lunedì 6 aprile 2009

In soccorso alle vittime del sisma

Questo post ha subìto continui aggiornamenti, per una settimana.
 
Riceviamo da fonte rossa, e — noi rivo incolore — di séguito pubblichiamo, alcune informazioni per poter fornire aiuto alle popolazioni colpite dal sisma dell'Aquila. Le integriamo con dati da noi raccolti altrove (vedi anche terremotoabruzzo.pbwiki.com); e cancelliamo quelli sull'emergenza sangue, che è finita e anzi c'è il problema opposto: troppi si recano a donare, pare, e intasano i centri AVIS. Inoltre attenzione agli SMS degli sciacalli, che si firmano fintamente «Protezione civile» avvisando di nuove forti scosse e invitando la gente ad abbandonare le case per predarle. Vedi inoltre qui.





RETE DI ACCOGLIENZA SFOLLATI
Stiamo predisponendo una rete di persone disponibili ad ospitare gli sfollati. Per questa ragione vi chiediamo, se abitate in regioni prossime alle zone interessate dal sisma e siete nella condizione di ospitare qualcuno, di comunicarci a partire da ora le seguenti informazioni: nome, cognome, indirizzo, telefono, indirizzo e-mail, numero delle persone che potete accogliere, numero delle stanze e durata approssimativa della disponibilità. Il nostro indirizzo e-mail è  sinistraeliberta.volontari@gmail.com e tel. Patrizia 3404706576. Potete telefonarci 064620701.
Aggiungiamo: chiunque avesse una struttura alberghiera in Abruzzo in grado di ospitare, chiami lo 0854308309.

GRUPPI DI VOLONTARI
Stiamo comunicando alla Protezione civile le disponibilità dei nostri militanti, attivisti e simpatizzanti a recarsi in Abruzzo per fornire assistenza, aiuto e soccorso alla popolazione. Chi di voi fosse disponibile può comunicarcelo fin da ora all’indirizzo: sinistraeliberta.volontari@gmail.com e al numero di tel. Patrizia 3404706576. Comunicateci anche, nel caso le aveste, le competenze specifiche che potrebbero essere utili ai soccorsi (es. medici, ingegneri, infermieri, psicologi, assistenti sociali, cuochi).
Aggiungiamo altri dati: i volontari addestrati d'ogni regione possono chiamare il 3270499293. Ma, aggiornando, pare che ci sia stata troppa offerta, e che la Protezione civile non voglia più nessuno.
Intanto, nella pagina di Facebook dedicata a una carovana di attivisti napoletani leggiamo, in commentario: «Abbiamo deciso di promuovere la solidarietà dal basso in modo diretto, non mediando con chi è responsabile di tante tragedie in tutta italia. Lì non ci sono solo campi gestiti dalla Protezione civile, ma anche da associazioni e attivisti di centri sociali. Il campo dove andremo si chiama Coccinella».
«Si dovrebbe partire da Napoli con macchine e furgoni; chi è interessato ci contatti al più presto», dice il loro comunicato.* E un successivo aggiornamento: «Chi ha a disposizione mezzi (furgoni ecc.) per la carovana e vuole contribuire al viaggio può contattare Antonio (3281719299) che al momento sta facendo un lavoro di raccordo».
Quanto al quando: «Dopo le ultime scosse, la Protezione civile ha ribloccato gli ingressi ai luoghi disastrati, e saranno riaperti per Pasqua, o dopo». Ma ecco un ulteriore aggiornamento:
E' confermato che giovedì 9 aprile partirà una prima carovana di aiuti per il campo sfollati di Tempera, paesino tra i più colpiti e nel quale si è già attivata una rete di solidarietà dal basso che fa da riferimento. Le realtà che vogliono partecipare e chiunque può mettere a disposizione furgoni o altri mezzi di trasporto devono immediatamente contattare Antonio (3281719299) che sta coordinando la partenza.
Queste le ultime novità sul piano degli aiuti dal basso. Il problema è naturalmente avere dei canali che garantiscano efficenza e trasparenza e al tempo stesso relazione diretta con la popolazione locale. Al momento le due situazioni in cui questo avviene sono nel campo sfollati di Tempera, dove questo canale è costituito principalmente dai militanti del Prc che si trovano lì, e il campo di Fossa (l'epicentro della scossa di oggi), dove si è costituito un ponte stabile tramite la presenza degli attivisti del centro sociale Spazio Libero 51 de l'Aquila e diverse realtà romane (dal Forte Prenestino ai movimenti per la casa).
Nel campo di Fossa si starebbe attrezzando anche un mediacenter per rendere più immediate e trasparenti le comunicazioni. La scelta di intervenire nei paesi è anche perchè sono le realtà più abbandonate.
Da quello che abbiamo saputo: la situazione è molto difficile e la macchina degli aiuti istituzionali si mette in moto con molta maggiore lentezza di quello che dicono in televisione... manca davvero di tutto e quasi tutti anche stanotte dormiranno in macchina. Del resto la pressione del governo è perchè gli sfollati si trasferiscano negli alberghi della costa o in altre regioni. Ma si tratta di una popolazione in gran parte contadina e pensionata che è determinata a restare accanto al proprio paese: vuole seguire e controllare l'intervento che faranno sulla sua casa, perchè ha paura di perderne il controllo (e visto quello che è successo altrove, tipo in Campania, e le persone che stanno coordinando tutto da Bertolaso a Zamberletti è difficile dar loro torto...). Quindi non hanno intenzione di spostarsi.
Al momento ci è stato detto che serve soprattutto portare aiuti, principalmente coperte, vestiti, pannolini, detersivi e saponi, salviette umidificate, cibo in scatola, latte... Non servirebbero ancora i volontari per rimanere là, perchè nella maggior parte dei casi non potrebbero fare molto. Infatti, come dimostra drammaticamente la scossa di oggi, non è ancora possibile ritornare nei paesi. Quando questo avverrà (tra una settimana probabilmente) ci sarà invece molto da fare e serviranno persone.
Per la carovana di giovedì servono innanzi tutto mezzi di trasporto degli aiuti, in particolare furgoni e non auto. Per dare la disponibilità di furgoni ecc. 3281719299.
Ma soprattutto con il viaggio di giovedì dovremmo riuscire ad arrivare a una razionalizzazione completa della situazione. Almeno in questi due campi avere dei riferimenti stabili, anche telefonici, e un minimo di pianificazione dell'intervento. Un quadro di riferimento per tutte le realtà di base che vogliono contribuire e organizzarsi per portare soccorsi, e per la fase in cui serviranno di più i volontari per restare.



RACCOLTA COPERTE, MEDICINALI, VESTIARIO, MATERIALI UTILI A RIMUOVERE LE MACERIE
Siamo coordinati con la Cgil di Pescara per la raccolta di alimentari (solo scatolame, latte e prodotti a lunghissima conservazione) e medicinali. Il centro di raccolta Cgil è a Pescara in via Benedetto Croce 108. Per vestiario, coperte e altro si attendono altre disposizioni dai soccorritori; nelle prossime ore vi daremo nuove informazioni attraverso le newsletter e il nostro sito.
Aggiungiamo che per donare viveri, coperte, medicinali, pannolini, teli impermeabili e altro, si può anche contattare l'800860146, oppure lo 0668208.
E ancora: sui punti di raccolta cibo in Napoli, leggiamo da una parte che da martedì 7 aprile ve ne sarebbero almeno tre: RIONE ALTO (via Pasquale del Torto 1/b), tel. 0817701332 / 3491394416; QUARTIERI SPAGNOLI (parrocchia Sant'Anna di Palazzo), tel. 3477769962; MARIGLIANO (via Faibano 65), tel. 3393513740. Telefonate per sapere se sono ancora attivi.
(Cancelliamo dal nostro post una scheda inerente altri punti di raccolta napoletani, ma raccolta limitata alle giornate del 7 e dell'8, a cura dell'organizzazione «Napoli senza munnezza».)
Da un'altra parte leggiamo, inoltre, di un punto di raccolta per cibo, vestiti, coperte, medicinali, saponi ecc. che sarà allestito dai ragazzi dell'Orientale a PALAZZO CORIGLIANO (piazza San Domenico Maggiore), nell'Aula Radioazioni, dalle ore 10.00 alle 22.00 di martedì 7 aprile e dalle ore 10.00 alle 19.00 di mercoledì 8.
I vestiti usati, diversamente da quelli nuovi, vanno portati alla CARITAS.
Ed ecco un'ulteriore voce rossa:
Il circolo PRC di Bagnoli, in contatto diretto col PRC di Pescara, partecipa alla rete di raccolta e trasporto di generi di prima necessità verso il campo di Tempera (AQ).

Punto di raccolta di generi di prima necessità: sede PRC di Bagnoli, via Plinio 21 (piano terra), a 100 m dalla Cumana di Bagnoli; è possibile arrivare con l'auto davanti alla porta della sede. Sede aperta tutti i giorni fino a sabato 11 aprile; orari: 10.00-13.00 e 16.00-22.00.

Domenica mattina sarà allestito un banchetto nella zona pedonale di viale Campi Flegrei.

Il primo furgone è partito giovedì 9 con medicinali e generi di prima necessità; un altro partirà martedì 14 aprile: facciamo il pieno!

Dall'Abruzzo si segnala necessità urgente di: acqua, latte UHT, pasta, riso, biscotti, zucchero, caffè, pelati, olio, scatolame vario, carta igienica, saponette, sapone da bucato, spazzolini, dentifricio, detersivo per piatti, disinfettanti, carta da cucina, cerotti, guanti, sacchi per la spazzatura, assorbenti, pannolini e pannoloni per neonati e per anziani, omogeneizzati, piatti, posate e bicchieri di plastica, ecc. E ancora: cioccolata, dolciumi, giocattoli. Continua inoltre la raccolta di coperte, sacchi a pelo, asciugamani, biancheria, vestiario in genere.

Infine è possibile contribuire anche con una donazione: c/c bancario «Rifondazione per l'Abruzzo», IBAN: IT32J0312703201CC0340001497.

E un'ultima voce:

I Rappresentanti degli Studenti della Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con le associazioni studentesche promuovono per le giornate di mercoledì 15, giovedì 16 e venerdi 17 aprile p.v., dalle ore 10.00 alle 13.00, una raccolta di beni di prima necessità da portare successivamente nelle zone colpite dal sisma. Abbiamo individuato nelle varie sedi universitarie della Federico II alcuni centri di raccolta che riportiamo qui di seguito insieme con le eventuali variazioni sui giorni di apertura:

Facoltà di Agraria, Portici, via università 100, aula studenti.
Facoltà di Architettura, via Forno Vecchio, aule studio: solo giovedì.
Facoltà di Economia, complesso di Montesantangelo, aulario A.

Facoltà di Farmacia, livello giardino: tranne mercoledì.

Facoltà di Giurisprudenza, palazzo di vetro, via Porta di Massa.

Facoltà di Ingegneria, piazzale Tecchio 80, atrio (ingresso facoltà).
Facoltà di Lettere e Filosofia, cortile Don Bosco: tranne mercoledì.

Facoltà di Lettere e Filosofia, giardino di via Porta di Massa: solo venerdì.
Facoltà di Medicina, edificio 20, complesso universitario Policlinico: tranne mercoledì.

Facoltà di Medicina Veterinaria, cortile Don Bosco.
Facoltà di Scienze MM FF NN, complesso di Montesantangelo, aulario A.

Facoltà di Scienze MM FF NN, università centrale: solo giovedì.


Facoltà di Scienze Politiche, ingresso facoltà e giardino.

Facoltà di Sociologia, livello cortile: tranne mercoledì.

Ecco l’elenco dei beni necessari:

Alimenti a lunga scadenza
Biscotti
Scatolame
latte a lunga conservazione
Acqua minerale
Scarpe da ginnastica
Indumenti intimi nuovi
Assorbenti igienici da donna
Pettini e spazzole
Asciugamani
Dentifrici e spazzolini da denti
Intimo per bambini
Pannolini
Tute
Coperte
Pigiami


Il vestiario deve essere nuovo.

Vi chiediamo inoltre di creare dei vostri centri di raccolta, nei vostri palazzi, nei vostri cortili, tra i vostri colleghi di studio o di lavoro e di consegnarli poi a noi per facilitare così il nostro operato e rendere questo intervento efficace.

P.S.: Durante la tre giorni di raccolta alimentare nessun soggetto coinvolto è autorizzato a chiedere offerte in denaro.
 

RACCOLTA FONDI PER L’EMERGENZA ABRUZZO
Stiamo raccogliendo fondi da destinare all’emergenze immediata e i soccorsi. Sinistra e Libertà ha aperto un Conto corrente bancario dedicato alla sottoscrizione in favore delle popolazioni dell'Abruzzo: Bcc Roma, ag. 021, Navona, piazza Nicosia 31; c/c n. 3346, IBAN IT 82 B 08327 03221 000000003346; causale bonifico: «Sinistra e Libertà  Solidarietà Abruzzo», da utilizzare per versamenti attraverso bonifici. I soldi raccolti contribuiranno alla ricostruzione della Casa dello studente.
Vedi anche, più sopra, nel riquadro col comunicato (in rosso) del PRC di Bagnoli, i dati circa il c/c di «Rifondazione per l'Abruzzo».
Aggiungiamo che al numero 48580 è possibile inviare SMS per la raccolta fondi a favore della popolazione colpita; ogni SMS inviato apporterà il contributo di 1 euro.
Attenzione alle finte raccolte: vedi qui, per esempio.



Illustrazione, vecchia cento anni, della «Domenica del Corriere»
  relativa al terremoto di Messina delle 5.21 del 28 dicembre 1908.



* E prosegue: «In queste ore drammatiche per il terremoto in Abruzzo la solidarietà con la popolazione, l'ansia e il lutto crescono di pari passo con la rabbia! Nessuna catastrofe naturale è mai solo una catastrofe naturale... e questo vale ancor più in un paese, il nostro, in cui prevenzione e tutela ambientale sono parole sconosciute. Le Istituzioni in generale e le persone preposte a questo pensano solo ai soldi, alle "grandi opere" che stanno ulteriormente indebolendo il territorio (solo la TAV ha prosciugato oltre cento chilometri di sorgenti dell'Appennino). Tutti conosciamo la dorsale appenninica come area ad alto rischio per i terremoti, ma nulla si è fatto in questi anni per la prevenzione sugli edifici! In questa situazione poi c'è la clamorosa superficialità con cui la Protezione civile e il suo capo Guido Bertolaso hanno gestito gli allarmi che arrivavano dal laboratorio nazionale del Gran Sasso e che avrebbero meritato ben altri approfondimenti (visto che peraltro c'erano state varie scosse di preavviso) che una denuncia per «procurato allarme»! Bertolaso, come lo abbiamo conosciuto anche in Campania, si è dimostrato uno che non presta attenzione a una reale salvaguardia della salute dei cittadini, ma si muove solo quando c'è da capitalizzare! In ogni paese "normale" oggi si pretenderebbero le sue dimissioni, invece qui diventa addirittura Commissario all'emergenza (in Italia è "Commissario a tutto"...) e magari domani Commissario alla ricostruzione! È fondamentale che i cittadini abbruzzesi abbiano in totale e trasparente controllo la gestione degli aiuti e dei fondi, altrimenti rischiano di pagare i prezzi che abbiamo conosciuto benissimo in Campania, dove a fronte di decine di migliaia di miliardi la gente restava nei container... Noi per parte nostra abbiamo imparato che la solidarietà più efficace è quella che nasce dal basso, dalle esperienze delle comunità, e per questo dobbiamo attivarci per poter al più presto, fin dalle prossime ore, dare un contributo di solidarietà e di vicinanza fattiva alla popolazione abruzzese. E soprattutto per portare gli aiuti di persona».

sabato 4 aprile 2009

Glossario per xenofoni e ignoranti, 7

DanteSpiegazione di parole e frasi arcaiche o in altri idiomi, neologismi, alterazioni varie, polisemie suscettibili di fraintendimento, e termini difficilmente reperibili in un comune dizionario o enciclopedia.


Ludopoesia sul prestito ad usura
alta: profonda.
apra: cinghiale femmina.
arciprofonda: profondissima.
atra: nera e opaca.
buia più che persa (da Dante, Inferno, VII, 103): piú scura del color bruno-purpureo.
cresciutelli: un po' cresciuti.
d’una scrofa segnato avea lo suo sacchetto (da Dante, Inferno, XVII, 64-65): aveva sul suo sacchetto il disegno d’una scrofa.
fanga: terreno fangoso.
fiôi: figlioli.
gridòmmi: mi gridò.
im: imo, punto più basso.
ipertròia: scrofa le cui dimensioni vanno molto oltre la norma.
ludopoesìa: poesia basata su un vincolo compositivo di carattere ludico.
Neanderthal: esemplari di Homo neanderthalensis.
porcelluzzi: porcellini.
sanza: senza.
sgolossi: si sgolò.
troiàio: insieme di porci.

Chi ci boicotta l’arte e la cultura?
barone [universitario]: [professore] detentore di notevole potere.
démodé: fuori moda.
et àlii: e altri.
flyer: piccolo volantino pubblicitario.
védasi: si veda.

Libera radio in liberato spazio

che ce n’è: di cui c’è (anacoluto teso ad anticare gratuitamente il testo).
draculésco: relativo al conte Dracula.
lata: larga.
tipo: per esempio.
virtùte: virtù.

In mostra i nuovi simboli di Napoli
depassatizzàta: privata del proprio passato.
urbs mundi: capitale del mondo.

Fulgóri di poesïa e di philìa
acatàrtica: relativa all’accumulo di immondizia mai rimossa.
a chiusa: a chiusura.
affatt’àptera: completamente senza ali.
amor de lonh: amore per qualcuno che è lontano.
antiumàno: ciò che si oppone all’umano.
appeseranno: appesantiranno.
collodiana: relativa a Carlo Collodi.
di làgrime offuscato: offuscato dalle lacrime.
hòrror vàcui: tendenza, un po’ maniacale, a riempire tutti gli spazi vuoti.
Iàno: Giano (un dio romano).
ingannoso: ingannevole (dall’occitano «enginhòs»).
Lettere: la sede di via Porta di Massa della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Napoli Federico II.
nicciósi: relativi, un po’ goffamente, a Nietzsche.
pastór benìti: pastori addormentati come il pastore Benito, figura classica del presepe napoletano.
petrosìni ognemmenèstra: prezzemoli che vogliono condire ogni minestra; metafora per «presenzialisti».
philìa: sentimento d'amore fraterno.
pianta sapienzàle
: albero della conoscenza.
to’: togli (cioè prendi), guarda.
torpescenti: sonnolenti.
zanzottianamente: alla maniera di Andrea Zanzotto.

Acerra: inaugurato inferno in terra
Clàudio: personaggio dell’Amleto di Shakespeare.
elicòttero wagneriàno: elicottero che ricorda la scena degli elicotteri nel film di Scorsese Apocalypse Now (1979), accompagnata dalla musica della Cavalcata delle Valchirie dall'opera di Wagner La Valchiria.
piazzA del Castello: piazza Castello, con un riferimento alla presenza di A. Del Castello.

De consolatïone mythològiæ
de consolatione mythologiæ: sulla consolazione fornita dalla mitologia (cfr. Boezio, De consolatione philosophiæ, 523 d.C.).

«Mi vergogno dï essere italiano»
ci sa: sospettiamo.
in prìmis: per prima.
neapolisdinànza: cittadinanza napoletana.
più ch’altre ributtante: ributtante piú di altre.

venerdì 3 aprile 2009

«Mi vergogno di essere italiano»


«Mi vergogno dï essere italiano»:
quante volte dovremo udire ancora
questa frase? Sempre di più, ci sa.
Si veda per esempio il fresco caso
di quel neonato, e di sua madre in primis,
maltrattati al Fatebenefratelli.
Bene vero farà chi avrà ottenuto
dal sindaco di Napoli che a Abou
sia, per compensazione, conferita
la neapolisdinanza önoraria.*
Qui vedi. Nel frattempo, altra vergogna,
l'Europa doverosamente sfonda
col dito i guidaleschi dell'italica
omofobia, più ch'altre ributtante:
vedi eloquente articolo da «Dire»
del trentun marzo del 2009.




* Aggiornamento: la cittadinanza infine è stata conferita! :) vedi qui.

giovedì 2 aprile 2009

De consolatïone mythològiæ

Una lettera breve di M.P. da un carteggio con un amico oppresso:

Quando alzano la voce pensa che sono dei poveri disgraziati con l'anima bucata. Da morti, l'acqua nera gli entrerà da ogni parte, e si gonfieranno e appeseranno e caleranno verso il fondo, senza ritorno, e il buio. Tu invece leggero andrai in direzione opposta verso l'affiorare all'alta luce e a nuovo, dolce nascere.



Ubay Murillo, Naufrago (2008).

giovedì 26 marzo 2009

Acerra: inaugurato inferno in terra

L'Accademia Palasciania nella persona del suo Presidente, per l'occasione vestito di notturno colore, più alcuni Soci Ornamentali, ha partecipato (Palasciano e un sodale anche in veste di membri del fantasmatico Osservatorio capuano sull'ambiente urbano e rurale, ex Comitato capuano allarme rifiuti) al corteo di stamani che da piazzA del Castello si è mosso per Acerra, a lutto, in direzione del cosiddetto termovalorizzatore; che in questo giorno luminoso di sole, ma giorno di tenebre dello spirito, è stato inaugurato da una probabile quanto improbabile reincarnazione di re Claudio di Danimarca; e al quale inceneritore di rifiuti e speranze ci è stato impedito di giungere, da uno spiegamento inspiegabile di forze dell'ordine (elicottero wagneriano incluso) che in realtà, in questo caso come in tutta la recente casistica acatartico-campana, hanno dovuto servire la causa del disordine morale: perché che i cosiddetti termovalorizzatori, e qualsiasi potere li avvalori, appartengano al campo del più entropico antiumano, è evidente fin dal loro prefisso: «termo», che anagrammato svela «morte».




Gli inceneritori sono un racconto a sé, se non un romanzo. Per ora dico solo che chiunque ne parli bene lo fa per una di queste, in sintesi, tre I: o per ignoranza, o per interesse, o per imbecillità.


Marco Palasciano, I boschi ombrosi e l'arte dell'oblio, 2.3.



Vignetta di Simona Bassano di Tufillo.

mercoledì 25 marzo 2009

Fulgori di poesia e di philia

Alle 15.00 di mercoledì 1° aprile, collegatevi a Radio di Massa – cliccando qui [aggiornamento: ecco qui la registrazione!] – e godete la fervida loquela di Marco Palasciano e Luca Iavarone più, guest star, Andy Violet!

L’orgia verbale pseudo-collodiana
della nona puntata vi ha sturbati?
nient’era; ecco la decima, dal titolo
già elongato a azzerare ogni horror vacui:


FF.SS. (fulgidi sonetti) cioè:
«Che mi hai portato a fare sul Parnaso
se non mi vuoi piú bene?».*
Dai Sonetti de’ mesi di Folgóre da San Gimignano
all’
Ipersonetto de’ mesi di Marco da Capua
bypassando Cenne da la Chitarra
ovvero
700 anni e 700 metri.
Diaristica, poesia, ludolinguistica,
mitologia amicale e amor de lonh
fusi nel trobar trick
** palascianesco


Sala dei Mesi nel Castello di Buonconsiglio, in Trentino.


Tingoccio e Min di Tingo ed Ancaiano,
Bartolo ë Mugàvero e Fainotto


Quando le porte sue spalanca Iano,
il cor gentil rempàira e si fa in otto

A chiusa di ogni verso dell’Ipersonetto de’ mesi*** di Marco Palasciano si trova – integra o scissa, separata o fusa – la parola a chiusa del verso corrispondente nei Sonetti de’ mesi di Folgóre da San Gimignano (dei quali nel 2009, to’, ricorre il 700° anniversario); vincolo che si aggiunge a quello di scrivere i sonetti dal 2° al 13° (1° e 14° la dedica e il congedo) in tempo reale, cioè nei mesi stessi a cui sono relati.

Inoltre all’interno di ciascuno dei 14 sonetti di cui l’ipersonetto zanzottïanamente si compone (cosí come un sonetto si compone di 14 versi) si cela una parola ricorrente – di cinque lettere, salvo abbreviazioni – atta ad indicare quell’oggetto desueto, e dalla forma irregolare, e mòtile, nel quale l’operina è radicata.

Operina che è un dono del poeta
per amici i piú amati (e piú, talora,
all’occhio suo di lagrime offuscato,
ingrati); amor de lonh –
lontano, per la quasi precisione,
un 700 metri.
Tema ulterior la lotta,
epica, all’immondizia
(e a tutto ciò che è immondo,
ingannoso e mortifero)
da parte della parte illuminata
del popolo campano;
di contro, i sillogismi difettivi
della gente che batte l’ali in basso,
o è affatt'àptera; il gelo
della malinconia
e il fuoco, in marzo/Mars
all’acme, del piú distruttivo affetto;
ancóra, l’apollineo e il dionisiaco,
nicciosi petrosini ognemmenestra;
e, finalmente, Lettere occupata,
citata nel sonetto di novembre.

Noi leggeremo insomma
Folgóre e Palasciano;
e ogni sonetto, e suo controsonetto,
sarà occasione di meravigliose
scrollature di petali di logos
su voi, pastor beniti – caro pubblico –
torpescenti (là ove non morti affatto)
all’ombra della pianta sapienzale.




Dicembre. Sala dei Mesi nel Castello di Buonconsiglio.



* Fin qui è la parodia del titolo di un film di Renzo Arbore, FF.SS. cioè: «Che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene?» (1983).

** Il 27 agosto 2008 è attestato per la prima volta (come tag, sul blog «Nazione Indiana») il termine «trobar trick», coniato da Domenico Pinto, descrittivo dello stile poetico di Marco Palasciano. Deriva, ovviamente, dalla fusione del termine «trobar ric» (uno dei modi di comporre tipici dei trovatori provenzali: con ricchezza formale e concettuale) e del termine «trick» (acrobazia compiuta su uno skateboard).

*** Già presentato in occasione dell'apertura delle celebrazioni per il decennale della fondazione dell'Accademia Palasciania, alla Festa dell'Amicarium, il 5 gennaio 2009.

lunedì 23 marzo 2009

In mostra i nuovi simboli di Napoli

Domani, martedì 24 marzo 2009, alle ore 18.00* nella sala Ela Caroli della galleria d'arte e design Picagallery, in vico Vetriera 16 a Napoli, s'inaugurerà la mostra Oltreneapolis. Nuovi simboli di Napoli, a cura di Carlo Baghetti, con immagini di Paolo Bosso, Luca Ciriello, Alfonso Pinelli e testi di Umberto De Marco, Enrico Rispoli, Arianna Sacerdoti, Ottavio Sellitti. Moni Ovadia ha gentilmente collaborato, registrando un video in cui recita alcune delle poesie in mostra.

Mostra che, come da comunicato, «tratterà di alcune peculiarità della città alla luce della sensibilità e, allo stesso tempo, capacità critica di fotografi e poeti»; una città depassatizzata, «che rifugge dalle tradizionali e stereotipate icone»; ed il percorso tra le icone nuove, liricamente razionalizzate, proietterà lo spettatore «in una Napoli dai confini vasti, anonimi e non-identificabili. Una sorta di urbs mundi».

Il racconto che introduce a
Oltreneapolis è di un giovanissimo Socio Ornamentale dell'Accademia Palasciania, il linutilèo Sellitti, che lo ha scritto da ancóra under 21; e ve lo presentiamo qui di séguito.




Foto di Luca Ciriello.

Al viaggiatore che per un motivo o per un altro va a Partenope, città noncurante, si presentano molte possibilità. La città è unita al resto del mondo in vari modi; secondo le inclinazioni personali o le necessità particolari si può utilizzare l’aereo, l’auto, il treno, persino la nave.
Riguardo questi mezzi di trasporto si dicono molte cose e lunghe sono le discussioni ai bar degli alberghi di via Caracciolo su quale sia il migliore. Chi è a Napoli per un convegno spesso sceglie l’aereo, dice per una questione di tempo; si sospetta sia invece per l’antico desiderio che hanno alcuni uomini di staccarsi da terra, o forse per sentire quella scossa di terrore ed adrenalina quando l’apparecchio entra in un vuoto d’aria. L’aeroporto è lontano dal centro, nella zona nord-ovest piuttosto maltenuta e triste, tuttavia il viaggiatore potrebbe essere fortunato e salire sul taxi di un napoletano, ben felice di intrattenerlo con la chiacchiera proverbiale mentre l’auto passa per le curve, le strade piene di buche e rattoppi, o è ferma nel traffico.
Chi viene in auto spesso è in vacanza con la famiglia, altre volte si rivela un amante delle autostrade, un devoto del volante, che quando se ne parla si vanta di andare da Napoli a Udine in 7 ore; ha un navigatore satellitare che lo avverte dei controlli. Quando nonostante tutto viene beccato, non si preoccupa: può pagare la multa salata. Ad arrivare in auto si sbuca sulla via Marina e si costeggia l’enorme porto commerciale, eccezione di efficienza e puntualità, dove grandi navi, quartieri di container, consegnano o caricano merci che finiranno nelle vetrine o sugli scaffali di tutta Europa. In alternativa si può imboccare la Tangenziale che passa sopra le teste, sopra i palazzi dei napoletani. Da quell’altezza si nota la spessa coltre grigiastra che ammanta la città; molti fumi la compongono: ovviamente quelli delle auto, quelli delle caldaie e quelli delle (poche) industrie, ma anche quello delle pizzerie dal forno a legna e delle friggitorie dall’olio denso e scuro. La Tangenziale per un nonnulla si blocca e il traffico è senza scampo; per percorrere poche centinaia di metri si impiegano lunghi quarti d’ora; allora, fermi per forza, si può spingere lo sguardo oltre l’inquinamento fino al vulcano, scenografia della città, al di là del mare del golfo.
Sull’arrivare in nave al porto turistico tenuto d’occhio dal bonario Maschio Angioino (o, ad esser più precisi, Castelnuovo) non si può dire proprio nulla di male; pare il modo migliore per recarsi a Napoli. Attraverso le onde, con una scia bianca alle spalle, giungere nel centro storico della città: quello che nonostante qualche ombra di degrado (più precisamente di distrazione) conserva la bellezza dei palazzi antichi, della Galleria, delle passeggiate sul lungomare. Tutti considerano i viaggiatori delle strade blu i più fortunati, i più intelligenti nell’essersi scelti la via d’ingresso principale nella città.
In realtà la migliore accoglienza, accompagnata da uno spettacolo, la ricevono i viaggiatori su rotaia. Non tutti, sia chiaro; solo quelli che riescono a vedere oltre la deludente prima impressione, che sono ricettivi a una particolare bellezza e la vivono per fortuna. La prima volta è quasi sempre fortuna perché si parla poco di alcune cose, per timore di essere derisi o etichettati come esteti che hanno fatto il proprio tempo. È difficile trovare le parole per spiegare il proprio angolo di Bello ad impegnati uomini d’affari attenti ai dividendi e ai valori aggiunti dei piccoli istanti, a corridori delle autostrade dagli occhi spiritati e i capelli impomatati raccolti in una coda, a turisti che hanno appena terminato una crociera e scoppiano a piangere al primo ricordo.
Se questi uomini fortunati riconoscono nei vostri occhi qualcosa allora può accadere che vi invitino ad arrivare alla piazza della stazione, piazza Garibaldi, nell’ora che precede il tramonto. Vi diranno di andare proprio sotto la statua equestre dell’eroe, di salire sui gradoni e di guardare. Di muovere lo sguardo per tutta la piazza, mandando a memoria tutta la piazza: ogni tendone delle bancarelle dove si può acquistare il legale, l’illegale o alta tecnologia sotto forma di mattoni o polistirolo; i banchetti dei giocatori delle tre carte; le madri che allattano i figli sedute per strada ad aspettare l’autobus; gli alcolizzati che si dissetano con vino in tetrapak; i turchi che mangiano il proprio cibo gesticolando e i napoletani che scoprono il kebab sorridendo; gli islamici a volte in ginocchio assieme verso la Mecca; la gente che torna a casa verso i treni, i bus. Vi diranno: «Quando tutto questo sarà ricordo preciso alzate lo sguardo e vedrete».
Vedrete gli uccelli raccolti a stormi numerosi e densi formare figure mai immaginate nel cielo dai colori cangianti, unirsi, allontanarsi come guidati dalla voce o dalle indicazioni di un coreografo invisibile. Vedrete frecce grigie di cento e cento becchi e ali e piume piombare verso un albero o un cantiere per scartare veloci all’ultimo istante per poi raggiungere, come un panno che si agita sott’acqua, il tetto degli alti grattacieli. La musica che guida questi balli, queste evoluzioni, si intuisce ma non si sente; gli uomini dal naso all’insù ondeggiano anch’essi all’unisono; ora si coprono la bocca per soffocare un’esclamazione, ora indicano qualche particolare evoluzione allo spettatore che sta loro di fianco. Alcuni, timidi e riconoscenti, scattano una foto da stampare accanto a quella di Piazza Plebiscito, magari invece di quella di piazza Plebiscito, di certo ormai riprodotta in tutte le luci e le prospettive, gli uccelli in volo ogni momento regalano un disegno originale a ogni sguardo.



* E più tardi, alle ore 19.00, al Penguin Cafè di via S. Lucia 88, si avrà la proiezione, gratis!, del film semi-documentario Improvvisamente l'inverno scorso, dedicato alla misera vicenda dei Dico e alla scoperta dell'assurda omofobia italiana. Chi non sa di che cosa si tratti, veda qui.

E intanto, alle  ore 15.00, chi può dovrebbe pure fare un salto in via Porta di Massa, alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Federico II, aula 33, dove si terrà una bellissima Assemblea  Pubblica Antifascista, nell'àmbito della Giornata Antifascista Universitaria.

mercoledì 18 marzo 2009

Libera radio in liberato spazio

Riportiamo una nota di Marco Palasciano, cavandola da Facebook:


Nosferatu. Eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau, 1922.

Appello per la difesa
della libera radio
degli studenti di Lettere

Cari scelti contatti, spero che ciò vi possa interessare, e possiate contribuire al bene. Pure spero che tra quanti altri leggeranno la presente nota, vi sia più d'uno o una che possa influire positivamente in merito.

Premessa: in Napoli, alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Federico II, in via Porta di Massa, esiste* un bellissimo Spazio Occupato, dove il libero pensiero, le arti e la spiritualità volta ad autentici valori di tanti studenti e studiosi dalla coscienza incorrotta, trovano libera espressione, anche tramite il mediacenter di Radio di Massa, vero piccolo faro di informazione indipendente, che ce n'è tanto bisogno in questi tempi amari, contro mafie, razzismo, piattume e altro pattume.

(Io stesso, Marco Palasciano, da voi, cari, conosciuto e stimato – o almeno spero – per l'umile splendore della mia arte e spirito, sono regolarmente ospite della suddetta radio, tramite la quale sono felice di veicolare arte e cultura nelle forme più floride ed alate, o ciò si tenta, in ispecie nella trasmissione di alta poesia e lata goliardia Siamo tutti poeti laureati.)

Ora, questo spiraglio di chiara, fresca e dolce aria che è Radio di Massa, è minacciato. Difatti, tanto per cominciare, è stata staccata la connessione wireless a quella zona della facoltà. Chissà perché soltanto in quella, eh?

Vi prego pertanto di fare tutto quanto è in vostro potere per contrastare l'ombra draculesca dell'oscurantismo che protende i suoi artigli contro il cuore cristallino della gioventù radiosa, e difendere la sapienza, amore e virtute che si irradiano da questo Spazio.

Acchiappate chi di dovere, se è vostro conoscente, tipo il preside della facoltà, o chiunque abbia un minimo di potere di mutare l'indegna situazione, e fatelo ragionare, con savietà di nobili argomenti.

Prendete la penna e scrivete ai giornali di vostra competenza, parlatene nel web, in tv, in giro ecc.**

Vi sarò grato io, le Muse, il cielo, e questi ragazzi che, come tutti coloro che lottano in pace per migliorarla, sono una benedizione per questa terra.

(Se potete, poi, fate magari un salto giovedì 19 marzo alle 11.00 nel chiostro di via Porta di Massa, dove si presenterà la manifestazione anticamorra di Libera e con l'occasione si protesterà per questa obliqua repressione della libertà di radio.)

A morte tirannide, sofismi e ipocrisia! Viva verità e bellezza, libertà e amore universale!

Grazie, e scusate i toni démodé.




Sullo stesso argomento trattato in questo post vedasi anche, qui, volantino di Radio di Massa.

* Dal 24 novembre 2008. Qui il flyer inaugurale.

** Per organizzare eventuali interviste ecc. contattare radiodimassa@inventati.org (che vale anche come indirizzo msn).

martedì 17 marzo 2009

Chi ci bocotta l'arte e la cultura?

La messa in onda della decima puntata di Siamo tutti poeti laureati, purtroppo, è rimandata a data da destinarsi.

Ma se intanto vi trovate a passare per Napoli la mattina di giovedì 19 marzo, alle 11.00 si farà un po' di protesta nel chiostro della facoltà di Lettere e Filosofia in via Porta di Massa, per pretendere il ripristino del wireless indispensabile alla normale attività di Radio di Massa: funzionante in tutto il complesso ma, guarda caso, non là dove la radio öperava.

Se avete possibilità di esercitare pressioni in tal senso tramite altri canali, per esempio se stasera vi trovate a cena con qualche barone, se non conte, fate pure...



Una cena. Foto da historiavbc.splinder.com.

Quanto allo show in standby, per rendervi conto della qualità del servizio artistico, culturale e spirituale gratuitamente offerto con tanto amore da Palasciano et alii potete gustare le registrazioni delle puntate precedenti disponibili, tutte linkate qui (ah: prima c'era qualche link errato, ma ormai li abbiam corretti tutti quanti); e magari, ciò ovunque divulgate.

domenica 15 marzo 2009

Ludopoesia sul prestito ad usura


Quinten Metsys (1466-1530), Gli usurai.



Dall'antologia Ventidue frammenti dal canzoniere in progress di Marco Palasciano, tutt'uno col catalogo della mostra L'abbecedario del potere, presentiamo la ludopoesia già spiegata in un video* dal poeta:


USURA SOPRA UN PRESTITO DANTESCO



DEBITO INIZIALE

E ün che d’una scrofa azzurra e grossa
segnato avea lo suo sacchetto bianco,
mi disse: «Che fai tu ïn questa fossa?».



I

E ün che d’una enorme scrofa blu
– piú alcuni porceluzzi cilestrini –
segnato avea ’l suo sacchettone bianco,
esclamò: «Che fai tu in quest’alta fossa??».



II

E ün che d’una gargantuesca scrofa
violacea – piú un bel po’ di cresciutelli
porcelli azzurri – avea segnato ’l suo
sacco bianco, gridommi: «O tu che fai
in quest’arciprofonda e trista lacca???».



III

E ün che d’una buia piú che persa
preistorica ipertroia zanne a sciabola
– piú un troiaio di fiôi blu lutulenti –
avea segnato ’l suo bianco saccone
stile Babbo Natal, sgolossi: «O tu
che fäi all’im di quest’immane abisso????».



IV

E ün che d’una ätra apra-mammúth col
rostro a impalar due Neanderthal – e cento
cinghial violetti giú a sguazzar nel sangue
uman misto alla fanga – avea segnato
la sua bianca ecoballa, diè di piglio
a un megafono e m’intronò: «Che fai
tu in questo buco nero sanza fondo?????».


17 gennaio 2009



* Con trascrizione del parlato a fianco; cliccare, là in YouTube, su «Ulteriori informazioni».

mercoledì 11 marzo 2009

Glossario per xenofoni e ignoranti, 6

DanteSpiegazione di parole e frasi arcaiche o in altri idiomi, neologismi, alterazioni varie, polisemie suscettibili di fraintendimento, e termini difficilmente reperibili in un comune dizionario o enciclopedia.



Siamo tutti Pinocchi in crisi e crasi
grilleggiàr: ricordare agli altri qualche verità per essi scomoda (come il grillo parlante di Pinocchio).
in ispecìfico: specificamente.
naaa
: no, figuriamoci!
paradistcipazione: partecipazione paradisiaca.
quandy
: quanti contemplerà Andy.
straorsinària: straordinaria e d'orso.
tropp: troppo (per rimare con «Propp»).


Cetonia aurata e, in basso, fior di loto
acausàli: non causàli.
palascianésimo: filosofia di Marco Palasciano.
sincronicità: coincidenza di eventi significativamente connessi, ma non da rapporto di causa/effetto (vedi anche qui).



Tutta l’arte è perfettamente inutile
ad lìbitum: a piacere.
attìnidi: elementi radioattivi con proprietà chimiche simili a quelle dell’attinio.
linutilèi: membri del blog «Linutile».
monoclìni: come un fiore ermafrodita, che impòllina sé stesso.
mundus: mondo.
orrevolmente: onorevolmente.
ottàvia: ottava e caratterizzata dalla presenza di Ottavio.
parlàri: discorsi.
sic: è scritto proprio così, non è un errore tipografico.
versus: contro.
vox clamanti dal profundus (in latino maccheronico): voci che chiamano dal profondo.



Pastelli da un erbario di Mazziero
appositocreàti: creàti appositamente.
crisòpsiche: anima d’oro.
fan: fanno.
fèisbuc: Facebook.
intelletta
: compresa.


Non crèdimus in revelatos deos
cògito: pensiero (con riferimento all’ontologia cartesiana).
crèdimus: crediamo.
dèos: dèi.
invèntio: trovata.
pseudodiabòlica: che dà l’illusione di provenire dal Diavolo.
qual sia: quale che sia, qualsiasi.
revelàtos: rivelàti.

martedì 10 marzo 2009

Siamo tutti Pinocchi in crisi e crasi

Credevate che il colmo del delirio di Siamo tutti poeti laureati fosse stato raggiunto? Naaa. La nona puntata, in onda su Radio di Massa alle 15.00 di mercoledì 11 marzo (dopodiché disponibile qui!), si intitolerà


Balocchi o abbecedari? that’s the question
ovvero
Siamo tutti Pinocchi in crisi e crasi
tra Luciàngolo e il Grillo Palasciante

Luciàngolo (crasi di Luca e Marangolo) e il Grillo Palasciante (un Palasciano quasi Dante) si contenderanno l’anima del Pinocchio di turno (Giuliano Laurenti), l’uno offrendogli giuochi (in ispecifico: scacchi e tennis) e l’altro abbecedari (in ispecifico: l’ABC del potere, utile a grilleggiar contro i potenti).

Si leggeranno insomma, quantomeno, le prose di José Lezama Lima (da Paradiso) ed Eugenio Montale (Dove c’era il tennis), e le poesie di Marco Palasciano (i Ventidue frammenti dal canzoniere in progress, pendant all’opera di Antonia Ciampi in legno, gommapiuma, piombo e acrilico  L’abbecedario del potere).

Il tutto in un tale clima e climax di fiaba, che pur per Propp è tropp; dove neanche è escluso il comparire di personæ ulteriori ai tre suddetti. È, per empio esempio, attesa a sorpresa – paradosso! – la paradistcipazione straorsinaria (sic) di Nostra Signora dei Turchini, o Violetti, Capelli; o non si sa Bene chi altro; che ammaestrerà Pinocchio, e tutti quandy, a essere meno asini, ma anche meno dottori.



Grillo dorato. Foto di Alberto D.


sabato 7 marzo 2009

Cetonia aurata e, in basso, fior di loto

L'aneddoto junghiano* a molti è noto.
E anche il dàimoku**. Emerse dalla rete
ecco le foto, di beltà replete,
d'una Cetonia aurata e un fior di loto.



Foto di Adrian Benko.





Foto di Gianluigi Burlini.***

* Jung, 1952: «Una giovane paziente fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Mentre mi raccontava questo sogno, io stavo seduto voltando le spalle alla finestra chiusa. D’un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcosa bussasse piano alla finestra. Mi voltai e vidi un insetto alato che, dall’esterno, urtava contro la finestra. Aprii la finestra e presi al volo l’insetto. Era l’analogia più prossima a uno scarabeo d’oro che si poteva trovare alle nostre latitudini, ossia uno scarabeide, una Cetonia aurata, il comune coleottero delle rose, che evidentemente proprio in quel momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una camera buia. Devo aggiungere che un caso del genere non mi era mai successo prima né mi successe in seguito; anche quel sogno della paziente è rimasto un fatto unico nella mia esperienza». Da Carl G. Jung, La sincronicità come principio di nessi acausali, in Opere, VIII. La dinamica dell'inconscio, Bollati Boringhieri, Torino, 1976.

** Il mantra «Nam myōho renge kyō» (dove renge è da pronunciare renghe), da articolare su una nota sola (ma più voci, che formino un coro, ben possono usare ciascuna una nota diversa). Così, liberamente dispiegando, lo traduce M. Palasciano, integrandolo nel palascianesimo:

Mi apro all'infinito splendore
dell'universo e alla sua legge meravigliosa.
La causa e l'effetto non sono che un'unica rosa,
o un fiore di loto, che sta nelle stesse mie mani.
Il mio pensiero carico d'amore
tutte le corde intorno fa vibrare.


*** Vedi pure la foto acclusa al post Non credimus in revelatos deos; il trovamento della quale, posteriore a quello della foto di Burlini qui spostata e perciò lì dovutasi sostituire, è un trionfo di sincronicità.

martedì 3 marzo 2009

Tutta l'arte è perfettamente inutile

Monoclìni riceviamo, volentieri pubblichiamo:


L’ottavia (sic) puntata di Siamo tutti poeti laureati andrà in onda su Radio di Massa mercoledì 4 marzo alle ore 15.00 [Aggiornamento: per assenza di linea, lo show non è potuto andare in onda; lo si è registrato, e si potrà trasmettere in differita ad libitum. Cliccare qui, per ascoltare adesso]. Titolo:


Tutta l’arte è perfettamente inutile
ovvero Tutto l’utile è munnezza:
giovani vox clamanti dal profundus
versus schifezze vecchie come il mundus

Si parte, ovviamente, dai due famosi e fumosi aforismi di Oscar Wilde («Tutta l’arte è perfettamente inutile») e di Charles Baudelaire («Essere un uomo utile mi è sempre parso qualcosa di veramente schifoso»).

Per celebrare l’inutilità dell’arte, abbiamo invitato un paio di giovani poeti del blog letterario «Linutile»: il dionisiaco Giuliano Laurenti e
l’apollineo Ottavio Sellitti. Con loro avremo un po’ di artistici parlari; e leggeremo i loro testi inediti, o inutilmente editi come le liriche della silloge collettanea Niente è vero, tutto è permesso; e tutto quello d’altro che vorranno, purché sia inutile.

Il controtema essendo la munnezza, al volo leggeremo anche alcuni poeti da Mundus. Poesie per un’etica del rifiuto: la brasiliana Marcia Theophilo, la portoghese Regina Pereira da Silva, l’ungherese Imre Babics e gli italiani Viola Amarelli, Franco Arminio, Mimmo Grasso, Marisa Papa Ruggiero, Raffaele Rizzo, Antonio Vitolo e il nostro inutilissimo Marco Palasciano, ivi autore dell’antiecloga Visita a una discarica illegale di ceneri tossiche nella campagna tra Napoli e Caserta*.

Appositamente per la puntata odierna, inoltre, Andy Violet che sarà presente al pari dei linutilèi cui sopra, ha composto quanto in terzine orrevolmente segue:



LA VENERE DEL VOLTURNO

All'estuario schiumogeno rinacque
una moderna Venere d'amianto
e avvelenava piangendo quell'acque:

di attinidi le luccicava il pianto
dall'odor nauseante, acido e forte
e andava carezzata con un guanto

la sua bellezza immonda che dà morte.


Venere nell'immondizia, installazione di
Alessandro Monticelli e Claudio Pagone.

* È autobiografica: il poeta si era ritrovato a scortare una giornalista inglese, per più siti contaminati, insieme con l'«alto sodale etico» di cui nei Boschi ombrosi e con due esponenti del Comitato allarme rifiuti tossici. Ed è riciclata: si è composta a partire da materiali cavati dall'abiurato discorso didascalico Il cielo stellato ncopp' 'a munnezza, postfazione al volume di vignette di Simona Bassano di Tufillo Star Trash. Sacchetti in mondovisione, ed. Lavieri (non vi stiamo invitando ad acquistarlo; ché sarebbe pubblicità commerciale, e noi l'aborriamo; ma a leggervelo a scrocco, all'occasione).

domenica 1 marzo 2009

Pastelli da un erbario di Mazziero

Freme gratulatoria l'Accademia:
Mauro Mazziero, artista marchigiano,
intelletta via fèisbuc la crisòpsiche
di Marco Palasciano, ha dedicati
al nostro Presidente due pastelli
appositocrëàti ad onorare
lui, l'arti sue, noi tutti di riflesso.
Fan parte d'un erbario immaginario.
Corteccia nera e Sconosciuta i titoli.
«L'una delle due erbe conferisce
la virtù di vedere al buio, l'altra
è misteriosa come la poesia»:
così poc'anzi ci spiegò Mazziero,
cui fluttua il nostro plauso più sincero.