venerdì 27 maggio 2011

Decreto di ridenominazione


DECRETO DI RIDENOMINAZIONE
DELL’ACCADEMIA PALASCIANIA

1. Premessa. Il giorno 9/2/1999, in Capua (CE), Marco Palasciano (di séguito indicato con l’acronimo MP) e altri firmarono l’atto fondativo di un ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Associazione culturale Palasciania». – Tale ente (di séguito indicato con l’acronimo AP) il 6/10/2005 mutò nome in «Accademia Palasciania», talvolta allungato in «Euristica Accademia Palasciania». – Il 18/10/2010 fu decretato che alla denominazione dell’AP non fosse mai piú anteposto l’aggettivo maiuscolato «Euristica».

2.
Decreto di ridenominazione. Addì 27/5/2011 MP, in qualità di Presidente dell’AP,

DECRETA

che d’ora in poi la denominazione ufficiale dell’AP sia «Accademia Palasciania di Lettere, Arti e Attivismo Etico» (sempre abbreviabile in «Accademia Palasciania»).

Ciò per meglio evidenziare l'alterità e complementarietà dell'AP rispetto all'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, le finalità del quale relativamente al mondo sono interpretative mentre quelle dell'AP sono trasformative.




AGGIORNAMENTO

A distanza di ventidue giorni dal surriportato decreto, esso è stato annullato. Ciò con delibera dell'assemblea congiunta straordinaria di Accademia Palasciania e Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici tenutasi intorno alle ore 22.00 del 18 luglio 2011 a Caserta presso Villa Maria Cristina, in sala conferenze, presenti Marco Palasciano in rappresentanza di ambedue gli enti e Roberto Alvino in qualità di testimone imparziale.

Nel corso della medesima assemblea si è inoltre deliberata la chiusura definitiva dell'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, vale a dire il suo riaccorpamento nell'Accademia Palasciania: ecco perché le parole «di Lettere, Arti e Attivismo Etico» si sono potute cancellare dal nome dell'Accademia, che torna dunque a essere «Accademia Palasciania» e basta.

giovedì 19 maggio 2011

Un'elegietta ad omaggiare Mahler

18 maggio 2011. In occasione del centenario della morte di Gustav Mahler (1860-1911) l'Accademia Palasciania rende omaggio al grande compositore, nel suo piccolo, per il tramite del Presidente Marco Palasciano: vedasi nel di lui blog il post Nel centenario della morte di Gustav Mahler, includente la poesia giovanile Andante comodo, ispirata al I movimento della Nona mahleriana.

martedì 17 maggio 2011

Quattro post per il diciassette maggio

17 maggio: Giornata mondiale contro l'omofobia e la transfobia. L'Accademia festeggia rivangando, per economia (essendo in ristrettezze) di tempo e d'energia, quattro vecchi suoi post antiomofobici. I quali, se non li avete letti mai prima d'ora, è giunta l'ora giusta per leggerli; né ve ne pentirete, essi essendo gemmule d'incorrotto splendore filosofico e poetico, dall'elevato potenzial maieutico. Lettura sconsigliata, tuttavia, ai cattolici acritici ipertesi.


Se la Chiesa oscureggia, noi lumiamo
La questione dell'omosessualità è una cartina di tornasole esemplare [...]. Chiunque neghi dignità all'amore omosessuale non può essere una persona dall'etica integra.
17 dicembre 2009

L’Accademia condanna il MOIGE, anti-etico
Il MOIGE si batte da anni
[...] contro la dignità delle persone omosessuali e la loro lotta per ottenere in questo sventurato paese uno straccio, almeno, di quei diritti che in altri paesi sono già assicurati da decenni.
11 aprile 2009

Tra omofobia nazista e vaticana
L'Italia [è] schiava del Vaticano [...] per ciò che concerne la politica [...] relativa al trattamento degli omosessuali.
27 gennaio 2010

Siamo tutti poeti omosessuali
Cogliamo l'occasione per tornare sul "veto" vaticano alla depenalizzazione mondiale dell'omosessualità, riportando nel post presente i link alle otto parti
[della] seconda puntata dello show Siamo tutti poeti laureati.
28 gennaio 2009

mercoledì 11 maggio 2011

Palasciano tra Masters e De André

Sabato 14 maggio 2011, Marco Palasciano darà lettura di tre poesie dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters nel corso del concerto Omaggio a Fabrizio De André che il gruppo Mille papaveri rossi terrà alle ore 21.00 presso la piccola libreria 80 metri quadri (Calvi Risorta, viale Indipendenza 61). Ingresso libero.

Poesie:
La collina, Wendell P. Bloyd, Il Giudice Selah Lively.

venerdì 6 maggio 2011

Ventre premiato per la nuova Iliade

L'Accademia Palasciania è felice d'annunciare che la giuria del Premio Achille Marazza 2011 (presieduta da Franco Buffoni e composta inoltre da Antonella Anedda, Paolo Bignoli, Giuliano Ladolfi, Fabio Pusterla e Fabio Scotto) ha deciso all’unanimità d'assegnare ex æquo il premio per la sezione Traduzione a Matteo Campagnoli per la sua versione di Isole di Derek Walcott, ed. Adelphi, e al nostro colendissimo Socio Ornamentale Daniele Ventre per la sua versione dell'Iliade di Omero, ed. Mesogea, cui già qui accennammo.

La cerimonia di premiazione si terrà alle ore 21.00 di martedì 31 maggio in terra lombarda, a Borgomanero (NO), presso la Fondazione Achille Marazza, Biblioteca Pubblica e Casa di Cultura, sita in viale Marazza 5. Il giorno appresso, le scuole locali avranno un incontro con premiati e giurati.

giovedì 5 maggio 2011

L'Accademia omaggia Franco Cuomo

«FILOSOFIA DALLA STRACCIATA VESTE»L'Accademia Palasciania, per il tramite d'un sia pur modesto componimento in versi del proprio accidioso Presidente, felicemente onora oggi il filosofo e artista Franco Cuomo, di essa colendissimo Socio Ornamentale, in occasione del di lui LX genetliaco. Vedi nel blog di Marco Palasciano, appunto, il Sonetto acrostico caudato per il 60° compleanno di Franco Cuomo.

giovedì 28 aprile 2011

Alle origini della Croce Rossa

Ricorre oggi, 28 aprile 2011, il 150° anniversario del discorso sulla neutralità dei feriti di guerra tenuto da Ferdinando Palasciano al Congresso Internazionale dell’Accademia Pontaniana di Napoli del 1861, e che non sarebbe rimasto puro flatus vocis: difatti se si sfoglia, a esempio, l’Enciclopedia universale Rizzoli-Larousse, alla voce “Croce Rossa internazionale” si leggerà: «Le origini dell’istituzione si fanno risalire a Ferdinando Palasciano». In quel suo dunque storico discorso, il dottor Palasciano sosteneva:

Bisognerebbe che tutte le potenze belligeranti, nella dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura, e che adottassero rispettivamente quello dell’aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra.

Eccetera. E non era un discorso nato dal nulla. 13 anni prima, al principio di settembre del 1848, Palasciano si trovava alla battaglia di Messina, in qualità di alfiere medico in servizio nell’esercito borbonico schierato contro i siciliani che si rivoltavano contro Re Bomba. Palasciano cura anche i ribelli feriti; arriva il generale Filangieri, che preferiva s'ammazzassero sul posto; Palasciano gli replica: «I feriti, a qualsiasi esercito appartengano, sono per me sacri e non possono essere considerati come nemici»; poi, frase storica: «Il mio dovere di medico è piú importante del mio dovere di soldato!»; arrestato, è processato e condannato alla fucilazione; ma Ferdinando II concede la grazia, commutando la pena in un anno di carcere da scontare a Reggio Calabria.

Di quell’esperienza pure parlò, il buon dottore, nel suo discorso del 1861. E le sue idee cominciarono a circolare per l’Europa. Dove presero a circolare pure quelle – pressoché identiche – dello scrittore svizzero Henri Dunant, spettatore degli orrori della battaglia di Solferino. Ciò in ispecie dopo la pubblicazione del suo romanzo Souvenir de Solferino, nel 1863. Un anno dopo, il tutto avrebbe portato alla prima Convenzione di Ginevra e alla nascita della Croce Rossa. In quella sala parto, però, non ebbe accesso il dottor Palasciano, che né Dunant né altri si erano premurati di coinvolgere. Né il governo italiano dell’epoca, di destra, si curò minimamente di rivendicarne il primato, essendo egli un deputato di sinistra.

In ogni caso non serbò rancore, anzi contribuí con nuove idee al miglioramento della Croce Rossa; la quale istituzione, cosí, nel 1868 estendeva la sua protezione ai feriti delle battaglie navali; e lo stesso giorno, il 12 agosto, la stampa svizzera riconosceva finalmente a Ferdinando Palasciano il suo primato, anche riguardo a tutto il precedente; ed auspicava che la Croce Rossa, infine, potesse «ispirarsi di più in più alle idee di Palasciano, e farle passare nell’ordine dei fatti ormai acquisiti della nostra civiltà».


giovedì 21 aprile 2011

«De Magna Rota»: sintesi in tre ore

L'Accademia Palasciania lascia finalmente libero l'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici di volare in solitaria. Se l'autunno scorso, all'esordio dell'Istituto, i due enti  presentarono a quattro mani presentò le otto lezioni-spettacolo di La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), il 27 aprile 2011 si terrà a Caserta presso il liceo Giannone una lezione targata unicamente IPSE: una versione del suddetto evento lunga all'incirca tre sole ore e privata dell'elemento spettacoloso, ch'era appunto quello di pertinenza della nostra Accademia; la quale, per stavolta, in ozio resterà. Per saperne di più, si clicchi legga quanto segue.


«DE MAGNA ROTA RERUM HUMANARUM» 
AL LICEO GIANNONE DI CASERTA

Mercoledì 27 aprile 2011, alle ore 9.00, presso il liceo classico statale Pietro Giannone (Caserta, corso Pietro Giannone 96) l'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici l'Accademia Palasciania presenterà una conferenza di Marco Palasciano dal titolo

De Magna Rota Rerum Humanarum:
la sistemazione
delle pratiche e dei valori umani
nella Ruota palascianiana

L'ingresso sarà riservato agli allievi e al personale del liceo, nonché a pochissimi esterni selezionati tra i fedelissimi del Maestro Palasciano.

Si tratterà di una versione abbreviata, a circa 3 ore, delle otto lezioni-spettacolo che l'autunno scorso il nostro Presidente tenne in circa 16 ore a Palazzo Fazio.

PROGRAMMA
(orari intermedi approssimativi):
9.00

9.10

9.30
9.50

10.10

10.20

10.40
11.00

11.20

11.30

11.50
Adunata e introduzione

1. Scienza|Religione
2. Filosofia|Trogolo
3. Cultura e comunicazione|Selva

Pausa

4. Ordine e filantropia|Crimine
5. Eros e affettività|Repressione
6. Arte|Burocrazia

Pausa

7. Gioco|Mercato e politica
8. Magia|Tecnica

Per sapere il dipoi, si clicchi qua.

sabato 9 aprile 2011

L'IPSE commenta il caso De Mattei

All'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici è stato richiesto un commento ufficiale in merito alle recenti esternazioni del Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Roberto De Mattei. Vediamo un po' cos'è ch'ànno risposto, tosto cliccando sul seguente banner:


RISPOSTA ALLA RICHIESTA 
DI UN COMMENTO UFFICIALE DELL'IPSE
ALLE DICHIARAZIONI 
DEL VICEPRESIDENTE DEL CNR


A sinistra: Roberto De Mattei, Vicepresidente del CNR, con in mano una
copia del suo Guerra santa, guerra giusta. A destra: Marco Palasciano,
Presidente dell'IPSE, con alle spalle la sua Magna Rota Rerum Humanarum.

All'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici è stato richiesto un commento ufficiale in merito alle recenti esternazioni del Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Roberto De Mattei. Rispondiamo con le parole del nostro Presidente Marco Palasciano, altrove alto poeta, che si è così sprecato:

Uff! che volete che vi dica? non vi pare che dichiarazioni del genere si commentino da sole?

E, senza appulcrarci* altro, ha buttato un cachinno mozartiano.

Tuttimodi, a beneficio dei distratti cui fosse sfuggito che cosa il suddetto De Mattei (fondante i propri assunti in questione sulla Weltanschauung del cattolicesimo integralista) abbia dichiarato negli ultimi giorni (ai microfoni di Radio Maria), e ne siano curiosi, riassumiamo.

1) Trattando del disastro nucleare giapponese, el g'ha dito:

Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, la Terra eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, non ci accorgeremmo che essa è un luogo di esilio, e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo; [...] in secondo luogo [...] le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi.


2) Indi, trattando della caduta dell'impero romano (e qui rispolverava Salviano di Marsiglia):

Cartagine, la capitale dell'Africa romana, contendeva ad Alessandria e ad Antiochia il primato della dissolutezza, e godeva della reputazione di essere il paradiso degli omosessuali. [...] I barbari che hanno invaso l'Occidente nel IV secolo sono [stati] uno strumento del giudizio di Dio.

pantheon
Noialtri, infine, a scanso d'equivoci chiariamo (ma sì, diamine, diamovela una risposta ufficiale ufficializzabile):

Viva la Terra, viva l'Amore!

E già che ci siamo cogliamo l'occasione per suggerire al CNR, ovemai il professor De Mattei si dimettesse dalla carica vicepresidenziale,  l'assunzione del Maestro Palasciano al suo posto, certi che apporterà maggior prestigio sia al Consiglio in questione, sia alla Nazione tutta, sia all'intero mondo della Ricerca.


* Cfr. Inf. VII 60.

venerdì 8 aprile 2011

«La poesia degli oggetti»: Maisto a Aversa

Angelo Maisto, punta avanzata delle belle arti di Terra di Lavoro nonché Vicepresidente onorario dell'Accademia Palasciania, dal 9 aprile al 9 luglio 2011 esporrà ad Aversa presso lo spazio Ottantuno (via Roma 249). La mostra, intitolata La poesia degli oggetti, si inaugurerà alle 18.30 del sabato suddetto, dopodiché i giorni e orari di visita saranno i seguenti: dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 19.00 salvo variazioni (telefonare per sicurezza allo 081.19814873). Ingresso libero.


Da un articolo di Lucia Ferrara:


Approcciarsi all’opera di Angelo Maisto potrebbe sembrare all’inizio un’esperienza ludica. L’artista incontra l’opera di Hieronymus Bosch da adolescente e resta affascinato e incantato dal suo mondo fantastico. Nascono così personaggi surreali, “ludosculture” antropomorfe e zoomorfe, costruite interamente con oggetti ritrovati [...] tra gli ammassi di scarto, nelle discariche [...].

Il rimando più vicino nel tempo si può trovare nella “Junk Art” degli anni Cinquanta, “l’arte della spazzatura”, teorizzata da Lawrence Alloway, e al suo maggiore rappresentante Edward Kienholz. Ma in quel caso l’assemblaggio di oggetti raccattati e riciclati crea un universo più vicino a un film dell’orrore, quasi splatter. Il mondo di Angelo Maisto ha invece note fiabesche, sottolineate anche dai nomi che l’artista sceglie per ognuno dei suoi personaggi, [...] uno fra tutti il Pipacottero che negli anni diviene poi il simbolo della sua arte, quasi una sorta di biglietto da visita.


Ogni personaggio è accompagnato da un acquerello in cui viene meticolosamente e con magistrale bravura inserito ognuno degli elementi che compongono la scultura, ricordando un po’ in questa catalogazione quasi enciclopedica gli antichi e moderni erbari e bestiari. [...]
 
Remo Bodei, nel suo libro La vita delle cose, che ha ispirato anche il titolo della mostra, parla di “luoghi della qualità”, individuati nella bottega dell’artigiano, nel laboratorio dello scienziato come luoghi dove si incrociano arte, pensiero e tecnologia, dove si coagulano e si fondono elementi in precedenza isolati. Angelo Maisto sta lavorando per creare questo suo luogo della qualità.

domenica 3 aprile 2011

Chiusa la saga di Pio Meo Di Cesare

Pio Meo Di Cesare torna a far parlare di sé, per un'ultima volta. A un anno di distanza dall'annuncio della tragica scomparsa del poeta pugliese, al quale il gruppo di Facebook fondato da Nicola Legatore  La Superbia punita, ovvero: O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre!  dedicò – in collaborazione con la nostra Accademia – il da poco concluso Premio di Poesia «Lamento per Pio Meo Di Cesare (1942-2010)», si è avuta la rivelazione clamorosa che segue (dal blog di Marco Palasciano, post Come finii col piede fratturato per una mucca morta sui binari):

Non resta intanto che [...] confessarvi come, ormai da anni, un 1° d'aprile non passi senza che io o la mia Accademia allestiamo Pesci di questa risma, o meglio banco. E, a proposito, per chi non se ne fosse ancora accorto: l'anagramma di «Pio Meo Di Cesare» è «poesia mediocre».

Non avete ancora capito? :D Insomma, non è mai esistito; né alcuno degli eventi a lui relati è mai avvenuto!, inclusi i tormenti religiosi dell'... ateissimo Legatore.

giovedì 31 marzo 2011

Palasciano richiama Capua all'etica

Mercoledí 30 marzo 2011. Addolorato dallo scenario di degrado dell’ex campo profughi di Capua, il Presidente dell’Accademia Palasciania, Marco Palasciano, si è recato in municipio – al termine dell’odierna seduta del consiglio comunale, alle 16.30 circa – per chiedere personalmente al Sindaco della città, il dottor Carmine Antropoli, chiarimenti circa la sorte delle famiglie rumene stanziate nei fabbricati semidiruti (tra irrimossi cumuli di rifiuti compattati e sversati da ignoti, in onta a ogni ideale di bonifica), famiglie alle quali l’Amministrazione comunale ha tagliato l’approvvigionamento idrico lo scorso 17 febbraio, cioè ormai da piú di un mese e mezzo; chiarimenti lungamente attesi dal Comitato spontaneo “24 febbraio”, di cui la nostra Accademia fa parte, e finora dal Sindaco non pervenuti.

Palasciano si è dunque presentato davanti ad Antropoli – e agli occasionali testimoni che si trovavano adunati nel salottino in cui, poc’anzi, altri contava aneddoti faceti – col severo contegno dello Spettro del Commendatore al convito di Don Giovanni, Don Giovanni seduto e Spettro in piedi; e, dopo aver sottolineato di non appartenere ad alcuna cosa politica, ha espresso le proprie gravi preoccupazioni, domandando in primo luogo ragione del nocumentosissimo protrarsi della privazione d’acqua, acqua che è un diritto inalienabile, acqua che il Sindaco aveva promesso un mese e mezzo fa di far tornare quanto prima, e la cui privazione fra l’altro espone a particolare rischio qualche bambino rumeno malato d’epilessia (non bastavano gli scolari e studenti ridotti a studiare a lume di candela, per la mancanza d’elettricità).

La risposta del Sindaco, in breve, è stata che l’acqua era già stata riallacciata; ma Palasciano ha immediatamente smentito tale dato, essendo stato in visita all’ex campo lunedí pomeriggio in concomitanza del sopralluogo di Paul Polansky – entrando fin nelle abitazioni dei rumeni – e avendo cosí constatato che d’acqua, là, non v’è una goccia. (Inoltre, come avremmo poi saputo, fino alle 14.30 circa di oggi Nadia Marino – Presidente di Opera Nomadi Caserta – e altri attivisti, tra cui l’avvocato Sica, si trovavano in ulteriore sopralluogo presso le suddette abitazioni: e l’acqua continuava a brillare per assenza.)

Una signora è intervenuta domandando al nostro Presidente chi egli fosse. «Sono Marco Palasciano, pronipote di Ferdinando Palasciano. Nella sala consiliare qui a fianco, fra l’altro, vi è un dipinto che appartenne a lui, e che a esergo reca una frase di Terenzio, la quale piú o meno recita: “Cosí il suggestionabile popolo suole andare appresso ai saltimbanchi”. Ma né a saltimbanchi, né a politicanti, né ad altro io vado appresso, se non al sentimento etico, come già quel mio illustre prozio; che era medico come lei, signor Sindaco. E lei, che ha prestato il giuramento d’Ippocrate, non può lasciare che restino senz’acqua dei bambini malati».

Ovemai il richiamo all’etica non bastasse, Palasciano ha riferito ad Antropoli della visita di Polansky all’ex campo profughi, avvisandolo delle conseguenze che sull’immagine della città di Capua nel mondo potrà avere la pubblicazione del documentario qui girato lunedí dal poeta e fotografo americano, nota e stimata autorità nel campo della difesa dei diritti umani (tra l’altro inviato qualche anno fa dall’ONU a documentare le vessazioni subíte dal popolo rom in Kosovo). Decisamente una pessima pubblicità per l’Amministrazione comunale uscente se non per Capua intera, di fatto città a rischio di venire additata come teatro d’atti disumani.

Il nostro Presidente ha pregato il Sindaco di passarsi «una mano sulla coscienza», in conclusione, e porre rimedio. Nel frattempo, alcuni dei personaggi presenti nel salottino hanno esternato commenti piú o meno originali: emblematico su tutti «Questo è un pazzo, lasciatelo perdere!», riferito ovviamente a Palasciano, il quale è stato pure tirato per il giacchetto; o «Perché i rumeni non li fa venire a vivere a casa sua?», come gli ha suggerito un altro; o, a degna chiusa, un terzo: «Io l’acqua la pago; perché i rumeni non dovrebbero pagarla?».

Allora Palasciano ha ricordato a quei perfetti capuani che le famiglie rumene hanno ben chiesto di poter regolarizzare, contatore e tutto, la propria situazione idrofiscale (a differenza, pare, di altri: i quali, come ci hanno poi segnalato gli attivisti là recatisi stamattina, dell’approvvigionamento idrico risulterebbero usufruire tuttora senza pagare; né alle loro dimore si son volte le ruspe, fino adesso). E ha pure ricordato che a tutela delle famiglie rumene vi sono degli avvocati, pronti fra l’altro a denunciare l’Amministrazione comunale di Capua ovemai a qualche piccolo infermo avvenisse qualcosa d’irreparabile a causa della mancanza d’acqua.

Aggiornamenti: Nadia Marino ci riferisce di essere tornata all'ex campo profughi la sera del 31 marzo, e là «Ancora niente acqua».

Quattro anni dopo, ancora niente acqua, dicono in questo video di Striscia la notizia: https://www.facebook.com/video.php?v=10153213614764513

venerdì 25 marzo 2011

28 marzo: Paul Polansky a Capua

Aggiornamento: vedi Attivamentenews.it.

La città di Capua sta per fare la peggior brutta figura della sua storia: essere additata al mondo come calpestatrice dei diritti umani. Vieni anche tu ad assistere alla sua vergogna.

Lunedì
28 marzo, alle ore 16.00, il poeta americano Paul Polansky sarà all'ex campo profughi di Capua (via Grotte san Lazzaro) per prendere visione della situazione attuale delle famiglie rumene stanziate nelle palazzine minacciate di abbattimento, e alle quali da ormai oltre un mese sono state tagliate le risorse idriche aggiungendo degrado a degrado.

Vedasi in proposito il breve video di AttivaMentenews.it sotto riportato.

Il comitato "24 febbraio" invita le personalità politiche e culturali locali e la cittadinanza tutta a presenziare alla visita di Polansky. Vi preghiamo di diffondere questo invito il più possibile, anche all'esterno di Capua. Grazie.

L'attuale tour di Polansky in Italia è stato organizzato da Casa della Poesia.




giovedì 17 marzo 2011

È nato il blog di Marco Palasciano

Scordavamo!: già da tre giorni esiste un nuovo blog. Dopo il blog dell'Accademia Palasciania e il blog dell'IPSE, è nato il blog personale di Marco Palasciano, palasciano.blogspot.com. Qui già possono leggersi due post (non contando una comunicazione di servizio): A esplorare la sfera dello scibile, dove il nostro Presidente tratta della battaglia tra la sua sete cognitiva e la sua accidia, e Coscienza e fantascienza, dedicato ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.

Del blog in questione molto ci aggrada, tra l'altro, che le medesime lettere del titolo
Il blog di Marco Palasciano compongano, sotto di quello, il motto Si' l'imagin barocca d'Apollo.

martedì 15 marzo 2011

Regge vendute e case demolite

Domani, mercoledì 16 marzo 2011, il nostro Presidente Marco Palasciano sarà presente negli studi di Radio Prima Rete, emittente casertana, per partecipare a una puntata della trasmissione Tutti in piazza, che andrà in onda dalle ore 17.00 per un paio d'ore; presentatore Domenico Callipo (che tra l'altro ricopre casualmente la carica di Segretario della nostra Accademia). Parteciperanno alla puntata anche Nadia Marino, Presidente dell'Opera Nomadi di Caserta, e Antonio D'Agostino e Salvatore D'Angelo del gruppo creativo-culturale Comunità che viene.

Il Maestro Palasciano parlerà a nome dell'Accademia Palasciania; la quale è parte integrante sia del Comitato "24 febbraio", che in Capua si sta occupando della tragedia dell'ex campo profughi, sia della rete delle Associazioni e comitati per Carditello, che si sta occupando della commedia della Reggia messa all'asta. Se non sapete di cosa diavolo si stia parlando, sfogliate il presente blog, post dal 20 febbraio al 2 marzo.

Quanto alla radio, potrete ascoltarla comodamente attraverso il vostro computer, cliccando qui.