28 settembre 2014

«100 Thousand Poets for Change» a Capua

Palazzo della Gran Guardia.
Sabato 27 settembre, a cura dell'Accademia Palasciania e del Comitato Stop Biocidio Caserta in collaborazione con l'Associazione Pro Loco, alla presenza di almeno trentatré persone fra poeti, performer e puri spettatori si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, per la durata di circa due ore, Fiori da una terra avvelenata. Centomila poesie contro il biocidio, la versione locale della IV edizione dell'evento mondiale annuale 100 Thousand Poets for Change. Tutto si è svolto come da programma (vedi il programma qui).

Nella prima parte del reading Alessandro Decato e Marco Palasciano hanno recitato diciannove poesie scelte, edite, di altrettanti autori, incentrate sul tema del disastro ambientale.

Marco Palasciano e Alessandro Decato. Foto di Roberto Cocchis.

Maria Valente. Foto di Roberto Cocchis.
Nella seconda parte sono state recitate ventuno poesie su temi vari, edite o inedite, di altri tredici autori, dei quali erano presenti dal vivo i seguenti sette (alcuni dei quali hanno letto da sé le proprie opere, altri affidandosi ad altri performer), qui elencati in puro ordine alfabetico: Giuseppe “De Sadel” Caterino; Roberto Cocchis; Salvatore D'Angelo; il più giovane dei poeti, Daniele Golino (latore, fra l'altro, del più originale «fiore», un quartetto di liriche psico-allegoriche ispirato alle fasi della luna); Salvatore Lagravanese; Giovanni Nacca; e l'unica poetessa, Maria Valente (fra tutti la più apprezzata, non solo per la qualità del testo, un canto d'amore per la nostra «terra avvelenata», ma anche della recitazione).

A tutti i poeti e performer intervenuti, infine, è stato fatto omaggio di una copia del Dono dell'Amicarium 2013 di Marco Palasciano. Del nostro Presidente ora si attende lo spettacolo su testi leopardiani alla Casa delle Arti di Succivo; e del quale intanto, restando in tema di disastro ambientale, qui potete trovare il saggio-racconto I boschi ombrosi e l'arte dell'oblio, cui durante l'incontro si è accennato.

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