martedì 23 settembre 2014

Capua tra l'immondizia e la poesia

Sabato 27 settembre ore 18.00
Palazzo della Gran Guardia
(Capua, piazza dei Giudici)

L'Accademia Palasciania
e il Comitato Stop Biocidio Caserta
in collaborazione con l'Associazione Pro Loco
presentano
 
Fiori da una terra avvelenata
Centomila poesie contro il biocidio


In tutto il mondo, il 27 settembre 2014 si terrà la quarta edizione del mega-reading 100 Thousand Poets for Change (Centomila poeti per il cambiamento). Dalle Americhe all’Africa, dall’Oceania all’Eurasia, saranno circa mille le località coinvolte; in Italia una ventina, e fra queste Capua. 

Prima parte: membri dell’Accademia Palasciania e del Comitato Stop Biocidio Caserta reciteranno poesie scelte, di autori da tutto il mondo, sul tema dell’inquinamento ambientale. 

Seconda parte, aperta alla partecipazione di chiunque: a turno ciascuno dei poeti e performer presenti tra il pubblico (non importa se “professionisti” o no) potrà recarsi al leggio e dare lettura di uno o piú testi poetici, suoi o altrui. L’importante è che in precedenza, entro la fine dell’intervallo tra prima e seconda parte, si sia provveduto a mettersi in lista. I testi proposti saranno ordinati in ordine tematico: prima quelli dedicati all’inquinamento ambientale, della Campania e d’altrove; poi quelli sulla bellezza delle nostre terre, e della Terra tutta; poi quelli su altri temi, tutti i temi che si vogliano, dal dramma al puro ludus.

L’evento vale anche a inaugurazione del XVII «anno accademico di nulla accademia» dell’Accademia Palasciania, che sarà dedicato principalmente alle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Ferdinando Palasciano (1815-1891), cui risalgono le origini della Croce Rossa. Continueranno poi le lezioni gratuite di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia di Marco Palasciano, culminate gli scorsi mesi nel laboratorio Encyclopædia Cœlestis.


Saranno intanto presentate, inoltre, le iniziative del Comitato Stop Biocidio Caserta, fra i cui intenti sono il monitoraggio costante del territorio in merito all’inquinamento ambientale e ai relativi rischi per la salute pubblica, il sollecito dei soggetti istituzionali verso una efficace tutela in tal senso, la promozione della strategia rifiuti zero e dell’utilizzo di energie pulite, e – a onta della diffusa disinformazione, favorita spesso da media conniventi con l’interesse economico privato – una corretta controinformazione e la sensibilizzazione della cittadinanza su tali temi.

Ingresso libero

Locandina dei «Poets for Change» liburii

Locandina dell'evento a inaugurazione del XVII «anno accademico di nulla accademia» dell'Accademia Palasciania, che per il quarto anno consecutivo organizza l'edizione locale di 100 Thousand Poets for Change, stavolta insieme con il Comitato Stop Biocidio Caserta. Portate le vostre poesie, e le poesie altrui che amate, sia sul tema dell'inquinamento ambientale, sia sul tema della bellezza delle nostre terre, sia su qualsiasi altro tema vogliate; e tutte verranno recitate, o da voi stessi o, se timidezza vi frena, da altri lettori. Vi aspettiamo!


lunedì 15 settembre 2014

Venti settembre tra poesia e fagioli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'annuncio che segue, tanto più volentieri in quanto l'evento in questione comprende una performance del Presidente dell'Accademia Palasciania, Marco Palasciano, il quale darà lettura di vari canti di Leopardi e suoi.


Sabato 20 settembre 2014 
ore 18.00
presso l'associazione “La Casa nel Sole”
Castello di Teverolaccio
(Succivo, via XXIV maggio)

CON-versiamo INSIEME
Incontro di Poesia Musica Arte

Organizzato da:
“Il Loggiato al Limone” di S. Arpino
“La Casa nel Sole” di Succivo
“Gli Amici del Libro” di S. Arpino

La serata l'è inclusiva di squisita fagiolata. Portate pure voi dei cibi e bibi!

I parte:
CHE OGNUNO CANTI IL PROPRIO VERSO
E… PAROLE IN GIOCO

Si potranno leggere liberamente e proporre ai presenti poesie/brani propri e/o di altri autori; sono previsti anche contributi sull’uso creativo della parola.

Letture e interventi di: Rossella Camerlingo, Salvatore D’Angelo, Loredana De Rosa (Gruppo Contramunnezza di S. Arpino), Nino Di Biase, Renato Di Donato, Marco Palasciano, Vincenzo Vergara e chiunque altro volesse cantare il proprio verso e/o… metter le parole in gioco.

N.B. Si chiede cortesemente ai partecipanti di contenere il proprio intervento in un tempo di non oltre 4-5 minuti, in modo da consentire la più ampia partecipazione.

II parte: 
LEOPARDARE

La seconda parte sarà centrata sulla figura e su alcune opere di Giacomo Leopardi. A propria scelta ognuno potrà recitare/declamare/urlare/sussurrare una poesia del nostro Giacomo.

Sono previsti interventi (proposti in forma di con-versazioni) di: Olimpia Ammendola, Michele Baiano, Angela Caterina, Alex Daguerre, Agostino Ingenito (Associazione “Leopardi e Napoli Legame Indissolubile”), Giuseppe Limone, Rosanna Magarò, Sergio Sorrentino.

Marco Palasciano, filosofo e artista multidisciplinare dell’Accademia Palasciania di Capua, chiuderà con la lettura di A Silvia e La Ginestra.


Nel corso dell’incontro si esibirà il maestro di chitarra classica Umberto Di Domenico.

Negli stessi locali saranno esposti lavori degli artisti  Antonio Chiacchio, Tommaso Cominale, Giuseppe Perfetto, Oreste Plazza, Lucio Quaranta.

A fine serata si potranno degustare fagiolata e salsicce alla brace, cucinate dagli amici dell’Associazione “La Casa nel Sole”. Sono ben accetti contributi gastronomici e/o bevande da parte di chiunque, per libera scelta, volesse allietare i presenti.

giovedì 4 settembre 2014

Il dodici settembre a Piedimonte

Moresco e Palasciano, Capua, 2009.
Annuncio meraviglioso: per la quarta volta nella sua vita il nostro Presidente, Marco Palasciano, avrà l'onore di presentare Antonio Moresco, probabilmente il massimo scrittore italiano vivente. Accadrà in occasione della II edizione del Festival dell'Erranza, La dimora e l'altrove; e precisamente nella seconda giornata, venerdì 12 settembre 2014, alle ore 17.30. Luogo: l'auditorio del Chiostro di San Domenico, in Piedimonte Matese (CE). Argomento dell'incontro: Scrivere e camminare. Ingresso libero.

giovedì 24 luglio 2014

L'associazione Occam scrive al papa

L'altro ieri ricevemmo e volentieri pubblicammo il comunicato dell'associazione Occam relativo alla sua fondazione, dove infine si annunciava: «Il primo atto ufficiale di Occam consisterà nella pubblicazione di una lettera aperta a S.S. Papa Francesco». Ecco la lettera.


LETTERA APERTA 
DELL’ASSOCIAZIONE OCCAM
A PAPA FRANCESCO
Caserta, 22 luglio 2014

Santo Padre, cogliamo l’occasione della Sua visita pastorale a Caserta per chiedere una Sua autorevole Parola in merito a una situazione gravemente contraddittoria, fonte di sofferenza per numerose famiglie e singoli individui, spesso giovanissimi, con particolare riferimento alla Diocesi locale ma nell’interesse anche di piú ampia parte della Cristianità.

Da un lato l’AIPPC (Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici), in linea con i progressi della scienza ufficiale, attesta che l’omosessualità non è una malattia; dall’altro vari enti anch’essi di dichiarata ispirazione cattolica (Alleanza Cattolica, Giuristi per la Vita ecc.) rifiutano il suddetto dato scientifico – e in ciò sono pubblicamente appoggiati, fra l’altro, dalla Diocesi casertana (il cui Seminario è stato recentemente sede di due loro convegni in tema), nonché dalla Diocesi aversana (vedasi l’attiva partecipazione di S.E. Mons. Angelo Spinillo a un convegno dei suddetti) – chiamando esplicitamente Dio a loro testimonio, senza remore, nel propagandare l’idea già di per sé pericolosa (tale idea, per i soggetti piú giovani e vulnerabili, rappresenta una sorta di istigazione al suicidio) che l’omosessualità sia una malattia e che in quanto tale sia da “curare” tramite le cosiddette “terapie riparative”, spesso autentiche forme di tortura psicologica se non anche materiale, il cui unico effetto concreto è di provocare danni alla salute delle persone sottoposte a tali trattamenti.

La preghiamo umilmente, Santo Padre, di porre fine alla confusione che il conflitto ideologico suesposto genera nei fedeli. La preghiamo di dichiarare pubblicamente quale delle due posizioni, in definitiva, Sua Santità – e dunque la Chiesa – intende appoggiare: quella dell’AIPPC o quella contraria.

Se una Sua dichiarazione ufficiale in merito sarà pronunciata, noi Le saremo grati qualunque essa sia.

Con il piú profondo rispetto,
l’associazione Occam 
(Omosessuali cattolici casertani e amici)

martedì 22 luglio 2014

Nasce oggi l'associazione Occam

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato dell'associazione Occam, fondata a Caserta in questi giorni da un gruppo di omosessuali credenti; iniziativa che troviamo ammirevole, e di cui vi invitiamo a diffondere la notizia.


COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE OCCAM
(OMOSESSUALI CATTOLICI CASERTANI E AMICI)

L’associazione Occam nasce nell’occasione, particolarmente simbolica, della visita pastorale di S.S. Papa Francesco alla città di Caserta, prevista per il 26 luglio 2014, oltreché in reazione ai recenti convegni in tema di omosessualità tenutisi nel Seminario diocesano (tra l’altro con l’attiva partecipazione del Vicario Generale della Diocesi di Caserta Mons. Antonio Pasquariello e del Vescovo di Aversa S.E. Mons. Angelo Spinillo), «La trappola delle leggi anti-omofobia» e «Omofobia o eterofobia?»: convegni ambedue organizzati da Alleanza Cattolica e Giuristi per la Vita, e finalizzati alla propaganda di pregiudizi che l’associazione Occam recisamente deplora.

Lo scopo di Occam è costituirsi come voce critica interna al mondo cattolico, principalmente in opposizione a quella parte di esso che sostiene l’assunto antiscientifico – nonché lesivo della dignità umana – che l’omosessualità sia una malattia e che le persone omosessuali debbano essere sottoposte alle cosiddette “terapie riparative”. Piú ampiamente, l’associazione sostiene la necessità che la Chiesa cattolica corregga la propria dottrina nel senso di ridefinire l’amore omosessuale come fenomeno pienamente rientrante nell’ordine naturale e divino.

Esistono già molti gruppi di omosessuali credenti simili a questo, in Italia e nel resto del mondo. Occam intende operare in particolare nel territorio della provincia di Caserta, in dialogo costruttivo con le Curie e con il popolo dei fedeli delle sei diocesi locali (Arcidiocesi di Capua, Diocesi di Alife-Caiazzo, Diocesi di Aversa, Diocesi di Caserta, Diocesi di Sessa Aurunca, Diocesi di Teano-Calvi).

La denominazione «Occam» vuole essere contemporaneamente l’acronimo di «Omosessuali cattolici casertani e amici» e un omaggio al filosofo cattolico Guglielmo di Occam (1285-1349), celebre per il principio metodologico noto come rasoio di Occam, alla base del pensiero scientifico moderno.

La desinenza in -i ricorrente nella denominazione estesa non indica limitazione al genere maschile: «omosessuali» vale «gay e lesbiche». Sono logicamente incluse anche le persone di orientamento bisessuale. Inoltre, come «e amici» sottintende, la partecipazione è aperta a qualsiasi persona che pur non essendo né omosessuale, né cattolica, né casertana, condivida gli ideali di base dell’associazione.

Per contattare quest’ultima, telefonare al 3477841695 o scrivere ad associazione_occam@libero.it.

Il primo atto ufficiale di Occam consisterà nella pubblicazione di una lettera aperta a S.S. Papa Francesco.

giovedì 10 luglio 2014

Finale d'un quinquennio di lezioni

Villa Irene, 9 luglio 2014.
Domenica 6 luglio si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 3 partecipanti e per la durata di circa due ore, Astrea e le Muse. L'Età dell'Oro tra mitologia e futurologia, la puntata n. 15 e ultima di Encyclopædia Cœlestis. Novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia, ovvero la settima stagione di incontri filosofici dell'Accademia Palasciania.
    Mercoledì 9 luglio la puntata si è replicata – con in più la festa per la consegna dei diplomi – in Pontelatone, a Villa Irene, alla presenza di 15 partecipanti, di cui 1 già presente la domenica. L'Accademia ringrazia la padrona di casa, Giuliana Cenname, e quante anime gentili hanno contribuito al buffet (tra cui Gabriella C., Nando P. e i creatori di manicaretti Alessia V., Enrico C. e Maria Cristina C.).

Si è così concluso non solo il laboratorio del 2014, ma l'intero primo quinquennio di lezioni-spettacolo di filosofia palascianiana, dopo il quale Marco Palasciano si prenderà una pausa di almeno un anno dalla didattica della filosofia, per concentrarsi su Ferdinando Palasciano, del quale nel 2015 avremo da celebrare il bicentenario della nascita.

Palazzo della Gran Guardia.
Torniamo intanto a ringraziare, tutti insieme, quanti dal 2009 al 2014 hanno messo gratuitamente a disposizione della nostra Accademia le sedi della più parte delle suddette lezioni-spettacolo, sedi di cui sarebbe lunga la lista: qui ricordiamo almeno i tre palazzi non nostri di più frequente uso, tutti capuani: Palazzo Lanza (17 lezioni), grazie alla famiglia Lanza e al Presidente dell'Associazione Architempo Giuseppe Bellone; Palazzo Fazio (21 lezioni), grazie al Presidente dell'Associazione Capuanova Andrea Vinciguerra; Palazzo della Gran Guardia (23 lezioni), grazie alla Presidente dell'Associazione Pro Loco Mariana Iocco.


Di séguito è l'elenco delle dieci persone (indichiamo fra parentesi, accanto ai nomi dei partecipanti non nuovi, il numero totale di presenze nel computo quinquennale) che hanno conseguito il diploma di Encyclopædia Cœlestis, avendo partecipato ad almeno 10 incontri:
     12. Damian Władysław S. (51), Gaetano R. (19)
     11. Maria Cristina C. (19), Felice I. (18), Anna Maria D.M.
     10. Giuliana C. (44), Alessia V. (38), Salvatore D.M. (18), Angela P. (12), Fabrizio C.
Consegue il diploma relativo alla sola parte I, avendo partecipato a tutte le 9 puntate sulle Muse, Alessio Vinicio C. (14).

La puntata n. 15 è consistita in una lezione-spettacolo dedicata alla Vergine e alla Bilancia, costellazioni associate ambedue alla dea della giustizia, Dike ovvero Astrea. Era in programma anche una sessione di laboratorio teatrale; ma domenica non si è avuto un numero bastante di partecipanti per attuarla, e mercoledì non ve ne è stato il tempo.

La lezione si è composta, per la maggior parte, di argomenti tolti dalle puntate nn. 6 e 12 della stagione n. 2, De natura mundi, e dalla puntata n. 8 della stagione n. 4, Arca Arcanorum (cliccare i titoli per approfondire):
    2×06. Il ritorno di Astrea in astronave. Tramonto del postmoderno e rimonta del moderno (soprattutto la seconda parte: Le Muse intorno alla culla del nuovo Rinascimento)
    2×12. La finestra sul paradiso: il mondo tra diecimila anni
    4×08. La giustizia è una vergine ma non di Norimberga. Ricordare l'Uno per accordare il molteplice
Argomenti aggiuntivi: le costellazioni della Vergine e della Bilancia; i relativi segni zodiacali; le cinque Età mitiche di Esiodo in dettaglio; le tre Età preistoriche di Nicolas Mahudel.

Vergine e Bilancia in Johannes Hevelius, Firmamentum Sobiescianum, 1690.
La visuale è rovesciata rispetto al punto di vista terrestre.

lunedì 7 luglio 2014

Nove luglio: il programma dettagliato


Mercoledì 9 luglio 2014
nel meraviglioso giardino di Villa Irene
(Pontelatone (CE), strada principale,
davanti al grande parcheggio gratuito; vedi foto)

l'Accademia Palasciania presenta il gran finale di
e di tutto il quinquennio di lezioni-spettacolo 2009-2014
con festa di chiusura del XVI anno accademico

Ingresso libero

Veduta satellitare di Pontelatone con evidenziata Villa Irene.

Programma

Per tutti:
● ore 18.45 accoglienza a Villa Irene (Pontelatone)
● ore 19.00 lezione-spettacolo n. 15, parte I
● ore 19.40 intervallo
● ore 19.50 lezione-spettacolo n. 15, parte II
● ore 20.30 consegna dei diplomi
● ore 20.40 giochi teatrali
● ore 21.30 cena (con buffet in stile «everybody brings something»: gradito un contributo a piacere in cibo o bevande)
● ... e la festa continua!

Per i diplomandi che necessitano della lezione di recupero:
● ore 17.55 adunata presso il Palascianeum (Capua)
● ore 18.00 partenza in auto
● ore 18.25 accoglienza a Villa Irene (Pontelatone)
● ore 18.30 lezione di recupero
● ore 18.45 intervallo
● dalle ore 19.00 in poi: vedi sopra

Nota bene: la lezione-spettacolo n. 15 è assolutamente godibile anche se vi siete perse le altre quattordici (senza contare le settanta dal 2009 al 2013).

martedì 1 luglio 2014

Encyclopædia, ultima puntata

Comunicato stampa sulla puntata n. 15 del laboratorio «Encyclopædia Cœlestis». Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Tratterà della mitica Età dell'Oro, e del suo ritorno nei termini concreti di un nuovo Rinascimento, la quindicesima e ultima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania. Motivo ispiratore saranno le costellazioni della Vergine e della Bilancia, nell'insieme raffiguranti Astrea, dea della giustizia. Torneranno inoltre, stavolta tutte insieme, le nove Muse.

L'
incontro, come sempre a ingresso gratis, si articolerà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano più una serie di giochi teatrali cui chiunque potrà partecipare.  

L'appuntamento è per le ore 18.45 di domenica 6 luglio nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell'Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica alla stessa ora mercoledì 9 luglio a Villa Irene (Pontelatone, strada principale, di fronte al parcheggio comunale). Dovendo scegliere fra le due serate, suggeriremmo quella di Pontelatone, comprensiva di festa per la chiusura dell'anno accademico (con buffet in stile «everybody brings something»: gradito un contributo a piacere in cibo o bevande).

I resoconti di tutte le puntate potranno leggersi in palasciania.blogspot.com. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in facebook.

lunedì 23 giugno 2014

«La ginestra» a Villa delle Ginestre

:) Alle ore 19.00 di domenica 29 giugno 2014, Marco Palasciano reciterà La ginestra di Giacomo Leopardi a Villa delle Ginestre (Torre del Greco), dove il gran recanatese la scrisse. Se siete leopardisti e/o palascianisti, non potete mancare; vi aspettiamo! E non ci sarà solo il nostro Presidente, vedi qui: altri terranno altri interventi e recite; tra loro i palascianisti Alessia Ventriglia e Nino Velotti.

giovedì 19 giugno 2014

Come ottenere il perdono celeste

Comunicato stampa sulla puntata n. 14 del laboratorio «Encyclopædia Cœlestis». Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


La riparazione alle nostre colpe tramite le più nobili imprese possibili sarà il tema base della quattordicesima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania. Motivo ispiratore saranno infatti le costellazioni del Cancro e del Leone ambedue facenti capo al mito di Èracle (per i latini Ercole), l'eroe celebre per le sue dodici fatiche.

L'appuntamento è per domenica 22 giugno alle ore 18.45 nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell'Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica mercoledì 2 luglio in orario e sede da definire (info: 3479575971). Come sempre, l'incontro si articolerà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano più alcuni giochi, cui chiunque potrà partecipare. Tutto gratis.

Resterà poi da tenersi solo un'ultima puntata, la quindicesima, in luglio; dopodiché l'Accademia chiuderà i battenti fino all'autunno. I resoconti di tutte le puntate possono leggersi in palasciania.blogspot.com.

Nel tempo che Iunone era crucciata

David Hansen nella locandina del
Giasone
(1649) di Francesco Cavalli
per la regia di Chas Rader-Shieber,
compagnia Pinchgut Opera, 2013.
Domenica 8 giugno si è tenuta in Capua, tra Palazzo della Gran Guardia e il Palascianeum, alla presenza di 11 partecipanti e per la durata di circa due ore, intervallo incluso (con buffet organizzato da Roberto A. e arricchito da un manicaretto di Alessia V.), Ave Medea. I miti non son favole per bimbi, la puntata n. 13 di Encyclopædia Cœlestis. Novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia, ovvero la sesta stagione di incontri filosofici dell'Accademia Palasciania.
    Mercoledì 18 giugno la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 6 partecipanti, di cui 1 già presente la domenica.

La puntata n. 14 e relativa replica (tema: vedi qui) si terranno – sempre gratis – l'una domenica 22 giugno alle ore 18.45 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra mercoledì 25 giugno in orario e sede da definire, dati che potranno essere conosciuti dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 13, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo dedicata all'Ariete e ai Gemelli, costellazioni associate l'una a Crisomallo – da cui il mito degli Argonauti – e l'altra ai Dioscùri. Era in programma anche una sessione di laboratorio teatrale, da far culminare nella messinscena di una riduzione improvvisata della Medea di Euripide; ma non ve ne è stato il tempo, né domenica né mercoledì. Di séguito l'elenco degli argomenti trattati nella lezione:

Ariete e Gemelli in Johannes Hevelius, Firmamentum Sobiescianum, 1690.
La visuale è rovesciata rispetto al punto di vista terrestre.

Luoghi del mito e della storia
Nelle mappe sottostanti sono indicati i luoghi citati nel corso della lezione, tranne l'isola di Crumissa e quelle su cui vivono la maga Circe e le Sirene, di incerta localizzazione.

Mappa di base
1. L'isola di Dia (sacra ad Ares; qui gli Argonauti incontrano i figli di Frisso). 
2. La Còlchide, con la città di Ea (qui a un albero nel bosco è appeso il vello di Crisomallo).
3. Il deserto libico, con il lago del dio Tritone.
4. L'isola di Creta (alle cui coste fa da guardiano il robot gigante Talo)
 

Mappa A: la Grecia
1. Tebe (Cadmo la fonda e vi regna; poi vi regna Pènteo, empio verso Dioniso).
2. Orcómeno (Frisso ed Elle ne decollano, poi Atamante e Ino vi allevano Dioniso).
3. Iolco (Pèlia ne usurpa il trono a Èsone, poi vi regna Àcasto, infine Giàsone) e, nei pressi, Pagase.
4. Corinto (qui si consuma la tragedia di Medea).
5. Atene (qui Medea sposa re Ègeo, poi vi regna Tèseo).
6. Afidna (qui Teseo tiene prigioniera Elena).
7. L'isola di Sciro (qui riparano Acamante e Demofonte).
8. Sparta (patria di Leda e dei suoi figli).
9. La Messenia (qui regna Afàreo, presso la cui tomba poi i suoi figli si battono coi Dioscùri).
10. Calìdone (qui Èneo invita gli eroi alla caccia al cinghiale).


Mappa B: la Propòntide e dintorni
● La Tracia (patria di Teòfane, madre dell'ariete Crisomallo).
● L'isola di Samotracia (dove Cadmo conosce Armonia).
● L'isola di Lemno (prima tappa degli Argonauti, che qui copulano molto).
● Troia (il cui re Laomedonte tenta di imbrogliare Èracle).
● L'Ellesponto (lo stretto in cui cadde Elle).
● Cìzico (dove regna Cìzico)
● La Misia (dove le ninfe rapiscono il giovane Ila).
● La Bebrìcia (il cui re Àmico sfida Pollùce a un incontro di pugilato).
● La Tinia (dove Fìneo è tormentato dalle Arpìe).
● Lo stretto del Bòsforo.
● Le isole Cianèe (ovvero le Simplègadi, rocce erranti).


Crisomallo
Poseidone rapisce Teòfane, figlia di Bisalte re della Tracia, portandola sull'isola di Crumissa, dove il dio muta sé in ariete e lei in pecora e la mette incinta. Ne nasce Crisomallo: un ariete volante, parlante e dal vello d'oro.

Odìsseo e Diòmede rubano il Palladio alla città di Troia.
La dinastia troiana
La dea Atena uccide per errore durante un allenamento l'amica Pàllade, figlia di Tritone. In sua memoria ne assume dunque il nome; e le dedica sull'Olimpo una statua, il Palladio, che pone a fianco del trono di Zeus.
    Zeus profana la statua sverginando nei suoi pressi la Pleiade Elettra, il sangue del cui imene la imbratta; Atena reagisce gettando sulla terra sia Elettra sia il Palladio, che resterà eredità dei troiani, rendendo inespugnabile la città di Troia: da Elettra nasce infatti Dàrdano (che genererà Erìttone, che genererà Troo, che genererà Ilo, che genererà Laomedonte...), oltre a Iasìone e Armonia.

Cadmo, ucciso il drago, sta per gettare il sasso
tra gli Sparti. Illustrazione da un libro russo.
La dinastia tebana
Cadmo conosce Armonia nell'isola di Samotracia durante la ricerca di Europa (vedi puntata n. 12), ricerca che interrompe su suggerimento dell'oracolo di Delfi: segua una vacca, chiami Beozia (da bous) la regione in cui essa si fermerà, e vi fondi una città. Presso una fonte, un drago uccide i compagni di Cadmo; Cadmo uccide il drago e su consiglio di Atena ne semina i denti: nascono, già adulti e armati, gli Sparti (i seminati); ridotti a cinque (tra cui Echìone) dall'espediente del sasso, aiutano Cadmo a edificare la Cadmea, la rocca primo nucleo della città di Tebe. (Alcuni denti non germinati li ritroveremo più avanti.)
    Le nozze di Cadmo e Armonia. (Qui si conoscono Iasìone e la dea Demetra.)
    Figli di Cadmo e Armonia: Polìdoro, Sèmele, Ino, Autònoe, Agave. Agave sposa Echìone e genera Pènteo.

Il vello d'oro. Fotogramma da
Pier Paolo Pasolini, Medea, 1969.
Frisso
In Tessaglia Crèteo fonda Iolco. In Beozia suo fratello Atamante (loro padre è il dio Èolo) regna su Orcómeno; con la dea delle nuvole, Nèfele, genera Frisso ed Elle, poi la lascia per sposare la suddetta Ino, con cui genererà Learco e Melicerte; intanto le nuvole per rappresaglia provocano una carestia, e Ino ne approfitta per falsificare un responso oracolare sul come farla cessare: impone così ad Atamante il sacrificio di Frisso (erede al trono, trono cui Ino vuole destinare la propria prole), ma il piano è sventato dall'ariete Crisomallo che porta via in volo sia Frisso sia Elle, la quale però cade in mare, mare che da lei prende nome Ellesponto.
    Frisso giunge in Còlchide, a Ea, ove regna un figlio del dio del sole Elio, Eeta, cui dona il vello di Crisomallo dopo averlo sacrificato; Eeta appende il vello a un albero di un bosco sacro ad Ares, ponendovi a guardia un drago, e dà in isposa a Frisso sua figlia Calcìope.

Nascita di Dioniso
Zeus mette incinta Semele, cui promette d'esaudire ogni desiderio; Era assume le sembianze della nutrice di Semele, Bèroe, per consigliarle di chiedergli di mostrarsi come dio e non come umano: di conseguenza Semele muore folgorata. Il feto è salvato da Zeus che se lo impianta nella coscia e conclude così la gestazione, per poi affidare il piccolo Dioniso alla zia Ino.

Arcangelo Migliarini, Atamante preso dalle Furie, 1801.
Da Ino a Mater Matuta
Atamante e Ino allevano in Orcomeno il piccolo Dioniso vestendolo da femmina, ma Era scopre la verità e li punisce facendo impazzire Atamante che così scambia moglie e figli per leonessa e leoncini (vedi Dante, Inf. XXX 1-12), sfracella la testa di Learco su una roccia e getta in mare Melicerte; Ino si getta dietro il figlio; Zeus li muta in divinità marine: Leucòtea (per i romani Mater Matuta; vedi le Matres del Museo Provinciale Campano, Capua) e Palèmone (per i romani Portunno).

Le baccanti
Tempo dopo, a Tebe, Dioniso punisce re Pènteo, successore di Cadmo, per la sua avversione ai culti dionisiaci, spingendolo con l'inganno a travestirsi da donna per spiare da un albero le baccanti, che infine lo squartano: e la prima a strappargli un pezzo è la madre Agave (vedi Euripide, Le baccanti).

Nascita di Giàsone
Alla morte di Crèteo, Pèlia usurpa il trono di Iolco, che spettava al fratellastro Èsone, la cui moglie Polìmela fa credere a Pèlia che il figlio Giàsone sia nato morto; è invece allevato dal centauro Chirone.

I figli di Leda appena usciti dalle uova.
Dettaglio da Leonardo da Vinci, Leda e il cigno,
I figli di Leda e i loro cugini
Leda, moglie di Tìndaro re di Sparta, in una stessa notte è messa incinta dal dio Zeus e dal marito. Depone poi due uova: da uno nascono i figli di Zeus Pollùce ed Elena, dall'altro i figli di Tìndaro Càstore e Clitemnestra (su quest'ultima vedi puntata n. 5).
    Castore e Polluce, detti i Dioscùri (cioè figli di Zeus, anche se solo Polluce è tale), crescendo sviluppano le loro doti sportive: l'uno è valente auriga, l'altro pugile.
    Intanto a Messene crescono i loro cugini ed eterni rivali, figli di Afàreo, fratello di Tindaro: il fortissimo Ida, e Lìnceo dalla vista acutissima (vede anche attraverso i muri).

Giasone e gli Argonauti.
Fotogramma da Pier Paolo Pasolini, Medea, 1969.
Preludio al viaggio degli Argonauti
Giasone, cresciuto, va dall'oracolo di Delfi e ne riceve due tripodi di bronzo, poi va a Iolco per pretendere da Pelia che restituisca il trono a Esone (che intanto ha avuto un altro figlio, Pròmaco).
    Lungo la via incontra Era che ha assunto stavolta le sembianze d'una vecchia; ella chiede ai passanti di farsi portare a cavalluccio attraverso il fiume Anàuro; egli la porta, perde un sandalo, e così Pelia trema al veder l'uomo da un sandalo solo che gli era stato annunciato da un oracolo come colui per cui perderà il trono.
    Trono che Pelia promette di cedere a patto che Giasone gli porti il vello d'oro. Argo di Tespi (da non confondere con alcun figlio di Frisso) costruisce la nave Argo, che la dea Atena dota di una polena parlante il cui legno viene dalla foresta di Dodona; Argonauti son detti gli eroi reclutati per la missione: tra essi lo stesso figlio di Pelia, Àcasto; Castore e Polluce; i loro cugini Ida e Lìnceo; Calai e Zete, figli alati del vento del nord, Bòrea; Atalanta, la vergine guerriera; Pèleo, futuro padre di Achille; Orfeo, di cui cantammo nella puntata n. 7; Èracle, che sarà protagonista della puntata n. 14, e il suo giovane scudiero e amante, Ila.
    Al viaggio degli Argonauti sarà dedicato il poema di Apollonio Rodio Argonautiche (che potete leggere integralmente qui: libro I, libro II, libro III, libro IV).

Ipsipile permette al padre Toante di fuggire da Lemno.
Miniatura da un'edizione del XV o XVI sec. di
Giovanni Boccaccio, De mulieribus claris, 1361-1362.
Il viaggio di andata degli Argonauti (1)
Partenza: Pagase. Prima tappa: l'isola di Lemno (già visitata da Orione: vedi puntata n. 11), dove per mancate offerte votive la dea Afrodite fece diventare puzzolenti tutte le donne, al che gli uomini le rifiutarono e si fecero delle concubine trace, al che le donne li uccisero tutti tranne re Toante, salvato dalla figlia Ipsìpile.
    Divengono ora loro amanti, per metterle incinte, gli Argonauti, a parte Eracle e ovviamente Atalanta; i quali dopo due settimane, stufi, strappano ai letti tutti i compagni e li costringono alla partenza. (Nel pertinente video sottostante: aria di Giasone «Delizie, contenti» da Francesco Cavalli, Il Giasone, 1649, atto I, scena II, nell'interpretazione di Christophe Dumaux per la regia di Marianne Clément, 2010. Il libretto di Giacinto Andrea Cicognini diverge dal mito standard: qui non siamo a Lemno ma in Colchide, ed Eracle non è rimasto in Misia; tuttavia quest'aria rende perfettamente l'atmosfera dell'episodio lemniota.)


Intanto a Iolco...
Pelia uccide Esone facendogli bere sangue di toro (all'epoca ritenuto un veleno), quindi spacca il cranio del piccolo Promaco; Filomela maledice il tiranno e si uccide.

John William Waterhouse, Hylas and the Nymphs, 1896.
Il viaggio di andata degli Argonauti (2)
Poiché Laomedonte re di Troia vieta il transito delle navi greche per l'Ellesponto, gli Argonauti vi transitano di notte.
   Un'altra notte avviene una catastrofe, dopo la bella giornata trascorsa come ospiti alle nozze di Cizico, giovane re di Cizico: vi risbarcano ignari che sia lo stesso luogo, deviati da una tempesta, e sono scambiati per pirati; è battaglia; all'alba scoprono d'aver ucciso Cizico e i suoi; e la sposa di Cizico, Clite, si suicida.
    Durante poi una sosta in Misia, Ila è rapito dalle ninfe del corso d'acqua dov'era a far approvigionamento idrico; Eracle lo cerca invano, tanto a lungo che la nave parte senza di lui, gli Argonauti a ciò convinti da Calai e Zete (sui quali Eracle si vendicherà nella prossima puntata).

Intanto a Ea...
I figli di Frisso, cresciuti, decidono di imbarcarsi per andare a Orcomeno, a reclamare l'eredità di Atamante.

Dimostrazione di pugilato antico del gruppo
Ludus Æmilius. Foto da www.legioxii.it.
Il viaggio di andata degli Argonauti (3)
Durante una sosta in Bebricia, il brutale re Àmico sfida gli Argonauti a un incontro di pugilato all'ultimo sangue; Polluce risponde alla sfida e lo uccide. Per scusarsi con Poseidone, padre di Àmico, Giasone immola venti tori al dio.
    Poi eccoli in Tinia a interrogare il veggente cieco Fìneo sul modo di superare illesi le Cianee; egli risponderà a patto che lo liberino dalle Arpie che lo tormentano a ogni suo pasto. Calai e Zete, volanti, le sconfiggono; e tutte le ucciderebbero, se non apparisse Iride a garantire che d'ora in poi lasceranno in pace Fineo.
    Su consiglio del quale, poi, giunti gli Argonauti presso le isole Cianee, liberano una colomba: se essa passerà indenne, indenne passerà pure la nave. L'uccello perde solo qualche piuma della coda, al rinserrarsi delle rocce; quindi passa anche l'Argo, riportando solo un lieve danno all'aplustre. Da allora le Cianee staranno ferme.
    Sempre su consiglio di Fineo, fanno poi sosta sull'isola di Dia, dopo avere scacciato con urla e rumore i temibili uccelli sparapenne. E scoppia una tempesta, al termine della quale appaiono dei naufraghi: i figli di Frisso. Con essi a bordo, l'Argo fa vela per la Colchide, da cui venivano.

Il furto del vello d'oro.
Pittura vascolare, inizio del IV sec. a.C.
Gli Argonauti in Colchide
A Ea, Eeta dichiara che darà a Giasone il vello d'oro a condizione che superi due prove: aggiogare a un aratro due tori mostruosi, proprietà di Efesto, dai zoccoli di bronzo e le narici fiammeggianti; quindi arare, e seminare dei denti di drago avanzati a Cadmo tempo prima. Era chiede ad Afrodite di far innamorare di Giasone la maga Medea, figlia di Eeta. Medea aiuta quindi Giasone con un unguento che lo protegge dal fuoco dei tori e consigliandogli di gettare un sasso tra gli Sparti. Eeta indovina che Giasone è stato aiutato, e nega il vello.
    Nella notte Medea addormenta il drago, Giasone prende il vello e fuggono sull'Argo, con anche Apsirto, fratellino di Medea.
    Per rallentare Eeta che li insegue con la flotta, Medea fa a pezzi Apsirto e butta i pezzi in mare: il padre si ferma a raccoglierli.

Medea si appresta a fare a pezzi il fratellino e gettarlo in mare.
Herbert James Draper, The Golden Fleece, 1904.

Medea inganna Pelia. Hydria attica da Vulci, ca. 470 a.C.
Il viaggio di ritorno degli Argonauti
Per punire l'orribile uccisione, Zeus scatena tempeste che mandano l'Argo completamente fuori rotta. La polena parlante dichiara che dovranno farsi purificare dalla zia di Medea, Circe, alla cui isola giungono. Purificati, proseguono il viaggio, scampando alle Sirene grazie al controcanto di Orfeo. Sbalzati nel Sahara, usano rulli per far avanzare la nave fino al lago del dio Tritone, che ricevuto un tripode delfico in omaggio la riporta al mare. Presso Creta, li minaccia il gigante di bronzo Talo, ma Medea lo incanta e quello sbatte un piede, suo punto debole, sulla roccia, morendo dissanguato.
     Giunti a Pagase, apprendono della strage operata da Pelia. Medea entra in Iolco teatralmente con le sue ancelle, e inganna Pelia convincendolo che lo farà ringiovanire: fa a pezzi un ariete, mette i pezzi in un calderone con erbe, ne emerge un agnello. Pelia si lascia così fare a pezzi. Giasone e Medea vengono però scacciati da Acasto, che prende per sé il trono.

Medea s'invola. Cratere lucano, ca. 400 a.C.
Giasone e Medea a Corinto
Giasone e Medea si stabiliscono a Corinto. Hanno due figli, Mèmero e Fere. Giasone lascia Medea per sposare Glauce, figlia di re Creonte. Medea si vendica facendo perire re e figlia tra orribili tormenti tramite un abito da sposa stregato, e uccidendo i propri stessi figli, per infine volarsene sul carro alato del dio Elio fino ad Atene, dove sarà accolta da re Egeo, suo prossimo marito (vedi il séguito della storia nel resoconto della puntata n. 12, capitolo Come Teseo divenne re).

Peleo a Iolco
Durante la caccia calidonia (di cui tratteremo nella prossima puntata) Pèleo uccide accidentalmente il suocero Eurizìone; perciò si rifugia a Iolco, dove Acasto lo purifica. Ma la moglie di Acasto, Astidamia, si innamora di Peleo; respinta, lo accusa di molestie; Acasto le crede e vilmente, durante una battuta di caccia, appena Peleo si addormenta lo lascia lì tra le belve, solo e senz'armi; assalito dai centauri, Peleo si salva grazie all'intervento del dio Ermes.

Il primo ratto di Elena
Teseo e Piritoo rapiscono Elena, poi la lasciano ad Afidna e scendono nell'Ade a tentare di rapir Persefone (sapremo nella prossima puntata come andrà a finire); intanto che sono laggiù, Elena viene recuperata dai fratelli Dioscuri, che rapiscono e portano con sé ed Elena a Sparta la madre di Teseo, Etra, che resterà schiava di Elena fino alla fine della guerra di Troia.

Pieter Paul Rubens, Il ratto delle figlie di Leucippo, 1618 ca.
Fine della storia dei Dioscuri
Castore e Polluce rapiscono le promesse spose dei cugini Ida e Linceo, le figlie di re Luicippo di Messenia Febe e Ilaìra; vi è quindi un duello, presso la tomba di Afareo, dove Ida uccide Castore, Polluce uccide Linceo, Ida divelle la stele tombale e stordisce Polluce, Zeus folgora Ida. Polluce, per amore del fratello mortale, vorrebbe rinunciare alla propria immortalità, per stare con lui nell'Ade; Zeus stabilisce che stiano un giorno sull'Olimpo e un giorno nell'Ade, ambedue, per sempre.


Fine della storia di Giasone
Giasone e Peleo conquistano Iolco; Pelo uccide Acasto e Astidamia; Giasone è finalmente re. Morirà un giorno per mare, a bordo dell'Argo ormai fatiscente, nel sonno: gli cadrà addosso l'aplustre.

Le costellazioni e i segni di Ariete e Gemelli
Le costellazioni dell'Ariete e dei Gemelli. Il presunto carattere degli appartenenti agli omonimi segni secondo la tradizione astrologica. Possibile revisione di tale tradizione alla luce della mitologia... ma, come sempre, il nostro revisionismo astrologico vuol essere solo un gioco: «Che gli Ariete siano necessariamente tutti dei tizi pelosi che attirano casini e mettono in pericolo i bambini, e che i Gemelli siano tutti dei grandi sportivi altruisti pur se un po’ attaccabrighe, non è reale».

venerdì 6 giugno 2014

La targa inaugurata il cinque giugno

Marco Palasciano presso la targa collocata a lato del portone della casa natale di Ferdinando Palasciano, e inaugurata pochi minuti prima di questo scatto, nell'àmbito delle celebrazioni per il 150° anniversario della fondazione della Croce Rossa Italiana. Capua, via San Michele a Corte, 5 giugno 2014. Foto di Adam Kabir Ibrahim.

giovedì 5 giugno 2014

Avventura, magia, horror, tragedia

Comunicato stampa sulla puntata n. 13 del laboratorio «Encyclopædia Cœlestis». Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Sarà in buona parte dedicata ai giochi teatrali, fino alla messinscena improvvisata della riduzione di una o due tragedie di Euripide, la tredicesima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania. Motivo ispiratore saranno le costellazioni dell'Ariete e dei Gemelli, i cui rispettivi miti di riferimento convergono nel meraviglioso racconto del viaggio degli Argonauti, al quale fanno corona mille altre meraviglie (e, perchè no?, anche orrori). Si scoprirà, fra l'altro, la vera storia della Mater Matuta, uno dei più amati simboli del patrimonio culturale capuano.

L'appuntamento è infatti a Capua, e precisamente nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell'Associazione Pro Loco (piazza dei Giudici), domenica 8 giugno alle ore 18.45, con replica mercoledì 18 giugno alle 21.30 in sede da definire (info: 3479575971).

Le due puntate rimanenti si terranno l'una il 22 giugno (con replica il 25) e l'altra il 6 luglio (con replica il 9), tra diversi palazzi e giardini, ciascuna articolandosi come sempre in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano più una serie di improvvisazioni teatrali o altri giochi, cui chiunque potrà partecipare. Ricordiamo che è tutto gratis e che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso. Tutti i resoconti delle precedenti puntate possono leggersi in palasciania.blogspot.com.

martedì 3 giugno 2014

Una targa ove nacque il dottor nostro

In questi giorni a Capua si terranno grandiose celebrazioni (vedi qui) per il centocinquantenario della Croce Rossa italiana. Tra l'altro, giovedì 5 giugno alle 17.00 si terrà all'Università (la SUN, in corso Gran Priorato di Malta) un convegno su Ferdinando Palasciano; e alle 19.00 si apporrà una targa presso la casa ov'egli nacque, in via San Michele a Corte.