palasciano qualche minuto prima dell'evento. Foto di Lidio Bax. |
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| L'evento in corso. Foto di Carolina Pragliola. |
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| Moresco, Palasciano, Frasari. Foto di Lidio Bax. |
Elenco delle interviste di Palasciano a Moresco (cliccare sui pallini per i relativi annunci):
● Capua, 9 ottobre 2009: su Canti del Caos.
● Casandrino, 10 marzo 2012: su Gli esordi.
● Caserta, 11 marzo 2012: idem.
● Piedimonte Matese, 12 settembre 2014: sul cammino ecc.
● Teano, 28 aprile 2016: su Gli increati ecc.
lunedì 25 aprile 2016
28 aprile: a Teano con Moresco
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| Moresco e Palasciano, Capua, 2009. |
Titolo dell'evento: «L'increato» e i suoi satelliti: l'universo narrativo di Antonio Moresco da «Clandestinità» a «L'addio».
domenica 24 aprile 2016
Il resoconto del laboratorio
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| Palasciano al leggio. Foto di Salvatore De Maio. |
In occasione del quadricentenario della morte di Miguel de Cervantes e di William Shakespeare, sabato 23 aprile si è tenuta in Palazzo Fazio, a cura dell'Accademia Palasciania, dinanzi a circa 25 spettatori (6 dei quali si sono anche improvvisati attori), per circa tre ore cena inclusa, la lezione-spettacolo con Marco Palasciano Gran festa per Amleto e Don Chisciotte, l'evento n. 7 del macroevento in tre giornate Gli spazi della cultura e della fantasia.
La lezione vera e propria, frontale, dedicata ai due autori celebrati e alle due rispettive opere più note, è stata seguita da un laboratorio teatrale nella cui prima parte, dopo essersi numerati e aver decentrato le sedie, ci si è dedicati a una serie di giochi di riscaldamento:
1. Presentazione
Variante del classico gioco delle sedie: un improvvisatore suona il pianoforte, bruscamente s'interrompe, i camminanti si precipitano sulle sedie, l'unica persona rimasta in piedi si presenta, interagisce con le buffonerie del facilitatore e risponde alla domanda «Ti senti più Amleto o Don Chisciotte?», quindi siede mentre gli altri, rialzatisi, continuano il gioco fino a che non ci si sia presentati tutti.
2. Interazione
Si cammina per la sala, e incontrando lo sguardo altrui si assumono via via i seguenti atteggiamenti: riso, timidezza, diffidenza, compassione. Si passa quindi allo scambio di abbracci, dapprima accettati da tutti caldamente, poi freddamente rifiutati dai soggetti di numero dispari, poi viceversa, tra divincolamenti e trattenimenti.
3. Immedesimazione
Ci si immedesima di volta in volta in: rocce; alberi; i pari diventano vento, che anima gli alberi, i dispari; poi viceversa; poi tutti sono vento; poi uccelli in volo; poi galline razzolanti; poi scimmie; le dispari spulciano le pari; infine ci si evolve nuovamente in esseri umani.
4. Concatenazione
Il nostro solito gioco della molecola (vedi Arca Arcanorum, resoconto della puntata n. 0, paragrafo Tormentata costruzione di un cerchio), per stavolta concludendo sull'urlo liberatorio.
Nella seconda parte del laboratorio ci si è dedicati a improvvisare una riduzione dell'Amleto di Shakespeare, con facoltà per ciascun attore d'interpretare diverse parti, e per ciascuna parte d'essere interpretata da diversi attori (Francesco D.L., Gaetano R., Giampaolo B., Giulia C., Valerio D.R., Vittorio G.). Quasi nessuno di loro aveva mai recitato prima in vita sua. Le scene non rappresentate sono state narrate o semirecitate da Marco Palasciano (la prima apparizione dello spettro, le supposizioni di Polonio, il capocomico, la recita, il re in preghiera, l'esilio di Amleto, la follia e morte di Ofelia, il teschio di Yorick, la lite nella fossa, l'arrivo di Don Chisciotte). Scene rappresentate:
Atto I, scena II
Reggia di Elsinore, Danimarca. La regina Gertrude (Gaetano) esorta il figlio Amleto (Giampaolo) a essere meno malinconico. Rimasto solo, Amleto spregia le recenti nozze tra lei e il cognato Claudio, divenuto re alla morte di suo fratello, il padre di Amleto. Sopraggiunge l'amico e collega di studi Orazio (Francesco), con gli ufficiali Marcello (Valerio) e Bernardo (Vittorio) che poc'anzi, senza manco dargli il tempo d'una doccia al suo arrivo da Wittenberg, gli hanno fatto constatare l'ennesima puntuale apparizione dello spettro del defunto re; del che Orazio rende ora testimonianza al principe.
Atto I, scena IV
Orazio, Marcello e Bernardo (sebbene nel dramma originale Bernardo non sia presente né in questa scena né nella successiva) conducono Amleto sul luogo delle apparizioni. Appare lo spettro (Gaetano). Amleto lo segue.
Atto I, scena V
Lo spettro svela ad Amleto qualcosa di «orribile, orribile, orribile»: di essere stato ucciso da Claudio, nel sonno, con un veleno instillatogli nell'orecchio; del che chiede ora vendetta. Andato via lo spettro all'incombere dell'alba, sopraggiungono Orazio, Marcello e Bernardo, e Amleto fa loro giurare di mantenere il segreto su quanto accaduto. Da sottoterra, dall'inferno, si ode la voce dello spettro (ora Marco) ripetere: «Giurate!».
Atto III, scena I
Amleto (ora Vittorio) monologa sull'essere o non essere. Entra Ofelia (Giulia), gli restituisce i suoi doni, e lui la manda a quel paese, o meglio in convento: «Tu te vulesse spusà? prendere un cretino e farlo diventare ancora più cretino?»...
Atto III, scena IV
Amleto va dalla regina (ora Valerio), la strapazza, lei e Polonio (Gaetano) nascosto dietro una tenda gridano aiuto, Amleto uccide Polonio credendolo il re, quindi finisce di strapazzare la regina e lei, riconosciute le proprie colpe, decide di essere da ora in poi sempre dalla sua parte.
Atto V, scena II
Duello tra Amleto (ora Francesco) e Laerte (Giampaolo), che esordisce sputandogli in faccia in risposta alla sua richiesta di perdono per la morte di Polonio e di Ofelia. La spada avvelenata di Laerte ucciderà ambedue; muoiono intanto il re (Marco), trafitto da Amleto, e la regina (Giulia), che ha bevuto il veleno preparato per Amleto dal re. Orazio (ora Valerio) pure vorrebbe uccidersi; ma Amleto, prima di morire sospirando «Il resto è silenzio», lo esorta a vivere, per poter raccontare questa storia.
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| Finale della riduzione improvvisata dell'Amleto di Shakespeare. A terra, da sinistra: Laerte, Amleto (confortato da Orazio), Gertrude. Foto di Enrico Cardellino. |
A questo punto, a chiudere in bellezza, sarebbe dovuto arrivare lì per caso, al posto di Fortebraccio di Norvegia, Don Chisciotte della Mancia; e, a udire il racconto di Orazio, obiettare che gli spettri non esistono, con meraviglia di Sancio, il cui padrone parla abitudinariamente di maghi e giganti; ma quelli esistono, Don Chisciotte avrebbe detto, mentre gli spettri no: è risaputo.
sabato 23 aprile 2016
Gran festa per Amleto e Don Chisciotte
Sabato 23 aprile 2016, alle ore 20.15, si terrà a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10) Gran festa per Amleto e Don Chisciotte, lezione-spettacolo di Marco Palasciano in occasione del quadricentenario di Shakespeare e Cervantes, completata da un laboratorio di giochi teatrali cui potranno partecipare quanti lo desidereranno.
Nell’intervallo tra prima e seconda parte si cenerà sul posto, con un buffet comunitario dove ognuno, se può, porta qualcosa.
Ingresso libero.
L'evento fa parte del macroevento Gli spazi della cultura e della fantasia (vedi qui).
Nell’intervallo tra prima e seconda parte si cenerà sul posto, con un buffet comunitario dove ognuno, se può, porta qualcosa.
Ingresso libero.
L'evento fa parte del macroevento Gli spazi della cultura e della fantasia (vedi qui).
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