domenica 24 ottobre 2010

Programma dei suddetti otto convegni

Le lezioni, tutte – ricordiamo – a ingresso libero, si terranno dal 29 ottobre al 17 dicembre ogni venerdì, salvo variazioni; per esempio, qualche puntata potrebbe essere anticipata al mercoledì. Per sicurezza consultare sempre il presente blog, dove saranno riportati in tempo utile tutti gli eventuali aggiornamenti al PROGRAMMA:

29
 ottobre:
 I. Scienza
e
Religione
5
 novembre:
II. Filosofia
 e 
 Trogolo
12
 novembre:
 III. Cultura/comunicazione
 e 
 Selva
19
 novembre:
  IV. Ordine/filantropia
 e 
 Crimine
26
 novembre:
 V. Eros
 e 
 Repressione
3
 dicembre:
VI. Arte
 e 
 Burocrazia
10
 dicembre:
VII. Gioco
 e 
 Mercato/politica
17
 dicembre:
VIII. Magia
 e 
 Tecnica


COMUNICATO
che vi preghiamo di diffondere:

Capua. Prende il via a Palazzo Fazio, venerdì 29 ottobre alle 20:30, La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum): il giro del mondo umano in 8 lezioni in forma di spettacolo enciclopedico, a ingresso libero, a cura di IPSE e Accademia Palasciania. Un grande “divertimento” tra scienza, filosofia, arte, gioco, eros e altro, inteso a celebrare due anniversari, tra i quali si colloca esattamente a metà strada: il 150° anniversario del discorso di Ferdinando Palasciano all’Accademia Pontaniana sulla sacralità della vita umana (28 aprile 1861), momento cui risalgono le origini della Croce Rossa; e il 10° anniversario della scomparsa (24 aprile 2000) del fisico Giuliano Preparata, insigne fautore del dialogo tra il mondo scientifico e quello umanistico.

L’evento, reso possibile dalla collaborazione dell’associazione Capuanova e di Uthòpia librerie, sarà occasione per l’esordio dell’Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, nato da una costola dell’Accademia Palasciania; quest’ultima dal 1999 opera principalmente in Campania con convegni, concerti, lecturae Dantis e altre iniziative culturali, la cui parte filosofico-epistemologica sarà da ora competenza dell’IPSE.

La prima puntata di La Grande Ruota delle Umane Cose sarà dedicata a Scienza e Religione. Nelle successive lezioni-spettacolo si affronteranno altre 7 coppie complementari di campi del mondo umano; per gli aggiornamenti al programma consultare www.studi.splinder.com o www.palasciania.splinder.com. 

martedì 19 ottobre 2010

Via all'Istituto per gli Studi Euristici


Dopo quasi dodici anni di Accademia Palasciania nasce finalmente il tanto vagheggiato IPSE, Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, che debutterà a Capua, sul palcoscenico di Palazzo Fazio, in occasione d'uno spettacolare seminario sull'antroposfera in otto lezioni, La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), che si terrà a partire dal 29 ottobre 2010: cioè circa a mezza strada tra il 150° anniversario del celebre discorso di Ferdinando Palasciano all'Accademia Pontaniana sulla sacralità della vita umana (28 aprile 1861) e il 10° anniversario della scomparsa (24 aprile 2000) di Giuliano Preparata, insigne fautore del dialogo tra il mondo scientifico e quello umanistico. A lui già qui accennammo.

E proprio per consentire un dialogo tra l'anima scientifica e quella umanistica dell'Euristica Accademia Palasciania, si è deciso di scindere un tale zigote in due distinti blastomeri: da un lato l'Accademia Palasciania di Lettere, Arti e Attivismo Etico; dall'altro l'Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici, appunto. Di séguito riportiamo, con una quindicina di omissis (date di nascita ecc.), l'atto fondativo dell'IPSE, firmato poche ore or sono dal pronipote di Ferdinando Palasciano Marco Palasciano, dalla nipote di Giuliano Preparata Margot Tafuri, e da Angelo Maisto. Questi ultimi due sono stati nominati Vicepresidenti l'una dell'IPSE, l'altro dell'Accademia Palasciania. Citati anche i rispettivi Segretari, Antimo Puca e Domenico Callipo.



ATTO FONDATIVO
DELL’ISTITUTO PALASCIANIANO
PER GLI STUDI EURISTICI


E DECRETI A RIASSETTO
DELL’ACCADEMIA PALASCIANIA

1. Premessa. Il giorno 9/2/1999, in Capua (CE), Marco Palasciano (di séguito indicato con l’acronimo MP) e altri firmarono l’atto fondativo di un ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Associazione culturale Palasciania». – Tale ente (di séguito indicato con l’acronimo AP) il 6/10/2005 mutò nome in «Accademia Palasciania», talvolta allungato in «Euristica Accademia Palasciania». – Presidente dell’AP è, fin dalla fondazione, MP. – Segretario dell’AP è, attualmente, Domenico Callipo. – Le attività dell’AP hanno riguardato, finora, sia il campo umanistico sia il campo scientifico.

2. Atto fondativo. Addí 18/10/2010 MP, Margherita Tafuri e Angelo Maisto

FONDANO

l’ente di fatto, senza scopo di lucro, denominato «Istituto Palascianiano per gli Studi Euristici» (di séguito indicato con l’acronimo IPSE).

3. Nomine dell’IPSE. I tre suddetti fondatori, col consenso degli interessati,

NOMINANO

MP Presidente dell’IPSE;
– la suddetta Margherita Tafuri Vicepresidente dell’IPSE;
Antimo Puca Segretario dell’IPSE.

4. Nomine e conferme dell’AP. MP, in qualità di Presidente dell’ AP, col consenso degli interessati

NOMINA

il suddetto Angelo Maisto Vicepresidente dell’AP e 
 
CONFERMA

il suddetto Domenico Callipo Segretario dell’AP.

5. Decreti aggiuntívi. MP, in qualità di Presidente sia dell’AP sia dell’IPSE, 

 
DECRETA

– che d’ora in poi le attività in campo scientifico finora affidate all’AP siano affidate all’IPSE, e all’AP restino affidate le sole attività in campo umanistico;
– che alla denominazione dell’AP non sia mai piú anteposto l’aggettivo maiuscolato «Euristica».

venerdì 15 ottobre 2010

Invitiamo a votare per Maisto

Il Maestro Angelo Maisto, nostro favorito, partecipa al Premio Terna per l'Arte Contemporanea: piangenti di brama riflessa vi invitiamo a votarlo in massa immensa, voi coinvolgendo tutti i vostri affini; e, in cambio, pregheremo incubi e succubi di non tormentare le vostre anime meravigliose. Cliccate dunque solerti sulla fotografia qui sotto, mostrante nove sue ludosculture e tre pagine del Codex maistianus, e giungerete alla pagina atta al voto, mostrante un'altra opera maistiana. In alto a destra, là, cliccar su  VOTA . Avete tempo fino al 19 ottobre. Grazie infinite e baci ebbri d'abisso.


giovedì 14 ottobre 2010

Quattro eventi campani segnaliamo

Vi segnaliamo, anime gentili, i quattro eventi di séguito descritti, tutti concentrati spazialmente tra Capua, Caserta e Napoli, e temporalmente tra sabato 16 e martedì 19 ottobre 2010.

14 minuti

Sabato pomeriggio la forse massima scrittrice casertano-barese vivente, Marilena Lucente (Socia Ornamentale dell'Accademia Palasciania), tratterà con Francesco Paglino e Andrea Renzi della pièce Un sasso nella testa, libero adattamento del buon Paglino e di Fabio D'Addio (nostro Socio Ornamentale nonché massimo amico del XX secolo di Marco Palasciano) da Spider di Patrick McGrath.


16 ottobre
ore 19.00

Libreria Feltrinelli
Caserta, corso Trieste 154-156

Ingresso gratuito



Un sasso nella testa

Sabato sera i Teatri Uniti presentano la sopracitata pièce teatrale tratta da Spider di Patrick McGrath, nel libero adattamento dei sopracitati Fabio D'Addio e Francesco Paglino, con quest' ultimo in scena per la regia del sopracitato Andrea Renzi. Ci consigliano la prenotazione.


16 ottobre
ore 21.00

Teatro Civico 14
Caserta, vicolo Della Ratta 14

Prenotazioni e informazioni:
0823.441399 - 348.2209530



Il giorno dei morti

Domenica sera la sopracitata Marilena Lucente (fermi un attimo: ma Capua, quanto a massimi scrittori, non è forse territorio di Marco Palasciano? e l'ospite da presentare non è forse nostro Socio Ornamentale, sia pure in pectore? :-/ insomma dobbiamo tirarvi le orecchie ancora una volta, o distratti librai che ci escludete; poi non vi lamentate se un Antonio Moresco ce lo portiamo a Palazzo Fazio...) presenta Maurizio de Giovanni e il suo nuovo romanzo noir Il giorno dei morti, quarto della serie sul commissario Ricciardi; letture dell'attrice Rosaria de Cicco.


17 ottobre
ore 20.30

Palazzo Lanza
Capua, corso Gran Priorato di Malta 25

Ingresso gratuito



Anarchia semi[er]otica

Martedì sera il poeta Andy Violet (nostro colendissimo Socio Ornamentale, con cui  passato abbiam mille avventure) col suo Paraventi e magnesio, e la scrittrice Cristiana Danila Formetta (S.O. abbastanza colenda) col suo Fetish sex, nonché la fotografa Soukizy Redroom (abbastanza S.O.) con le sue cose, «propongono una riflessione sulla sessualità tra letteratura e fotografia».

19 ottobre
ore 19.00

Penguin Cafè
Napoli, via Santa Lucia 88

Ingresso gratuito

venerdì 1 ottobre 2010

Altri undici quesiti: sciala, popolo!

Riportiamo, dopo i primi ventidue, altri undici quesiti di Marco Palasciano. Occultiamo le risposte, così che chi non le conosce possa mettersi alla prova; chi vuol vederle clicchi i rettangolini a fine quesito (per maggiori informazioni commentar domandando o, se si è timidi, scrivere una lettera all'Accademia). Nel campionato ufficiale via Facebook, guida attualmente la classifica Adriano Fazzari con nove quesiti risolti; segue Daniela Conti con sette.



23.

In una città che secondo vecchie storie per una sottrazione di 3 piedi uscì dal 6 ma poi entrò nel 7, dove ancor oggi succedono cose turche (chi ci è nato si riconosce in certa musica pop canadese, punto!, a esclusione della nonna di un dottore), recentemente un mio amico archeologo ha trovato in una sferula (sí, è una piccola palla) di bronzo un manoscritto in cui si legge:


[Ha] sfatato Democrito, [il cui] Metodo [delle] Catastrofi – sciatto [e] deformato – [si è] dimostrato faceto. Ciò fatto [lo ha] smerdato, [e lo ha] marcato difettoso.

Qual è la dottrina cui qui si allude?



24.

1. Innanzitutto, occorre indovinare quale di queste 8 foto m’abbia colmato il cuore dei piú dolci sentimenti:


 

  

  

  

2. Identificata l’immagine, descrivetela con un endecasillabo (Xxxxxxx Xxxx x’xxxx xx xxxxxxx).

3. Eliminatene uno come s’usava nell’antica Roma.

4. Sapendo che fine ha fatto l’altera Roma (Cicerone docet), eliminate il suo maggior poeta vivente (5 10).

5. Dai miseri resti ricavate un nome e cognome (5 4).

6. Digitateli in Google e accettate il suo suggerimento.

7. Fate visita alla signora.

8. Datevi alle riflessioni, e domandatevi: cosa stiamo diventando?

9. Prendete la risposta, aggiungete del fluoro e mescolate (suggerimento: spostare in testa i tre atomi centrali); otterrete dei sali d’un certo acido, sali che qui indicheremo con A.

10. Ai sali A aggiungete del laurenzio, togliete del rutherfordio e mescolate; otterrete degli altri sali, B.

11. Cercate in tutto il mondo la frase «Tra A e B c’è una bella differenza!».

12. Qual è il nome del prodotto sconsigliato da L.?



25.

Donna ritrosa è sposa dura. Devi vederla perdere la testa, e rivoltarsi! non si capirà piú niente... Che fare? rivolgersi all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, spicciamente, e levarla di mezzo; ma attento: non potrai tornare indietro. Certo, dopo ti resteranno dei vuoti da colmare; ma basterà rivolgersi a un Centro di Recupero dalle Tossicodipendenze Mentali. E allora, finalmente, ecco un po’ d’aria! Cerca! Ascolta! Questo è il premio... sentirai! E se andrai fino in fondo, troverai la felicità. In due parole, saprai donde viene. Líberati di quella femmina, e attacca la musica! Una bella rimescolata, e al bando ogni vacuità! Infine, scrivimi una lettera.



26.

È molto attraente, è adorabile... e fa la vita.

È nota per il taglio del posteriore. È larghissimo.

Ti bacia, ti fa spogliare, ti accarezza... Spesso in quei momenti ti ritrovi tutto bagnato, se hai notato; e comunque è veramente hot!

Se vuoi, ti puoi anche far penetrare (ma bada: ci si rischia la pelle, se non si usa un preservativo e anche abbastanza spesso)... Eh, non è proprio una donna! tuttavia è mobile, pur se non proprio qual piuma al vento (è un peso massimo); e quando muta d’accento, pur se non di pensier, sono fregature!

Ogni tanto, ecco, nasconde i fatti suoi dietro una palla; ma è proprio allora che si vede bene che c... ha in testa, quella st...! È capace di farti venire un colpo. Ne combina tante. E tu non puoi né fare né dir niente: poi scoppia ed è la fine! Ti fa nero.

Ho detto forse che è sexy? in realtà, non si può proprio guardare! Ha piú di settant’anni! Che corpo giallo e gonfio! E quando si veste, è una tristezza... Fa squagliare. E ha sempre qualche macchia addosso... e non esattamente di gelato! Non so quanti pesci prosciuga in un’ora! E quanta roba ha ingoiato in tanti anni!

Ha un grosso giro, e non torna mai prima dell’alba. Non lavora molto nelle case chiuse; piuttosto batte sul marciapiede, sull’autostrada e ovunque la polizia, i carabinieri ecc. non abbiano sufficiente copertura. Ma non ha mai dovuto subire un arresto. Sono i nazisti, piú che altri, almeno negli ultimi tempi, a mettere in croce una cosí innocente creatura. E qualcun altro l’accusa di contribuire all’incremento di gravi malattie... Ingrati!

Chi è?



27.

Umido, nero, piccolo e zozzoso... zuccheri ormai degenerati in carboidrati inerti odor cesso cacato... onestamente lo assaggeresti, tu? oh, adesso mi mangio un frammento filante io; tu osserva.

Che cosa?



28.

Cos’è questo?



29.

Disse alla sua fida domestica un anziano pellicciaio scapolo, tutto tremante (benché fosse una bella giornata di fine estate), osservando dalla finestra il vicino cantiere:

«…!».

Al che lei: «Ornata di pelo, intende?».

E lui: «Ma no, di tatuaggi!».

Che cosa aveva detto il pellicciaio?

Per saperlo, risolvete il rebus (frase: 3 8 2 5 4, 3 3 5 4, 2 3 4 2 9 1’6 5!).



Suggerimenti: si consideri il titolo con cui è universalmente nota l’opera riprodotta, e non la scena che essa realmente raffigura; e in colei che è avvinta a Zefiro si identifichi Aura o Bora, non la ninfa Clori.

Ai solutori meno esperti ricordo inoltre che occorre seguire i grafemi rigorosamente da sinistra verso destra; che in un rebus possono anche essere descritte azioni, e che i soggetti e oggetti di esse possono anche non essere nominati (in tal caso saranno rappresentati dai soli grafemi sovrascritti); che sono ammesse anastrofi e apocopi; e che «ha» si può scrivere anche «à»; gioverà inoltre avvisarli che, nel caso di questo specifico rebus, l’elemento «I» è utilizzato in due diverse frasi consecutive.

Ai solutori piú esperti, invece, chiedo venia per le lievi equipollenze e la piccola macrologia presenti.




30.

Questo epigramma acefalo in endecasillabi, sul tema «Nemo propheta in patria», è dedicato a Daniele Ventre, mio dotto amico napoletano, che s’immagina qui a rimuginare mogio su una lettera di licenziamento; lettolo, rispondete alla domanda.


. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Senza parole, se non smozzicate,
riguarda il Ventre una piegata lettera,
lettera d’ieri, marchio d’un infame
giudizio. Me la mostra; ed io a lui:
«È un luogo in cui è difficile volare…
ne mette tanti in ristrettezze… Lino,
qui nulla vale; credo sia a Bologna
un buon supporto a ardenti aspirazioni.
È comunque una fase transitoria,
non è lugubre come certi credono.
Sú, sú! come direbbe un mio zio inglese,
in breve, è un operational upgrade».

Da quale luogo dell’Italia meridionale bisogna partire?



31.

Ecco una deliziosa poesia, in endecasillabi e settenari, dedicata al profeta Eliseo, che la Chiesa cattolica venera come santo, e che, essendo stato preso in giro da dei bambini per strada, «si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli» (II Libro dei Re, 2, 24). Ma qui s’immagina una diversa versione del’episodio: cosí come san Francesco terrà la predica ai pesci, Eliseo dà lezioni di esegesi biblica ad una classe di orsi, quand’ecco irrompere i pestiferi mocciosi…


La virtú amò Eliseo tenacemente,
avendo egli vissuto nell’ascesi.
Volle agli orsi tenére,
infin, teologiche lezioni: «Isacco
sulla rupe obbedientemente lega
papà Abramo, soffrendone, finché
arriva l’olocaustostatico angelo»…
Tosto entran ragazzini ridacchianti:
«Ehilà, rincoglionito! puzzi forte!».
Rompono bibbie, ruttano… «Anatema!»,
Eliseo esclama; e libera,
scatenandoli, tutti suoi lurchissimi
animali. Tragedia. Ad Eliseo,
angeli, acché giustificaste tanto?

Questa poesia contiene alcuni versi non miei, ma d’un certo Luigi. Preso l’ultimo di essi, sebbene non si tratti d’un poligono, eliminatene… tre lati: AF, FL, LG… e rimescolate. Otterrete cosí un numero, che qui indicheremo con N. Sappiate quindi che

X = (N+5)/5;
Y = X-2;
Z = 2(N^2)+(Y^2).

Ora prendete il cognome di quel Luigi, aggiungete una «i» e rimescolate. Otterrete cosí il cognome d’un personaggio che, nel proprio campo, fu il piú famoso nell’Europa dell’epoca. Costui partí per una certa meta, secondo il suo allievo W., il giorno X/Y/Z.

Ora si immagini qualcuno che ai giorni nostri, pensando a ciò, stia passeggiando per Palermo mangiandosi nervosamente le unghie, e giunto a un certo punto esclami: «Eccola!». Capito dove si troverebbe, sommate il numero civico al numero del corso: otterrete un certo anno.

Quale città venne ricostruita in quell’anno?



32.

Stampate la griglia e le definizioni di questo cruciverba, e completatelo. Le lettere contenute nelle caselle gialle comporranno una frase, che s’immagina borbottata da un genio misantropo. Quale frase?





33.

Quando ho la febbre, mi serve un calzino. Per far che?

mercoledì 22 settembre 2010

Raschia il Palascia il sonettèo barile


MARCO PALASCIANO

NUOVO SONETTO DI COMPLEANNO
PER ROSA VISCARDI


  22 settembre 2010


Aurea Rosa, la sete di poesia
del mondo prosciugò le mie riserve,
tal che resta la feccia; e cosí sia!
pur se nei tini il mosto piú non ferve,

ma effervescono al fondo della mia
mente putridi avanzi senza verve,
ebben, quel ch’ò ti do; tu, tanto pia,
occhiate certo non farai proterve.

Del pari il nobil animo che manca
di sghei s’arrangia, e per la propria ghenga
allestisce trabiccoli amorosi

fatti di scarti, e quel che trova abbranca.
Ond’ecco: auguri, auguri! il ciel ti tenga
lungi dai vili e i pazzi furïosi.


venerdì 10 settembre 2010

I quesiti di Marco Palasciano

Riportiamo tutti i quesiti finora ideati (ventidue) da Marco Palasciano e via via da lui posti come status sulla propria bacheca di Facebook per il più sano ed economico divertimento dell'utenza feisbucchiera. Occultiamo le risposte, così che chi non le conosce possa mettersi alla prova; chi vuol vederle clicchi i rettangolini accanto alle domande; quanto agli enigmi intermedi, si clicchino le parole dotate di link, sempre quando si sia stufi di scervellarsi. (Per maggiori informazioni scrivere una lettera all'Accademia.) Nel campionato ufficiale, guida attualmente la classifica Daniela Conti con sette quesiti risolti; segue Adriano Fazzari con tre (aggiornamento del 13 settembre 2010, a quesito n. 22 risolto).



1.

Cosa accomuna Mozart, Gluck e un momento tranquillo nella storia della Jugoslavia?




2.

Se io, vecchio, perdute un po’ di memorie, volessi mettermi in sesto, ma andar contro i dottori, preferendo la medicina empirica (benché sia abbastanza scettico), ebbene: volendo macinare come un dio, dovrei andarci piano o no? e chi sono io per dire questo?



3.
A 16 anni scrisse un trattato di geometria proiettiva. Dal ’54 lavorò con F. sulla teoria delle probabilità, che influenzò fortemente le moderne teorie economiche e le scienze sociali. A séguito di un’esperienza mistica, abbandonò matematica e fisica per dedicarsi alle riflessioni religiose e filosofiche. Morì a 39 anni, dopo una lunga malattia che lo affliggeva dalla fanciullezza. Chi è?



4.
Lo fondò uno psichiatra italiano morto nel 1999; ivi si rifiutano sia l’epistemologia psicoanalitica europea, sia quella di matrice nordamericana; piuttosto, ci si pone in linea con la tradizione costruttivista, e con quella pragmatista d’origine anglosassone. Di quale approccio teorico stiamo parlando?



5.

Fino all’89 si credeva dovesse esistere, e si cercava. Quell’anno si svelarono sbagliati certi calcoli fatti in precedenza, e da allora si smise di cercare: i calcoli nuovi indicavano che l’esistenza di quella cosa non era necessaria. Quale cosa?




6.

Costui detestava il mio compositore preferito... Mah...! E ha pubblicato in vita soltanto un dizionario per bambini, e un altro libro. Un suo compagno di scuola combinò cose tali che il nostro eroe dovette andare in ospedale, mentre molti altri morirono; il criminale uccise anche sé stesso, infine, mentre l’altro gli sopravvisse quasi sei anni. Chi era costui?



7.

Morì per una mela avvelenata poco dopo che il suo seno era cresciuto. Molti anni dopo, la regina cattiva si scusò. Intanto grazie alle sue idee il mondo è cambiato: c’è in giro sempre più intelligenza... Di chi si tratta?




8.

La sua composizione chimica non è esprimibile con una formula. Cos’è?



9.

Una sua canzone è stata fatta girare alla rovescia, e ne è derivata un’altra, nel cui video ufficiale appare tra 0’52” e 1’01” un personaggio indeciso tra due oggetti. Chi è? (Non il personaggio indeciso, ma chi cantava la prima delle due canzoni.)



10.

Un personaggio cita la Divina Commedia per alludere, con disapprovazione, a certe abitudini del figlio; ma quest’ultimo è alquanto ignorante in filologia dantesca, e non coglie l’allusione. Di quale autore e libro si tratta?




11.

In una scena di questo film, un bel giovane con l’orecchino e con un tatuaggio su una spalla fa salire un quindicenne occhialuto, su sua richiesta, a bordo di un mezzo pubblico, prendendo il ragazzino di peso fra le braccia e dicendogli «Komm hier!». Di quale film si tratta?



12.

Cos’è questo?




13.

In una puntata di un serial televisivo spagnolo, il protagonista – il dottor Ulises – è costretto a rivolgersi a un avvocato, che tosto (con dispiacere di Ulises) si innamorerà di lui. Che cosa indossa Ulises nel momento in cui i due si stringono la mano per la prima volta, e che oggetto gli porge l’avvocato nella stessa scena?



14.

Anagrammate singolarmente i seguenti 7 sintagmi, ricavandone i nomi di 7 cose che mi stanno simpatiche: Lo soffiai, È a pois, Tre sorche, Botro, Stormi, Museo assalito, Ultima. Quindi prendete le iniziali di tali 7 nomi, e rimescolatele; ne risulterà il nome di un’ottava cosa, che invece mi sta antipatica, e che non uso mai. Che cosa?



15.

Per la mia Festa dei 18 anni vent’anni dopo, l’amica incaricata di crear la torta ci aveva messo sù, a sorpresa, uno strato d’ostia con sù stampata una fotografia. Che scena compariva su quell’ostia?



16.

Cos’è questo?




17.

È un trans… Da qualche anno porta un nome da donna (prima si chiamava V.B.), scelto per sottolineare la sua natura piuttosto fredda e distante, da diva. Ha un che di particolarmente eccentrico, sí; ma, rispetto a certe inclinazioni altrui, non è poi tanto scostante. Se volete dargli una botta, non dirà di no, anche se non ne ha grande esperienza. Ma la prima volta che s’è fatto notare (fu durante una perquisizione, non lontano dal confine tra USA e Messico) l’hanno beccato mentre stava a novanta… c’era anche un certo Michael… si trattava di cose grosse! Ormai c’è chi lo dice infangato, e che dovrebbe arrossire per questo. Poi, con quelle forme rotondette… lo guardi da lontano e potresti considerarlo un nano… ma non ha brutte tette. Di chi stiamo parlando?



18.

Quali sono il nome dell’autore, il titolo e l’anno di composizione di quest’opera?





19.

Posto X = il numero delle sinfonie lasciate non incompiute da un compositore morto 13 giorni prima del varo del piú celebre articolo prodotto dalla Olympic Class, posto Y = un papa e posto Z = il successore di Y, ebbene: esattamente X anni prima del giorno in cui uno scrittore nato a Mantova nel 1938+X avrebbe presentato la sua opera maggiore nella città natale di Y, un filosofo il cui cognome = Z tenne a Venezia la prima lezione d’un corso il cui titolo era già stato il titolo d’una sua opera. Come s’intitola il primo volume dell’opera derivata da tale corso?




20.

Pinco domanda a Pallino: «Sai da che anno a che anno è durato lo scisma d’Occidente?». Pallino gli risponde, e alla risposta aggiunge una domanda. Casualmente, ciò che dice Pallino è l’anagramma di ciò che direi io se qualcuno mi domandasse: «Che cosa hai fatto oggi dalle ore 17.30 alle ore 19.30?». Insomma, che cosa dice Pallino a Pinco?



21.

Ci sono persone che vivono come se la giornata fosse di venticinque ore e piú: perciò ogni giorno tendono ad addormentarsi circa un’ora piú tardi rispetto al giorno prima, dal punto di vista delle persone normali. Cos’è che le fa vivere cosí fuori norma?




22.

Se il X n. Y × Z e A di B fosse in C allora la prima misura sarebbe C-D-E-F-E-D? sí (un corno)! Posto «cacca» = «l’unico anagramma monoverbale»; posto G = la fede di B; posto H = cacca di G; posto I = cacca di X; posto J = una parola di Y+5 lettere che ben s’accompagna a H, o a I, o a «estremo»; posto K = cacca di J; posto L = una risposta spiccia alla domanda «Cos’erano gli K?»; posto M = cacca di L; posto N = un insulto in napoletano; ebbene, qual è la classificazione N del M? 

Tre suggerimenti: l’anagramma di (A+Y) = il Requiem di B + l’interiezione (iniziante per h) che introduce la frase di Z. in Futurama 3×20 «Finalmente qualcuno si accorge di me!» quando viene notata la sua puzza; e il M × P. tiene lontano un certo mostro femmina; e io possiedo un Z ma non ho mai posseduto Z.

martedì 24 agosto 2010

È la giornata del declassamento

Oggi è il 24 agosto. E il 24 agosto 2006, per i novissimi criteri*, Plutone fu declassato da pianeta ad asteroide**, con nostro gran piacere intellettuale. O storica data! da allora sì che è simmetrico, il nostro sistema solare!, con otto pianeti divisi in due tetradi planetarie, ambedue coronate da fasce asteroidarie; in ordine di distanza dal sole:

I quattro pianeti rocciosi

Mercurio
Venere
Terra
Marte


La fascia degli asteroidi transmarziani


I quattro pianeti gassosi

Giove
Saturno
Urano
Nettuno


La fascia degli asteroidi transnettuniani

(Non so voi, ma noi per le simmetrie andiamo matti. Matti furiosi. Il famoso, fumoso furore simmetrico.)



Infine, l'idea:


istituire, per il 24 agosto di ogni anno,
la Giornata del Declassamento,
in occasione della quale si potranno
declassare da amici a conoscenti

tutte quelle persone che vi abbiano
dato triboli e delusioni tali
che arrivare a tanto è debito
.

Vi piace? ^_^

Spedite allor gli avvisi
, e buono sfogo.



* Criteri stabiliti dalla XXVI assemblea generale, tenutasi a Praga, dell'Unione Astronomica Internazionale: «A planet is a celestial body that (a) is in orbit around the Sun, (b) has sufficient mass for its self-gravity to overcome rigid body forces so that it assumes a hydrostatic equilibrium (nearly round) shape, and (c) has cleared the neighbourhood around its orbit» (cioè «ha fatto piazza pulita dei corpi viciniori che percorrevano la sua stessa fascia orbitale»).

** Catalogato come 134340 Pluto. E non è neanche il più grosso degli asteroidi: è superato da 136199 Eris, scoperto l'8 gennaio 2005. Qui una raffigurazione degli otto asteroidi principali della fascia transnettuniana, con i loro satelliti.

domenica 8 agosto 2010

«Altro che Nostradamus!», giuoco nuovo

Delusi da oroscopi, cartomanzia e fondi di caffè? Ecco a voi Altro che Nostradamus!, un giuoco ideato dal Dipartimento Ludotecnico dell'Accademia Palasciania. Istruzioni:

1) andate a pag. http://translate.google.it/;

2) nella casella Traduci da, selezionate l'opzione Rileva lingua (variante: scegliete una lingua, però a patto che non la conosciate):

3) nella casella Traduci verso, selezionate Italiano;

4) nella finestra del testo, scrivete una sfilza di parole senza senso (esempio: Nul muzzu dul cummun du nustru vutu, mu rutruvuu pur unu sulvu uscuru, qu lu duruttu vuu uru smurrutu! uh quuntu u dur quul uru ù cusu duru, ustu sulvu sulvuggu u uspru u furtu, qu nul punsuur runnuvu lu puuru!);

5) sotto apparirà una traduzione, dove alcune parole si presenteranno invariate, e altre saranno state tradotte; quindi, cancellate dal vostro testo tutte quelle parole che nella traduzione sono rimaste invariate, lasciando solo quelle traducibili (l'esempio di cui sopra si ridurrebbe a Nul du, pur, qu lu! dur, qu nul lu!, parole che risultano francesi);

6) sotto apparirà la traduzione del testo ridotto (dall'esempio di cui sopra uscirebbe Valide, leggere pure quello! difficile, che nessuno legge!); se non siete soddisfatti, continuate le modifiche – aggiungendo, levando o spostando parole, nonché mutando punteggiatura e maiuscole* – e tornate al punto 5; quando infine sarete soddisfatti, esibite la traduzione ai vostri amici (per esempio sulla bacheca dell'apposito gruppo di Facebook), con sotto tra parentesi o in corsivo la frase vostra nella versione finale;

7) e mentr'essi, con opportuni commenti, aiuteranno voi a interpretare i vostri misteriosi risultati, voi aiutateli a interpretare i loro.





SEDICI BEGLI ESEMPI D'UN TAL GIUOCO



1.

Partner avvolgere ogni scala in gomma!

Alle nere trappe tulle inne rubbe!
(Norvegese)

Sai quel film, Le fabuleux destin d'Amélie Poulain? il vecchio pittore dagli arti di vetro, che aveva una malattia ossea per cui a ogni minimo choc poteva rompersi? tutti i mobili in casa sua erano coperti di protezioni per proteggerlo da incidenti. Ecco, un partner amorevole potrebbe spingersi fino ad avvolgere ogni scala in gomma.



2.

Valide, leggere pure quello! difficile, che nessuno legge!

Nul du, pur, qu lu! dur, qu nul lu! (Francese)

Cioè: nessuno legge le cose difficili; ma sarebbe buona cosa che si sforzassero di leggere pure quelle, giacché sono le sole veramente valide.




3.

Depressione? vaso, un consiglio di memoria! pillola, tranquilla! io, guarnizione, una cappella.

Trugge? vassel, et appel minne fore! pille, stille! min, on gaske, a pel.
(Danese)

— La profezia pare, almeno in parte, abbastanza ovvia: se si ha la depressione, con una pillola si sta tranquilli, e intanto occorre andare al vaso (cioè al gabinetto di decenza) a scaricarsi degli umori melanconici; consiglio che proviene da chi ebbe di questo già esperienza, e la serbò nella memoria. Quel che rimane oscuro è il senso della cappella, non so quanto sistina, e del suo far da guarnizione all'io: avete dritte ermeneutiche in merito?

— Credo che, piuttosto, qui si parli di contraccezione: la «pillola» sarà una pillola contraccettiva, con la quale la donna va «tranquilla»; la «guarnizione» della «cappella» (cioè del glande) non può essere altro che un preservativo, e chi dice «io» sarà l'uomo; «un consiglio di memoria» potrebbe significare «un consiglio da ricordare sempre», difatti coloro che si scordano di praticare della buona contraccezione rischiano di pentirsene e di trovarsi in una situazione deprimente, che avrebbero potuta evitare se avessero tenuto quel consiglio in testa («vaso» infatti è sinonimo di «testa»).




4.

Anche in questo caso la pendenza del pazzo, stupido fiore con camino. Modelli da cui gli zeri di tori a me, rima, poi si passa nelle liste dei ruoli del fuoco.

Hulle jalle kalle, kelle kolle lille lolle. Malle mille mulle nulle pulle, rille rolle rulle selle sille sulle tolle tulle.
(Estone)

— Passare «nelle liste dei ruoli del fuoco» potrebbe significare assumere un impiego all'inferno.

— Il «pazzo, stupido fiore» potrebb'essere un girasole che si pieghi verso non il sole ma il fuoco d'un camino!, pendendoci sù come su un fuoco ctonio, ergo infernale, anziché innalzarsi alla volta celeste. Ma gli zeri, i tori...?




5.

Dolore dopo la caduta della speranza, ma ora... Poi, bla... Suggerimenti?

Jada kada mada nada pada rada, sada... Tada, yada... Zada?
(Serbo)

Ammettetelo: è meravigliosa questa traduzione! Il senso è talmente trasparente che non necessita d'alcuna spiega!



6.

Morire come nuvole, soli, o l'alba rossa.

Dori mori nori, sori, ori zori rori.
(Rumeno)

Poesia, pura poesia!



7.

Anguilla, sponda trappola finale sarà luminoso inferno cellulare, l'articolo pieno di erbacce, bucce, sommosse della pelle, ma raramente giallo piega pillola del petrolio; gufo vorrebbe sfera cava piena di ruolo divertente, toro lana, generoso nel mese di luglio... Cazzo! triglia nulla? Tazza, perdi riempimento.

Aal, nal val, wal zal bel cel fel hel; iel kel, pel, rel vel, wel yel zel oil pil ril; uil wil bol dol hol lol rol vol, wol bul, gul jul... Lul! mul nul? Pul, rul vul zul.
(Olandese)

— L'anguilla certamente si reca alla sponda ove deporrà le uova, e morirà («trappola finale»), spinta dall'istinto di riproduzione; e dentro le uova pulluleranno le cellule, «luminoso inferno», in quanto vivere è infernalmente oscuro e paradisiacamente luminoso al tempo stesso. Poi si tratta d'immondizia, grumi di petrolio inclusi... Poi gli animali esprimono desideri: il gufo vorrebbe quella sfera (che resta tutta da spiegare), il toro vorrebbe della lana (e poiché si è a luglio, è un bel sacrificio per lui chiederla!, per lasciare i migliori doni agli altri), la triglia non si sa che cosa voglia... E si svuota la tazza, non so quale.

— Anch'io vorrei una «sfera cava piena di ruolo divertente»!, qualunque cosa sia. La voglio, la voglio!



8.

Freddo pazzesco! Inserisci il labbro diventato così pericoloso! Scommettere sul pantano... Peccato avviato... con le budella! a caldo!

Malle toffe! Vul vaar ben lip dus men! Af bet veen den... Sin leid... ten lef! tot hot!
(Olandese)

Oh! notare che, per puro caso, la frase inizia con un «freddo» e finisce con un «caldo». E che il campo semantico è lutulento e lussurioso quanto mai prima d'ora. Si tratta forse d'un anilingus? In ogni caso, a illuminarci qui – potrebbe dirsi – è, piuttosto che il lume della ragione, il lume intestinale.



9.

Abbraccio di coppia, toccare, piegare. Percorso di budello? basti pensare... membro! Meglio si avvicinò, cortese attrito, senza pelle. Bene, il pelo.

Paar hug, tap, fold. Pad vanb? pas meen... lid! best derd, fric hoff, vel off. Wel, de fur.
(Olandese)

Direi che il contesto è inequivocabile, e al tempo stesso alquanto equivoco.



10.

L'anno scorso, l'imbuto nel vaso di fiori. Suggerimento? Vai avanti, stupido!

Mullu potti ratti lilli. Tippi? Minge, lolle!
(Estone)

Lo «stupido» è probabilmente un artista, e «l'imbuto nel vaso di fiori» una sua opera.



11.

Ode alla storia, alla moda. Anche l'acqua, l'immagine del codice.

Godo zodo, bodo modo. Sodo vodo, podo kodo.
(Sloveno)

In sintesi: panta rei.



12.

Pino ha la figa di ghiaccio: Mark dovrebbe regolare il succo, il denaro contante? Processo di adattamento della voce: giacche, borse, vasi... Era quasi una prova di corsa.

Nus has his pus es: kus rus lus jus, kas? ses pas pos: jas, tas, vas... was ris ras tes.
(Indonesiano)

— Attenzione: in questo caso, anziché selezionare l'opzione Rileva lingua, ho tenuto il pedale fisso su Indonesiano. Se lo teneste su Rileva lingua, vi verrebbe risposto che «La traduzione da Occitano a Italiano non è ancora disponibile». Misteri del Traduttore di Google! Voi tentàtele tutte, in nom dell'arte.

— Che storia! per rendere il suo partner meno frigido, dunque, Mark dovrà comprargli regali sempre più costosi...




13.

Continuare, migliorando, la gigantesca calotta di grasso, saturando seme leggero, pulito, dritto a chiudere l'ingegno!

Ette, bette, dette fette hette jette, mette lette aette, nette, rette sette tette vette!
(Norvegese)

Ovviamente il «seme leggero, pulito» sarà la virtù, e il «grasso» la corruzione; quest'ultima, aumentando, ottunde e occlude tutto.



14.

Uno degli obiettivi è somma: molto buona, con un centinaio, la diga di sperma. Il buco del culo? La mia mamma? nessuno dei due. Ho tono! Suono senza ponticelli. Prosciutto di gomma? Sì! Lui a venire, eh... sarebbe gin? marmellata? Infine, dono di una gemma.

Um tem sum aim: bem bom, cem com, cum dam. Rim? Mim mom? nem num. Uem tom! Som sem jum. Ham gum? Sim! Him vem, hem... iam gim? jam? fim, dom dum gem.
(Portoghese)

Si tratta d'una prostituta. Ha scelto il suo mestiere per vari motivi, non ultimo la prospettiva d'elevati guadagni. E così il suo corpo si offrirà come frangiflutti ai flutti della passione dei clienti. Ma l'ano resterà tabù, per dignità, come pure le membra di sua madre: prostitute che si dànno meno tono venderebbero la propria, lei invece è talmente raffinata che può paragonarsi a certi violinisti i quali - per vezzo virtuosistico - usano sonare i loro strumenti dopo averli privati dei ponticelli (come certi scacchisti che dànno all'avversario il vantaggio d'una torre). Ben accetti, invece, restano i falli di gomma. I clienti pretenderebbero, inoltre, che lei ingerisse il loro seme, come fosse gin o marmellata; ma lei accetterà ciò soltanto se le saran donati dei gioielli.



15.

Possono accarezzare i cervi, sbagliato mondo! E l'albero era scarico, si era trovato giù al promontorio. Veggente! per lo stagno, soffrire!

Can pat rein, verd feil! Og tres reis dren, finne dun hos hed med nes. Seer! gir tin, lir!
(Norvegese)

Argomento: la natura stuprata. Ci si indigna che si possano molestare sessualmente i cervi, non esistendo legge che lo vieti, e che gli alberi vengano svuotati d'ogni linfa, sradicati, trascinati via e abbandonati. Il veggente sa che la situazione degenererà sempre più neramente, là intorno allo stagno dei cervi, e soffre per essi e per gli alberi e per l'acqua stessa.



16.

Spogliato di tutti i gradi, affresco... periodo? Matrimonio bello! Lui ha... straccio sul membro, vero?

Svuco сва дег, фресц... пери? фин sват! ха хе... раг о уд, bи?
(Serbo)

— Settato Serbo anziché Rileva lingua (dopo che «svuco sva», nucleo originario, era risultato serbo), il Traduttore mi convertiva automaticamente i caratteri romani in cirillici! Inoltre, toglievo di mezzo le parole intraducibili già via via che le andavo scrivendo, diversamente che nella procedura standard del giuoco.

— Qui sicuramente si tratta d'un militare degradato, probabilmente per insubordinazione dettata da un rigurgito di dignità hippy o simile, che si mette a fare il pittore e dedica un affresco ai primi tempi del suo matrimonio, quelli felici; ivi ritrae, fra l'altro, sé stesso completamente nudo tranne che per un pezzo di stoffa a celargli «il membro che l'uom cela» (Inf. XXV 116).




* Difatti, variando maiuscole e minuscole, misteriosamente il risultato cambia! Per es. la frase Ur vall bus ge teer noll piff gul ner dol, mej sin val nar den pol, tand dà, con Ur, questo: Da un male elettorale dare gioia tè giallo zero dollaro giù, me la scelta, quando il polo, l'odontoiatria; ma se si amminuscola in ur, dà questo: Fuori dai guai elettorale dare gioia tè giallo zero dollari in giù, me, la sua scelta nel polo, dente. Negli esempi riportati in questo post, tuttavia, per motivi estetici, talvolta si son messe le maiuscole anche laddove nel Traduttore di Google si son dovute metter le minuscole.