lunedì 8 novembre 2010

Il nuovo manifesto con enigma

Il nuovo manifesto dei convegni, contenente un enigma da risolvere. Qual è la frase che si è qui occultata? ;)

sabato 6 novembre 2010

Lezione 2: «Filosofia e Trogolo»

Si è tenuta venerdí 5 novembre a Palazzo Fazio, dinanzi a 7 anime, la seconda puntata di La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), con Marco Palasciano e, in collegamento telefonico, il cosmologo Sante Carloni dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea). La puntata, della durata di circa 60 minuti, è consistita nella lezione su Filosofia e Trogolo, nel corso della quale si è tra l’altro recitata a braccio la scena della trasformazione degli uomini in animali dal Cantus Circæus di Giordano Bruno, e si è data lectura di brani dalla Commedia di Dante e da Intellettuale ad Auschwitz di Jean Améry (Hans Mayer).
 

Foto di Matteo Mastantuoni.

Argomenti trattati: trogolo/troglè/*troga, il mito della caverna di Platone ibridato con l’aforisma di Wilde su fango e stelle, necessità contro libertà, meccanicità contro volontà, tv spazzatura, teledipendenza, cibo spazzatura, fame, gola, panem et circenses senza arte, pornografia senza eros, fregola, lussuria, tabagismo, rosario, droghe soporifere, tossicodipendenza, alcolismo, videopoker convulsivo, shopping convulsivo, affinità di denaro ed escrementi secondo Freud, falsi bisogni generati dall’alienazione, annichilazione della personalità individuale nella massa, ventre cuore testa, aneddoto circa un sapiente arabo che per non interrompere lo studio si faceva imboccare da un servo, saltare un pasto per finire un quadro, miseria sentimentale degli ignavi, paura, bestie umane in cattività e silvestri, Cantus Circæus, universalità della speculazione filosofica secondo Gramsci, differenza tra infante e fanciullo, Tutti i bambini sono filosofi di Marietta McCarty, curve paraboliche e asintotiche, il primato del cattolicesimo nel campo degli aspetti infantilistici, «Ita populus studio stupidus in funambulo/ animum occuparat» (Terenzio), dare spazio al non inferno (Italo Calvino), una storica riunione di anchormen di Canale Cinque, ricettività alla pubblicità, senso critico, nasci-mangia-caca-dormi-servi-fotti-figlia-muori, daltonismo spirituale e lettura parziale dei fenomeni, effetto alone, il filosofo come eterno fanciullo, la Commedia spogliata della zavorra dottrinale cattolica, evoluzione spirituale dell’uomo come incremento della conoscenza empirica e costruzione di un codice linguistico e filosofico, «homo homini lupus» (Hobbes), «homo homini deus» (Spinoza e Feuerbach), «namastè», gli attributi di Dio come proiezione di qualità umane portate idealmente al massimo grado di perfezione, natura fondamentalmente buona dell’essere umano (da approfondire nella IV puntata tramite L’atomo sociale di Mark Buchanan), la storia non come «marcia della ragione» (Hegel) ma processo non lineare né globale né provvidenziale, infibulazione e lapidazione, eurocentrismo, la quarta guerra mondiale secondo Einstein, differenza tra filosofia e scienza, scuole filosofiche, la filosofia come questione linguistica, rapporto tra puntualità delle definizioni e qualità della Weltanschauung, rapporto inverso tra furore simmetrico e sovrapponibilità dei modelli al reale, bonheur e malheur, imbarazzo nell’uso dei termini «bene» e «male» dopo Al di là del bene e del male di Nietzsche, la felicità secondo Spinoza, dominio delle passioni, superamento dell’istinto di sopravvivenza, estasi razionale di fronte all’irriducibilità assoluta del Mistero dell’Essere a un qualsiasi tentativo di spiegazione puramente razionale cioè fondata sul principio meccanico del rapporto di causa ed effetto, testimonianza personale di esperienze dirette di estasi razionale, tesi della gioiosa osmosi metafisica attraverso la “membrana” tra conoscibile e inconoscibile, estasi irrazionale, tutto quello che c’è da insegnare sulla filosofia, il cratere Montessori, Elea come culla della cultura occidentale secondo Carlo Sini, il poema di Parmenide, il punto della ricerca cosmologica, il “finale” della storia della filosofia cioè la puntata di Philosophy Talk sulle dieci grandi questioni filosofiche del XXI secolo, Body-Mind Problem, Ghost in the Shell, il problema di che cosa sia una persona, la filosofia come «gradevole passatempo» (Hume), consapevolezza che tutte le creazioni artistiche e culturali umane pertengono al campo del ludus, il lager come affrettatore della disillusione filosofica.

Prossima puntata:
Cultura/Comunicazione e Selva. Venerdì 12 novembre, ore 20.30, sempre a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), sempre gratis. Vi supplichiamo, aiutateci a far pubblicità! e magari venite, se potete; grazie infinite ve ne renderemo. Ossequi alati.

giovedì 4 novembre 2010

Maisto a Pordenone con il «Codex»

Angelo Maisto, artista campano a noi caro, reduce dai trionfi parigini A e B di quest'ultimo anno (e dal mese scorso Vicepresidente onorario dell'Accademia Palasciania), dal 13 novembre al 19 dicembre 2010 esporrà a Pordenone presso la galleria La Roggia (viale Trieste 19, tel. 0434.552174  e 338.8894652).

La mostra, intitolata
Codex Maistianus, si inaugurerà alle 11.30 del sabato suddetto, dopodiché i giorni e orari di visita saranno i seguenti: dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 19.30. Ingresso libero.

Angelo Maisto dipinge Paralipomeni dell'Ittiologia. Diamante, 2010. Foto di Corrado Tripicchio.

Dal comunicato stampa di Gabriele Marino su Angelo Maisto:

Avevo già sentito parlare di Angelo Maisto [...]. L’occasione della conoscenza mi fu poi fornita dall’essere dirimpettai di studio nella Cittadella dell’arte di Capua, una bella invenzione di cui insieme stiamo godendo i benefici. Grande fu la sorpresa di scoprire un Angelo Maisto giovane schivo, serio e dai modi anglosassoni ma soprattutto artista vero, intento ad un lavoro dai risvolti metodici ma con il pregio dell’invenzione, [...] un linguaggio espressivo nuovo rispetto all’attuale panorama della ricerca artistica, prodotta da tanti giovani con idee per la verità molto confuse.

Angelo, l’ho visto lavorare con tenacia nel suo piccolo e civettuolo studio, circondato da quelle sculturine ottenute assemblando materiali che con tanta leggerezza siamo inclini a gettar via, ma che lui recupera fino a ottenerne “alieni”, figli del loro stesso mondo, animaletti dagli strani connotati, colorati e ammiccanti. Sono costruzioni-giocattolo, recuperate dal mondo di un’ infanzia che per Angelo Maisto forse è tutta da riconquistare e ridescrivere, con tutti i buoni numeri per inserirsi nel più degno panorama della ricerca artistica attuale, a livello quantomeno europeo.

[...] La ricchezza della ricerca di questo bravo artista è sostenuta da composizioni pittorico-grafiche che sono studi per le sue sculture o accampano dignità di una propria vita, [...] tavole che rimandano alla bellezza grafica di certi erbari oppure ammiccano a cartografie geografiche o anatomiche [...].

Non posso chiudere queste note senza rimandare alla visione del coraggioso murales che Angelo ha eseguito [...] su una parete di più di venti metri a
Diamante, nell’ambito del progetto Muralespanso, dal titolo I Paralipomeni dell’Ittiologia, una battaglia tra pesci grandi e pesci piccoli nei bassifondi marini [...].

sabato 30 ottobre 2010

Prima Lezione: «Scienza e Religione»

Si è tenuta ieri, 29 ottobre 2010, a Palazzo Fazio, dinanzi a un pubblico di ben 10 persone, la prima applauditissima puntata di La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), con Marco Palasciano, ospite Margherita Tafuri, nipote del fisico Giuliano Preparata, il quale, insieme con Ferdinando Palasciano, è dedicatario – ricordiamo – dell'intero seminario enciclopedico. La puntata, della durata di circa 90 minuti, si è articolata in una introduzione generale al seminario, e nella prima delle sue otto lezioni, Scienza e Religione, nel corso della quale non sono mancati i momenti di più o meno puro spettacolo, come la lectura di Gli arcivescovi di Capua Nicholas Schönberg e Roberto Bellarmino nel racconto di Pulcinella, quadro II della pièce teatrale Le strade e le storie di Capua. Dialogo didascalico in otto quadri dove i vivi parlano coi morti (commissionata a Marco Palasciano dall'associazione Architempo nel 2005, e che da allora va in iscena, integrale o ridotta, una o due volte all'anno per le strade cittadine, o al Castello di Carlo V, o a Palazzo Lanza, autcetera).


Foto di Matteo Mastantuoni.

Argomenti trattati: Giuliano Preparata e le sue ultime lezioni, Ferdinando Palasciano e le origini della Croce Rossa, «Lauta la sera in zefiri gentili», il background culturale del dilettante di genio, l'Amicarium, la Hypnerotomachia Palasciani, la genesi della Magna Rota Rerum Humanarum, I dieci mondi dell'umano spirito, Galilei e la letteratura scientifico-divulgativa, lo sfondamento delle «pareti dei saperi divisi e delle prassi impazzite» (Carlo Sini), l'euristica, la letteratura enciclopedico-aleatoria, la Madonna e Iside, la spedizione del barone von Minutoli, Girolamo Segato, Isidoro di Kiev, Ipazia, la scissione dell'Euristica Accademia Palasciania in Accademia Palasciania e IPSE, il dialogo col calzino e con l'alter ego, ludus e iocus, il fiore come omaggio agli amati vivi e morti, eros come religio, Welt und Weltanschauung, dimostrazione sperimentale e controllo delle fonti, Teodosio e l'estirpazione della civiltà antica, l'addomesticamento di Platone, il vescovo Wilbeforce e l'anima del roastbeef, Giordano Bruno e lo spazio infinito, la lettera di Nicholas Schönberg a Copernico, la lettera di Bellarmino a Foscarini, il problema fondamentale della Religione (l'impossibilità di distinguere tra ciarlatani o visionari e autentici intermediari divini), il problema fondamentale della Scienza (la questione dell'osservatore), la Oneness dell'universo, «Nam myōho renge kyō», il dubbio di Cartesio, The Matrix, il solipsismo, la non impossibilità che gli altri esistano, l'autopoiesi cosmica come alternativa a un dio creatore, il principio antropico, la teoria del Big Bang, la teoria dello stato stazionario, la tesi della possibilità di effetti senza causa e del freno alla manifestazione simultanea della totalità degli effetti possibili, La fine del tempo di Julian Barbour, la simmetria dell'infinito, il circolo degli armonici naturali, la Causa prima e il suo traslato dalla Filosofia alla Religione come Dio, panteismo, monoteismo, enoteismo, politeismo, la Rivelazione, simulazione dell'annuncio di una religione che prescriva l'astinenza dalla carne avicola, fanatismo, intolleranza e persecuzione, guerre di religione, Dio non è grande di Christopher Hitchens, l'etica senza Dio, la non coincidenza della Religione con il Sacro secondo Pasolini, la pertinenza della Religione agli incolti e della Filosofia ai colti secondo Bruno, il sogno di una vita ultraterrena come sintomo di debolezza spirituale e l'infantilismo dei miti biblici secondo Einstein, e per finire (qui grande commozione) la religiosità einsteniana.

domenica 24 ottobre 2010

Programma dei suddetti otto convegni

Le lezioni, tutte – ricordiamo – a ingresso libero, si terranno dal 29 ottobre al 17 dicembre ogni venerdì, salvo variazioni; per esempio, qualche puntata potrebbe essere anticipata al mercoledì. Per sicurezza consultare sempre il presente blog, dove saranno riportati in tempo utile tutti gli eventuali aggiornamenti al PROGRAMMA:

29
 ottobre:
 I. Scienza
e
Religione
5
 novembre:
II. Filosofia
 e 
 Trogolo
12
 novembre:
 III. Cultura/comunicazione
 e 
 Selva
19
 novembre:
  IV. Ordine/filantropia
 e 
 Crimine
26
 novembre:
 V. Eros
 e 
 Repressione
3
 dicembre:
VI. Arte
 e 
 Burocrazia
10
 dicembre:
VII. Gioco
 e 
 Mercato/politica
17
 dicembre:
VIII. Magia
 e 
 Tecnica


COMUNICATO
che vi preghiamo di diffondere:

Capua. Prende il via a Palazzo Fazio, venerdì 29 ottobre alle 20:30, La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum): il giro del mondo umano in 8 lezioni in forma di spettacolo enciclopedico, a ingresso libero, a cura di IPSE e Accademia Palasciania. Un grande “divertimento” tra scienza, filosofia, arte, gioco, eros e altro, inteso a celebrare due anniversari, tra i quali si colloca esattamente a metà strada: il 150° anniversario del discorso di Ferdinando Palasciano all’Accademia Pontaniana sulla sacralità della vita umana (28 aprile 1861), momento cui risalgono le origini della Croce Rossa; e il 10° anniversario della scomparsa (24 aprile 2000) del fisico Giuliano Preparata, insigne fautore del dialogo tra il mondo scientifico e quello umanistico.

L’evento, reso possibile dalla collaborazione dell’associazione Capuanova e di Uthòpia librerie, sarà occasione per l’esordio dell’Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, nato da una costola dell’Accademia Palasciania; quest’ultima dal 1999 opera principalmente in Campania con convegni, concerti, lecturae Dantis e altre iniziative culturali, la cui parte filosofico-epistemologica sarà da ora competenza dell’IPSE.

La prima puntata di La Grande Ruota delle Umane Cose sarà dedicata a Scienza e Religione. Nelle successive lezioni-spettacolo si affronteranno altre 7 coppie complementari di campi del mondo umano; per gli aggiornamenti al programma consultare www.studi.splinder.com o www.palasciania.splinder.com. 

martedì 19 ottobre 2010

Via all'Istituto per gli Studi Euristici


Dopo quasi dodici anni di Accademia Palasciania nasce finalmente il tanto vagheggiato IPSE, Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, che debutterà a Capua, sul palcoscenico di Palazzo Fazio, in occasione d'uno spettacolare seminario sull'antroposfera in otto lezioni, La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), che si terrà a partire dal 29 ottobre 2010: cioè circa a mezza strada tra il 150° anniversario del celebre discorso di Ferdinando Palasciano all'Accademia Pontaniana sulla sacralità della vita umana (28 aprile 1861) e il 10° anniversario della scomparsa (24 aprile 2000) di Giuliano Preparata, insigne fautore del dialogo tra il mondo scientifico e quello umanistico. A lui già qui accennammo.

E proprio per consentire un dialogo tra l'anima scientifica e quella umanistica dell'Euristica Accademia Palasciania, si è deciso di scindere un tale zigote in due distinti blastomeri: da un lato l'Accademia Palasciania di Lettere, Arti e Attivismo Etico; dall'altro l'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, appunto. Di séguito riportiamo, con una quindicina di omissis (date di nascita ecc.), l'atto fondativo dell'IPSE, firmato poche ore or sono dal pronipote di Ferdinando Palasciano Marco Palasciano, dalla nipote di Giuliano Preparata Margot Tafuri, e da Angelo Maisto. Questi ultimi due sono stati nominati Vicepresidenti l'una dell'IPSE, l'altro dell'Accademia Palasciania. Citati anche i rispettivi Segretari, Antimo Puca e Domenico Callipo.



ATTO FONDATIVO
DELL’ISTITUTO PALASCIANIANO
PER GLI STUDI EURISTICI


E DECRETI A RIASSETTO
DELL’ACCADEMIA PALASCIANIA

1. Premessa. Il giorno 9/2/1999, in Capua (CE), Marco Palasciano (di séguito indicato con l’acronimo MP) e altri firmarono l’atto fondativo di un ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Associazione culturale Palasciania». – Tale ente (di séguito indicato con l’acronimo AP) il 6/10/2005 mutò nome in «Accademia Palasciania», talvolta allungato in «Euristica Accademia Palasciania». – Presidente dell’AP è, fin dalla fondazione, MP. – Segretario dell’AP è, attualmente, Domenico Callipo. – Le attività dell’AP hanno riguardato, finora, sia il campo umanistico sia il campo scientifico.

2. Atto fondativo. Addí 18/10/2010 MP, Margherita Tafuri e Angelo Maisto

FONDANO

l’ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici» (di séguito indicato con l’acronimo IPSE).

3. Nomine dell’IPSE. I tre suddetti fondatori, col consenso degli interessati,

NOMINANO

MP Presidente dell’IPSE;
– la suddetta Margherita Tafuri Vicepresidente dell’IPSE;
Antimo Puca Segretario dell’IPSE.

4. Nomine e conferme dell’AP. MP, in qualità di Presidente dell’ AP, col consenso degli interessati

NOMINA

il suddetto Angelo Maisto Vicepresidente dell’AP e 
 
CONFERMA

il suddetto Domenico Callipo Segretario dell’AP.

5. Decreti aggiuntívi. MP, in qualità di Presidente sia dell’AP sia dell’IPSE, 

 
DECRETA

– che d’ora in poi le attività in campo scientifico finora affidate all’AP siano affidate all’IPSE, e all’AP restino affidate le sole attività in campo umanistico;
– che alla denominazione dell’AP non sia mai piú anteposto l’aggettivo maiuscolato «Euristica».

venerdì 15 ottobre 2010

Invitiamo a votare per Maisto

Il Maestro Angelo Maisto, nostro favorito, partecipa al Premio Terna per l'Arte Contemporanea: piangenti di brama riflessa vi invitiamo a votarlo in massa immensa, voi coinvolgendo tutti i vostri affini; e, in cambio, pregheremo incubi e succubi di non tormentare le vostre anime meravigliose. Cliccate dunque solerti sulla fotografia qui sotto, mostrante nove sue ludosculture e tre pagine del Codex maistianus, e giungerete alla pagina atta al voto, mostrante un'altra opera maistiana. In alto a destra, là, cliccar su  VOTA . Avete tempo fino al 19 ottobre. Grazie infinite e baci ebbri d'abisso.


giovedì 14 ottobre 2010

Quattro eventi campani segnaliamo

Vi segnaliamo, anime gentili, i quattro eventi di séguito descritti, tutti concentrati spazialmente tra Capua, Caserta e Napoli, e temporalmente tra sabato 16 e martedì 19 ottobre 2010.

14 minuti

Sabato pomeriggio la forse massima scrittrice casertano-barese vivente, Marilena Lucente (Socia Ornamentale dell'Accademia Palasciania), tratterà con Francesco Paglino e Andrea Renzi della pièce Un sasso nella testa, libero adattamento del buon Paglino e di Fabio D'Addio (nostro Socio Ornamentale nonché massimo amico del XX secolo di Marco Palasciano) da Spider di Patrick McGrath.


16 ottobre
ore 19.00

Libreria Feltrinelli
Caserta, corso Trieste 154-156

Ingresso gratuito



Un sasso nella testa

Sabato sera i Teatri Uniti presentano la sopracitata pièce teatrale tratta da Spider di Patrick McGrath, nel libero adattamento dei sopracitati Fabio D'Addio e Francesco Paglino, con quest' ultimo in scena per la regia del sopracitato Andrea Renzi. Ci consigliano la prenotazione.


16 ottobre
ore 21.00

Teatro Civico 14
Caserta, vicolo Della Ratta 14

Prenotazioni e informazioni:
0823.441399 - 348.2209530



Il giorno dei morti

Domenica sera la sopracitata Marilena Lucente (fermi un attimo: ma Capua, quanto a massimi scrittori, non è forse territorio di Marco Palasciano? e l'ospite da presentare non è forse nostro Socio Ornamentale, sia pure in pectore? :-/ insomma dobbiamo tirarvi le orecchie ancora una volta, o distratti librai che ci escludete; poi non vi lamentate se un Antonio Moresco ce lo portiamo a Palazzo Fazio...) presenta Maurizio de Giovanni e il suo nuovo romanzo noir Il giorno dei morti, quarto della serie sul commissario Ricciardi; letture dell'attrice Rosaria de Cicco.


17 ottobre
ore 20.30

Palazzo Lanza
Capua, corso Gran Priorato di Malta 25

Ingresso gratuito



Anarchia semi[er]otica

Martedì sera il poeta Andy Violet (nostro colendissimo Socio Ornamentale, con cui  passato abbiam mille avventure) col suo Paraventi e magnesio, e la scrittrice Cristiana Danila Formetta (S.O. abbastanza colenda) col suo Fetish sex, nonché la fotografa Soukizy Redroom (abbastanza S.O.) con le sue cose, «propongono una riflessione sulla sessualità tra letteratura e fotografia».

19 ottobre
ore 19.00

Penguin Cafè
Napoli, via Santa Lucia 88

Ingresso gratuito

venerdì 1 ottobre 2010

Altri undici quesiti: sciala, popolo!

Riportiamo, dopo i primi ventidue, altri undici quesiti di Marco Palasciano. Occultiamo le risposte, così che chi non le conosce possa mettersi alla prova; chi vuol vederle clicchi i rettangolini a fine quesito (per maggiori informazioni commentar domandando o, se si è timidi, scrivere una lettera all'Accademia). Nel campionato ufficiale via Facebook, guida attualmente la classifica Adriano Fazzari con nove quesiti risolti; segue Daniela Conti con sette.



23.

In una città che secondo vecchie storie per una sottrazione di 3 piedi uscì dal 6 ma poi entrò nel 7, dove ancor oggi succedono cose turche (chi ci è nato si riconosce in certa musica pop canadese, punto!, a esclusione della nonna di un dottore), recentemente un mio amico archeologo ha trovato in una sferula (sí, è una piccola palla) di bronzo un manoscritto in cui si legge:


[Ha] sfatato Democrito, [il cui] Metodo [delle] Catastrofi – sciatto [e] deformato – [si è] dimostrato faceto. Ciò fatto [lo ha] smerdato, [e lo ha] marcato difettoso.

Qual è la dottrina cui qui si allude?



24.

1. Innanzitutto, occorre indovinare quale di queste 8 foto m’abbia colmato il cuore dei piú dolci sentimenti:


 

  

  

  

2. Identificata l’immagine, descrivetela con un endecasillabo (Xxxxxxx Xxxx x’xxxx xx xxxxxxx).

3. Eliminatene uno come s’usava nell’antica Roma.

4. Sapendo che fine ha fatto l’altera Roma (Cicerone docet), eliminate il suo maggior poeta vivente (5 10).

5. Dai miseri resti ricavate un nome e cognome (5 4).

6. Digitateli in Google e accettate il suo suggerimento.

7. Fate visita alla signora.

8. Datevi alle riflessioni, e domandatevi: cosa stiamo diventando?

9. Prendete la risposta, aggiungete del fluoro e mescolate (suggerimento: spostare in testa i tre atomi centrali); otterrete dei sali d’un certo acido, sali che qui indicheremo con A.

10. Ai sali A aggiungete del laurenzio, togliete del rutherfordio e mescolate; otterrete degli altri sali, B.

11. Cercate in tutto il mondo la frase «Tra A e B c’è una bella differenza!».

12. Qual è il nome del prodotto sconsigliato da L.?



25.

Donna ritrosa è sposa dura. Devi vederla perdere la testa, e rivoltarsi! non si capirà piú niente... Che fare? rivolgersi all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, spicciamente, e levarla di mezzo; ma attento: non potrai tornare indietro. Certo, dopo ti resteranno dei vuoti da colmare; ma basterà rivolgersi a un Centro di Recupero dalle Tossicodipendenze Mentali. E allora, finalmente, ecco un po’ d’aria! Cerca! Ascolta! Questo è il premio... sentirai! E se andrai fino in fondo, troverai la felicità. In due parole, saprai donde viene. Líberati di quella femmina, e attacca la musica! Una bella rimescolata, e al bando ogni vacuità! Infine, scrivimi una lettera.



26.

È molto attraente, è adorabile... e fa la vita.

È nota per il taglio del posteriore. È larghissimo.

Ti bacia, ti fa spogliare, ti accarezza... Spesso in quei momenti ti ritrovi tutto bagnato, se hai notato; e comunque è veramente hot!

Se vuoi, ti puoi anche far penetrare (ma bada: ci si rischia la pelle, se non si usa un preservativo e anche abbastanza spesso)... Eh, non è proprio una donna! tuttavia è mobile, pur se non proprio qual piuma al vento (è un peso massimo); e quando muta d’accento, pur se non di pensier, sono fregature!

Ogni tanto, ecco, nasconde i fatti suoi dietro una palla; ma è proprio allora che si vede bene che c... ha in testa, quella st...! È capace di farti venire un colpo. Ne combina tante. E tu non puoi né fare né dir niente: poi scoppia ed è la fine! Ti fa nero.

Ho detto forse che è sexy? in realtà, non si può proprio guardare! Ha piú di settant’anni! Che corpo giallo e gonfio! E quando si veste, è una tristezza... Fa squagliare. E ha sempre qualche macchia addosso... e non esattamente di gelato! Non so quanti pesci prosciuga in un’ora! E quanta roba ha ingoiato in tanti anni!

Ha un grosso giro, e non torna mai prima dell’alba. Non lavora molto nelle case chiuse; piuttosto batte sul marciapiede, sull’autostrada e ovunque la polizia, i carabinieri ecc. non abbiano sufficiente copertura. Ma non ha mai dovuto subire un arresto. Sono i nazisti, piú che altri, almeno negli ultimi tempi, a mettere in croce una cosí innocente creatura. E qualcun altro l’accusa di contribuire all’incremento di gravi malattie... Ingrati!

Chi è?



27.

Umido, nero, piccolo e zozzoso... zuccheri ormai degenerati in carboidrati inerti odor cesso cacato... onestamente lo assaggeresti, tu? oh, adesso mi mangio un frammento filante io; tu osserva.

Che cosa?



28.

Cos’è questo?



29.

Disse alla sua fida domestica un anziano pellicciaio scapolo, tutto tremante (benché fosse una bella giornata di fine estate), osservando dalla finestra il vicino cantiere:

«…!».

Al che lei: «Ornata di pelo, intende?».

E lui: «Ma no, di tatuaggi!».

Che cosa aveva detto il pellicciaio?

Per saperlo, risolvete il rebus (frase: 3 8 2 5 4, 3 3 5 4, 2 3 4 2 9 1’6 5!).



Suggerimenti: si consideri il titolo con cui è universalmente nota l’opera riprodotta, e non la scena che essa realmente raffigura; e in colei che è avvinta a Zefiro si identifichi Aura o Bora, non la ninfa Clori.

Ai solutori meno esperti ricordo inoltre che occorre seguire i grafemi rigorosamente da sinistra verso destra; che in un rebus possono anche essere descritte azioni, e che i soggetti e oggetti di esse possono anche non essere nominati (in tal caso saranno rappresentati dai soli grafemi sovrascritti); che sono ammesse anastrofi e apocopi; e che «ha» si può scrivere anche «à»; gioverà inoltre avvisarli che, nel caso di questo specifico rebus, l’elemento «I» è utilizzato in due diverse frasi consecutive.

Ai solutori piú esperti, invece, chiedo venia per le lievi equipollenze e la piccola macrologia presenti.




30.

Questo epigramma acefalo in endecasillabi, sul tema «Nemo propheta in patria», è dedicato a Daniele Ventre, mio dotto amico napoletano, che s’immagina qui a rimuginare mogio su una lettera di licenziamento; lettolo, rispondete alla domanda.


. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Senza parole, se non smozzicate,
riguarda il Ventre una piegata lettera,
lettera d’ieri, marchio d’un infame
giudizio. Me la mostra; ed io a lui:
«È un luogo in cui è difficile volare…
ne mette tanti in ristrettezze… Lino,
qui nulla vale; credo sia a Bologna
un buon supporto a ardenti aspirazioni.
È comunque una fase transitoria,
non è lugubre come certi credono.
Sú, sú! come direbbe un mio zio inglese,
in breve, è un operational upgrade».

Da quale luogo dell’Italia meridionale bisogna partire?



31.

Ecco una deliziosa poesia, in endecasillabi e settenari, dedicata al profeta Eliseo, che la Chiesa cattolica venera come santo, e che, essendo stato preso in giro da dei bambini per strada, «si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli» (II Libro dei Re, 2, 24). Ma qui s’immagina una diversa versione del’episodio: cosí come san Francesco terrà la predica ai pesci, Eliseo dà lezioni di esegesi biblica ad una classe di orsi, quand’ecco irrompere i pestiferi mocciosi…


La virtú amò Eliseo tenacemente,
avendo egli vissuto nell’ascesi.
Volle agli orsi tenére,
infin, teologiche lezioni: «Isacco
sulla rupe obbedientemente lega
papà Abramo, soffrendone, finché
arriva l’olocaustostatico angelo»…
Tosto entran ragazzini ridacchianti:
«Ehilà, rincoglionito! puzzi forte!».
Rompono bibbie, ruttano… «Anatema!»,
Eliseo esclama; e libera,
scatenandoli, tutti suoi lurchissimi
animali. Tragedia. Ad Eliseo,
angeli, acché giustificaste tanto?

Questa poesia contiene alcuni versi non miei, ma d’un certo Luigi. Preso l’ultimo di essi, sebbene non si tratti d’un poligono, eliminatene… tre lati: AF, FL, LG… e rimescolate. Otterrete cosí un numero, che qui indicheremo con N. Sappiate quindi che

X = (N+5)/5;
Y = X-2;
Z = 2(N^2)+(Y^2).

Ora prendete il cognome di quel Luigi, aggiungete una «i» e rimescolate. Otterrete cosí il cognome d’un personaggio che, nel proprio campo, fu il piú famoso nell’Europa dell’epoca. Costui partí per una certa meta, secondo il suo allievo W., il giorno X/Y/Z.

Ora si immagini qualcuno che ai giorni nostri, pensando a ciò, stia passeggiando per Palermo mangiandosi nervosamente le unghie, e giunto a un certo punto esclami: «Eccola!». Capito dove si troverebbe, sommate il numero civico al numero del corso: otterrete un certo anno.

Quale città venne ricostruita in quell’anno?



32.

Stampate la griglia e le definizioni di questo cruciverba, e completatelo. Le lettere contenute nelle caselle gialle comporranno una frase, che s’immagina borbottata da un genio misantropo. Quale frase?





33.

Quando ho la febbre, mi serve un calzino. Per far che?

mercoledì 22 settembre 2010

Raschia il Palascia il sonettèo barile


MARCO PALASCIANO

NUOVO SONETTO DI COMPLEANNO
PER ROSA VISCARDI


  22 settembre 2010


Aurea Rosa, la sete di poesia
del mondo prosciugò le mie riserve,
tal che resta la feccia; e cosí sia!
pur se nei tini il mosto piú non ferve,

ma effervescono al fondo della mia
mente putridi avanzi senza verve,
ebben, quel ch’ò ti do; tu, tanto pia,
occhiate certo non farai proterve.

Del pari il nobil animo che manca
di sghei s’arrangia, e per la propria ghenga
allestisce trabiccoli amorosi

fatti di scarti, e quel che trova abbranca.
Ond’ecco: auguri, auguri! il ciel ti tenga
lungi dai vili e i pazzi furïosi.


venerdì 10 settembre 2010

I quesiti di Marco Palasciano

Riportiamo tutti i quesiti finora ideati (ventidue) da Marco Palasciano e via via da lui posti come status sulla propria bacheca di Facebook per il più sano ed economico divertimento dell'utenza feisbucchiera. Occultiamo le risposte, così che chi non le conosce possa mettersi alla prova; chi vuol vederle clicchi i rettangolini accanto alle domande; quanto agli enigmi intermedi, si clicchino le parole dotate di link, sempre quando si sia stufi di scervellarsi. (Per maggiori informazioni scrivere una lettera all'Accademia.) Nel campionato ufficiale, guida attualmente la classifica Daniela Conti con sette quesiti risolti; segue Adriano Fazzari con tre (aggiornamento del 13 settembre 2010, a quesito n. 22 risolto).



1.

Cosa accomuna Mozart, Gluck e un momento tranquillo nella storia della Jugoslavia?




2.

Se io, vecchio, perdute un po’ di memorie, volessi mettermi in sesto, ma andar contro i dottori, preferendo la medicina empirica (benché sia abbastanza scettico), ebbene: volendo macinare come un dio, dovrei andarci piano o no? e chi sono io per dire questo?



3.
A 16 anni scrisse un trattato di geometria proiettiva. Dal ’54 lavorò con F. sulla teoria delle probabilità, che influenzò fortemente le moderne teorie economiche e le scienze sociali. A séguito di un’esperienza mistica, abbandonò matematica e fisica per dedicarsi alle riflessioni religiose e filosofiche. Morì a 39 anni, dopo una lunga malattia che lo affliggeva dalla fanciullezza. Chi è?



4.
Lo fondò uno psichiatra italiano morto nel 1999; ivi si rifiutano sia l’epistemologia psicoanalitica europea, sia quella di matrice nordamericana; piuttosto, ci si pone in linea con la tradizione costruttivista, e con quella pragmatista d’origine anglosassone. Di quale approccio teorico stiamo parlando?



5.

Fino all’89 si credeva dovesse esistere, e si cercava. Quell’anno si svelarono sbagliati certi calcoli fatti in precedenza, e da allora si smise di cercare: i calcoli nuovi indicavano che l’esistenza di quella cosa non era necessaria. Quale cosa?




6.

Costui detestava il mio compositore preferito... Mah...! E ha pubblicato in vita soltanto un dizionario per bambini, e un altro libro. Un suo compagno di scuola combinò cose tali che il nostro eroe dovette andare in ospedale, mentre molti altri morirono; il criminale uccise anche sé stesso, infine, mentre l’altro gli sopravvisse quasi sei anni. Chi era costui?



7.

Morì per una mela avvelenata poco dopo che il suo seno era cresciuto. Molti anni dopo, la regina cattiva si scusò. Intanto grazie alle sue idee il mondo è cambiato: c’è in giro sempre più intelligenza... Di chi si tratta?




8.

La sua composizione chimica non è esprimibile con una formula. Cos’è?



9.

Una sua canzone è stata fatta girare alla rovescia, e ne è derivata un’altra, nel cui video ufficiale appare tra 0’52” e 1’01” un personaggio indeciso tra due oggetti. Chi è? (Non il personaggio indeciso, ma chi cantava la prima delle due canzoni.)



10.

Un personaggio cita la Divina Commedia per alludere, con disapprovazione, a certe abitudini del figlio; ma quest’ultimo è alquanto ignorante in filologia dantesca, e non coglie l’allusione. Di quale autore e libro si tratta?




11.

In una scena di questo film, un bel giovane con l’orecchino e con un tatuaggio su una spalla fa salire un quindicenne occhialuto, su sua richiesta, a bordo di un mezzo pubblico, prendendo il ragazzino di peso fra le braccia e dicendogli «Komm hier!». Di quale film si tratta?



12.

Cos’è questo?




13.

In una puntata di un serial televisivo spagnolo, il protagonista – il dottor Ulises – è costretto a rivolgersi a un avvocato, che tosto (con dispiacere di Ulises) si innamorerà di lui. Che cosa indossa Ulises nel momento in cui i due si stringono la mano per la prima volta, e che oggetto gli porge l’avvocato nella stessa scena?



14.

Anagrammate singolarmente i seguenti 7 sintagmi, ricavandone i nomi di 7 cose che mi stanno simpatiche: Lo soffiai, È a pois, Tre sorche, Botro, Stormi, Museo assalito, Ultima. Quindi prendete le iniziali di tali 7 nomi, e rimescolatele; ne risulterà il nome di un’ottava cosa, che invece mi sta antipatica, e che non uso mai. Che cosa?



15.

Per la mia Festa dei 18 anni vent’anni dopo, l’amica incaricata di crear la torta ci aveva messo sù, a sorpresa, uno strato d’ostia con sù stampata una fotografia. Che scena compariva su quell’ostia?



16.

Cos’è questo?




17.

È un trans… Da qualche anno porta un nome da donna (prima si chiamava V.B.), scelto per sottolineare la sua natura piuttosto fredda e distante, da diva. Ha un che di particolarmente eccentrico, sí; ma, rispetto a certe inclinazioni altrui, non è poi tanto scostante. Se volete dargli una botta, non dirà di no, anche se non ne ha grande esperienza. Ma la prima volta che s’è fatto notare (fu durante una perquisizione, non lontano dal confine tra USA e Messico) l’hanno beccato mentre stava a novanta… c’era anche un certo Michael… si trattava di cose grosse! Ormai c’è chi lo dice infangato, e che dovrebbe arrossire per questo. Poi, con quelle forme rotondette… lo guardi da lontano e potresti considerarlo un nano… ma non ha brutte tette. Di chi stiamo parlando?



18.

Quali sono il nome dell’autore, il titolo e l’anno di composizione di quest’opera?





19.

Posto X = il numero delle sinfonie lasciate non incompiute da un compositore morto 13 giorni prima del varo del piú celebre articolo prodotto dalla Olympic Class, posto Y = un papa e posto Z = il successore di Y, ebbene: esattamente X anni prima del giorno in cui uno scrittore nato a Mantova nel 1938+X avrebbe presentato la sua opera maggiore nella città natale di Y, un filosofo il cui cognome = Z tenne a Venezia la prima lezione d’un corso il cui titolo era già stato il titolo d’una sua opera. Come s’intitola il primo volume dell’opera derivata da tale corso?




20.

Pinco domanda a Pallino: «Sai da che anno a che anno è durato lo scisma d’Occidente?». Pallino gli risponde, e alla risposta aggiunge una domanda. Casualmente, ciò che dice Pallino è l’anagramma di ciò che direi io se qualcuno mi domandasse: «Che cosa hai fatto oggi dalle ore 17.30 alle ore 19.30?». Insomma, che cosa dice Pallino a Pinco?



21.

Ci sono persone che vivono come se la giornata fosse di venticinque ore e piú: perciò ogni giorno tendono ad addormentarsi circa un’ora piú tardi rispetto al giorno prima, dal punto di vista delle persone normali. Cos’è che le fa vivere cosí fuori norma?




22.

Se il X n. Y × Z e A di B fosse in C allora la prima misura sarebbe C-D-E-F-E-D? sí (un corno)! Posto «cacca» = «l’unico anagramma monoverbale»; posto G = la fede di B; posto H = cacca di G; posto I = cacca di X; posto J = una parola di Y+5 lettere che ben s’accompagna a H, o a I, o a «estremo»; posto K = cacca di J; posto L = una risposta spiccia alla domanda «Cos’erano gli K?»; posto M = cacca di L; posto N = un insulto in napoletano; ebbene, qual è la classificazione N del M? 

Tre suggerimenti: l’anagramma di (A+Y) = il Requiem di B + l’interiezione (iniziante per h) che introduce la frase di Z. in Futurama 3×20 «Finalmente qualcuno si accorge di me!» quando viene notata la sua puzza; e il M × P. tiene lontano un certo mostro femmina; e io possiedo un Z ma non ho mai posseduto Z.