DELL’ACCADEMIA PALASCIANIA
1. Premessa. Il giorno 9/2/1999, in Capua (CE), Marco Palasciano (di séguito indicato con l’acronimo MP) e altri firmarono l’atto fondativo di un ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Associazione culturale Palasciania». – Tale ente (di séguito indicato con l’acronimo AP) il 6/10/2005 mutò nome in «Accademia Palasciania», talvolta allungato in «Euristica Accademia Palasciania». – Il 18/10/2010 fu decretato che alla denominazione dell’AP non fosse mai piú anteposto l’aggettivo maiuscolato «Euristica».
Ciò per meglio evidenziare l'alterità e complementarietà dell'AP rispetto all'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, le finalità del quale relativamente al mondo sono interpretative mentre quelle dell'AP sono trasformative.
AGGIORNAMENTO
A distanza di ventidue giorni dal surriportato decreto, esso è stato annullato. Ciò con delibera dell'assemblea congiunta straordinaria di Accademia Palasciania e Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici tenutasi intorno alle ore 22.00 del 18 luglio 2011 a Caserta presso Villa Maria Cristina, in sala conferenze, presenti Marco Palasciano in rappresentanza di ambedue gli enti e Roberto Alvino in qualità di testimone imparziale.
Nel corso della medesima assemblea si è inoltre deliberata la chiusura definitiva dell'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, vale a dire il suo riaccorpamento nell'Accademia Palasciania: ecco perché le parole «di Lettere, Arti e Attivismo Etico» si sono potute cancellare dal nome dell'Accademia, che torna dunque a essere «Accademia Palasciania» e basta.







Mercoledí
30 marzo 2011. Addolorato dallo scenario di degrado dell’ex campo
profughi di Capua, il Presidente dell’Accademia Palasciania, Marco Palasciano,
si è recato in municipio – al termine dell’odierna seduta del consiglio
comunale, alle 16.30 circa – per chiedere personalmente al Sindaco
della città, il dottor Carmine Antropoli, chiarimenti
circa la sorte delle famiglie rumene stanziate nei fabbricati semidiruti
(tra irrimossi cumuli di rifiuti compattati e sversati da ignoti, in
onta a ogni ideale di bonifica), famiglie alle quali l’Amministrazione
comunale ha tagliato l’approvvigionamento idrico lo scorso 17 febbraio,
cioè ormai da piú di un mese e mezzo; chiarimenti lungamente attesi dal
Comitato spontaneo “24 febbraio”, di cui la nostra Accademia fa parte, e
finora dal Sindaco non pervenuti.
Palasciano
si è dunque presentato davanti ad Antropoli – e agli occasionali
testimoni che si trovavano adunati nel salottino in cui, poc’anzi, altri
contava aneddoti faceti – col severo contegno dello Spettro del
Commendatore al
La
risposta del Sindaco, in breve, è stata che l’acqua era già stata
riallacciata; ma Palasciano ha immediatamente smentito tale dato,
essendo stato in visita all’ex campo lunedí pomeriggio in concomitanza
del sopralluogo di
Una signora è intervenuta domandando al nostro Presidente chi egli fosse. «Sono Marco Palasciano, pronipote di
Ovemai
il richiamo all’etica non bastasse, Palasciano ha riferito ad Antropoli
della visita di Polansky all’ex campo profughi, avvisandolo delle
conseguenze che sull’immagine della città di Capua nel mondo potrà avere
la pubblicazione del documentario qui girato lunedí dal poeta e
fotografo americano, nota e stimata autorità nel campo della difesa dei
diritti umani (tra l’altro inviato qualche anno fa dall’ONU a
documentare le vessazioni subíte dal popolo rom in Kosovo). Decisamente
una pessima pubblicità per l’Amministrazione comunale uscente se non per
Capua intera, di fatto città a rischio di venire additata come teatro
d’atti disumani.
Il
nostro Presidente ha pregato il Sindaco di passarsi «una mano sulla
coscienza», in conclusione, e porre rimedio. Nel frattempo, alcuni dei
personaggi presenti nel salottino hanno esternato commenti piú o meno
originali: emblematico su tutti «Questo è un pazzo, lasciatelo
perdere!», riferito ovviamente a Palasciano, il quale è stato pure
tirato per il giacchetto; o «Perché i rumeni non li fa venire a vivere a
casa sua?», come gli ha suggerito un altro; o, a degna chiusa, un
terzo: «Io l’acqua la pago; perché i rumeni non dovrebbero pagarla?».
Allora
Palasciano ha ricordato a quei perfetti capuani che le famiglie rumene
hanno ben chiesto di poter regolarizzare, contatore e tutto, la propria
situazione idrofiscale (a differenza, pare, di altri: i quali, come ci hanno poi segnalato gli attivisti là
recatisi stamattina, dell’approvvigionamento idrico risulterebbero
usufruire tuttora senza pagare; né alle loro dimore si son volte le
ruspe, fino adesso). E ha pure ricordato che a tutela delle famiglie
rumene vi sono degli avvocati, pronti fra l’altro a denunciare
l’Amministrazione comunale di Capua ovemai a qualche piccolo infermo
avvenisse qualcosa d’irreparabile a causa della mancanza d’acqua.