Tutto si tiene. Tempo fa incrociammo casualmente mister Marco Palasciano ed oggi riincappiamo nel singolare personaggio, che con lodevole ritardo ha aperto un blog. Trattasi all'evidenza di un folle e di un maniaco, di infantile egotismo, di cui ignoriamo l'opera e che però a pelle ci sta simpatico (basta guardare questo).
13 giugno 2009
|
«Massoneria degli Spostati»: sarebbe l'Accademia Palasciania – nell'ottica, simpatica ancorché riduttiva, degli spallanzanisti. Quanto a Elia Spallanzani, chi era costui? Non era, non fu; trattasi all'evidenza d'uno scrittore immaginario. Qui la sua pseudobiografia.
Citiamo innanzitutto, tra quei cento, tre suoi benefattori: Edgardo Bellini*, Matteo B. Bianchi**, Andy Violet***.
Indi tre che, col Palasciano, furono coautori del mosaico narrativo Napoli per le strade, ed. Azimut, 2009: Maurizio de Giovanni****, Davide Morganti, Angelo Petrella.
Indi cinque coautori con lui, e col suddetto Petrella, dell'accozzaglia di poesie Una piazza per la poesia. Antologia 2007, ed. Il portico, 2008: Tiziana Brondi, Giancarlo Marino, Aldo Putignano, Rossella Tempesta, Licia Vetere (Marino e Putignano, del gruppo Homo Scrivens – sic –, son anche i curatori dell'Enciclopedia).
Parteciparono a seminari ecc. col Palasciano i suddetti Bellini e Violet nonché, una volta e mai più, Luigi Pingitore*****.
Citiamo infine i due giovani autori Gabriele Stasino e Alessio Strazzullo, colleghi di studi del Palasciano – al pari del Marino – in Lettere moderne all'Università Federico II; coi quali si trovò almeno una volta a fare la pappa e fare bla bla intorno a un tavolino.
* Nel 2009 insignito dall'Accademia, vedi qui, di un attestato di merito per il suo contributo alla carriera artistica di Marco Palasciano. Qui Bellini introduce la lectura palascianesca milanese del 2008, la cui organizzazione è stata il culmine della sua eccellente e disinteressata opera promozionale. Palasciano è per Bellini «uno dei più geniali poeti contemporanei», il cui «vertiginoso e spettacolare dominio della parola» «conduce a esiti di commovente bellezza» (da un'email di Bellini adunatoria, non adulatoria). Qui una vecchia, magnifica intervista.
** Che fu tra «coloro che, per ovviare all'accidia dell'Autore, manu propria recarono il printato delle Prove sul tavolo di questa o quella casa editrice, con meno effetto che affetto, in terra manzoniana» (Marco Palasciano, Prove tecniche di romanzo storico, ed. Lavieri, 2006, pag. 4); per la precisione, Bianchi tentò, con Piero Gelli, del pari gentilissimo, di fare pubblicare il capolavoro giovanile palascianesco dalla Baldini & Castoldi; ma il loro giusto entusiasmo incontrò l'opposizione di non ragioniam di quali esseri ciechi alla luce dell'arte, perché avvezzi alle tenebre del lucro.
*** Qui, e qui, qualch'esempio di ciò ch'egli usa dire di Marco Palasciano.
**** Le cui affettuose e disinteressate parole, in Facebook pubblicate il mese scorso, ci commuovono e onorano; vedi nota ** di quest'altro post.
***** Coprotagonista del seminario Perché la visione si racconti, tenutosi nel 2006 nell'Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Federico II, a cura di Francesco de Cristofaro (per un documento visuale vedi qui).
Nessun commento:
Posta un commento