21 aprile 2014

Come sconfiggeremo i nostri mostri?

Comunicato stampa sulla puntata n. 10 del laboratorio «Encyclopædia Cœlestis». Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Finito il ciclo delle Muse, inizia quello dello Zodiaco. La decima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, avrà per argomento base la guerra ai mostri: la varietà dei modi – fuga, lotta, autodistruzione ecc. – in cui ciascuno di noi reagisce a ciò che di più negativo e oscuro ci aggredisce dall'esterno, o anche dall'interno. Motivo ispiratore saranno infatti le costellazioni dei Pesci e del Capricorno, connesse al mito dell'invasione dell'Olimpo da parte del mostro Tifone. 

L'appuntamento è per domenica 27 aprile alle ore 18.30 nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell'Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica lunedì 28 alle ore 21.30 in sede da definire (info: 3479575971).

Le cinque puntate rimanenti si terranno a cadenza quattordicinale, in diversi palazzi e giardini, come sempre articolandosi in una lezione-spettacolo più una serie di improvvisazioni teatrali o altri giochi cui chiunque potrà partecipare. Ricordiamo che è tutto gratis e che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso. Il laboratorio, diretto dal filosofo e artista multidisciplinare Marco Palasciano, continuerà a svolgersi in tal modo fino al 7 luglio, a completare un giro di quindici puntate, i cui resoconti potranno via via leggersi in palasciania.blogspot.com.

15 aprile 2014

Bestiari, erbari, lapidari: un unicum

I nostri quindici nidi pedotrofici
di Sceliphron spirifex.
Domenica 13 aprile si è tenuta in Capua, nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 11 partecipanti e per la durata eccezionale di circa tre ore e tre quarti, intervallo incluso (con degustazione di manicaretti di Daniela N. e Maria Cristina C.), Wunderkammer senza confini. Dalle ideuzze platoniche alla matrice iperdimensionale delle strutture dell'universo, la puntata n. 9 di Encyclopædia Cœlestis. Novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia, ovvero la sesta stagione di incontri filosofici dell'Accademia Palasciania. La sera successiva la puntata si è replicata nel Palascianeum alla presenza di 9 partecipanti, di cui 4 già presenti la domenica.

La puntata n. 10 e relativa replica (tema: vedi qui) si terranno – sempre gratis – l'una domenica 27 aprile alle ore 18.30 nel Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici), sede dell'Associazione Pro Loco, e l'altra lunedì 28 aprile alle 21.30 in altra sede, la cui ubicazione potrà essere conosciuta dalle persone interessate telefonando o inviando un sms al 3479575971, o contattando Marco Palasciano in facebook.

La puntata n. 9, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo dedicata a Urania, musa dell'astronomia (o, più ampiamente, delle scienze fisiche e naturali), associata al cielo delle stelle fisse, più una serie di giochi. Di séguito l'elenco degli argomenti trattati nella lezione:

Dettaglio da un dipinto di Marcantonio Franceschini
raffigurante Urania, ca. 1700. Qui l'opera integra.

Cosa distingue l'uomo dalla bestia
Per nove puntate, ciascuna Musa ha suggerito una diversa risposta alla domanda «Cosa distingue l'uomo dagli altri animali?» (talvolta ampliando «l'uomo» in «l'uomo e altri animali superiori», cioè dal cervello particolarmente evoluto, tipo scimpanzé e delfini). Si sono ora adunate tutte le risposte:
● per Talìa il riso
● per Clio la memoria esterna (scrittura, documenti audiovisivi ecc.)
● per Callìope la mimesi cosmica (nelle arti narrative)
● per Tersìcore il saper rendere il corpo strumento della mente
● per Melpòmene l'idea di etica universale
● per Èrato l'eros fine a sé stesso
● per Euterpe l'arte fine a sé stessa
● per Polimnia la deduzione razionale dell'eternità dell'essere
● per Urania il progresso scientifico
I corpi dal sesto al ventesimo, in ordine di grandezza, del sistema solare,
ovvero i suoi quindici massimi corpi rocciosi. Cliccare per ingrandire.

Urania e le stelle
Giuliano Preparata,
L'architettura
dell'universo
, 2001.
I 20 maggiori corpi noti del sistema solare: il Sole, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, la Terra, Venere, Marte, Ganimede, Titano, Mercurio, Callisto, Io, la Luna, Europa, Tritone, Eris, Plutone, Makemake, Titania. I giganti gassosi. La scoperta di Urano (1781) e di Nettuno (1846): i pianeti del sistema solare sono otto. Il declassamento di Plutone. Astronomia antica: stelle fisse e stelle erranti. Urania sulla Ruota assiologica: il settore Scienza e tecnica. Simmetria terra/stelle: a Talìa si è associata la contemplazione di cose che fanno ridere, più o meno spregevoli, e il più basso divertimento; a Urania si associa ora la contemplazione di cose che risvegliano il senso del sublime e innalzano lo spirito. Lettura di un frammento dalla prefazione di Emilio Del Giudice a L'architettura dell'universo (2001) di Giuliano Preparata.

Coccodrillo con in bocca un piviere
egiziano che ne pulisce i denti.
Tra le infinite meraviglie della natura
Le Wunderkammern cinque-settecentesche tra mirabilia naturalia e artificialia. L'approccio alle scienze fisiche e naturali da parte delle persone comuni (qui fra l'altro il relatore – dopo aver accennato al suo interesse da bambino per quarzi, pteridòfite, conchìferi ecc. – ha esibito dei nidi pedotrofici di Sceliphron spirifex, detto anche vespa vasaio, raccolti nella biblioteca del Palascianeum). L'animale più lungo del mondo: il Lineus longissimus. La simbiosi. Il lichene. Il coccodrillo e il piviere egiziano (Pluvianus ægyptius) che gli fa da «guardiano». Il gobio (generi Cryptocentrus e Amblyeleotris) e il gamberetto cieco (genere Alpheus): quest'ultimo scava una tana per ambedue, mentre l'altro fa la guardia e lo avvisa con colpetti di coda in caso di pericolo. Animali asessuati, monosessuati ed ermafroditi. Alcuni esempi di dimorfismo sessuale. Cosa fa la mantide religiosa al mantidino durante l'accoppiamento.

Il gobio e il gamberetto.

Tutto è uno (1)
Un geòde.
Lettura di parte del cap. III del Doctor Faustus (1947) di Thomas Mann (sulla virtualità dei colori strutturali sulle ali delle farfalle, il criptismo e il mimetismo, i cristalli «imitatori della vita» e gli esperimenti didattici di papà Leverkühn). «Ciò che accomuna veramente le cose che definiamo vive non è una loro proprietà intrinseca, ma la nostra percezione di esse» (Ferris Jabr, Perché la vita, in realtà, non esiste, ScientificAmerican.com, 2 dicembre 2013). Anche il tempo è soltanto una nostra percezione (vedi videointervista a Carlo Rovelli). Gli atomi che costituiscono i nostri corpi provengono dalle supernovæ. Le stelle si formano per il collasso gravitazionale di gas sparsi per lo spazio, perciò quando ti cade una penna per terra è perché la materia di cui è composta desidera essere una stella.

Lo stato attuale della ricerca cosmologica
Si sono a questo punto riportate le risposte del cosmologo Sante Carloni a una nostra breve intervista (che potete leggere qui).

Mantispa: una vespa che copia l'idea della mantide.
Parentesi metafisica:
il continuum delle strutture
La questione della correlazione fra corpi e anime. Lo sguardo sul corpo da parte dell'anima a mo' di ripresa soggettiva tramite obiettivo zoom. Il realismo strutturale ontico e l'analogia tra la virtualità della materia e i colori strutturali sulle ali delle farfalle. Confronto tra la teoria platonica del mondo delle idee e la teoria palascianiana del continuum delle strutture: per quest'ultima, l'«idea» (o «storia» iperdimensionale) di una struttura (un singolo organismo, molecola ecc.) e la sua proiezione («cinematografica») nel mondo materiale sono perfettamente isomorfe, e non in rapporto di perfezione/imperfezione. A fronte della continuità del continuum delle strutture (simile alla borgesiana «Biblioteca di Babele», ma con corpi al posto di libri) vi sono discontinuità interstrutturali nel mondo contingente: ciò a causa dei salti evolutivi, delle estinzioni ecc. La natura è senza copyright: il mimetismo come copia di «idee» (!) a livello dell'inconscio collettivo (ovvero del continuum delle strutture). I sosia all'interno d'una medesima specie non fanno meraviglia, ma mantide e mantispa a esempio sì (l'una appartiene agli esopterigoti, l'altra agli endopterigoti, tassonomicamente assai distanti).

Turritopsis nutricula.
L'evoluzione biologica
Evoluzione come continua sperimentazione euristica (in opera al livello dell'inconscio collettivo, ovvero del continuum delle strutture). Destituzione di fondamento della teoria creazionistica, alla luce fra l'altro del fenomeno dei trasposoni e di come il nostro genoma sia un mosaico contenente anche pezzi di genoma di virus (fu così che i mammiferi acquistarono la placenta). Dignità di ogni stadio evolutivo: non ha senso dolersi di essere forme intermedie; quel che conta è l'entelechìa. Il finito è parte dell'infinito e «partecipa compiutamente della sua gloria». La teoria di Steve Jones sull'arresto dell'evoluzione umana; di contro, la sfida evolutiva rappresentata dalle future esplorazioni di altri pianeti. Possibilità che la durata di una singola vita si estenda a migliaia di anni allorché il raggio d'azione della specie d'appartenenza non rimanga più limitato al solo pianeta d'origine. La vita teoricamente eterna della Turritopsis nutricula.

Tutto è uno (2)
Di «come la condizione di risonanza in cui tutto l’universo è immerso come un solo corpo [...] implichi anche scientificamente un’etica ed una politica non relative, ma naturali» (Giorgio Masiero sul pensiero di Emilio Del Giudice). L'antico discrimine tra mondo sublunare e supralunare. L'esobiologia nell'immaginazione dei filosofi da Anassagora a Kant. La collana di fantascienza «Urania».

GIOCHI

I primi tre giochi, concatenati, si sono svolti la domenica; il quarto il lunedì. (Il titolo Il disegno intelligente allude ironicamente all'idea omonima.)

Alieno ideato da Enrico C. durante il gioco del Disegno intelligente.

Il disegno intelligente
Ciascuno ha un foglio e una penna, e disegna una forma di vita aliena immaginaria. I disegni vengono votati (ciascuno può votare 0, 1 o 2 per ciascun disegno). I disegnatori i cui disegni riscuotono il maggior plauso diventano i capitani di altrettante squadre.

Il teatro anatomico
Gioco a squadre. Bisogna rispondere a delle domande di anatomia umana, ma dimostrando scientificamente le risposte, cioè denudando ed esibendo le parti anatomiche in oggetto. Per ogni risposta corretta si riceve un numero variabile di schede fotografiche di argomento scientifico, fra macroscopia e microscopia, che risulteranno utili nel successivo gioco. Domande:
● Dove si trovano le orecchie?
● Dove si trovano i muscoli scaleni?
● Di quante falangi si compongono le dita di una mano?
● Dove si trova il gastrocnemio?
● Quante dita ha un essere umano?
● Quante costole ha un essere umano?
Il congresso di esobiologia
Ciascuna squadra prepara una relazione scientifica sui risultati delle sue esplorazioni di pianeti alieni, per la quale ha da utilizzare le schede poc'anzi conquistate, reinterpretandole a piacere ai fini del racconto. Tenutesi al leggio le relazioni, infine si vota per eleggere la migliore.

Un momento del gioco del Congresso di esobiologia. Il congressista sulla destra regge
le schede guadagnate dalla sua squadra nel corso del gioco del Teatro anatomico.

Marte il 13 aprile 2014.
Foto di Maximilian Teodorescu.
Il Cantico delle creature 2.0
A turno ciascuno legge un capitoletto da un elenco di nomi (circa cinquecento) dei più rappresentativi organismi biologici e altre strutture, sistemati per insiemi concentrici in ordine di distanza morfologica dall'uomo, allargando via via il cerchio agli ominìni, agli omìnidi, agli ominòidi, ai catarrini, alle scimmie, agli aplorrini, ai primati, agli euarconti, agli euarcontiglìri, ai boreoeutèri, agli exafroplacentali, agli euteri, ai teri, ai mammiferi, agli amnioti, ai tetràpodi, agli gnatostomati, ai vertebrati, ai cordati, ai deuterostomi, ai bilàteri, agli eumetazoi, agli animali, agli opistoconti, agli eucarioti, all'intero mondo biologico (eucarioti + procarioti + domìni extraterrestri ignoti), all'intero mondo fisico (organismi viventi + corpi celesti + minerali + altri composti chimici e miscugli + singoli elementi chimici + singole particelle + ?), e infine a tutta la realtà (fisica + metafisica).

Osservazione del cielo
Lunedì, al termine della puntata, ci si è recati a osservare il cielo stellato, soffermandosi in particolare sull'osservazione del pianeta Marte, che proprio in questi giorni si trova al colmo del suo splendore.

14 aprile 2014

Tre domande sulla cosmologia

Riportiamo qui la nostra intervista dell'11 aprile 2014 al gentilissimo Sante Carloni, di cui è stata data lettura durante la puntata n. 9 di Encyclopædia Cœlestis.

A che punto è oggi la ricerca cosmologica? cioè, cosa presumiamo di sapere, fondamentalmente, sulle origini e la natura del cosmo?

— La ricerca in cosmologia è ad una svolta epocale. Per la prima volta la tecnologia ci ha permesso di osservare aspetti dell’universo impensabili solo dieci anni fa. Questo ha indotto una transizione della cosmologia da branca della matematica applicata (e della filosofia) a scienza fisica. Il punto è che oggi sappiamo sempre di più ma capiamo molto poco. Sappiamo per esempio che la teoria del Big Bang, e quindi del cosmo che ammette una origine, è più consolidata che mai e abbiamo un modello che descrive la storia cosmica, da 10-13 secondi fino a un tempo molto vicino a quello presente, che funziona benissimo. Al di là di questi innegabili successi, e come in tutti i campi, ci sono delle domande alle quali non sappiamo rispondere. La descrizione stessa del modello corrente della cosmologia è straordinariamente semplice e questo in sé indica che qualche meccanismo sconosciuto e profondo è all’opera, del quale non capiamo la natura. A questo si aggiungono il problema della fisica del Big Bang stesso e quello della materia e dell’energia oscura che sono, a parte annunci troppo entusiastici, ancora a mio avviso molto lontani da una risoluzione soddisfacente.

La teoria dello stato stazionario è da buttare?

— La teoria della stato stazionario non è al momento la favorita. Ci sono degli aspetti dell’universo osservato che sono difficili da spiegare in termini di un modello stazionario. In fisica comunque si deve valorizzare la diversità. Ciò che è vero oggi, domani sarà certamente corretto o falsificato. Per cui ci sono ancora persone, anche di un certo calibro, che lavorano su questi modelli.

L’universo è infinito come diceva Giordano Bruno?

— A giudicare dalle osservazioni e prendendo per buone certe assunzioni, l’universo è infinito. In cosmologia queste assunzioni sono un male inevitabile, siamo in un caso estremo dove il metodo scientifico nel suo punto centrale (gli esperimenti per verificare le ipotesi fatte) è seriamente limitato. La cosa da capire è il significato della parola infinito. Geometricamente, infinito significa lo stesso di cosiderare il piano cartesiano: non ci sono bordi. In realtà la geometria universale è più complessa e appartiene alla categoria degli spazi iperbolici. Bisogna comunque pensare che in fisica il concetto di infinito è differente da quello matematico-filosofico. Qualcosa è infinito quando le sue dimensioni sono molto più grandi della dimensione media delle grandezze fisiche tipiche del sistema di riferimento. In altre parole, se consideriamo l’altezza di un uomo medio comparato con il raggio della galassia, in fisica potremmo dire che il raggio della galassia è infinito. Lo stesso si può applicare alle considerazioni sull’universo. Quello che sappiamo è che la sua dimensione è molto più grande di qualunque scala possiamo concepire.

09 aprile 2014

Tour fra le meraviglie della scienza

Comunicato stampa sulla puntata n. 9 del laboratorio «Encyclopædia Cœlestis». Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Questo evento fa per voi se vi dànno emozione il cielo stellato, i geòdi di quarzo, le felci giganti, le aragoste volanti e il corpo umano. La nona puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, sarà dedicata alle meraviglie del mondo delle scienze fisiche e naturali; e con essa si chiuderà il giro delle nove Muse, l'ultima essendo Urania, in compagnia della quale ascenderemo dal cielo di Saturno al cielo delle stelle fisse.

L'appuntamento è per domenica 13 aprile alle ore 18.30 nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell'Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica il lunedì alle 21.30 in sede da definire (info: 3479575971).

Durante le festività pasquali, «Encyclopædia Cœlestis» sarà in pausa, per riprendere poi il 27 aprile con la prima di dodici puntate ispirate allo Zodiaco. 

Ricordiamo che è tutto gratis e che è possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso. Il laboratorio, diretto dal filosofo e artista multidisciplinare Marco Palasciano, continuerà a svolgersi settimanalmente fino al 14 luglio, in diversi luoghi, nell'arco complessivo di ventuno puntate, i cui resoconti potranno leggersi di volta in volta in palasciania.blogspot.com.