lunedì 17 ottobre 2011

Appello per salvare un grande evento

Lettore gentile, vista la vergognosa platea pressoché vuota della scorsa puntata (solo quattro persone dinanzi a una lezione-spettacolo assolutamente meravigliosa, di faticata realizzazione e per giunta gratis, che avrebbe meritato almeno quattrocento spettatori) si rende necessario un intervento massiccio di campagna pubblicitaria.

Il problema è che non ne abbiamo i mezzi. Se non questo: pregare te, voi, tutti, di diffondere la notizia di questi eventi
, nei limiti delle vostre possibilità. O anche eccedendo tali limiti, se compassione vi spinge ad allargarli. Ve ne saremmo enormemente grati.

Avete possibilità, per esempio, di scrivere di
De natura mundi su giornali a tiratura nazionale? regionale, provinciale? O in siti web frequentati ogni giorno da quarantamila persone? O di parlarne per radio, per televisione?...

Se sì, cliccate qui, prego; e troverete un comunicato pronto da diffondere.


sabato 15 ottobre 2011

Nacque Calvino il quindici d'ottobre

Un nostro alto accademico / che vuol restare anonimo / scrisse questi bruttissimi / seppur dolci versicoli / com’esercizio libero / per dedicarli ad Italo / Calvino: è il genetliaco, / oggi, suo, benché postumo; / e noi qui, ricevutili, / volentier pubblichiamoli.


Oggi avrebbe Calvino
(Italo, non Giovanni)
compiuto ottantott’anni.
Ciò non volle il destino.

Ciò il destino non volle.
Ottantott’anni avuto
avrebbe; e nel tavuto
sta invece, tra le zolle,

su cui cresce cicoria,
su cui nubi, su cui...
Ma in noi cresce di lui
coltivata memoria.

Memoria coltivata
di Calvino in noi cresce,
come ne l’acque pesce,
com’erba ne le prata.

Come in barattoli erba,
di lui e i suoi libri ariosi
(degno è d’apoteosi)
memoria in noi si serba.

Si serba in noi memoria
d’Italo (non Giovanni)
Calvino. Ottantott’anni
fa ne iniziò la storia.

La storia ne iniziò
ottantott’anni fa.
E mai finì. Si sa:
muor l’uomo, l’idea no.

mercoledì 12 ottobre 2011

La natura di «De natura mundi»

Con trittica delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, un articolo che spiega meglio che mai il senso dell'evento. Cliccate qui, non c'è altro da dire:

martedì 11 ottobre 2011

Un pomeriggio a Pieve di Soligo

Con rinnovata delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, la memoria integrale dell'incontro del 1997 tra lui e Andrea Zanzotto, stilata e declamata in occasione della seconda puntata di De natura mundi, concomitante con il novantesimo genetliaco del poeta laureatissimo. Siamo sbausciolosamente curiosi di sapere sapete cosa (ma se non lo sapete, leggete il post tre posti avanti questo). Cliccate sulla foto, ora, coraggio; e vedete che c'è dietro il paesaggio.

sabato 8 ottobre 2011

Il programma di «De natura mundi»

Marco Palasciano

De natura mundi
L’interpretazione del mondo
in ottanta giorni



Capua, autunno 2011,
nei luoghi e giorni qui indicati
sempre alle ore 21.30

o al massimo 21.45

Ingresso libero



Programma completo:

1.
De Magna Rota Rerum Humanarum:

la sistemazione delle pratiche e dei valori umani
nella Ruota palascianiana

Parte I. Scienza vs Religione,
Filosofia vs Trogolo,
Cultura e comunicazione vs Selva,
Ordine e filantropia vs Crimine

► Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25),
domenica 2 ottobre


2.
De Magna Rota Rerum Humanarum:

la sistemazione delle pratiche e dei valori umani
nella Ruota palascianiana

Parte II. Eros e affettività vs Repressione,
Arte vs Burocrazia,
Gioco vs Mercato e politica,
Magia vs Tecnica
● In piú: lettura di poesie di Andrea Zanzotto
nel giorno del suo 90° compleanno

► Palazzo Fazio (via Seminario 10), lunedí 10 ottobre

3.
Viaggio al fondo dell’universo:

dall’inferno di Dante al pianeta Abisso e fuga.
Input e output poetici agli albori della nostra Ruota

► Palazzo Lanza, domenica 16 ottobre

4.
Viaggio al fondo dell’io:

una serata di giochi analitici e sintetici
(con una parentesi aperta sulla follia

► Palazzo Fazio, lunedí 24 ottobre

5.
Gli esordi del caos.

Te lo do io il laboratorio di scrittura

Parte I. O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre!
Parte II. Racconto, romanzo, opera mondo
● In piú: lettura di brani di Antonio Moresco
nel giorno del suo 64° compleanno

► Palazzo Lanza, domenica 30 ottobre


6.
Il ritorno di Astrea in astronave.

Tramonto del postmoderno
e rimonta del moderno

Parte I. Dall’estetica trascendentale
all’anestetica trash-and-antani:
mio Dior, come sono caduta in vascio!
Parte II. Le Muse intorno alla culla del nuovo Rinascimento

► Palazzo Fazio, lunedí 7 novembre

7.
De vulcani eloquentia.

Trionfo del linguaggio sull’indicibile
e trionfo dell’istante sull’eternità

● In piú: lettura di poesie di Marco Palasciano
nella vigilia del 35° anniversario della sua prima opera letteraria
► Palazzo Lanza, domenica 13 novembre

8.
Chrisztomania

Parte I. Vita, mito e strumentalizzazione
del personaggio piú ingombrante degli ultimi 1631 anni
Parte II. L’insostenibile leggerezza di Radio Maria:
il mondo come teatro di guerra del Demonio e della Madonna

► Palazzo Fazio, lunedí 21 novembre

9.
The Doctor and the Robots.
La guerra delle Due Cose: anima e corpo

● In piú: lettura di un racconto di Edoardo Dalbono
su Ferdinando Palasciano (1815-1891)
nella vigilia del 120° anniversario della morte del dottore

► Palazzo Lanza, domenica 27 novembre

10.
Il mirino di Amleto.

Te lo do io il laboratorio teatrale (e filosofico)

● In piú: omaggio agli spettatori
di un libro di Ferdinando Palasciano (1929-1995)
nel giorno dell’82° anniversario della nascita

► Palazzo Fazio, lunedí 5 dicembre

11.
Alla base di tutto non c’è il Nulla ma il Tutto.

Dall’estasi razionale alla religione giocattolo

► Palazzo Lanza, domenica 11 dicembre

12.
La finestra sul paradiso:

il mondo tra diecimila anni

● In piú: brindisi e peana di mezzanotte
tra il 27° anniversario del diario di Marco Palasciano
e l’80° giorno dall’inizio del seminario che qui ha fine

► Palazzo Fazio, lunedí 19 dicembre

Locandina del seminario:

[Cliccare qui se vi restano dubbi sul senso dell'operazione,
qui per l'introduzione alla prima puntata
]

lunedì 3 ottobre 2011

Il testo introduttivo al seminario

Con delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, il testo integrale dell'introduzione a De natura mundi. Siamo bavosamente curiosi di sapere se ai vostri occhi apparirà ugualmente prezioso che ai nostri, sovente obnubilati di partigianeria fino all'estasi e al rovesciamento delle sclere: dunque, di grazia, cliccate sui pannelli esterni del Trittico delle delizie di Hieronymus Bosch, qui sotto, e vedete qual mondo si aprirà.

giovedì 29 settembre 2011

Parte il due ottobre «De natura mundi»

L’Accademia Palasciania
in collaborazione con
Associazione culturale Architempo
Cooperativa culturale Capuanova
Libreria Guida Capua
Librerie Uthòpia
presenta


Marco Palasciano

in

DE NATURA MUNDI
L’INTERPRETAZIONE DEL MONDO
IN OTTANTA GIORNI




Dodici lezioni-spettacolo
a ingresso libero

Tra Palazzo Fazio e Palazzo Lanza
da ottobre a dicembre
2011

[Cliccare
qui per il programma completo]
Foto di Antonio Calamo
Marco Palasciano. Foto di Antonio Calamo.Prende il via a Capua il 2 ottobre De natura mundi, l’atteso prosieguo del seminario di Palasciano del 2010 La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum). Un viaggio straordinario – finiti i decenni bui del postmoderno – attraverso la visione del mondo caratteristica dell’incipiente nuovo Rinascimento, e in particolare dell’artista e pensatore campano; il quale alternerà le sue lezioni tra la sala eventi di Palazzo Fazio (via Seminario 10) e quella di Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25), intrecciando mille fili policromi di scienza, filosofia, gioco e poesia. Un'aurea medicina spirituale per chi è stanco di vivere tra gli inganni e soffrire senza senso.

Si inizia con
De Magna Rota Rerum Humanarum: la sistemazione delle pratiche e dei valori umani nella Ruota palascianiana, preziosa riduzione – divisa in due parti – del corpus di otto lezioni dell’anno precedente. La prima parte si terrà a Palazzo Lanza domenica 2 ottobre (argomenti: Scienza vs Religione, Filosofia vs Trogolo, Cultura e comunicazione vs Selva, Ordine e filantropia vs Crimine), mentre la seconda parte si terrà a Palazzo Fazio lunedí 10 ottobre (argomenti: Eros e affettività vs Repressione, Arte vs Burocrazia, Gioco vs Mercato e politica, Magia vs Tecnica), sempre alle ore 21.30.

Delle dieci lezioni successive, metà si continuerà a tenere
a Palazzo Lanza una domenica sí e una no (16 e 30 ottobre, 13 e 27 novembre, 11 dicembre) e l’altra metà a Palazzo Fazio un lunedí sí e uno no (24 ottobre, 7 e 21 novembre, 5 e 19 dicembre). La dodicesima puntata si concluderà alle 0.00 del 20 dicembre, fra brindisi e peana, al fine di toccare l’ottantesimo giorno e cosí giustificare il sottotitolo verniano dell’evento.

Tutti gli aggiornamenti su De natura mundi, e le segnalazioni di eventuali variazioni nel programma, saranno pubblicati sul presente blog.

giovedì 22 settembre 2011

Nel decennale della Grande Ruota


Ricorre oggi, 22 settembre 2011, non solo il compleanno d'una Rosa rosarum nostra colendissima Socia Ornamentale (qui e qui dei vecchi versi genetliaci per lei composti dal nostro Presidente; il quale ora, ahinoi, con l'evento di posdomani da parare non ha avuto né la testa né il tempo per un sonetto nuovo [aggiornamento: vedi qui]), ma anche il decimo anniversario della formulazione da parte di Marco Palasciano della prima versione della sua Ruota. Come riporta la Palascianopedia, quella «prima idea, rozzamente storicistica», si trova documentata nel diario palascianesco del 22 settembre 2001.

Questo l'incipit dell'annotazione: «La tavola cromatica zodiacale mi ispira a un tratto potentemente una correlazione precisa tra il susseguirsi ciclico dei colori e la ciclicità della storia». Colori la cui ruota, successivamente, non avrà più alcuna corrispondenza univoca con la Ruota palascianiana; puro arbitrio ornamentale saranno quelli usati per l'acrilico su tela del 2010 che la illustra, e che potete vedere nella foto qui sopra.

La Ruota palascianiana ha subìto negli anni, infatti, una complessa evoluzione, sia formale sia di significati, che dalla primitiva articolazione in dodici settori l'ha portata infine agli attuali sedici.

Della sua speculazione intorno a un tale «giocattolo» filosofico, il Maestro Palasciano ha cominciato l'autunno scorso a divulgare i risultati provvisori nel corso di apposite pubbliche conferenze, a partire dal ciclo di otto «lezioni-spettacolo» di La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), che ha consacrato la Ruota palascianiana come la struttura base intorno alla quale l'ormai più sistematico che euristico Presidente della nostra un tempo euristicissima Accademia ha da sistematizzare la propria filosofia.

Ed ecco i link alle sei voci che attualmente la Palascianopedia dedica alla Ruota e alle opere ed eventi a essa collegati, se qualche cosa in più
v'interessa saperne:

Ruota palascianiana
prima idea della Ruota palascianiana
evoluzione della Ruota palascianiana
Paradigmo ovvero Hypnerotomachia Palasciani
I dieci mondi dell'umano spirito
La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum)

martedì 20 settembre 2011

S'i' fossi poeta cangerei 'l mondo

In tutto il mondo, sabato 24 settembre 2011, si terrà il piú grande reading poetico della storia, ispirato dal movimento 100 Thousand Poets for Change (Centomila poeti per il cambiamento). Dalle Americhe all’Africa, dall’Oceania all’Eurasia, saranno circa settecento le location coinvolte; in Italia una quindicina, e tra queste una a Capua.

Qui, nel cortile di
Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25), alle ore 21.50 del 24 settembre l’Accademia Palasciania presenterà S’i’ fossi poeta cangerei ’l mondo. Una serata tra poesia e utopia, con sul palco i poeti Dino Arbolino, Antonio D'Agostino, Roberto Gaudioso, Antonio Maggio, Marco Palasciano, Rosanna Pironti, Daniele Ventre e altri a sorpresa celati tra il pubblico. L’evento consisterà in una tavola rotonda sul tema «Può la poesia cambiare il mondo?» intervallata da letture di poeti antichi e moderni, assenti e presenti. Moderatori Luca Iavarone e Palasciano, già conduttori dello storico show di Radio di Massa Siamo tutti poeti laureati. Ingresso libero.

domenica 7 agosto 2011

Cinquantamila accessi e cinque cariche


Oggi, domenica 7 agosto 2011, per la precisione alle ore 14.41, il blog dell'Accademia Palasciania [palasciania.splinder.com] ha totalizzato 50.000 visite. Il che, per un lasso di 949 giorni, pare misera cosa. Però è l'umana norma: fosse un blog di pornate, ci meraviglieremmo; ma siamo quel che siamo, dunque nessuna meraviglia. E prosit.

Fondato il 1° gennaio 2009, il blog ha ricevuto in media circa 19.243,9 visite all’anno; circa 1603,7 visite al mese; circa 368,8 visite alla settimana; circa 52,7 visite al giorno; circa 2,2 visite all’ora; circa 1 visita ogni 27 minuti e 20 secondi.

Cogliamo l’occasione della cinquantamillesima visita per svelarvi che dal 18 luglio scorso l'Accademia Palasciania ha due Vicepresidenti onorari anziché uno, in ossequio all'ideale delle quote rosa, e che inoltre si è aggiunto un Tesoriere senza tesoro (l'Accademia è povera): tutto ciò in conseguenza del riaccorpamento dell'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici (per maggiori dettagli vedi qui).

Giusto ieri, in ultimo, si è ufficializzata la figura dell'Assistente del Presidente, concluso il tirocinio del giovane Faenza. Tale insomma è l'odierno insieme delle cariche ufficiali:


Presidente
Marco Palasciano

Vicepresidenti
Angelo Maisto e Margot Tafuri

Segretario
Domenico Callipo

Tesoriere
Antimo Puca

Assistente
Antonio Faenza

Ci sarebbe da fare anche la lista dei Soci Benemeriti, magari; ma è ormai ora di pranzo.

giovedì 4 agosto 2011

Cronologia del gruppo anti-poetastri

Stamattina ci è giunta notizia della scomparsa da Facebook – senza preavviso alcuno – del gruppo La Superbia punita, ovvero: O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre!, fondato l’anno scorso dal nostro Socio Ornamentale Nicola Legatore da Pisa e, de facto, “feudo” dell’Accademia Palasciania, dei cui ideali letterari era limpido specchio piú o meno ustorio. Riportiamo di séguito la cronologia del gruppo, sotto quella che ne fu l’immagine simbolo: Carle van Loo, Marsia spellato per ordine di Apollo (1735).





2010
Gennaio
5: Nicola Legatore fonda il gruppo. Nome originario: Diciamo BASTA alla poesia mediocre! [Vedi qui.]
7: primi insulti al gruppo.
10: raggiunta l’ima delle soglie psicologiche rallietanti, quella dei 100 iscritti.
22: il nome del gruppo muta per baroccofilia in
La Superbia punita, ovvero Diciamo basta alla poesia mediocre.

Febbraio
20-23: notevole «rissa da osteria». [Vedi qui e, ad appendice, qui.]

Marzo
7: a séguito di una querelle tra «politisti» e «grezzisti» più accanita delle precedenti, a piè della Presentazione del gruppo si aggiungono tre Note utili a scoraggiare ulteriori inutili polemiche.

I
Ciascuno è libero di giudicare ciascun altro, purché il giudizio sia intelligentemente argomentato. Perciò finiamola – per favore – con domande più o meno retoriche, ma invariabilmente inutili, come «Chi vi dà il diritto di giudicare?», «Chi vi credete di essere?» ecc. Sono stanco e annoiato – e come me tanti altri – di vedere puntualmente riproporsi le medesime impulsive proteste, come teste di un'Idra che tagliate ricrescono senza tregua, a testimonio della diffusa carenza di (auto)ironia nonché di educazione a un autentico pensiero (auto)critico.

La competenza e cortesia dei poeti "giudici" nell'analizzare le altrui poesie sarà a voi dimostrata, di contro, da ciò che in proposito reperirete nell'area discussioni, se avrete la pazienza di esplorarla. Quanti animano il gruppo sono mossi puramente da sana goliardia e, nel contempo, da genuina nobiltà d'intenti, primo dei quali quello – come detto – di «educare le masse al senno e alla beltà»; e ciò, credetemi, senza saccenza. Appannaggio, piuttosto, la saccenza, di chi senza sapere chi sia io, o Legatore, o altri, ci accusa di essere dei rigidi e frigidi "professori" ciechi alle delizie del "cuore", o peggio. Costoro io invito a informarsi meglio.


II
Per noi sono Umili coloro che non si dicono poeti pur scrivendo in versi, mediocri o meno, e Superbi coloro che si dicono poeti pur scrivendo versi mediocri. Tali Superbi sono coloro che Legatore combatte, e che noi poeti e filologi lo aiutiamo a combattere; mentre gli Umili possono star tranquilli, ché non è a loro che egli si riferisce quando tuona contro chi spaccia i propri meconii per poesia. Anzi con gioia accogliamo tutti quegli Umili che sottopongono i loro testi, desiderando migliorarsi, al giudizio dei poeti di passaggio.

III
Gli strali del gruppo si volgono contro coloro che fanno poesia mediocre a prescindere dalle tecniche usate o dal grado di cultura posseduta: nella presentazione è scritto chiaramente che i mediocri sono quelli che operano «un semplice giustapporre, spesso poi senza sapere nulla di metrica e retorica». La parola chiave è «spesso»: significa che si ammette l'esistenza di verseggiatori che sono mediocri anche se sanno tutto di metrica e retorica. E si ammette inoltre l'esistenza di poeti che, senza sapere nulla di metrica e retorica, non sono mediocri (sebbene siano, immagino, i più rari). Ciò che distingue i poeti veri dai mediocri è che i veri compongono, i mediocri si limitano a giustapporre. L'ignoranza di metrica e retorica è un'aggravante della mediocrità, quando si è mediocri, ma non qualifica di per sé un autore come mediocre.

Infine, qua nessuno della squadra antimediocri ha lanciato strali contro persone specifiche, nominabili per nome e cognome (a differenza dell'altrui straleggiarci ad personam e per giunta senza conoscere le nostre persone). Gli amici che vi taggano affettuosamente per farvi partecipi delle loro emozioni espresse in versi liberi, possono anche essere poeti veri e non mediocri. Noi però non possiamo saperlo, finché non avremo letto le loro opere. Perciò è inutile che ora vi indigniate e vi scagliate come Don Kitschotte contro i mulini a vento
.

Lo stesso giorno Legatore, finora amministratore unico del gruppo, ne nomina i primi amministratori aggiunti, scegliendoli tra poeti, filologi e goliardi «di chiara fama e di tuorlo cronopio»; tra essi il Presidente dell’Accademia Palasciania, Marco Palasciano, autore dei maggiori contributi didattici e critico-analitici, nonché delle surriportate Note.
11: si giunge a 200 iscritti.
14: il nome del gruppo, per consonanza con il mito di Apollo e Marsia che ne informa lo spirito, muta finalmente in
La Superbia punita, ovvero: O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre!
14-20: si aprono nell’area discussioni le prime palestre metriche: L’aurea palestra dell’endecasillabo, L’argentea palestra del settenario, La bronzea palestra del quinario, L’elettrea palestra della mistura di endecasillabi e settenari.
19: si apre una discussione sull’anziano poeta pugliese (pen friend di Legatore, benché – a giudizio d'altri – mediocerrimo) Pio Meo Di Cesare, le cui poesie vengono contrapposte a quelle – tutt'altro che mediocri – di Andy Violet, che ha appena pubblicato Paraventi e magnesio.
26: Legatore confessa il suo riavvicinamento al fideismo (per influenza di Di Cesare, cui lo lega un rapporto che ad alcuni sembra avere del morboso); ha inizio cosí un’appassionata disputa filosofica tra lui e il Maestro Palasciano, il quale tenta di riavvicinarlo all’Illuminismo.
30: Di Cesare è ricoverato: «L'incidente che ha avuto non era davvero gran cosa», riferirà Legatore: «un leggerissimo urto tra due auto di cui una ferma, la sua [...]. Solo che [...] gli ha portato agitazione [...]. Così, al culmine dell'escalation furiosa ha avuto una sorta di collasso [...]; al che, lo stesso ragazzo con cui litigava lo ha raccolto da terra e portato di corsa all'ospedale [di] Manfredonia».
31: pubblicazione di una lettera di fuoco di Di Cesare, che con essa risponde «in ordine di infamia» a dodici membri di La Superbia punita suoi critici e sbeffeggiatori. Allorché poi Legatore gli telefona, nel pomeriggio, Di Cesare è «allegro malgrado tutto, credo anche perché soddisfatto che finalmente la sua grande sfogata sia stata pubblicata. E, a quanto pare, verrà dimesso dall'ospedale già nelle prossime ore».

Aprile
1: morte improvvisa di Di Cesare a Manfredonia.
2: è bandito il Premio di Poesia «Lamento per Pio Meo Di Cesare (1942-2010)», in collaborazione con l’Accademia Palasciania. [Vedi qui.]
16: Antonio Maggio e Marco Palasciano partecipano a un poetry slam, a Caserta, in conseguenza del quale La Superbia punita assumerà ufficialmente posizione avversa a tale pratica. [Vedi qui.]

Maggio
2: apertura del testamento di Di Cesare a San Giovanni Rotondo, presente tra gli altri eredi Legatore, il quale quindi tra lì e Vieste subisce una sequenza di esperienze traumatiche che gli provoca un grave esaurimento per cui finisce «in un fondo di letto allo spedale» e, tra l'altro, resterà lontano da Internet per venticinque giorni.

Giugno
● Intorno al 15: si giunge a 300 iscritti.

2011
Gennaio
28: cerimonia di premiazione, in Capua, del Premio di Poesia «Lamento per Pio Meo Di Cesare (1942-2010)». Vincitori: per la sezione in lingua italiana, ex æquo, Antonio Maggio con Epicedio moderno e Nicola Legatore con Grazie; per la sezione in lingua latina, Daniele Ventre con Pectora Cæsareo luctu; per la sezione mista, Andy Violet con Epigramma I, I. [Qui le quattro poesie.]

Aprile
2: essendo ormai trascorsi un anno e un giorno dalla morte di Di Cesare, viene svelato il suo grande segreto. [Vedi qui.]

Maggio
● Intorno al 10: si apre l’ultima palestra metrica, La marmorea palestra dell’esametro.

Luglio
● Intorno al 24: si giunge a 400 iscritti.

Agosto
4: intorno alle 4.00 di notte si scopre che il gruppo «è scomparso, forse nel turbine delle metamorfosi automatiche da gruppi di vecchio tipo a nuovo, alle quali per qualche motivo non è sopravvissuto. Non fosse che tutti i materiali più interessanti sono stati via via salvati esternamente [a Facebook], ci sarebbe quantomeno da svenirsene».


Finisce cosí, senza ragione e senza rumore, dopo un anno e sette mesi meno un giorno, la storia di La Superbia punita, ovvero: O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre! Ma non nel nulla: di quel che s’è vissuto sarà tratto, o prima o poi, un libro.

domenica 24 luglio 2011

«Genesis Wunderkammer»: documenta

Ecco alcuni scatti di Alessandro Calamo (con flash, dato il buio in sala) che ritraggono il nostro Presidente durante la messa in scena di Genesis Wunderkammer: da Adamo ad Amleto tra astratto e concreto, avvenuta l'altro ieri (come annunciato nel precedente post). Gli spettatori? una quindicina. Nel blog di Marco Palasciano potrete leggere intero il discorso introduttivo dell'evento, pagina illustrata dalle stesse quattro foto che qui seguono.




mercoledì 20 luglio 2011

Maisto intitola un quadro a Palasciano

Se un vizio c'è che possa caratterizzare il nostro Presidente, come si sa, è l'accidia (lo dic'egli stesso). Da questa sua condicio (o, in latino medievale, conditio) ha tratto spunto di recente il nostro Vicepresidente, genio conclamato delle belle arti.

Orbene: presso
Villa Vannucchi, in San Giorgio a Cremano (corso Roma 43/47), alle ore 19.00 di sabato 25 giugno 2011 s'inaugurerà per durare fino al 17 luglio la mostra collettiva Accidia, terzo evento della serie ispirata ai vizi capitali curata dall'associazione Spazio-Tempo Arte; e tra gli artisti esposti sarà Angelo Maisto, con la sua opera intitolata Conditio Palasciani. Venite allora, e insieme brinderemo.

[Aggiornamento: cliccando qui, vedrete la dett'opera.]

martedì 19 luglio 2011

[Dal blog dell'IPSE] Chiuso l'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici

L'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici non esiste più. Difatti, esattamente allo scadere del nono mese dalla sua fondazione, l'IPSE è stato riaccorpato all'Accademia Palasciania, disciogliendosi in essa come un iceberg in un mare tropicale.

Ciò con delibera dell'assemblea
congiunta straordinaria dei due enti tenutasi intorno alle ore 22.00 del 18 luglio 2011 a Caserta, presso la sala conferenze di Villa Maria Cristina.

Nel corso della stessa assemblea si è altresì deliberato che l'Accademia Palasciania abbia due Vicepresidenti anziché uno, e che oltre al Segretario abbia un Tesoriere senza tesoro. Quindi la carica di secondo Vicepresidente dell'Accademia è stata assegnata alla ex Vicepresidente dell'IPSE, e la carica di Tesoriere senza tesoro è stata assegnata all'ex Segretario dell'IPSE.

Per ulteriori dati in proposito, vedasi in Palascianopedia la sotto-voce
relativa alla seconda e ultima disputa tra Palasciania e IPSE, quindi gli ultimi quattro paragrafi della voce principale relativa all'IPSE.

Il presente post è l'ultimo del blog dell'IPSE, blog destinato probabilmente a essere smantellato e riciclato. Addio e grazie per tutte le visite.

Capua: in scena «Genesis Wunderkammer»

Venerdì 22 luglio, alle ore 19.00, presso Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) l'Accademia Palasciania presenta Genesis Wunderkammer: da Adamo ad Amleto tra astratto e concreto. Ingresso libero. Di séguito la descrizione di quanto in programma, dal relativo comunicato stampa.

La sala eventi della libreria Guida Capua si trasforma in una neobarocca «camera delle meraviglie», sia pur virtuale, e nello scenario d’uno spettacolo ibrido – a ingresso gratuito – dove la fotografia d’autore fa da sfondo e motivo ispiratore al teatro di parola. Finanche parola divina: Marco Palasciano declama infatti passi dal biblico Genesi, nella prima parte della performance, e, nella seconda, dall’Amleto di William Shakespeare. Passi qua e là contaminati con frammenti d’altre scritture antiche e moderne (soprattutto moderne: a far da malta è Palasciano stesso). Nel contempo, sullo schermo si susseguono le immagini catturate e rielaborate da Salvatore De Maio, per la prima parte, e da Antonio Calamo e Vincenzo Pagliuca, per la seconda. Nell’intervallo tra le due parti si esibisce alla chitarra Antonio Faenza, con pièces trascelte dal repertorio classico.

Le immagini proposte da De Maio sono caratterizzate dall’astrazione; quelle di Calamo e Pagliuca dalla concretezza. Le prime sono, pour ainsi dire, «fotografie di pensieri»: se, per esempio, Palasciano intravede in esse un capitolo del Genesi, gli spettatori stessi sono sollecitati da De Maio a fornire una propria reinterpretazione di tali quasi reperti medianici, facendone uno specchio psicologico, per inserire infine eventualmente – in margine al dibattito post show – le rispettive intuizioni in un’urna. Le immagini di Calamo e Pagliuca sono invece tratte da un volume di cui sono coautori con Luigi Esposito, The Ghost Museum, edito dal DISCIZIA e dedicato ai locali della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli “Federico II”, abitati da meravigliosi quanto polverulenti reperti che – per l’incuria dell’uomo che pure li creò (o demiurgò, se tolti alla natura) – anziché venire collocati nelle ialine teche d’una Wunderkammer giacciono abbandonati alla deriva nel mare dell’oblio.

Sovrapposizione di fotografie di Pagliuca e De Maio.