23 settembre 2009

Frequentemente alzate questïoni, 1

(F.A.Q.)


1. Palasciània o Palasciànea?

Può accadere che qualche neoaccademico chieda ragione a qualche veterano, o al Presidente stesso, del desìnere in -ia di Palasciània (quando s'intenda come un aggettivo, e non un nome di città o nazione o continente del futuro); alcuno opinò più corretta la desinenza in -ea*: Accademia Palasciànea o Palascianèa, perciò, in luogo di Accademia Palasciània.

Noi rispondiamo sempre che così come al nome del dio del cielo, Urano, è associato l'aggettivo urànio, con gran naturalezza a Palasciano dev'essere associato palasciànio (nei contesti solenni; nel consueto si usa palascianesco).

E così come urànio è sinonimo di celeste, valga palasciànio a sinonimo di


straordinariamente versato in tutte le arti possibili, e che all'esercizio disordinato e meraviglioso di letteratura, musica, teatro ecc. connùbe interessi filosofici e scientifici, ludus, ironia, etica incorruttibile radicata nell'amore universale, nell'indifferenza al mercato e nell'odio per le religioni e per ogni autorità che non fiorisca dal diamante di luce che canta nel fondo dell'anima; per il che sarà una schiappa in politica, e votato a morirsene in miseria,

ma molto amato da chi amore intende;
e Àstrea nell'orto suo monta le tende.





* La desinenza in -ea avrà utilità quando si avrà da indicare un determinato tipo di strofa, che sia stata inventata e adoprata da Marco Palasciano; così come da Archìloco è venuta la strofa archilochèa, dal Palasciano verrà la strofa palascianèa.

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