L’Accademia Palasciania
in collaborazione con
Associazione culturale Architempo
Cooperativa culturale Capuanova
Libreria Guida Capua
Librerie Uthòpia
presenta
Marco Palasciano
in
DE NATURA MUNDI
L’INTERPRETAZIONE DEL MONDO
IN OTTANTA GIORNI

Dodici lezioni-spettacolo
a ingresso libero
Tra Palazzo Fazio e Palazzo Lanza
da ottobre a dicembre
2011
[Cliccare qui per il programma completo]
Foto di Antonio Calamoin collaborazione con
Associazione culturale Architempo
Cooperativa culturale Capuanova
Libreria Guida Capua
Librerie Uthòpia
presenta
Marco Palasciano
in
DE NATURA MUNDI
L’INTERPRETAZIONE DEL MONDO
IN OTTANTA GIORNI

Dodici lezioni-spettacolo
a ingresso libero
Tra Palazzo Fazio e Palazzo Lanza
da ottobre a dicembre
2011
[Cliccare qui per il programma completo]
Prende il via a Capua il 2 ottobre De natura mundi, l’atteso prosieguo del seminario di Palasciano del 2010 La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum).
Un viaggio straordinario – finiti i decenni bui del postmoderno –
attraverso la visione del mondo caratteristica dell’incipiente nuovo
Rinascimento, e in particolare dell’artista e pensatore campano; il
quale alternerà le sue lezioni tra la sala eventi di Palazzo Fazio (via
Seminario 10) e quella di Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta
25), intrecciando mille fili policromi di scienza, filosofia, gioco e
poesia. Un'aurea medicina spirituale per chi è stanco di vivere tra gli
inganni e soffrire senza senso.
Si inizia con De Magna Rota Rerum Humanarum: la sistemazione delle pratiche e dei valori umani nella Ruota palascianiana, preziosa riduzione – divisa in due parti – del corpus di otto lezioni dell’anno precedente. La prima parte si terrà a Palazzo Lanza domenica 2 ottobre (argomenti: Scienza vs Religione, Filosofia vs Trogolo, Cultura e comunicazione vs Selva, Ordine e filantropia vs Crimine), mentre la seconda parte si terrà a Palazzo Fazio lunedí 10 ottobre (argomenti: Eros e affettività vs Repressione, Arte vs Burocrazia, Gioco vs Mercato e politica, Magia vs Tecnica), sempre alle ore 21.30.Delle dieci lezioni successive, metà si continuerà a tenere a Palazzo Lanza una domenica sí e una no (16 e 30 ottobre, 13 e 27 novembre, 11 dicembre) e l’altra metà a Palazzo Fazio un lunedí sí e uno no (24 ottobre, 7 e 21 novembre, 5 e 19 dicembre). La dodicesima puntata si concluderà alle 0.00 del 20 dicembre, fra brindisi e peana, al fine di toccare l’ottantesimo giorno e cosí giustificare il sottotitolo verniano dell’evento.
Tutti gli aggiornamenti su De natura mundi, e le segnalazioni di eventuali variazioni nel programma, saranno pubblicati sul presente blog.

Qui, nel cortile di 







La
sala eventi della libreria Guida Capua si trasforma in una neobarocca
«camera delle meraviglie», sia pur virtuale, e nello scenario d’uno
spettacolo ibrido – a ingresso gratuito – dove la fotografia d’autore fa
da sfondo e motivo ispiratore al teatro di parola. Finanche parola
divina: Marco Palasciano declama infatti passi dal biblico Genesi, nella prima parte della performance, e, nella seconda, dall’Amleto
di William Shakespeare. Passi qua e là contaminati con frammenti
d’altre scritture antiche e moderne (soprattutto moderne: a far da malta
è Palasciano stesso). Nel contempo, sullo schermo si susseguono le
immagini catturate e rielaborate da Salvatore De Maio, per la prima parte, e da Antonio Calamo e Vincenzo Pagliuca, per la seconda. Nell’intervallo tra le due parti si esibisce alla chitarra Antonio Faenza, con pièces trascelte dal repertorio classico.
Le
immagini proposte da De Maio sono caratterizzate dall’astrazione;
quelle di Calamo e Pagliuca dalla concretezza. Le prime sono, pour ainsi
dire, «fotografie di pensieri»: se, per esempio, Palasciano intravede
in esse un capitolo del Genesi, gli spettatori stessi sono
sollecitati da De Maio a fornire una propria reinterpretazione di tali
quasi reperti medianici, facendone uno specchio psicologico, per
inserire infine eventualmente – in margine al dibattito post show – le
rispettive intuizioni in un’urna. Le immagini di Calamo e Pagliuca sono
invece tratte da un volume di cui sono coautori con Luigi Esposito, The Ghost Museum,
edito dal DISCIZIA e dedicato ai locali della facoltà di Medicina
Veterinaria dell’Università di Napoli “Federico II”, abitati da
meravigliosi quanto polverulenti reperti che – per l’incuria dell’uomo
che pure li creò (o demiurgò, se tolti alla natura) – anziché venire
collocati nelle ialine teche d’una Wunderkammer giacciono abbandonati
alla deriva nel mare dell’oblio.

