Mio bel fiore d’amor che tutto luce rompi il quadro di tenebra del mondo, mio bel fiore di tenebra che a fondo tagli del mondo la banale luce, mio bel fiore di tenebra e di luce che scombini i parametri del mondo, già l’ottava alla fine mi conduce e ancor per nulla t’ho descritto a fondo. |
«In principio…» o forse è tutto un nastro di Möbius, perforato pentagramma dai cui segni esce luce: ed ecco un astro, una stella cometa, ogni altra fiamma o cristallo di neve – onde l’impiastro di molecole insieme babbo e mamma d’alghe, e vermi, e del bipede (disastro) che pensa in lui s’arresti l’anagramma. Cosí non è; ché un centro non esiste, se non esiste alcun principio o fine; e mi spiace che ciò ti renda triste. Godi, invece, ché è poco quel che hai perso: fuor del tuo guscio, vedi le divine prospettive; e t’è guscio l’universo. |
Non ci resta che augurarvi / buona fine e buon principio, / siate magni o siate parvi, / siate in cella o in municipio.
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